Ventimiglia (IPA: , Ventemiglia nel dialetto locale intemelio, Vintimiggia in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del , Vintimille in francese, Ventemilha in occitano, Albintimilium in latino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Imperia in Liguria.
La città di Ventimiglia, alla quale spesso ci si riferisce come "la porta occidentale d'Italia", "la Città di confine" o "la Porta Fiorita d'Italia", intrattiene forti rapporti economico-sociali con la vicina Costa Azzurra, come testimoniato dai dati relativi al pendolarismo.
Geografia fisica Territorio La città si sviluppa presso la foce del fiume Roia, a dalla frontiera francese. Il punto del territorio comunale sito alla maggiore altitudine è il monte Grammondo ().
Altre vette del territorio ventimigliese sono la punta Renuit (), la cima Veglia (), la cima di Bravona (), la punta Pellegrio (), il monte Grosso (), la cima dell'Arpetta (), il monte Cogorda (), il monte Fuga (), il monte Carpano (), la Testa Maimona (), il monte Erisetta (), il monte Pozzo (570 m), il monte Bellenda (), la cima di Terca (), il monte Magliocca (), il monte Carbone (), la cima di Gavi ().
Clima Il clima è di tipo mediterraneo, molto mite, solo occasionalmente disturbato dalla tramontana, un vento che discende dalla valle del Roia.
Origini del nome Il toponimo Ventimiglia deriva probabilmente dalla parola ligure Albom "città capoluogo" e dal genitivo plurale del nome etnico Intemeliom, quindi "città capoluogo dei Liguri Intemeli". Le due parole, attraverso la forma latinizzata Album Intimilium (attestata per es. in Plinio il Vecchio),Naturalis Historia - Liber III, 48. si fusero poi in Albintimilium, con una crasi analoga a quella verificatasi per Albingaunum, l'odierna città di Albenga. In seguito alla deglutinazione di al- iniziale e al conseguente passaggio b>v si giunse a una forma Vintimilium (interpretata per etimologia popolare come Vigintimilium), che nel medioevo divenne infine Vintimilia.
In epoca recente, a causa della toponomastica poco accurata di certi cartelli stradali, che ne abbreviavano arbitrariamente il nome in "XXmiglia", si è diffusa l'erronea credenza che il nome della città derivasse da una distanza stradale, anche perché effettivamente, per una curiosa coincidenza, l'abitato di Ventimiglia dista circa 20 miglia nautiche dalla vicina città francese di Nizza, alla cui contea Ventimiglia è stata storicamente legata. Tuttavia tale teoria popolare sull'origine del nome non ha alcun fondamento storico.
Storia Epoca romana
Secondo alcune fonti storiche il primitivo insediamento fu fondato dalla tribù dei Liguri Intemeli in età preistorica sull'altura di Colla Sgarba nella valle del torrente Nervia. Nel II secolo a.C. il villaggio fu conquistato dall'esercito dell'Impero romano, che rinominò l'insediamento in Albium Intimilium, in seguito Albintimilium, riedificando una nuova città cinta da mura presso la foce del Nervia.
Nel 49 a.C., durante la dominazione romana, la città ospitò Cesare, diretto in Spagna; qui risiedette da un certo Domizio, suo sostenitore. Ciò suscitò l'indignazione dei Pompeiani: Domizio venne poco dopo fatto uccidere per mano di un certo Bellieno, servo di Demetrio, quest'ultimo comandante del presidio militare romano dell'odierna Ventimiglia. La popolazione, per la maggior parte fedele a Cesare, secondo quanto scrive Celio, il corrispondente di Cicerone, insorse allora contro il presidio, prendendo il sopravvento sulle poche guardie romane, e lo stesso Celio racconta di come dovette intervenire con un piccolo esercito per sedare la rivolta tra soldati e popolo. Il fatto storico è testimoniato dal motto che tutt'oggi è inscritto nello stemma comunale: Civitas ad arma iit: "la popolazione corse alle armi".Ventimiglia restò sempre fedele a Roma, e tale riconoscenza fu premiata dallo stesso Cesare quando la riconobbe municipium dell'impero, favorendo così prosperità ed espansione. Nel 68 subì un saccheggio causato dallo scompiglio dei pretendenti al trono che si creò dopo la morte dell'imperatore Nerone. Negli scontri in un podere di Ventimiglia fu assassinata la nobile Giulia Procilla, madre di Gneo Giulio Agricola, che partecipò ai funerali e riparò ai danni subiti dai saccheggi stanziando appositi contributi verso la città intemelia.
