Portoferraio (Ferajo o Feraja in dialetto elbanoAttilio Zuccagni Orlandini, Corografia storica, statistica e fisica dell'italia e delle sue isole.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Livorno, in Toscana.
Geografia fisica Territorio Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
Clima
Classificazione climatica: zona C, 1025 GR/G Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002
Storia
Secondo Apollonio Rodio, il luogo dove sbarcarono gli Argonauti di Giasone, poiché stavano cercando Circe, si chiamava Porto Argo (Argòos limèn, Ἀργῳος λιμὴν; da argós [ἀργός], «bianco», in riferimento alle locali scogliere e spiagge di aplite tormalinifera biancastra) ed è oggi localizzato presso la spiaggia delle Ghiaie.Strabone, Geografia, V, 2,6. Nell'area si trovano i resti di due ville marittime romane (villa delle Grotte e villa della Linguella) che testimoniano un'assidua frequentazione in età imperiale. Secondo una tradizione letteraria del XVIII secoloGiovanni Vincenzo Coresi Del Bruno, Zibaldone di memorie, Biblioteca Marucelliana di Firenze, C, 29, 1729., peraltro non attestata da alcun riferimento storico e documentale, in età romana il sito si sarebbe chiamato Fabricia - da cui Borghi FabbriciiSebastiano Lambardi, Memorie antiche e moderne dell'isola dell'Elba, Firenze 1791. - in riferimento alle antiche lavorazioni siderurgiche presenti nella zona. Già dal XVIII secolo furono rinvenute tracce di un insediamento romano presso l'attuale centro storico di Portoferraio; murature in opus reticulatum e opus sectile, lastre di piombo, denarii e tracce di almeno due piccole necropoli collocate presso i Mulini e gli Altesi. In un documento del 1548Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del Principato, Carteggio universale, 1548. si descrive un probabile teatro situato tra il Forte Falcone e il Forte Stella, oltre al ritrovamento di una testa in marmo raffigurante un giovane satiro presso l'attuale Piazza Padella e di tre grandi teste marmoree nella Villa romana della Linguella (due maschili ed una femminile), poi inviate al granduca Cosimo I in Firenze.
Il toponimo Ferraia o Ferraria è documentato a partire dal 1278Archivio Storico Diocesano di Pisa, Instrumenta Rodulfini notarii, in Silvestre Ferruzzi, Pedemonte e Montemarsale, Pontedera 2013. e trae origine dalle attività siderurgiche presenti nell'area sin da epoca etrusco-romana. Il circondario di Ferraia (il cui comune è documentato dal 1289Silvestre Ferruzzi, Pedemonte e Montemarsale, Pontedera 2013.) fu pesantemente colpito nel 1544 dalla flotta di Khayr al-Din Barbarossa, con la distruzione del vicino fortilizio di Montemarsale e della pieve medievale dei Santi Giovanni e Silvestro. Successivamente, il distretto di Ferraia fu ceduto dagli Appiano per ordine dell'imperatore Carlo V ai Medici nel 1547. In cartografie del XVI secolo si registra una mutazione del nome in Ferraio.Sebastian Münster, Tommaso Porcacchi et alii.
Portoferraio fu rifondata per volere di Cosimo I granduca di Toscana nel 1548, affidando all'architetto Giovanni Camerini la progettazione di una città fortificata simbolicamente chiamata Cosmopoli («Città di Cosimo»). Al limite occidentale della darsena fu realizzata la Torre del Gallo, che deve il proprio nome all'antica presenza, sulla sua sommità, di un gallo in bronzo dorato opera dello scultore Giambologna, che simboleggiava la «nuova alba» della città fortificata di Cosmopoli; tale scultura venne trafugata alla fine del XVIII secolo. Per motivi di sicurezza, la darsena veniva periodicamente chiusa con una lunga catena di circa 125 metri che partiva dalla Torre del Gallo e terminava alla Torre della Linguella. La città fortificata riuscì a resistere agli attacchi franco-turchi di Dragut del 1553 e del 1555. Nel 1576 Tommaso Porcacchi scrisse che il granduca «ha fatto fabricare una città che da tutte tre le parti di fuora circonda con le fortissime sue mura quell'isola, che par distaccata dall'Elba; e dal nome suo l'ha chiamata Cosmopoli».Tommaso Porcacchi, L'isole più famose del mondo, 1576. La nuova città fu concepita come presidio militare con lo scopo di difendere le coste toscane nonché come sede dei Cavalieri di Santo Stefano, e nel 1583 venne così descritta da Giovan Battista Adriani: «Il poggio più elevato, che signoreggia e scuopre tutto il porto, fu chiamato il Falcone: l'altro men rilevato dalla forma della fortezza secondo la qualità del sito hebbe nome la Stella, spargendo le sue fortificazioni qua e là a guisa di razzi. Parimente fermarono un bastione sopra la bocca del porto, il quale fu chiamato dalla forma Linguella». L'epigrafe marmorea che il granduca fece apporre sulla cosiddetta Porta a Mare, l'ingresso principale del porto, descrive infatti la fondazione della nuova città: «Templa, moenia, domus, arces, portum Cosmus florentinorum dux a fundamentis erexit a. D. MDXXXXVIII».
