Gavirate (Gaviràa in dialetto varesotto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Situata in posizione strategica sulla riva del Lago di Varese, a cui un tempo dava il nome, Gavirate è una cittadina dalle origini antichissime; nel territorio comunale vi sono vari centri storici, ciascuno dei quali ha mantenuto sostanzialmente integra la propria identità.

Oltre alle frazioni maggiori, Voltorre e Oltrona al Lago, comprensiva della località Groppello, che fino al 16 settembre 1927 erano comuni autonomi, Gavirate ha al suo interno quattro nuclei cittadini indipendenti: Armino, Pozzolo, Fignano e la Gavirate "propriamente detta".

Dal 15 marzo 2024, su decreto del Presidente della Repubblica, Gavirate gode del titolo di cittàGavirate proclamata città da Sergio Mattarella - La Prealpina, 20 mar 2024.

Origini del nome

Per quanto riguarda l'etimologia del nome "Gavirate" sono state formulate diverse ipotesi. Alcune ascrivono la genesi del toponimo a un nome proprio latino, Gaberius o Gabius (da cui la forma latinizzata Gaberiatum), oppure dai termini glaream o glareatum, ovvero "ghiaia". Un'altra teoria fa riferimento alla presenza, su alcune carte geografiche di epoca rinascimentale, di una località denominata Biuiro sulle rive del Lago di Varese, in una collocazione giudicata compatibile con quella di Gavirate. Il nome Biuiro avrebbe un'origine celtiberica e una diretta correlazione alle caratteristiche geomorfologiche locali: contiene infatti il lemma uir, ossia "acqua", assimilabile anche alla radice uar, che è talora indicata come base del toponimo Varese. A "uir" si sarebbero successivamente aggiunte altre radici celtiche, gau, che sta per "territorio, contrada", e raudas ("strada"), dando origine alle varie forme in cui il toponimo iniziò ad essere attestato: Gaurà, Gavirado (menzionato in un documento del re longobardo Liutprando, databile al 713), Gavirago (segnalata nel 1191), Guairà (attestata nell'Estimo di Carlo V del 1558), Guirate (presente in documenti del 1722), poi stabilizzato in Gauirate e infine GavirateCenni storici di Gavirate - itinerariesapori.itMemorie della Reale Accademia delle scienze di Torino, 1873, p. 357.

Storia Il territorio gaviratese fu abitato fin dal VII millennio a.C., come dimostrato dai ritrovamenti palafitticoli sulle rive del lago di Varese. L'area del comune venne sottoposta al dominio gallico a partire dagli inizi del IV secolo a.C. e nel corso del II secolo a.C. venne occupata dai romani, divenendo parte della provincia della Gallia Cisalpina nell'89 a.C.

Relativamente al periodo alto medievale è importante il ritrovamento di un diploma dell'anno 713 in cui il re longobardo Liutprando ha legato il borgo di Gavirate al Monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Per quanto riguarda il periodo basso medievale risulta rilevante, nel XII secolo, l'insediamento di alcuni monaci dell'abbazia di Fruttuaria nel chiostro di Voltorre.

Gavirate, a partire dal 1500, come tutto il Ducato di Milano, fu interessato da saccheggi e dalle invasioni di truppe mercenarie durante il conflitto franco-spagnolo. Nel XVI secolo, in seguito alla diffusione delle peste bubbonica, venne edificato un sito, il lazzaretto, in cui venivano seppellite le vittime dell'epidemia.

Gavirate, dopo la morte del re di Spagna Carlo II e il successivo trattato di Rastadt del 1714, passò dalla dominazione spagnola a quella austriaca. Durante questo periodo, significativo è il governo di Maria Teresa d'Asburgo, nel corso del quale si ebbe una rilevante ripresa socio-economica, incentivata anche dalla creazione del primo catasto della zona. Il Governo Napoleone fece di Gavirate un centro di aggregazione distrettuale, annettendogli buona parte dei comuni confinanti, ma l'esperimento ebbe bruscamente fine nel 1815 col ritorno degli austriaci. Fu proprio l'amministrazione del Regno Lombardo-Veneto ad autorizzare l'elezione del primo Consiglio Comunale nel 1824.