I confini cittadini nel frattempo si espansero notevolmente, arrivando fino a Villa Matutiæ (l'odierna Sanremo) ad est e a Mentone verso ovest, sfruttando il percorso della via Julia Augusta realizzata da Ottaviano Augusto. La città intemelia subì diversi e notevoli cambiamenti urbanistici, grazie ad una completa rivisitazione degli architetti ed ingegneri di Roma che crearono nuove piazze, ville e case, acquedotti, fontane, bagni termali, un foro pubblico e un teatro.
La nuova urbanizzazione richiamava il classico stile di progettazione romano, usando una tecnica rettilinea ed ortogonale: il nuovo centro urbano, molto diverso dalla preesistente città vecchia dei Liguri sulle alture di Colla Sgarba, si estendeva lungo due vie principali - il Cardo e il Decumano - che si intersecavano ad angolo retto con altre vie minori dette vici o subvici.
Medioevo e la Repubblica di Genova Dopo l'invasione dal re longobardo Rotari nel 644, gli abitanti nel periodo medievale abbandonarono l'antica città romana e si rifugiarono alla destra del fiume Roia, dove edificarono la nuova città col nome di Vintimilia. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la città entrò a far parte dei domìni di Carlo Magno dal 774 e, successivamente, divenne una contea dipendente dalla Marca di Torino, di cui si hanno le prime notizie nel 962.
In età feudale si dichiarò libero Comune, divenendo dominio dei Conti locali: i Lascaris di Ventimiglia; essi dominarono diversi borghi e villaggi della Riviera di Ponente, scontrandosi più volte con le altre signorie locali, ma soprattutto con la Repubblica di Genova. Quest'ultima, dopo aver conquistato l'intera Riviera di Levante e parte del ponente ligure, si spinse sempre più verso Ventimiglia, dando il via, nel XIII secolo, ad un vero e proprio assedio.
Nel 1221 Genova affidò il compito al comandante genovese Lotaringo di Martinengo di far cadere la "città degli Intemeli" e quindi sottometterla al volere della repubblica. Dopo una lunga e aspra lotta, nella quale la città subì continui bombardamenti dalle alture di San Giacomo, Maure e Siestro e l'impaludamento del porto-canale alla foce del Roia, Ventimiglia fu conquistata, diventando per la repubblica un'importante base strategica fortificata di frontiera.
La città nei secoli a seguire fu però sempre contesa da altre signorie locali, nonostante fosse oramai compresa nei territori genovesi, e diversi furono i pretendenti, quali i Grimaldi, gli Angioini, i Visconti, i Savoia, gli Sforza e anche dalla Francia; dal 1505 divenne definitivamente dominio genovese, subendone le sorti e le glorie.
Nel 1514 la repubblica cedette la sovranità su Ventimiglia al Banco di San Giorgio. Poiché, tuttavia, l'amministrazione dei possedimenti territoriali si era rivelata antieconomica, la casa di San Giorgio restituì alla repubblica tutti i territori che le rimanevano in sovranità, fra cui Ventimiglia, nel 1562.
Lo stato genovese in seguito la nominò a sede del locale e omonimo capitaneato, alla quale furono sottoposti villaggi, borghi e comuni vicini. Nel XVII secolo ottenne da Genova una propria autonomia economica e fiscale soprattutto per le continue lamentele della popolazione che, secondo fonti dell'epoca, manifestò più il proprio disaccordo agli stessi nobili locali.
