Decollatura è un comune italiano di abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si estende su un'ampia vallata circondata da colline, alle pendici del versante orientale del Monte Reventino a un'altitudine mediamente compresa tra 663 e 1366 metri. È articolato in numerosi centri abitati di cui alcuni costituivano le sue frazioni, oggi unite senza soluzione di continuità. I loro nomi, ancora molto usati, sono San Bernardo, Casenove, Cerrisi e Adami, purtroppo, solo quest'ultima ancora classificata come frazione.

Dal territorio di Decollatura nasce il fiume Amato, l'antico Lametus, uno dei fiumi più importanti della Calabria che sfocia nel Mar Tirreno.

La superficie del Comune di Decollatura è di 50,35 km2.

Clima Classificazione climatica: zona E, 2370 GR/G

Origini del nome Per molto tempo si è creduto di ricondurre l'etimologia di Decollatura a quella di una ipotetica decapitazione occorsa durante una battaglia tra Pirro e Mamertini. Secondo questa ipotesi, introdotta dagli storici Gabriele BarrioGab. Barrii Francicani De antiquitate et situ Calabriae. Libri quinque. Romae: apud Iosephum de Angelis, 1571. e Girolamo MarafiotiCroniche et antichita di Calabria. Conforme all'ordine de' testi greco, et latino, raccolte da' più famosi scrittori antichi, et moderni, ove regolarmente sono poste le città, castelli, ville, monti, fiumi, fonti, et altri luoghi degni di sapersi di quella provincia Dal r.p.f. Girolamo Marafioti da Polistena teologo, dell'Ordine dei Minimi Osservanti, in Padova: appresso Lorenzo Pasquati: ad instanza de gl'Uniti, 1601., durante uno scontro avvenuto intorno al 275 a.C. i Mamertini avrebbero subito da parte dell'esercito di Pirro una pesante sconfitta con la successiva decapitazione di moltissimi soldati. Dell'ubicazione di questa battaglia però non è stata trovata alcuna prova né storica né archeologica, per cui l'ipotesi ha perso valore.

Nel 2017, all'interno di un'articolata ricerca storica, è stata proposta da Giuseppe Musolino una nuova ipotesi. che fa riferimento alla particolare posizione di Decollatura come territorio di controllo del valico tra la pianura lametina e l'entroterraI feudatari D'Aquino avevano imposto un pedaggio la cui esazione durò fino al 1792. Il quartiere di Decollatura in cui avveniva il controllo e la riscossione prese il nome di Passaggio che tuttora conserva.. Poiché anticamente il diritto di passaggio era anche noto col nome di corretura, attraverso successive modifiche si sarebbe giunti a Decollatura, inteso quindi come il luogo in cui si paga la corretura.

Storia

Le testimonianze archeologiche suggeriscono che il territorio sia stato abitato già in epoca preistorica e protostorica come testimoniano i numerosi frammenti di ceramica a impasto rinvenuti in località Sorbello. e la pietra coppellata di Santa Filomena. Le ricognizioni sui rilievi che circondano Decollatura hanno evidenziato la presenza di un numero cospicuo di pietre coppellate di varie forme e dimensioni che provano un'intensa frequentazione del territorio nel periodo protostorico.Musolino 2017, pp. 17-33

Nel corso dell'Ottocento numerosi sono stati i ritrovamenti di asce levigate di varie forme e materiali risalenti al Neolitico e confluite nelle raccolte di Giustiniano Nicolucci e Domenico Lovisato di cui una parte è conservata presso il Museo di Antropologia di Napoli.

Una frequentazione, invece, per il periodo romano e tardoantico, si attesta in località Muraglia dove, recenti ricerche archeologiche (2013-2014) hanno permesso di individuare resti di sepolture e di un insediamento in villa.. Questi ritrovamenti hanno consentito anche di dare un diverso significato alla scoperta occasionale — sempre in località Muraglia — nel 1982 dei resti di una tomba che alla luce delle successive scoperte è da ascrivere al periodo romano.

