Con la denominazione di religioni indiane si vengono ad indicare quelle fedi religiose che hanno avuto origine nel subcontinente indiano, cioè Induismo, Giainismo, Buddhismo e SikhismoAdams, C. J., Classification of religions: Geographical, Encyclopædia Britannica, 2007. Accessed: 15 July 2010 "Indian religions, including early Buddhism, Hinduism, Jainism, and Sikhism, and sometimes also Theravāda Buddhism and the Hindu- and Buddhist-inspired religions of South and Southeast Asia".; queste sono anche classificate tra le religioni orientali e la parte maggioritaria delle religioni in India e anche delle religioni in Asia. Pur essendo strettamente collegate con la storia dell'India, le religioni indiane costituiscono una vasta gamma di comunità spirituali le quali non si limitano soltanto al subcontinenteAdams, C. J..
La prova attestante la presenza di una qualche forma di religione preistorica nel subcontinente indiano deriva dagli sparsi reperti di pittura rupestre risalente al Mesolitico. La popolazione di Harappa, città facente parte della civiltà della valle dell'Indo, che durò all'incirca dal 3.300 al 1.300 a.C. (col suo periodo più maturo tra il 2.600 e il 1.900 a.C.) era una cultura urbanizzata precoce di fatto precedente la religione vedica: le genti Dravida e le stesse lingue dravidiche dell'India meridionale sono anch'esse anteriori alla "religione vedica"Heinrich Zimmer: "[T]he history of Indian philosophy has been characterised largely by a series of crises of interaction between the invasic Vedic-Aryan and the non-Aryan, earlier, Dravidian styles of thought and spiritual experience." Zimmer, 1989, pag.218-219.
La storia documentata delle religioni indiane comincia con la formazione religiosa storica conosciuta col nome di Vedismo, concernente le pratiche di fede e spiritualità dei primi popoli Indoiranici, che sono state raccolte successivamente con la Shakha (apprendimento e stesura) dei Veda, testi divenuti col tempo la tradizione spirituale fondamentale presente nella cultura indiana: il periodo della composizione, redazione e commento di tali testi (per lo più inni di lode alle varie divinità) è conosciuto come periodo della civiltà vedica il quale durò all'incirca tra il 1.750 e il 500 a.C. Questa religione è stata fortemente legata al primo Zoroastrismo e la sua lingua liturgica, il sanscrito vedico, era intelligibile con la lingua avestica.
Il periodo di riforma durato tra l'800 e il 200 a.C. segna un "punto di svolta tra la religione vedica e la religione indù". L'antico movimento religioso indiano degli sramana (monaci-asceti itineranti), parallelo ma distinto dalla tradizione vedica, ha dato luogo al GiainismoJain, 2008, pag.210 e al BuddhismoSvarghese, 2008, pag.259-60 ed è stato responsabile per i concetti relativi di YogaMallinson, 2007, pag.17-8, 32–33, saṃsāra (il ciclo di nascita-morte-rinascita inerente a tutti gli esseri) e Mokṣa (la liberazione da quel ciclo)Flood, 2003, pag.273-4. Tale periodo vede anche la scrittura dei Brāhmaṇa e delle Upaniṣad prima - il tutto all'interno della definizione di Brahmanesimo - e la crescita del Vedānta o "fine dei Veda" poi, una delle scuole filosofiche e di pensiero di maggior rilevanza dell'epoca.
Il periodo dei Purāṇa (200 a.C.-500 d.C.) e la precoce età medioevale (500-1.100) ha dato luogo a sempre rinnovate definizioni di Induismo, soprattutto quelle di Bhakti (d'impronta più propriamente devozionale) e quellele relative allo Shivaismo, Shaktismo, Vaishnavismo (dedicate rispettivamente a Shiva, alla Devī-Shakti e a Visnù), fino alla scuola Smārta ed a gruppi minori come la tradizione ritualistica conservatrice Shrauta.
Il primo periodo relativo alla dominazione islamica in India (1.100-1.500) ha anch'esso contribuito a dare vita a nuovi movimenti: il Sikhismo è stato fondato nel corso del XV secolo sugli insegnamenti di Guru Nanak e dei nove successivi guru sikh in India del nord: a tutt'oggi la maggior parte dei suoi aderenti proviene ed ha origine dalla regione del Punjab.
