Àrcola (Arcoa in ligure e nella variante localeIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della provincia della Spezia in Liguria.

Geografia fisica Il territorio comunale è situato a cavallo della zona lievemente collinare che separa il golfo della Spezia dalla piana del fiume Magra. È uno degli otto comuni della val di Magra, ma storicamente fa parte della Lunigiana. Su parte del territorio arcolano insiste il Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara.

Origini del nome Molte sono le ipotesi sull'etimologia del nome Arcola e sul suo significato nel corso dei secoli.

Alcuni storici sostengono che il nome derivi dagli Erculei, nobile famiglia romana stabilitasi in queste zone, mentre altre fonti lo collegano addirittura ad Ercole quale fondatore del luogo. Anton Maria Visdomini, poeta cinquecentesco, aderisce a questa etimologia: "Arcula sed magno memoratur ab Hercule dicta".

Altre ipotesi più recenti mettono in relazione Arcoa con il termine dialettale incò ("in capo a") o con alcò ("promontorio").

L'ipotesi più probabile è che Arcola derivi il suo nome piuttosto da Arx ("rocca") o da Arcula ("piccola rocca").

Storia Percorso storico

È verso la foce del fiume Magra che si ebbero le maggiori trasformazioni del paesaggio: nel bacino, oggi interrato, al tempo dei Liguri facevano scalo navi greche, etrusche e infine quelle romane.

La storia di Arcola può essere ricondotta alle vicende che hanno interessato la Lunigiana e la val di Magra.

Il paese era sorto, con Ameglia e Castelnuovo Magra, per la necessità di fuggire alla malaria diffusa nel territorio lunigianese.

Nell'Alto Medioevo è stato saccheggiato dai Normanni e assalito ripetutamente dai saraceni, anche se non esistono documenti specifici che attestino di queste notizie.

Nell'XI secolo è un importante centro feudale degli Obertenghi, che sulla sommità del colle costruirono un castello.

Dopo essere appartenuto a Oberto di Luni, nel 1033 Arcola entra a far parte del dominio dei vescovi di Luni.

Nel 1077 Arcola è compresa nei feudi confermati da Enrico IV al marchese Folco d'EsteU.Mazzini, Storia del golfo di Spezia, Accademia Lunense, La Spezia, 1981..

La proprietà del luogo viene poi infeudata ai conti di Vezzano e, in seguito, al potere dei vescovi di Luni.

Nel corso del XIII secolo Arcola si trova al centro di vari tentativi di dominio della famiglia Malaspina. Nel 1245 gli abitanti si ribellano alla cattiva amministrazione del marchese Moroello e Sarzana ne approfitta per acquistare il borgo con il castello e le sue terre fino alla costa di San Bartolomeo e Pitelli.

Divenuta poi possedimento dei Doria, nel 1278 Arcola viene in possesso della Repubblica di Genova, ma nel 1282 il vescovo Enrico da Fucecchio recupera il controllo del castello di Arcola.

Nei secoli successivi il paese e il castello vengono conquistati, nel 1320, da Castruccio Castracani, signore di Lucca.

Nel 1430 Arcola è conquistata dal condottiero e capitano perugino Nicolò Piccinino per il Duca di Milano Filippo Maria Visconti. Riconquistato nel 1494 dalla Repubblica genovese, il castello-palazzo è sede della Podesteria di Arcola e Vezzano.

Le attività agricole del XV secolo erano già alquanto sviluppate, nonostante i frequenti fenomeni alluvionali: si coltivavano legumi, cereali, uva, frutta, ortaggi e foraggio. In seguito verrà introdotta anche la coltivazione del granturco mentre nel XIX secolo si comincerà a coltivarvi la patata, la barbabietola da zucchero, la canapa, il lino ed il gelso.

Nel XVII secolo, vengono realizzate le prime opere di arginatura del fiume Magra, mentre nel XVIII secolo sono costruiti i primi mulini, nel 1736, grazie all'opera di Matteo Vinzoni.