La continuità della frequentazione del territorio di Decollatura dalle epoche più antiche sembrerebbe essere connessa allo sfruttamento delle risorse del territorio, in particolare quelle minerarie (ferro) ma anche legname, pece e tutti i prodotti legati all'allevamento del bestiame e dell'agricoltura, senza dimenticare che la posizione di controllo del valico ha consigliato il mantenimento di un insediamento in tutte le epoche storiche. A confermare questo ruolo si può citare il nome del quartiere di Decollatura Passaggio in cui avveniva l'esazione del pedaggio da parte dell'appaltatoreL'esazione cessò nel mese di maggio 1792. Cfr. Musolino 2011, p. 60., il transito dei cavallari del servizio postale Napoli-Reggio, il transito e la sosta di Carlo V il 6 novembre 1535Giuseppe Bisogni de’ Gatti, Hipponii, seu Vibonis Valentiæ, vel Montisleonis, Ausoniæ civitatis accurata historia, III, Napoli, Mosca, 1710, p. 335..

La storia più recente è da ricollegare a migrazione di popolazione., proveniente soprattutto da Motta Santa Lucia. Fino ai primi decenni del '600 lo spostamento dei coloni mottesi fu stagionale; i primi insediamenti permanenti si verificarono dopo il disastroso terremoto del 27 marzo 1638, che rase al suolo Motta e gli altri paesi della zona. Il popolamento ebbe un notevole impulso in seguito alla concessione dei terreni in enfiteusi da parte della diocesi di Martirano, che ne era proprietaria, e venne favorito inoltre dall'eccessivo fiscalismo dei d'Aquino. Fino al 1806, infatti, il territorio di Decollatura appartenne al Contado di Martirano dei d'Aquino. Anche altri proprietari di grandi latifondi nel territorio di Decollatura avevano stipulato contratti per la coltivazione dei loro terreni con contadini e massari, determinando l'incremento dell'immigrazione. Fra i grandi proprietari figuravano l'abbazia di Corazzo, i baroni Stocco, conventi di altre città, il barone Passalacqua, i conti d'Aquino e altri proprietari ancora. Tutto questo corpo di terreni, a seguito dell'abolizione della feudalità nel 1806 per opera dei francesi, contribuì molto alla nascita della piccola proprietà perché il Comune di Decollatura che ne ricevette la quota di 1/3 attraverso lunghe e complicate vicende, lo assegnò in quote a tanti piccoli proprietariSi tratta dei cosiddetti usi civici. Cfr. Musolino 2017, pp. 393-416 e Bonacci 1982, pp. 85-145..

Il Comune fu fondato nel 1802, a seguito di una lunga causa promossa dagli abitanti di tutti i villaggi presso la Regia Camera della Sommaria di Napoli che approvò la separazione dall'UniversiàUniversità era l'antico nome dei comuni di Motta Santa Lucia. Gli abitanti lamentavano da molti anni il pesante regime fiscale loro imposto dagli amministratori di Motta da cui dipendevano, senza ricevere in cambio servizi e assistenza. A guidare l'iniziativa fu Giuseppe Scalzo (1759-1848) che firmò per conto dell'intera comunità la convenzione di seperazione da Motta Santa Lucia il 29 aprile 1802 che è quindi il giorno di nascita dellUniversità di Decollatura. Poco dopo, il 3 maggio 1802, Giuseppe Scalzo fu acclamato all'unanimità dall'assemblea dei capifamiglia riuniti sul sagrato della chiesa di San Bernardo alla carica di Sindaco di DecollaturaMusolino 2017, pp. 219-294. Nel volume sono riportati tutti i documenti relativi all'iter seguito nell'alto tribunale napoletano..

Nel mese di gennaio del 1807, durante l'occupazione francese del regno di Napoli, viene pubblicata la Legge n. 14 per la circoscrizione dei governi del RegnoBullettino delle leggi del Regno di Napoli. 1807, I, Seconda edizione, Napoli, Fonderia Reale e stamperia della Segreteria di Stato, 1813, pp. 37-79. Il testo fu pubblicato l’11 febbraio seguente.. In occasione di questa revisione dei circondari si coglie l'occasione per accorpare i piccoli villaggi fino al raggiungimento di almeno abitantiMusolino 2017, pp. 370-373., il che determina l'unione di molti di essi con Decollatura, l'unico comune giù autonomo. Al nuovo ente si attribuisce il nome Soveria sebbene questo villaggio propriamente detto non esistesse più essendo andato distrutto per l'incendio appiccato dai francesi come rappresaglia a seguito di una rivolta. Decollatura mantenne un ruolo centrale nella nuova entità. Lo si deduce dalla circostanza che tre su sei degli uomini che ricoprirono la carica di sindaco dal 1808 alla fine del 1810 erano di Decollatura (due di Adami e uno di Casenove)Musolino 2017, p. 516. Si trattava di Carmine Perri, Filippo Pirri (decurione ff.di Sindaco), Lorenzo Scalzi. Gli altri furono Gaspare Cimino, Bruno Guzzi, Santo Cardamone. e che i primi registri di Stato Civile sono conservati nell'Archivio Storico del Comune di Decollatura. Dal 1º gennaio 1811 tutto ritornò come prima per Decollatura mentre è da questa data che prese vita il nuovo Comune di Soveria Mannelli.