Col dominio coloniale britannico, l'impero anglo-indiano, si è avuta una reinterpretazione e sintesi dell'Induismo conosciuto come Neo-Vedanta; a partire dalla forma più tradizionale Smarta è sorta una rinnovata tipologia di religiosità adattata al tempo presente, ciò soprattutto tramite l'opera di Ram Mohan Roy (il Brahmo Samaj) il quale ha aiutato anche il contemporaneo movimento d'indipendenza indiano nel neo-induismo dei suoi maggiori leader (dal Mahatma Gandhi, a Swami Vivekananda, da Sri Aurobindo a Sarvepalli Radhakrishnan).
Storia
Periodizzazione James Mill (1773-1836), nella sua "The History of British India" (1817) ha distinto tre fasi della storia indiana, ovvero una prima a prevalenza indù, una seconda sotto un parziale controllo da parte dell'Islam (vedi i Moghul) ed infine la terza di dominazione inglese. Questa periodizzazione è stata criticata, per le idee sbagliate cui ha dato luogo; una suddivisione alternativa è invece quella tra periodo "antico, classico, medievale e moderno"; ma anche se questa periodizzazione ha ricevuto alcune critiche da varie partiThapar, 1978, pag.19-20
La storica Romila Thapar osserva che la divisione dei periodi indù, musulmani e britannici della storia indiana dà troppo peso alle "dinastie regnanti e alle invasioni straniere,Thapar, 1978, pag.19" trascurando così ampiamente la storia economico-sociale la quale ha spesso mostrato una forte continuità. La divisione in antico-medievale-moderno trascura invece il fatto che le conquiste musulmane hanno avuto luogo tra l'VIII e il XIV secolo, mentre il sud non è stato mai completamente assoggettato. Secondo Thapar, una periodizzazione potrebbe anche essere basata sulla "significatività sociale e i cambiamenti economici ", che non sono strettamente connessi ad un mutamento di governo o di potereThapar, 1978, pag.20
Smart e Michaels sembrano seguire il metodo temporale di Mill, mentre Flood e Muesse seguono la periodizzazione "antico, classico, medievale e moderno".
Una suddivisione elaborata può essere la seguente: Preistoria e civiltà della valle dell'Indo (fino all'incirca il 1750 a.C.); Periodo della civiltà vedica (c 1750-500 aC.); "Seconda urbanizzazione" (500-200 a.C. circa); Periodo classico (200 a.C.-1,100 d.C. circa.)Smart, 2003, pag.52, 83-86. Differenti periodo vengono designati come "classical Hinduism": Smart chiama il periodo tra il 1000 a.C. e il 100 d.C. "pre-classical". È questa l'epoca preminente per la formazione delle Upanishad e del Brahmanesimo, ma anche per il Giainismo e il Buddhismo. Smart distingue poi il "Brahmanismo" dalla religione vedica, collegandolo con le Upanishads)Smart, 2003, pag.52. Per Smart, il "classical period" dura dal 100 al 1000 d.C., e coincide con la fioritura del "classical Hinduism" ed in parallelo alla fioritura e deterioramento della forma Mahayana di buddhismo in India.. Per Michaels, il periodo compreso tra il 500 e il 200 è un momento di "riformismo ascetico", mentre il periodo tra il 200 e il 1100 è l'epoca dell'"hinduismo classico", poiché non vi è "un punto di svolta tra la religione vedica e la religione hindù".Muesse, 2003, pag.14. Muesse discerne un periodo di cambiamento alquanto più lungo, vale a dire tra l'800 e il 200 a.C., che egli chiama "Classical Period". Secondo Muesse, alcuni dei concetti fondamentali dell'induismo, come il karma, la reincarnazione e "l'illminazione e trasformazione personale", che non esisteva all'interno della religione vedica, si viene a formare e svilupparsi proprio in questo momento.; Periodo pre-classico (200 a.C.-300 d.C.); "Golden Age" (impero Gupta) (320-650 circa); Periodo Tardo-classico (650-1100); Periodo islamico (1100-1850) e inizio del colonialismo occidentale (1500-1850 circa); Periodo moderno (impero anglo-indiano (British Raj) e indipendenza) (dal 1850).