Alla caduta della Repubblica genovese e con la dominazione napoleonica Arcola rientra, dal 2 dicembre 1797, nel Dipartimento del Golfo di Venere con capoluogo La Spezia, nell'ambito della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 Arcola rientra nel IV cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Golfo di Venere.

Nel 1799 in questa zona è combattuta una battaglia tra le truppe franco-genovesi e quelle austro-russe; nel corso del bombardamento vengono colpiti e danneggiati sia il castello che la torre obertenga.

Dal 1803 è il centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e, annesso all'Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 è inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Caduto Napoleone, nel 1815 Arcola entra nella provincia di Levante del Regno di Sardegna e quindi nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio era compreso nel III mandamento di Vezzano del circondario di Levante che faceva parte prima della provincia di Genova e poi della provincia della Spezia con la sua istituzione nel 1923. Nel 1870 il comune di Trebiano è soppresso ed aggregato ad Arcola come frazione.

Il castello, restaurato nel 1884, diviene in seguito sede del municipio di Arcola.

Nel 1928, allo scopo di ingrandire il capoluogo spezzino e di dividere gli antifascisti arcolani da quelli di Pitelli, all'epoca la frazione più grande del comune, i borghi di Pitelli, Muggiano, Fossamastra, San Bartolomeo, Ruffino e Pagliari confluirono nel territorio comunale della Spezia e il comune arcolano fu privato del suo storico sbocco sul mar Ligure e sul golfo della Spezia.

Il 27 settembre 1944, nel corso della guerra di liberazione italiana, i nazifascisti giustiziarono nei pressi della frazione di Ressora dieci uomini, alcuni dei quali legati alla Resistenza locale.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Lo stemma comunale è stato adottato e scelto dall'amministrazione comunale il 29 maggio del 1880. La raffigurazione della luna e della stella simboleggiano l'antico legame arcolano con la storica città romana di Luni. La corona comitale che sormonta lo scudo ricorda l'antico feudo degli Obertenghi poi passato ai vescovi di Luni-Sarzana.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il borgo si caratterizza per la sua struttura medievale ad anelli concentrici con viuzze lastricate. Architetture religiose Santuario di Nostra Signora degli Angeli nel capoluogo. Edificato nel luogo in cui sarebbe avvenuta una miracolosa apparizione della Vergine il 21 maggio 1556.. Nel 1558 venne costruita l'attuale cappella sotterranea. Una chiesa sovrastante fu edificata sullo scorcio del secolo, mentre l'attuale tempio è opera della seconda metà del XVIII secolo. Chiesa parrocchiale di San Nicolò nel capoluogo. Citata in un atto del 1132. Venne ingrandita nel 1628 e ultimata nel 1673. La struttura è divisa in tre navate con sei colonne marmoree di ordine tuscanico. All'interno della chiesa è ospitata una tavola in marmo ad alto e bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino Gesù tra i santi Margherita d'Antiochia e Nicolò. Il campanile venne messo in opera nel 1658. Chiesa parrocchiale di San Rocco nel capoluogo. Pieve parrocchiale dei Santi Stefano e Margherita nella frazione di Baccano. La pieve è ricordata nella bolla pontificia di papa Eugenio III del 1149. Fu trasformata in stile gotico con abside quadrata, fiancheggiata da analoghe cappelle con ampi archi acuti a tre navate. All'interno è conservato un trittico in marmo del XIV secolo raffigurante la Beata Vergine e i Santi Pietro e Giovanni Battista; all'esterno la pieve custodisce una fontana fatta costruire dal vescovo di Luni Giovanni Battista Salvago nel 1626. Peculiare la scritta che sovrasta il portone d'entrata della chiesa: Terribilis est locus iste. Oratorio dell'Annunciazione nella frazione di Baccano. L'edificio è situato all'interno di Villa Picedi Benettini e fu voluto da Camillo dei Conti Picedi nella prima metà del XVII secolo. Chiesa parrocchiale di Sant'Anna nella frazione di Cerri. Al suo interno sono conservate tre quadri databili al XVII e XIX secolo della scuola pittorica genovese. Oratorio di Nostra Signora della Neve nella frazione di Monti. Eretto nella seconda metà del XVI secolo. Chiesa parrocchiale di San Rocco nella frazione di Ponte di Arcola. Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione nella frazione di Romito Magra. Pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Trebiano. La pieve è indicata già nella bolla pontificia di Eugenio III del 1149. La chiesa fu costruita nel XVI secolo su una struttura precedente. È di stile romanico, ha tre navate sostenute da otto colonne di marmo rosso locale. Ai lati vi sono quattro altari intitolati a santa Caterina, san Bernardo, san Rocco e alla Natività. All'interno della chiesa si trova un'ara romana proveniente da Luni e impiegata come pila dell'acqua benedetta, un crocefisso a tempera su legno risalente al 1456, una pala d'altare in marmo della prima metà del XVI secolo e una Via Crucis del Settecento.