Nel 1927 il comune, parte della provincia di Como, passò alla neocostituita provincia di Varese.

Il 12 gennaio 1927, in applicazione del R.D. 16 settembre 1927, n. 2390, a Gavirate furono aggregati i territori dei soppressi comuni di Oltrona al Lago e Voltorre, mentre il 19 maggio 1929 cedette le frazioni di Chignolo, Orocco e Picco al Comune di Comerio.

Mercato Il mercato di Gavirate risale alla prima metà del secolo XVI. Il 20 giugno 1539 Carlo V concesse al signore di Brebbia e di Gavirate il diritto di istituire un mercato ogni venerdì, con le esenzioni e i privilegi connessi. Le ragioni di tale concessione vanno ricercate nel fatto che gli spagnoli volevano "risarcire" il territorio gaviratese, danneggiato a causa delle razzie connesse al conflitto franco-spagnolo.R. Fassi e A. Calamia, Lago per tre, Fotolito, 1983.

Gli anni successivi videro un'espansione del mercato, che, nella seconda metà del XVI secolo, divenne centro di scambio commerciale per bestiame e prodotti agricoli per tutta l'area circostante; in particolare in esso si tenevano, due volte l'anno, nei mesi di luglio e ottobre, le fiere.

Simboli Stemma e gonfalone Nella simbologia araldica comunale si riscontrano discrepanze tra la blasonatura delle armi e le forme effettivamente adottate dal comune.

Ai sensi del R.D. 11 maggio 1936 e della LL.PP. 25 novembre 1937 questa era la descrizione araldica dello stemma:

e questa quella del gonfalone:

ai quali andava aggiunto il Capo del Littorio, poi abrogato a seguito della caduta del fascismo.

All'atto pratico, in difformità rispetto alla blasonatura depositata, lo stemma usato dal comune trasformava la foggia partita in troncata: nella metà superiore rossa si collocava la spada (la cui elsa era d'argento e non d'oro), mentre in quella inferiore azzurra campeggiavano i bisanti (anch'essi argentei e non aurei).

Con l'adozione del titolo di città, la corona turrita è stata adeguata di conseguenza. La discrepanza con la blasonatura è stata peraltro attenuata rendendo aurei i bisanti e l'elsa della spada; non è invece stata corretta la troncatura in luogo della partizione.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista conserva un artistico organo del 1901, opera di Vincenzo Mascioni di Azzio.

Chiostro di Voltorre

Voltorre è una piccola frazione del Comune di Gavirate. Qui sorge l'omonimo chiostro di Voltorre, riconosciuto monumento nazionale nel 1911. Ha origini medievali, che risalgono al 1100-1150. Il complesso monastico venne fondato dai monaci dell'Abbazia di Fruttuaria sopra un complesso preesistente dedicato a San Michele sorto in epoca longobarda.

Villa De Ambrosis All'inizio degli anni 1980 il Comune decise di ristrutturare la Villa De Ambrosis, che aveva acquisito nel 1974. La ristrutturazione della pregevole dimora, situata non lontano dal Municipio e costituita da un elegante quadriportico, è stata finalizzata a impiantarvi la nuova sede della biblioteca comunale, inaugurata nel 1997.

Nell'ampia struttura è stato ricavato uno spazio da adibire a Sala Consiliare, predisposta per le sedute del Consiglio Comunale, con una capienza di circa 100 posti e la possibilità anche di accogliere manifestazioni diverse.

Parco Morselli Il Parco Morselli sorge nelle vicinanze della chiesa della Santissima Trinità ed è così chiamato in memoria dello scrittore Guido Morselli, che donò il terreno al Comune di Gavirate. Vi si trovano una zona giochi per bambini, un'area pic-nic ed un percorso ginnico. Spettacolare è il panorama visibile dal punto più alto del Parco, dove è possibile ammirare il Lago di Varese, le Alpi piemontesi e le Prealpi varesine.

Museo della pipa Il museo della pipa di Gavirate è stato costruito verso la fine degli anni 1970 da Alberto Paronelli, il quale decise di esporre i numerosi pezzi raccolti durante i suoi viaggi all'estero. La parte espositiva conta una decina di sale, attrezzate con circa 30.000 pezzi, che comprendono pipe, utensili, macchinari, volumi cartacei, porcellane e terrecotte. La collezione include pipe precolombiane del Messico e dell'America centrale, pipe francesi e pipe scolpite a mano.

