Faddija - La legge della vendettaFaddija in sardo vuol dire favilla, cenere accesa e viva. è un film drammatico del 1950 diretto da Roberto Bianchi Montero.
Trama Nell'entroterra sardo, le pecore del giovane pastore Michele danneggiano i vitigni di Pietro, un proprietario terriero. Quest'ultimo costringe il ragazzo a pagare una grossa somma di denaro per il danno. Per vendicarsi dell'umiliazione, Michele usa violenza contro Annarita, la figlia di Pietro.
Poco dopo l'evento, Michele si pente e si accorge di amare profondamente la ragazza. Annarita in un primo momento lo respinge con forza, ma quando scopre di essere rimasta incinta, il suo sentimento muta: si rende conto di amare l'uomo che l'ha resa madre e rifiuta decisamente Saru, il ricco contadino che era stato scelto dal padre come suo promesso sposo.
La situazione precipita quando viene violato un patto d'onore riguardante il diritto di passaggio di un gregge di pecore su un monte. Questo episodio fa esplodere il conflitto latente tra la comunità dei pastori e quella dei contadini. Durante una sparatoria violenta che per poco non vede coinvolte anche le donne del paese, il parroco interviene con autorità per fare da paciere ed evitare ulteriori spargimenti di sangue.
La pace definitiva torna tra le due fazioni solo quando Michele si presenta tra la folla portando tra le braccia Annarita, colta dalle doglie del parto. La nascita del bambino pone fine alla faida, sancendo l'unione definitiva tra i due giovani.
Produzione Il film è una commistione tra due filoni cinematografici all'epoca molto popolari tra il pubblico italiano: quello del melodramma strappalacrime, in seguito ribattezzato dalla critica con il termine neorealismo d'appendice, e il dramma rurale.
Il film venne iscritto al Pubblico registro cinematografico con il n. 820. Presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica il 27 dicembre 1949, ottenne il visto di censura n. 7.004 del 28 dicembre 1949, con una lunghezza della pellicola di 2.680 metri.
Distribuzione e accoglienza Il film venne distribuito nel circuito cinematografico italiano l'11 gennaio del 1950.
Per il suo taglio miserabilista e per qualche luogo comune ritenuto eccessivo, fu stroncato da L'Unione Sarda, lo stesso quotidiano che più di mezzo secolo dopo ha pubblicato in allegato una VHS del film.Dario Stefanoni in Film TV, nº 43, 2023, p. 85
Note
Collegamenti esterni
Scheda del film sul sito La Cineteca Sarda
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