Architetture civili Ex ospedale della Casalina, risalente alla fine del XV secolo, e oggi convertito a mobilificio conservandone, tuttavia, le parti quattrocentesche delle arcate e decori. Villa il Chioso dei conti Picedi Benettini nella frazione di Baccano. Consiste di un palazzo centrale circondato da un largo parco cinto da mura, sistemato definitivamente nel 1910, e da alcuni edifici di complemento, tra cui il piccolo oratorio dell'Annunciazione del XVII secolo. La sua costruzione, di datazione incerta, ma individuata attorno alla metà del XVIII secolo, è opera della famiglia comitale dei Picedi Benettini, i cui discendenti sono gli attuali proprietari. La consultazione dei documenti catastali del 1557 conferma la presenza di precedenti costruzioni rurali nel luogo. Il palazzo principale ospita le cantine dell'omonima fattoria e un antico frantoio. Villa Della Croce, residenza gentilizia della famiglia Federici.

Architetture militari

Castello di Arcola. Situato in una posizione sovrastante il paese, con vista strategica sulla piana di Sarzana e sulla foce del fiume Magra, la costruzione del castello risale agli inizi del XII secolo ad opera degli Obertenghi. Nel corso del XIII secolo subì numerosi e gravosi assedi, tra cui quello della Repubblica di Genova nel 1278 per la conquista del feudo; dell'assedio genovese rimarrà intatta solo la vicina torre. Ricostruito ex novo e convertito in palazzo feudale nel 1320 fu assediato dal Signore di Lucca Castruccio Castracani; nel 1436 ritornò in possesso della Repubblica genovese. L'odierno palazzo, oggi sede del municipio, è stato costruito nel 1885 sul sito dell'antico castello obertengo. Torre pentagonale obertenga. Eretta in prossimità del Castello, la torre è l'unica testimonianza coeva dell'antico castello eretto dagli Obertenghi nel X secolo. Alta sedici metri è a pianta pentagonale ed è munita, alla sommità, di merli e di piccole finestrelle sui lati. Tra la torre e il piazzale del municipio in un'aiuola è collocata un'antica vasca marmorea per la misurazione del volume di mezzo barile di vino. Secondo la datazione incisa nel marmo l'unità di misura utilizzata era quella in uso a Genova nel 1601. Castello di Trebiano. Citato per la prima volta nel diploma del 963 dell'imperatore Ottone I, fu costruito dai vescovi di Luni che lo utilizzarono come roccaforte sul colle. Nel 1039, così come l'intero feudo, divenne dominio dei Signori di Trebiano, vicini alla diocesi lunense. Nonostante l'imponente mole della struttura suggerisca per il castello una posizione per la difesa del paese, fu scelto dai vescovi come semplice residenza feudale. Forte di Canarbino. Al confine amministrativo tra Arcola e Lerici, sulla sommità del crinale che domina l'abitato di Pitelli, si trova la località di Canarbino, sede di un forte militare del XIX secolo che fa parte del Sistema fortificato del Golfo della Spezia. L'edificio conserva ancora intatta tutta la sua struttura originaria, compresi i fossati e le mura di cinta e viene oggi utilizzato come poligono di tiro.

Società

Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere