Da calciatore, con i club ha vinto un campionato spagnolo (1996), una Coppa del Re (1996), un campionato italiano (2000), una Coppa Italia (2000), una Supercoppa italiana (2000), una Coppa UEFA (1998) e una Supercoppa UEFA (1999).
Convocato dal 1988 al 2002 dalla nazionale argentina, con lAlbiceleste ha disputato 3 campionati del mondo (, e ) e 4 Coppe America (, , e ), vincendo le edizioni 1991 e 1993; ha inoltre conquistato la Coppa Re Fahd del 1992 e ottenuto la medaglia d'argento alle Olimpiadi di . Figura al sesto posto nella graduatoria delle presenze con la propria nazionale.
Da allenatore ha vinto due volte la Primera División argentina con e e due volte la Primera División spagnola con l' (2014 e 2021), con cui si è aggiudicato anche una Coppa del Re, una Supercoppa spagnola, due Supercoppe UEFA e due Europa League, oltre ad aver raggiunto due finali di UEFA Champions League.
Con l'Atlético Madrid detiene il record di presenze da allenatore.
Biografia È soprannominato El Cholo (termine storico che deriva dall'azteco Xoloitzcuintli e che significa "incrocio di razze"); ha anche in parte origini italiane, dati i suoi antenati provenienti da Rivello (PZ).
Dall'unione con Carolina Baldini sono nati tre figli, che hanno poi intrapreso tutti la carriera da calciatore: Giovanni (detto El Cholito), Gianluca e Giuliano, nati rispettivamente nel 1995, 1998 e 2002.
Nel settembre 2016 arriva la prima figlia, Francesca, nata dalla relazione con la nuova compagna Carla Pereyra. Nel febbraio 2019 è diventato papà per la quinta volta con la nascita di Valentina. Nel settembre di quell'anno i due convolano a nozze a Casole d'Elsa. Da quando nel 2011 è arrivato a Madrid nelle vesti di allenatore, insieme all'allora compagna Carla ha iniziato a comprare appartamenti, ristrutturarli e poi rivenderli; in 15 anni ha comprato 180 appartamenti e 7 edifici nella capitale spagnola e con questa attività nel 2025 ha fatturato 20 milioni di euro per un patrimonio personale di 40 milioni..
Il 26 gennaio 2022 sulla piattaforma Prime Video esce Simeone - Vivir partido a partido, una docu-serie incentrata sulla sua carriera.
Caratteristiche tecniche Giocatore
Da giocatore ha rivestito il ruolo d'interno di centrocampo, potendo ricoprire anche quello di mediano.. Leader carismatico, era dotato di grinta, dinamismo, resistenza e di una spiccata capacità realizzativa, che gli ha consentito di segnare più di 100 gol in carriera: la sua abilità nelle proiezioni offensive si rivelava infatti un'insidiosa arma tattica che coglieva spesso impreparate le difese avversarie. Abile anche in fase difensiva, risultava efficace sia nel pressing che nel coprire le sortite in attacco dei compagni di squadra.
Allenatore Da tecnico ha utilizzato frequentemente il 4-4-2 all'Estudiantes, vincendo il campionato argentino di Apertura nel 2006. Al River Plate ha invece usato un più aggressivo 3-3-1-3, ispirato a quello ideato ed usato dal connazionale Marcelo Bielsa, con il quale ha vinto il campionato argentino di Clausura 2008 prima di dimettersi nella stagione successiva per gli scarsi risultati.Durante l'esperienza al Catania, Simeone ha utilizzato spesso il 4-2-3-1, modulo con il quale ha portato la squadra siciliana alla salvezza. Arrivato in Spagna, all'Atlético Madrid, Simeone mantiene il 4-2-3-1, vincendo con questo modulo l'Europa League e la Supercoppa UEFA nel 2012. Negli anni successivi il suo sistema di gioco di base è diventato il 4-4-2, che alterna al 4-3-3 quando è in fase di possesso e al 5-3-2 in fase di non possesso: ciò gli ha permesso di vincere anche la Coppa del Re 2013, il campionato spagnolo, la Supercoppa spagnola nel 2014, l'Europa League e la Supercoppa UEFA nel 2018. Le sue squadre sono pericolose sui calci piazzati.