Ambiente Territorio Dal punto di vista geologico il territorio su cui sorge Gavirate è costituito in gran parte da roccia calcarea sedimentaria di origine marina, stratificatasi nel corso dell'era mesozoica. Sollevamenti tettonici successivi - era cenozoica - hanno dato origine, nell'ambito del più vasto fenomeno dell'orogenesi alpina, al massiccio del Campo dei Fiori, alle cui pendici si trova Gavirate. La parte più bassa del territorio che si affaccia sul lago ed è sede delle frazioni di Voltorre e Oltrona, è costituita perlopiù da detriti alluvionali, portati dai movimenti dei ghiacciai nell'era quaternaria. Altra rilevante caratteristica geologica è rappresentata dal carsismo. Le rocce ricche di calcare sono facilmente erose dall'azione sia meccanica che chimica dell'acqua: in esse, col passar degli anni, si creano grotte, gallerie e anfratti che presentano le tipiche caratteristiche ipogee del territorio carsico, ovvero stalattiti e stalagmiti. Il torrente Tinella, situato nella zona compresa tra Benedetto di Oltrona-Groppello e la strada comunale, ha dato così origine al tunnel denominato “Ponte del Diavolo”, una galleria carsica lunga 18 metri. La galleria è preceduta da una cascatella con cui il torrente Molina confluisce nel Tinella.

Flora e fauna

La fauna e la flora sono una fusione di quella tipica lacustre e boschiva. La fertile zolla del territorio gaviratese è in superficie ricca di humus, ciò permette la crescita di piante ad alto fusto come castani, betulle, faggi, ontani neri, querce, acacie, frassini, ciliegi e noccioli nei pendii più bassi. Nel sottobosco sono presenti fiori delicati come l'anémone epatico, il ciclamino, il bucaneve, l'ellèboro, il garofano, l'iris, il mughetto, la potentilla e il narciso; comuni sono anche i funghi porcini, i finferli e la velenosa amanita falloide. Avvicinandosi alle rive del lago, tra le specie più caratteristiche si possono trovare canneti, ninfee, nannuferi, millefogli d'acqua e castagne di lago. Per quanto riguarda la fauna, il territorio del Campo dei Fiori ospita una certa quantità di mammiferi quali ad esempio ermellini, faine, donnole, puzzole, lepri, ricci, scoiattoli, pipistrelli, tassi e volpi. Vi sono poi numerosi uccelli stanziali, come gazze, tarabusini, cormorani, nibbi bruni, cigni, starne, germani reali, folaghe; e migratori, come allodole, beccacce, averle, storni, tordi, e capinere. La fauna ittica è costituita da specie più comuni quali il carassio, la scardola, il luccio, il pesce gatto, il lucioperca, il pesce persico e il siluro che, pur essendo una specie non originaria del luogo, è ormai molto comune. Il siluro non è l'unica specie invasiva presente. Si deve notare per esempio che il gambero rosso proveniente dalla Louisiana ha soppiantato il gambero autoctono, andando a modificare l'ecosistema. Tra le specie tipiche del lago troviamo anche la rana verde, la raganella, la rana di Lataste, la natrice dal collare, il gerro, la libellula imperatore, la damigella e il ditisco.

Società Evoluzione demografica 770 nel 1751 1044 nel 1805 2764 nel 1809 dopo annessione di Cocquio, Comerio, Trevisago e Voltorre 1753 nel 1853 1829 nel 1861 2788 nel 1901 3043 nel 1921

I dati ISTAT antecedenti al 1927 sono una ricostruzione artifioca e non riflettono la realtà dell'epoca. Etnie e minoranze straniere I cittadini stranieri residenti al 1° gennaio 2025 erano 578, ossia il 6,32% della popolazione totale. Di seguito sono indicati i gruppi più numerosi. Pos. Cittadinanza Popolazione 1 77 2 61 3 49 4 46 5 27 6 20 7 20 8 17 9 16 10 14

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