La città, exclave toscana nel Principato di Piombino, all'inizio era poco più che un insieme di fortificazioni (ancora tutt'oggi visitabili e ben conservate), come i tre forti: Forte Stella, Forte Falcone e la Linguella (mentre Forte Inglese fu realizzato successivamente - sui resti del Forte San Giovanni, demolito nel 1738 - per rinforzare la cittadina in vista dell'assedio della flotta britannica) e la bellissima cinta muraria, i cui resti, tuttora in buono stato e resi abitabili, circondano il centro storico di Portoferraio.
Ancora oggi è in gran parte visibile l'imponente cortina di bastioni che dalla rada si eleva fino al Forte del Falcone (Bastione della Cornacchia a difesa dell'antica Porta a Terra, Bastione delle Palle di sotto che dalla Porta degli Altesi dava accesso al superiore Bastione delle Palle di sopra, Cortina degli Altesi, Bastione del Veneziano, Opera del Raggione, Opera del Cavaliere, Tanaglia sotto il Falcone, Opera nuova, Opera di Santa Fine, Batteria degli Spagnoli di fronte alla spiaggia delle Ghiaie). Nel 1694, ad opera del governatore Mario Tornaquinci, fu realizzato il cosiddetto Ponticello, una struttura - poi demolita nel gennaio 1925 - sul fossato artificiale che separava la città fortificata dal resto dell'isola. Nell'anno 1700 furono lastricate le vie del centro storico, per volere del governatore Benedetto Guerrini, con bozze irregolari di calcare compatto rosato estratto nelle cave marittime di Punta Pina e Punta degli Scalpellini, i due promontori che chiudono la vicina insenatura di Bagnaia. Tale caratteristica, nel passato, ha suggerito l'epiteto di «Città rosa» dato a Portoferraio.Sandro Foresi, Luci e bandiere nel cielo e nel mare dell'Elba, Portoferraio 1938.
Nel piccolo promontorio roccioso di bianca aplite tormalinifera ad ovest della città (chiamato Capo Bianco di Dentro per distinguerlo dal Capo Bianco di Fuora, l'attuale Capo Bianco) fu realizzato il Lazzaretto che successivamente venne trasformato, nel 1803, in una strategica fortezza francese detta Fort Saint-Cloud; questa fu demolita nel 1900 con l'impianto dello stabilimento siderurgico dell'Ilva. La città rimase sotto il controllo del Granducato di Toscana fino al XVIII secolo quando l'isola, per la sua posizione strategica, fu al centro di una guerra tra Francia, Austria e Inghilterra. Con un decreto del 1702, il governatore Alessandro Del Nero istituì la realizzazione di un ghetto presso il Forte Stella, nella strada che poi prese il nome di via degli Ebrei. Durante il XVIII secolo fu impiantata una delle tre tonnare dell'Elba, che si estendeva tra il Forte Stella e l'abitato di Bagnaia. Nel 1801 Portoferraio fu al centro di un lungo assedio tra la marina francese e quella anglo-toscana, che risultò vittoriosa, sebbene l'isola fu poi ceduta alla Francia. Nell'aprile 1814, con il Trattato di Fontainebleau, l'isola fu affidata a Napoleone Bonaparte come sede del suo primo esilio. Napoleone scelse Portoferraio come capoluogo dell'isola; nella città sono ancora presenti e visitabili le due ville che furono sua residenza, quella di San Martino e la Villa dei Mulini. Fu grazie al regno dell'imperatore francese, seppur breve (1814-1815), che Portoferraio crebbe in importanza e modernità in maniera esponenziale, come tutta l'isola del resto, grazie alle infrastrutture create e alla valorizzazione delle miniere di ferro di Rio Marina. In questo periodo Portoferraio divenne il porto adibito al trasporto del ferro dalle miniere elbane al continente, e da ciò deriva il nome attuale. Successivamente Portoferraio tornò sotto il dominio del Granducato di Toscana fino all'unità d'Italia nel 1860. Nei «Bagni penali» della città fu rinchiuso Giovanni Passannante, a causa di un attentato nei confronti di Umberto I di Savoia.
