La biodiversità in India è tra le più ricche, ampie e variegate del mondo. I confini politici della nazione comprendono una vasta gamma di ecozone, che vanno dal deserto all'alta montagna, dall'altopiano alla foresta tropicale alla foresta temperata, dalla palude alla pianura alla prateria, dalla zona fluviale all'isola all'arcipelago. Contiene inoltre tre punti caldi o hotspot di biodiversità, che sono i ghati occidentali, la parte orientale dell'Himalaya e la regione al confine con la Birmania; questi ospitano numerose specie endemiche.

L'India, per la maggior parte del suo territorio, si trova all'interno dell'ecozona orientale, col corso superiore della catena himalayana che fa invece parte dell'ecozona paleartica: tra i 2000–2500 m. vengono posti i confini altitudinali tra le due ecozone. La significativa biodiversità che caratterizza il paese è dimostrata anche dal suo far parte dei paesi megadiversi: è la patria del 7,6% di tutti i mammiferi, del 12,6% di tutti gli uccelli, del 6,2% di tutti i rettili, del 4,4% di tutti gli anfibi, dell'11,7% di tutti i pesci, ed infine anche del 6,0% di tutte le specie di piante da fiore.

La regione viene anche fortemente influenzata dal monsone estivo il quale produce vasti mutamenti stagionali sia della vegetazione sua dell'habitat in genere. Formando una gran parte della zona biogeografica indomalayana, molte tra le specie principali della sua flora e fauna mostrano vaste affinità con quella della regione Indocinese e quindi solo pochi taxon (unità di popolazione) sono costitutivamente specifici del subcontinente indiano in senso stretto.

Tra le forme viventi uniche dell'India possiamo includere la famiglia dei serpenti Uropeltidae i quali si trovano esclusivamente nei ghati occidentali e nello Sri Lanka. Alcuni fossili risalenti al Cretaceo hanno dimostrato esserci stretti collegamenti anche con le isole Seychelles e Madagascar che si trovano nell'oceano indiano al largo dell'AfricaJean-Claude Rage (2003) Relationships of the Malagasy fauna during the Late Cretaceous: Northern or Southern routes? Acta Paleontologica Polonica 48(4):661-662 ; una delle specie viventi che prova questo collegamento filogeografico è dato dalla rana viola.

La separazione tra la penisola indiana e il Madagascar si stima tradizionalmente possa essere avvenuta all'incirca 88 milioni di anni fa; vi sono tuttavia indizi che portano a pensare che i collegamenti col continente africano erano presenti anche nel momento in cui il subcontinente incontrò l'Eurasia entrando a farne parte. L'India si è così dimostrata essere come una nave che ha spostato diversi taxa africani in Asia: questi comprendono ben cinque famiglie di rane (compresi i Myobatrachidae), tre di Gymnophiona, una di Lacertidae, oltre alle lumache di acqua dolce della famiglia PotamiopsidaeBriggs, JC (2003) The biogeographic and tectonic history of India. Journal of Biogeography, 30:381–388.

Un fossile di ciò che si crede essere un dente appartenuto ad un primate-lemure proveniente dal Pakistan centrale hanno portato all'ipotesi che vorrebbe i lemuri originali del continente asiatico; tali reperti risalenti all'Oligocene hanno tuttavia condotto a polemiche e controversie tra gli esperti e gli studiosi del settoreMarivaux L., Welcomme J.-L., Antoine P-O., Métais G., Baloch I.M., Benammi M., Chaimanee Y., Ducrocq S., and Jaeger J.-J. (2001) A fossil lemur from the Oligocene of Pakistan. Science, 294: 587–591.. I fossili di lemure risalenti al più arcaico passato indiano hanno anche portato alla creazione di teorie riguardanti un misterioso "continente perduto" denominato Lemuria da situarsi proprio nell'oceano indiano. Questa ipotesi è però stata definitivamente respinta quando la deriva dei continenti e la tettonica delle placche divennero parti integranti della scienza ufficiale.

