, con prevalenti contributi scientifici in elmintologia e in entomologia, settore in cui si distinse per gli studi sul baco da seta e le sue malattie. A Firenze fu decano dei medici primari nell'Arcispedale di S. Maria Nuova, dissettore anatomico, assistente alla cattedra di zoologia dei Vertebrati e libero docente presso il R. Istituto di Studi Superiori, preside del R. Istituto Tecnico Galileo Galilei e ultimo direttore dell'Officina ceroplastica fiorentina.Cfr. e .
Biografia Pietro Giovanni Marchi nacque da Francesco e da Teresa Silej,Cfr. secondo di quattro fratelli.
Dalla laurea in medicina alla libera docenza in zoologia e anatomia comparata Compiuti i primi studi a Firenze, Marchi si iscrisse alla facoltà di medicina della R. Università di Pisa, laureandosi nel 1855. Come medico chirurgo, avrebbe poi esercitato per trent'anni nell'Arcispedale di Santa Maria Nuova, raggiungendo il grado di decano dei medici primari.Cfr. .
Intanto, durante gli anni universitari, aveva anche frequentato per passione i corsi di Storia naturale acquisendo una solida cultura naturalistica che, anche in assenza del titolo legale di studi, gli consentì poi di affermarsi sia in ambito scientifico come zoologo sia in quello professionale come insegnante e come libero docente universitario.
Nel 1861 ottenne, per concorso, il suo primo incarico. Al R. Istituto di studi superiori di Firenze fu nominato dissettore anatomico presso lOfficina delle Cere e aiuto alla Cattedra di zoologia dei Vertebrati del R. Museo di Fisica e Storia naturale.Nominato con il R. Decreto del 15 febbraio 1861 (Cfr.). Per l'esattezza Marchi svolgeva già questo incarico, anche se in via provvisoria, dal 9 marzo 1860 (cfr.). Due anni dopo, divenne dissettore anatomico dei Vertebrati e degli Invertebrati, nello stesso R. Museo, prima presso Il Gabinetto di zoologia dei Vertebrati, diretto allora da Moritz Schiff,Cfr. e poi presso il Gabinetto di zoologia degli Invertebrati diretto all'epoca da Adolfo Targioni Tozzetti.Cfr.
Svolse l'incarico di dissettore fino all'estate del 1865 quando chiese ed ottenne un congedo per motivi di studio, essendo vincitore, per concorso, di un posto di perfezionamento in Germania.Cfr. . Così per tutto l'anno accademico 1865-66, approfondì le sue conoscenze naturalistiche sotto la guida di Rudolf Leuckart alla Justus Liebig-Universität di Gießen, di Max Schultze alla Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität di Bonn, di Ernst Haeckel alla Friedrich-Schiller-Universität di Jena ed ebbe inoltre l'opportunità di frequentare altri illustri zoologi quali Anton Dohrn, Matthijs Salverda e Richard Greef.Cfr. .
Tornato in Italia, nel dicembre del 1867 ottenne dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione la qualifica di Professore privato con effetti legali di Zoologia e di anatomia comparataCfr. e, già dal marzo a luglio 1869 tenne, nel R. Istituto di studi superiori, un primo corso libero di Elmintologia dell'uomo e degli animali domestici,Cfr.. primo corso del genere in Italia.Cfr A questo corso, altri ne seguirono regolarmente, sulla stessa materia o su argomenti diversi di anatomia comparata e di zoologia dei Vertebrati.Cfr. .