Carriera Giocatore Club
Velez, Pisa, Siviglia e Atletico Madrid
Inizia la carriera nel paese di nascita all'età di 17 anni, esordendo nel 1987 con la maglia del squadra nella quale milita per tre stagioni. Muovendo i primi passi viene scoperto e portato in Italia dal presidente del Romeo Anconetani. Il 9 settembre 1990 gioca a Bologna la sua prima partita in Serie A (-Pisa 0-1).
Pur mostrando notevoli qualità di leadership per un ragazzo di soli 20 anni, Simeone non riesce a sfondare e dopo due anni con 55 presenze e 6 reti, parte per la Spagna. Resta al fino al termine della stagione (64 partite e 12 gol tra campionato e coppe europee), quando riceve e accetta l'offerta dell'Atlético Madrid. Con i biancorossi si consacra come uno dei migliori interpreti nel ruolo di incontrista. Tocca l'apice della sua avventura nella capitale iberica nel 1996, quando vince sia il titolo di campione di Spagna che la coppa nazionale, realizzando 12 reti nel solo campionato.
Inter e Lazio Chiude l'esperienza madrilena l'anno successivo, richiamato in Italia dall', che lo acquista per 13 miliardi di lire. Diventa un titolare della formazione nerazzurra sotto la guida di Gigi Simoni e partecipa attivamente alla conquista del secondo posto in Serie A e della Coppa UEFA. Fondamentale in chiave europea la rete del 3-0 che l'argentino firma negli ottavi di finale contro lo Strasburgo, dopo che i nerazzurri erano usciti sconfitti per 0-2 in Francia. L'annata successiva si rivela tribolata per l'Inter, che pur cambiando quattro allenatori, non va oltre l'8º posto. Nel corso della stagione, inoltre, l'argentino si rende protagonista di un litigio con Ronaldo, la stella della squadra.
Nel giugno del 1999 Simeone passa alla , come contropartita tecnica (valutata 21 miliardi di lire) nell'ambito della trattativa che porta Christian Vieri a Milano per la cifra record di 90 miliardi. L'argentino si rivela assoluto protagonista del successo dei biancocelesti in campionato: è sua la rete che permette alla Lazio di battere, nello scontro diretto di Torino, la Juventus. I biancocelesti, sotto di sei punti alla vigilia della partita (erano addirittura nove la domenica precedente, prima che la Juventus cadesse con il e la Lazio facesse suo il derby cittadino), riducono il distacco a -3. Nelle ultime sei giornate Simeone realizzerà quattro reti e festeggerà la vittoria del tricolore proprio all'ultimo atto, quando la Juventus cade a Perugia. Nello stesso anno i capitolini trionfano anche in Coppa Italia, battendo l'Inter nella finale di andata a Roma per 2-1 (con gol decisivo proprio di Simeone) il 12 aprile 2000, e pareggiando il ritorno a Milano per 0-0 il 18 maggio 2000.
La stagione successiva si apre con la vittoria in Supercoppa italiana, ancora ai danni dell'Inter, l'8 settembre 2000. I successivi infortuni condizionano le prestazioni dell'argentino. Nell'ultima giornata del campionato 2001-2002 è tra i marcatori nella partita Lazio-Inter (4-2) che impedisce alla squadra nerazzurra di vincere lo scudetto.
Atletico Madrid e Racing Club Dopo quattro anni a Roma, nel 2003 Simeone torna all'Atlético Madrid, dove disputa una stagione e mezza prima di tornare in patria a gennaio 2005. Ad accoglierlo in Argentina è il Racing Avellaneda, nel quale Simeone chiude la carriera da giocatore a metà del campionato nel febbraio 2006, divenendo l'allenatore della squadra.