La flora e la fauna indiane sono state studiate e registrate fin dai tempi antichi, come parte integrante della tradizione popolare prima ed in seguito, con approcci più formalmente scientifici anche dai vari ricercatori; una tassonomia in tal senso è stata segnalata esser presente fin dal III secolo a.C. almenoKrausman, PR & AJT Johnsingh (1990) Conservation and wildlife education in India. Wildl. Soc. Bull. 18:342-347. Un po' meno del 5% di questa superficie totale è formalmente classificata tra le aree naturali protette dell'India.

L'India è poi la patria di alcuni tra i maggiori mammiferi noti, tra cui l'elefante asiatico, la tigre del Bengala, il leone asiatico, il leopardo e il rinoceronte indiano; molti di questi animali sono assai radicati nella cultura indiana, spesso connessi con le divinità dell'Induismo. Tali esemplari faunistici sono importanti per il cosiddetto turismo della fauna selvatica in India, e diversi parchi nazionali e riserve naturali soddisfano queste esigenze.

La popolarità di questi animali carismatici hanno anche aiutato enormemente gli sforzi nell'opera di conservazione e difesa del patrimonio naturale in India. La tigre è stata particolarmente importante, con il "Tiger Project" avviato nel 1972, un grande impegno atto alla preservazione della tigre e dei suoi habitat peculiari. L'"Elephant Project", anche se meno conosciuto, è iniziato nel 1992 e lavora attivamente per la protezione dell'elefante indiano . La maggior parte di esemplari di rinoceronte indiano invece oggi sopravvivere nel Parco nazionale di Kaziranga.

Alcuni altri ben noti grandi mammiferi indiani sono: ungulati come il bufalo d'acqua, il nilgau, il bos gaurus e diversi tipi di cervo e antilope. Alcuni membri della famiglia del cane, come il lupo indiano, la volpe del Bengala, lo sciacallo dorato e il cuon alpinus (dhole o "cane selvatico") sono ampiamente distribuiti. L'India è infine anche la residenza stabile della iena striata. Molti animali più piccoli, come i macachi, i langur e varie specie di mangusta sono particolarmente e ben noti per la loro capacità di vivere vicino o all'interno delle aree urbane senza apparenti problemi o difficoltà.

Diversità

Ci sono a tutt'oggi informazioni sufficienti sugli invertebrati e le forme inferiori di vita organica presenti nella penisola indiana, ma con un lavoro significativamente accurato che è stato fatto solo per pochi gruppi di insetti, in particolare la farfalle, gli odonati, gli imenotteri, i coleotteri più grande e gli Heteroptera. Pochi tentativi concertati per documentare la biodiversità sono stati fatti dopo la pubblicazione della serie "The Fauna of British India, Including Ceylon and Burma" (a partire dal 1881, da parte di William Thomas Blanford).

Ci sono circa 2.546 specie di pesci (circa l'11% delle specie mondiali) nelle acque indiane; circa 197 specie di anfibi (il 4,4% del totale mondiale) e più di 408 specie di rettili (il 6% del totale mondiale) si trovano in India. Tra questi gruppi i più alti livelli di endemismo si trovano negli anfibi.

Ci sono inoltre circa 1.250 specie di uccelli provenienti dall'India, con alcune varianti, a seconda della trattazione tassonomica, che rappresentano circa il 12% delle specie mondiali. Vi sono anche 410 specie di mammiferi conosciute, che è circa l'8,86% delle specie mondialiNameer, PO (1998). Checklist of Indian mammals. Kerala Forest Department, Thiruvananthapuram.

Il "World Conservation Monitoring Centre" (UNEP-WCMC), agenzia esecutiva per il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente fornisce una stima di circa 15.000 specie di piante da fiore presenti all'interno del territorio nazionale.

Punti caldi di biodiversità Western Ghats I Ghati occidentali sono una catena di colline che corrono lungo il bordo occidentale della penisola dell'India. La loro vicinanza al mare e per effetto orografico, ricevono un'elevata piovosità. Queste regioni hanno boschi umidi di latifoglie e di foresta pluviale. La regione presenta inoltre un'elevata diversità di specie, nonché alti livelli di endemismo. Quasi il 77% degli anfibi e il 62% delle specie di rettili presenti qui non si trovano in nessun altro luogoDaniels, R. J. R. (2001) . Current Science 81(3):240-244.