L'insegnamento nella scuola secondaria e la direzione del R. Istituto Tecnico Galileo Galilei All'impegno accademico come libero docente, Marchi affiancò ben presto l'insegnamento nelle scuole superiori. Nel 1866 ottenne la cattedra di Storia naturale nell’Istituto Tecnico di Firenze che, istituto nel 1853In effetti l'atto di fondazione dell'istituzione si può far risalire al 14 gennaio 1850 quando il Granduca Leopoldo II stabiliva, con un doppio editto, che la Classe di Arti e Manifatture, una delle tre Classi in cui era stata suddivisa l'Accademia di Belle Arti nel 1813, fosse separata dall’Accademia stessa e che Filippo Corridi ne assumesse la direzione. Nel 1853, con l'istituzione delle sei cattedre d'insegnamento tecnico e con le nuove dotazioni di supporto all'insegnamento, la Classe di Arti e Manifattura divenne l'I. R. Istituto Tecnico Toscano, inaugurato solennemente nel febbraio 1857 alla presenza di Leopoldo II (cfr. e ). come Imperiale Regio Istituto Tecnico Toscano dal Granduca Leopoldo II, era passato nel 1861 alle dipendenze del Ministero dell'agricoltura, dell'industria e del commercio. Nel 1884 Marchi fu nominato preside dello stesso IstitutoCfr. che, intanto nel 1872 era passato sotto la responsabilità della Provincia e, nel 1883, era stato intitolato a Galileo Galilei.Il R. Istituto Galileo Galilei sarebbe poi passato nel 1888 alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione e si sarebbe trasferito nel 1891, dalla vecchia sede nell’antico convento delle Cavalieresse di Malta in Via San Gallo, alla sua nuova sede di Via Giuseppe Giusti, denominata allora Via del Mandorlo (cfr. ).Marchi avrebbe anche insegnato nel R. Collegio della SS. Annunziata al Poggio imperiale di Firenze prima, nel 1870, come maestro esterno incaricato di Storia naturale e, poi dal 1873, come titolare di cattedra per lo stesso insegnamento (cfr. e ). Sempre in quegli anni, altre istituzioni scolastiche lo ebbero come insegnante esterno: il R. Conservatorio di S. Maria degli Angeli detto degli Angiolini dal 1892 al 1900 e il R. Conservatorio delle signore Montalve alla Quiete dal 1892 al 1899 (cfr.).
Fin dalla sua istituzione, l'Istituto Tecnico Toscano aveva attribuito una fondamentale importanza alla componente pratica e applicativa nell’insegnamento tecnico-scientifico e si era dotato, già dal 1857, di un Museo Tecnologico, un grande contenitore di strumenti scientifici, reperti, modelli e oggetti vari di supporto all'insegnamento e utili all’apprendimento dei principali processi produttivi.Cfr. .
Come appendice del Museo Tecnologico era stato anche istituito il Gabinetto di Storia naturale che annoverava collezioni naturalistiche di zoologia, botanica, geo-mineralogia e paleontologia utilizzate a fini didattici per facilitare la conoscenza delle materia prime naturali da trasformare in prodotti manifatturieri, con particolare attenzione agli aspetti applicativi sul territorio.
Il Gabinetto di Storia naturale del R. Istituto Tecnico Quando Marchi inizio la sua attività di insegnamento all'Istituto Tecnico di Firenze, il Gabinetto di Storia naturale era cresciuto in dimensioni, varietà e valenza delle raccolte, comprendendo reperti naturalistici e modelli provenienti, per donazioni e acquisizioni, dai principali produttori, preparatori e nobili collezionisti dell'epoca.Cfr. . Tra le donazioni più significative di reperti botanici, ci furono i due erbari del marchese Joseph Antoir, contenenti gli exsiccata raccolti da Giuseppe Raddi in Brasile e i tre erbari donati dal conte Girolamo de’ Bardi tra cui quello seicentesco del medico urbinate Crescentino Ubaldi contenenti oltre ottocento esemplari classificati secondo il sistema di Pitton de Tourneforte. In ambito entomologico, l'acquisizione più significativa fu la collezione di Lepidotteri e Coleotteri del conte Francesco Guicciardini (cfr. e ).
Fu così che nel 1870 Marchi fu incaricato di riordinare tutte le numerose collezioni del Museo tecnologico e del Gabinetto di Storia naturale, con lo scopo di renderle disponibile al nuovo corso di studi. Marchi fu impegnato in questo lavoro per quindici anni.Cfr. Ma non si limitò alla descrizione, alla catalogazione e al riordino del patrimonio museale esistente. Fin dall'inizio del suo incarico, prima come insegnante e poi come preside, Marchi si adoperò per arricchire le collezioni, potenziandone la funzione didattica e formativa, tanto che nel 1879 il Gabinetto di Storia Naturale acquisì una propria identità istituzionale e, a seguito dello smembramento del Museo Tecnologico, finì anche per inglobare i saggi delle lavorazioni manifatturiere e industriali, che andarono a costituire la nuova “Sala delle Industrie”.