Religioni pre-vediche (antecedenti al 1750 a.C.)
Preistoria La prova che attesta l'esistenza di una qualche tipo di religione preistorica nel subcontinente indiano deriva dalla sparpagliata pittura rupestre rinvenuta in loco e risalente al Mesolitico - come ad esempio a Bhimbetka - raffiguranti danze e rituali; sappiamo inoltre con una certa sicurezza che gli agricoltori del successivo Neolitico abitanti lungo la valle del fiume Indo erano usi a seppellire i propri morti in un modo suggestivo consistente e comprendente pratiche spirituali che incorporavano nozioni di una vita dopo la morte e la fede nella magiaHeehs, 2002, pag.39.
Dei veri e propri monumenti in pietra in siti dell'India meridionale, come i "ripari sotto la roccia" succitati di Bhimbetka nel centro del Madhya Pradesh e le incisioni rupestri a Kupgal nel distretto di Bellary del Karnataka orientale, contengono petroglifi raffiguranti riti religiosi e le prove di una possibile musica ritualizzata.
Civiltà della valle dell'Indo La gente di Harappa appartenente alla civiltà della valle dell'Indo, che durò all'incirca tra il 3300 e il 1300 a.C. (periodo maturo, pressappoco 2600-1900 a.C.) e concentrata nelle ampie vallate dell'Indo e del fiume Ghaggar-Hakra, possono aver adorato un'importante Dea madre simboleggiante una divinità della fertilitàFowler, 1997, pag.90, un concetto che è stato però recentemente messo in discussioneSharri R. Clark, The social lives of figurines: recontextualising the third millennium BCE terracotta figurines from Harappa, Pakistan. PhD dissertation, Harvard 2007.. Gli scavi dei siti della valle dell'Indo hanno permesso il rinvenimento di piccole tavolette raffiguranti animali ed altari, indicando pertanto il rito che vi si svolgeva connesso con il sacrificio di animali.
Figure di divinità maschili nude trovate anch'esse nel territorio della civiltà della valle dell'Indo sono interpretati come individui che praticano lo YogaShah, 2004a, pag.9, mentre vari altri sigilli paiono invero avere nella postura una notevole somiglianza con Rishabha (il primo dei Tirthamkara, ma anche un Avatāra in forma taurina di Visnù); anche l'ampio uso del simbolo sia dell'orso sia del Toro potrebbe dimostrare la prevalenza di un proto-Giainismo all'interno di questa antica civiltà.
La presenza Jain nell'antica India è sostenuto da studiosi come Radha Kumud Mookerji, Gustav Roth, A. Chakravarti, Ram Prasad Chanda, TN Ramchandran, I. Mahadevan e Kamta Prasad JainSangave, 2001, pag.109. Recentemente, Acarya Vidyanadji ha cercato di dimostrare la prevalenza della fede Jain nella più remota antichità indiana, attraverso la ricerca dettagliata su vari manufatti, sigilli ed altre numerose reliquie appartenenti proprio alla civiltà della valle dell'IndoSangave, 2001, pag.109". Ram Prasad Chanda, che ha supervisionato gli scavi della valle dell'Indo, affermaNel suo articolo "Mohen-jo-Daro: Sindh 5000 Years Ago" in Modern Review (August, 1932) che:
Le prove archeologiche sono, tuttavia, abbastanza problematiche in quanto possono avere più interpretazioni possibiliShah, 2004a, pag.10: la posizione eretta col corpo statico è troppo generica per essere affermativamente associata ad una posizione yoga o a qualsiasi religione. La prova non è di per sé sufficiente per dire con piena certezza che il Giainismo esisteva già nella civiltà della valle dell'Indo.
Cultura dravidica Secondo Heinrich Zimmer: "La storia della filosofia indiana è stata caratterizzata in gran parte da una serie di crisi di interazione tra l'invaso vedico-ariano e la nativa etnia non-ariana precedente, con stili di pensiero e di esperienza spirituale propri"Zimmer, 1989, pag.218-219.