La regione mostra affinità biogeografiche con la penisola malese e l'ipotesi dell'ittiologo Sunder Lal Hora suggerisce che le catene collinari dell'India centrale potrebbero aver avuto durante il tempo della loro formazione un collegamento con le foreste del nord-est indiano e con la regione indo-malese. Hora ha utilizzato i propri studi sui pesci di torrente a sostegno della teoria, ma ciò è stato anche proposto nei riguardi degli uccelliRipley, Dillon S. (1947) . Evolution 2:150-159. Studi successivi hanno suggerito che le specie del modello originale di Hora erano una dimostrazione di evoluzione convergente anziché di speciazione dall'isolamento.

Gli studi più recenti di filogeografia hanno cercato di approfondire la questione utilizzando anche approcci molecolariKaranth, P. K. (2003) Current Science, 85(9): 1276-1283. Vi sono pure differenze di taxa che dipendono dal tempo di divergenza e dalla storia geologicaBiswas, S. and Pawar S. S. (2006) ; J. Biosci. 31 95–113. Insieme allo Sri Lanka questa regione mostra anche alcune somiglianze con la fauna del Madagascar, soprattutto per quanto riguarda i rettili e gli anfibi; gli esempi includono alcuni serpenti, la rana viola e (in Sri Lanka) lo Scincidae del genere Nessia il quale appare del tutto simile al genere malgascio Acontias. Esistono poi anche numerosi collegamenti floreali col la regione del Madagascar. Un'ipotesi alternativa che è stata parimenti suggerita vuole che questi taxa possano essersi originariamente evoluti isolatamente in IndiaKaranth, P. 2006 . Current Science 90(6):789-792.

Si trovano infine Bio-stranezze geografiche con alcuni taxa di origine malese che si trovano anch'essi in Sri Lanka, ma assenti invece dai Ghati occidentali: questi includono sia gruppi di insetti che di piante, come quelle del genere Nepenthes.

Himalaya orientale L'Himalaya orientale è la regione che comprende il Bhutan, l'India nord-orientale, ed il Nepal sud-centro-orientale. Tutto questo territorio è geologicamente giovane e mostra un'alta variabilità altitudinale. Ha quasi 163 specie globalmente minacciate, tra cui il rinoceronte indiano (Rhinoceros unicornis) e il bufalo d'acqua asiatico selvatico (Bubalus bubalis arnee); ed in tutto 45 mammiferi, 50 uccelli, 17 rettili, 12 anfibi, 3 invertebrati e 36 piante vengono considerate minacciate o specie a rischio grave d'estinzione, 2005.

La cosiddetta "libellula relitto" (Epiophlebia laidlawi) è una delle specie in via di estinzione che si trovano qui, con i soli altri esemplari esistenti del genere rinvenuti in Giappone. La regione è anche sede del "tritone Himalayan" (Tylototriton verrucosus), l'unica specie di salamandra presente entro i confini naturali indiani.

Flora La flora dell'India è una delle più ricche del pianeta, vista la varietà del clima, della topologia e degli ambienti esistenti nel Paese. Si pensa ci siano oltre 18000 specie di piante da fiore, il che rappresenta oltre il 6% delle specie vegetali esistenti nel mondo. La flora indiana comprende oltre 50000 specie, di cui diverse endemiche.

Fin dall'antichità, l'utilizzo di piante come fonte di farmaci è stata parte integrante della cultura indiana. Ci sono più di 3000 piante ufficialmente documentate, che possiedono un grande potenziale medico. La nazione è divisa in otto principali regioni floristiche: Himalaya occidentale, Himalaya orientale, Assam, pianura dell'Indo, pianura del Gange, altopiano del Deccan, Malabar e Andamane.

Forme estinte e fossili