Molte e di grande importanza furono le nuove acquisizioni volute da Marchi come preside dell'Istituto tecnico. Tra le più significative i modelli in cera di organografia vegetale di Egisto TortoriA parte le riproduzione di numerosi modelli in cera che Tortori aveva già prodotto per il Museo di fisica e storia naturale, il materiale acquisito comprendeva diversi modelli originali che Tortori aveva eseguito diretto da Marchi. Tra questi gli ingrandimenti della Plasmopara viticola, responsabile della peronospora, della Phylloxera vastalrix, fitofago della vite, della Puccinia graminis o ruggine del grano e della Trichinella spiralis responsabile della trichinellosi. Questi modelli furono poi riprodotti per i Musei di Parigi e di Vienna, per il nuovo Museo Agrario di Roma, e alcuni per Louis Pasteur (cfr. ). e le sessantasei tavole murali da lui dipinte,Si tratta di sessantasei tavole a olio, eseguite tra il 1870 e il 1890 sotto la direzione di Marchi. Su un fondo nero e lucido, Tortori riprodusse vari aspetti delle scienze naturali dall'anatomia umana e comparata, alla morfologia e anatomia vegetale, alla geologia e geografia fisica (cfr.). le riproduzioni in vetro di Invertebrati di Leopold e Rudolf Blaschka di Dresda,La collezione Blaschka comprendeva centodiciotto esemplari di Invertebrati marini, principalmente Celenterati Scifozoi, Echinodermi e Anellidi, tutti riprodotti con estrema fedeltà anche nelle loro caratteristiche morfologiche più minute. Fu acquistata da Marchi per ovviare all'impossibilità di ottenere dei preparati biologici naturali di questi organismi che erano allora conservabili solo in alcool ma con perdita dei colori e del turgore corporeo. Frutto di molteplici acquisti la raccolta derivava dalla «precisa volontà di Marchi di arricchire il Gabinetto di Storia naturale con una collezione didattica che offrisse un quadro sistematico delle principali specie di invertebrati degli ambienti marini europei, in linea con le conoscenze scientifiche allora più avanzate» (cfr.). i modelli di funghi in cera di Luigi Calamai,La collezione era costituita da oltre duecentocinquanta esemplari di funghi riprodotti in cera da Luigi Calamai, modellatore dell'Officina ceroplastica, diretta allora da Giovanni Battista Amici. Originariamente conservata al Museo di fisica e storia fu acquisita dall’Istituto Tecnico dopo il 1877, grazie all’opera di Marchi, ultimo direttore dell’Officina e poi preside dell'Istituto (cfr.). i preparati in alcol di animali marini di Salvatore Lo Bianco della Stazione zoologica Anton DohrnLa collezione fu acquistata da Marchi nel 1902 presso la Stazione zoologica Anton Dohrn. Comprendeva duecentosettantasei esemplari di animali marini, principalmente invertebrati, raccolti nella seconda metà dell’ottocento nel mare del golfo di Napoli. Furono preparati in alcool da Salvatore Lo Bianco utilizzando le sue originali ed efficacissime tecniche di conservazione (cfr.). e l'erbario della marchesa Marianna Paulucci.L’erbario raccoglie circa quattromila duecento exsiccata appartenenti a mille quattrocento novantadue specie, molte delle quali erborizzate nel corso di un trentennio dalla stessa marchesa Paulucci, cultrice appassionata di botanica. L'erbario fu donato dalla marchesa all'Istituto Tecnico nel 1902, per intercessione dell'amico e preside Marchi (cfr.).
Con il collocamento a riposo di Marchi nel 1907Marchi ottenne, a domanda, di essere collocato a riposo «per età avanzata» dal primo ottobre del 1907 (cfr.). ed il subentro alla direzione dell'Istituto Tecnico Galilei di Giacomo Trabucco, le collezioni del Museo Tecnologico e del Gabinetto di Storia naturale furono unificate e andarono a costituire la dotazione museale, ricca allora di oltre quarantacinquemila campioni, del Museo di Storia Naturale e Tecnologico, che sarebbe poi stato gestito dal 1987 dalla Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze.Cfr. .
Nomine, onorificenze e altri riconoscimenti