Durante l'occupazione francese del Regno di Napoli del 1806, Decollatura ebbe un ruolo fondamentale nelle azioni di rivolta. Fra gli altri occorre citare diversi componenti della Famiglia Stocco e Giacomo D'Urso, quest'ultimo ricordato con rispetto anche dal francese Francois Lenormant nella sua opera La Grande-Grece«Parmi les chefs qui pendant quelques années infestèrent les environs de Nicastro, un seul, Giacomo d'Urso, combattit toujours en soldat et, s'il se montra cruel envers l'ennemi, ne souilla pourtant ses mains d'aucun acte qui portât atteinte à l'honneur.» ("Tra i capi che durante alcuni anni infestarono i dintorni di Nicastro uno solo, Giacomo D’Urso, combatté sempre da soldato e, se si mostrò crudele verso il nemico, non per questo sporcò le sue mani con alcun gesto che potesse compromettere il suo onore.) Tratto da François Lenormant, La Grande-Grèce. Paysages et histoire, III, La Calabre, Paris, Lévy, 1884, p. 60. La storia di Giacomo D'Urso si può leggere in Musolino 2017, pp.354-360..

Durante i moti rivoluzionari del 1848 Decollatura ebbe un ruolo molto importante nella zona del lametino soprattutto per opera del capo rivoluzionario Francesco Stocco. Durante l'impresa dei Mille di cui Francesco Stocco comandò la Terza Compagnia col grado di Generale, nelle vicinanze del suo palazzo di famiglia — dove tra l'altro si fermò GaribaldiAlexandre Dumas che viaggiava al seguito dei Mille, testimonia: "Soltanto verso le quattro del pomeriggio, Salvati poté avvicinare il generale [Garibaldi]. Egli lo trovò nella casa di Stocco, spossato, coricato su un letto. Gli si avvicinò e gli consegnò la mia lettera. Garibaldi la lesse due volte; poi rivolse a Salvati una serie di domande sulla condizione del popolo, sulle opinioni della borghesia e della guardia nazionale. (A. Dumas, Les Garibaldiens. Révolution de Sicile et de Naples, Paris, Lévy, 1861, p. 315) —, il 30 agosto 1860 avvenne la resa dell'esercito borbonico conosciuta come il disarmo di Soveria Mannelli. La Compagnia di volontari garibaldini di Decollatura che proseguì fino a Napoli e Caserta era composta da 69 individuiMusolino 2021, p. 101; Boca 1982, p. 233..

Nella Prima e nella seconda guerra mondiale Decollatura fu segnata da molti caduti, civili e militari, come tutti gli altri comuni italiani. Nella prima guerra mondiale si ebbero 54 militari caduti e due vittime civiliMusolino 2017, pp. 514-520;; nella seconda guerra mondiale, nella Guerra d'Etiopia e nella Guerra di Spagna ci furono in tutto 69 militari caduti e 6 vittime civili; ; .. Alla Guerra di Liberazione parteciparono 10 partigiani di cui uno, Giuseppe Butera (1926-1944), ucciso dai tedeschi a Grun (Saint-Vincent, in Valle d'Aosta) il 26/12/1944.

Decollatura fu dapprima compresa nella provincia della Calabria Citeriore (capoluogo Cosenza) fino al 1816, allorquando entrò a far parte della provincia di Calabria Ultra II (capoluogo Catanzaro).

Decollatura ha fatto parte della diocesi di Martirano fino al 1818 quando, per gli effetti della bolla De utiliori di papa Pio VII, che recepiva il concordato fra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie, la diocesi di Martirano fu soppressa e aggregata a quella di Nicastro, denominata dal 1986 diocesi di Lamezia Terme.

Simboli