Il 13 dicembre 1900, per interessamento dell'onorevole Pilade Del Buono, fu posta la prima pietra di un quartiere siderurgico con altiforni della società Ilva, poi distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale; l'Ilva acquistò dal Demanio l'area delle vecchie saline per un costo di lire. Tra il 1902 e il 1904 l'architetto Adolfo Coppedè progettò a Portoferraio alcuni importanti edifici, come il Palazzo dei Merli (1904) poi distrutto dai bombardamenti alleati del marzo 1944, il Palazzo degli Altiforni (1904) e la Fattoria di San Martino (1902).
Durante la seconda guerra mondiale Portoferraio — che possedeva un rifugio antiaereo a due gallerie sotto lo stabilimento siderurgico dell'Ilva — subì vari bombardamenti; tra i maggiori si ricorda quello ad opera della Luftwaffe (16 settembre 1943) con dieci Junkers Ju 88 decollati dall'Aeroporto di Viterbo, che provocò 47 vittime tra civili e militari. A dieci anni di distanza fu posta dal comune una lapide commemorativa in ricordo della tragedia.
Portoferraio conobbe successivamente un periodo economicamente stabile, come tutta l'isola, grazie alle miniere di ferro fino agli inizi degli anni settanta, quando l'industria del ferro entrò in crisi. Nel 1958, nell'area portuale di Portoferraio, fu realizzata dall'architetto Emilio Isotta la cosiddetta «Palazzata a mare», che con il suo contestato grattacielo caratterizzato da guglie metalliche doveva simbolicamente evocare il passato siderurgico della cittadina.
Nonostante la chiusura delle miniere di ferro all'Elba (1981), Portoferraio, grazie alle sue spiagge, seppe riciclarsi nell'industria del turismo che ancora oggi rappresenta la principale fonte di ricchezza.
Simboli
Nel XVI secolo adottò come primo emblema il giglio fiorentino circondato dalle palle medicee. In seguito fu cambiato con la figura di un veliero vogante nel mare con l'unica vela gonfia di vento, alludente al «porto» del nome. Anche se non blasonata, sul pennone del veliero è raffigurata una lunga banderuola coi colori nazionali. Lo statuto comunale lo descrive semplicemente «di cielo, con veliero fluttuante sopra un mare al naturale.» Il gonfalone è un drappo «di colore azzurro con lo stemma comunale circondato da ramo di quercia e di alloro e sormontato da corona turrita.»
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Propositura della Natività di Maria Chiesa di San Cristino o della Misericordia Chiesa di San Marco alle Grotte Chiesa di Santo Stefano alle Trane Cappella dell'Annunziata Chiesa del Santissimo Sacramento Chiesa di San Rocco Grotta di San Mamiliano (Isola di Montecristo) Monastero di San Mamiliano (Isola di Montecristo)
Architetture civili
Palazzi Ville Napoleoniche di Portoferraio Palazzina dei Mulini Villa di San Martino Palazzo della Biscotteria, ora Palazzo del Municipio Villa Bigeschi
Fari Faro di Portoferraio, sul Forte Stella Faro del moletto della Sanità, sulla Torre del Gallo Faro del porto di Portoferraio, sulla Torre della Linguella Faro dello Scoglietto di Portoferraio, sullo Scoglietto di Portoferraio Faro dello Scoglio d'Africa, sulla Formica di Montecristo
Architetture militari Forte Stella Forte Falcone Fortezza del Volterraio Torre del Gallo Torre della Linguella