Giosuè Carducci (n. 1835 - m. 1907) èra un escrivan italian. Recebèt lo Prèmi Nobel de Literatura en 1906. Foguèt tanben deputat e senator. Demest sas òbras, cal notar lo poèma Jaufre Rudèl (1888).

Jaufre Rudèl Tèxte del poèmaFrancesco Giuliani, Jaufré Rudel di Gosuè Carducci. Saggio critico, <https://web.archive.org/web/20110927004904/http://www.rottanordovest.com/maestri/carducci_jauffrerudel.htm>: JAUFRÉ RUDEL

Dal Libano trema e rosseggia su 'l mare la fresca mattina: da Cipri avanzando veleggia la nave crociata latina. A poppa di febbre anelante sta il prence di Blaia, Rudello, e cerca co 'l guardo natante di Tripoli in alto il castello.

In vista a la spiaggia asiana risuona la nota canzone: "Amore di terra lontana, per voi tutto il cuore mi duol". Il volo di un grigio alcione prosegue la dolce querela, e sovra la candida vela s'affligge di nuvoli il sol.

La nave ammaina, posando nel placido porto. Discende soletto e pensoso Bertrando, la via per al colle egli prende. Velato di funebre benda lo scudo di Blaia ha con sè: affretta al castel: - Melisenda contessa di Tripoli ov'è?

Io vengo messaggio d'amore, io vengo messaggio di morte: messaggio vengo io del signore di Blaia, Giaufredo Rudel. Notizie di voi gli fur porte, v'amò vi cantò non veduta: ei viene e si muor. Vi saluta, Signora, il poeta fedel. -

La dama guardò lo scudiero a lungo, pensosa in sembianti: poi surse, adombrò d'un vel nero la faccia con gli occhi stellanti: - Scudier, - disse rapida - andiamo. Ov'è che Giaufredo si muore? Il primo al fedele rechiamo e l'ultimo motto d'amore. -

Giacea sotto un bel padiglione Giaufredo al conspetto del mare: in nota gentil di canzone levava il supremo desir. - Signor che volesti creare per me questo amore lontano, deh fa che a la dolce sua mano commetta l'estremo respir! -

Intanto co 'l fido Bertrando veniva la donna invocata; e l'ultima nota ascoltando pietosa ristè su l'entrata: Ma presto, con mano tremante il velo gettando, scoprì la faccia; ed al misero amante - Giaufredo, - ella disse, - son qui. -

Voltossi, levossi co 'l petto su i folti tappeti il signore, e fiso al bellissimo aspetto con lungo sospiro guardò. - Son questi i begli occhi che amore pensando promisemi un giorno? E' questa la fronte ove intorno il vago mio sogno volò? -

Sì come a la notte di maggio la luna da i nuvoli fuora diffonde il suo candido raggio su'l mondo che vegeta e odora, tal quella serena bellezza apparve al rapito amatore, un'alta divina dolcezza stillando al morente nel cuore.

- Contessa, che è mai la vita? E' l'ombra d'un sogno fuggente. La favola breve è finita, il vero immortale è l'amor. Aprite le braccia al dolente. Vi aspetto al novissimo bando. Ed or, Melisenda, accomando a un bacio lo spirto che muor -

La donna su 'l pallido amante chinossi recandolo al seno, tre volte la bocca tremante co 'l bacio d'amore baciò. E il sole dal cielo sereno calando ridente ne l'onda l'effusa di lei chioma biona su 'l morto poeta irraggiò.

Referéncias

Categoria:Escrivan italian Categoria:Prèmi Nobel italian Categoria:Laureat del Prèmi Nobel de Literatura Categoria:Naissença en 1835 Categoria:Decès en 1907