Napoleone e il Regno d'Italia
Ventimiglia seguì successivamente le sorti di Genova, patendo anch'essa la dominazione austriaca del 1747 e l'invasione francese di Napoleone Bonaparte nel 1797. Fu proprio durante la nuova dominazione d'oltralpe che la comunità di Ventimiglia si costituì in municipalità della neo costituita Repubblica Ligure, nel Dipartimento delle Palme con capoluogo Sanremo.
Amministrativamente fece quindi parte del IX cantone di Ventimiglia nella Giurisdizione delle Palme e dal 1803 centro principale del X cantone delle Palme nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento delle Alpi Marittime.
Dopo la caduta di Napoleone, nel 1815 il territorio entrò nel Regno di Sardegna, sottoposto al Contado di Nizza. Al 12 agosto 1820 risale la ratificazione dei nuovi confini comunali tra i due municipi di Airole e Ventimiglia.
Dal 1861 è parte del nuovo Regno d'Italia. Dal 1859 al 1926 il territorio era compreso nel VIII mandamento di Ventimiglia del circondario di Sanremo, facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia).
Nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, furono arrestati a Ventimiglia almeno 3 tra i molti ebrei che nelle località della provincia di Imperia avevano cercato rifugio dalle deportazioni.Dagli archivi del CDEC risultano almeno 45 gli ebrei arrestati in varie località della provincia di Imperia: Sanremo (26); Bordighera (14); Ventimiglia (3); Diano Marina (1); Imperia (1). Dei 3 deportati da Ventimiglia, nessuno sopravvisse: Ettore Bassi con il figlio Marco Bassi (alla cui memoria sono state poste due pietre d'inciampo il 28 gennaio 2022, Sanremo News); e Linda Asseo. CDEC Digital Library.
Tra il 25 aprile e il 10 luglio 1945, finita ormai la seconda guerra mondiale, Ventimiglia ed il territorio circostante furono occupati dalla Francia che ne tentò l'annessione.
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.
Simboli
Stemma
Gonfalone
Bandiera
Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del Governo del 13 agosto 1929; il gonfalone è stato concesso con regio decreto del 19 marzo 1931 e si fregia dell'onorificenza della medaglia d'argento per le vittime civili, conferita in seguito agli avvenimenti della seconda guerra mondiale.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Cattedrale di Santa Maria Assunta a Ventimiglia Alta. Secondo alcune fonti storiche la cattedrale dell'Assunta fu eretta tra l'XI e il XII secolo sulle rovine di una precedente cattedrale dell'epoca carolingia. Quest'ultima, secondo quanto affermano le tradizioni locali, fu costruita sul luogo ove anticamente sorgeva un tempio pagano dedicato a Giunone; l'iscrizione nella quale si attesta tale affermazione è tutt'oggi conservata all'interno dell'odierna cattedrale. Battistero della cattedrale. Attiguo alla cattedrale, a una quota inferiore, è presente il battistero, intitolato a san Giovanni Battista. Costruito nell'XI secolo su pianta ottagonale, all'interno racchiude un'antica vasca ad immersione. Chiesa di San Michele Arcangelo a Ventimiglia Alta. Edificata nel X secolo dai Conti di Ventimiglia come priorato monastico dei monaci benedettini dell'abbazia di Lerino, rivista in stile romanico nell'XI secolo e ancora nel XII secolo. Convento delle Canonichesse Lateranensi e chiesa di Sant'Antonio abate a Ventimiglia Alta. Il complesso conventuale venne edificato nel corso del 1667 e 1668 per volontà degli stessi abitanti intemeli. I lavori progettuali e di edificazione furono realizzati dall'architetto Pietro Antonio Corradi. Nel 1843 la gestione del convento femminile fu affidata alle Figlie di Maria Santissima dell'Orto. Nella sua storia recente servì inoltre come ospedale cittadino e, successivamente, come edificio scolastico. Nella chiesa, inserita nel complesso, tra le varie opere pittoriche e scultoree è esposta la tela attribuita a Paolo Piazza raffigurante il Compianto di Cristo.