Nazionale
Escluso dopo una buona stagione al River Plate dalla rosa vicecampione del mondo a Italia 1990 a causa della spietata concorrenza, è riserva nel 1991 e 1993, in cui la Selección vince per due volte di fila la Coppa America, della cui rosa Simeone fa già parte. Da allora il Cholo non potrà festeggiare altri successi in nazionale e perderà anche la finale delle Olimpiadi del 1996 contro la . Titolare ai deludenti Mondiali statunitensi del 1994, dove si distingue in positivo, divenne capitano della sua Nazionale dal 1996 al 1998 portando la fascia ai Mondiali del 1998. Dopo aver perso la fascia, è titolare alla Coppa America 1999 e ai mondiali del 2002 in Corea e Giappone. L'Argentina, che esce nella fase a gironi, vede Simeone perdere il posto da titolare. Dopo la manifestazione, il Cholo lascia la nazionale.
Allenatore Gli inizi in Argentina Il 6 febbraio 2006 diventa allenatore del , portandosi come vice Matías Almeyda e Nelson Vivas: il contratto avrebbe avuto decorrenza a partire dal 20 febbraio seguente, successivo alla sua ultima gara da giocatore contro l'Independiente. Il 18 maggio è diventato allenatore dell'. Il 13 dicembre 2006, battendo allo spareggio il Boca Juniors, Simeone ha condotto la sua squadra alla vittoria nel campionato di apertura, a 23 anni dall'ultima vittoria in campionato. Lascia il club il 9 dicembre 2007.
Il 1º gennaio 2008 passa alla guida del River Plate di Buenos Aires. A distanza di sei mesi dal suo insediamento e con una giornata di anticipo, l'8 giugno 2008 porta il River Plate alla conquista del titolo di Clausura che mancava al club dal 2004. A seguito del disastroso rendimento nell'Apertura 2008 (9 punti in 13 partite e ultimo posto in classifica) e dell'eliminazione dalla Coppa Sudamericana per mano dei messicani del , il 3 gennaio 2009 rassegna le dimissioni.
Il 16 aprile 2009 firma con il . Il 4 aprile 2010 rassegna le dimissioni.
Catania e Racing Club Il 19 gennaio 2011 torna in Italia, dove diventa l'allenatore del , subentrando a Marco Giampaolo. Il suo esordio non è dei migliori: il 22 gennaio perde 2-0 contro il e il 29 gennaio perde 2-0 in casa con il . Nel seguito del campionato, il Catania di Simeone migliora le sue prestazioni e raggiunge il traguardo della salvezza con due giornate di anticipo contro il . Particolarmente importante è la vittoria in casa nel derby contro il per 4-0. Il 15 maggio, alla penultima giornata, con la vittoria all'ultimo minuto contro la sempre in casa (che ha sancito la non partecipazione dei giallorossi ai preliminari e alla Champions League 2011-2012), il Catania raggiunge il tredicesimo posto con 46 punti (di cui 24 ottenuti da Simeone in 18 partite) e stabilisce il suo nuovo record in Serie A, battendo quello di Siniša Mihajlović che la stagione precedente era riuscito ad arrivare tredicesimo con 45 punti. Il 1º giugno risolve consensualmente il contratto che lo legava al Catania ancora per un anno.
Il 21 giugno 2011 viene richiamato in patria alla guida di una sua vecchia squadra, il . Porta la squadra ad alti livelli, chiudendo il campionato Apertura al secondo posto con 31 punti dietro al Boca Juniors (43 punti). Il 20 dicembre lascia però il club di Avellaneda a causa di dissapori con la società.
Atlético Madrid 2011-2015
Il 23 dicembre 2011 diventa l'allenatore dell'Atlético Madrid – per cui aveva già giocato dal 1994 al 1997 e dal 2003 al 2005 – in sostituzione dell'esonerato Gregorio Manzano, che lascia la squadra al 10º posto della Liga. Al debutto la squadra pareggia per 0-0 in trasferta contro il ; vince però la seconda partita per 3-0 contro il in casa.
A fine stagione, trascinato dai gol di Radamel Falcao, riesce a vincere l'Europa League eliminando ai sedicesimi la Lazio (sua ex squadra), agli ottavi i turchi del , nei quarti i tedeschi dell', in semifinale i connazionali del e infine, in finale, l'altra squadra spagnola, l'Athletic Bilbao, allenata da Marcelo Bielsa, con cui i Colchoneros vincono 3-0. Simeone diventa così il primo allenatore argentino ad aggiudicarsi la competizione nonché il terzo ad aver vinto il trofeo sia da allenatore che da giocatore (dopo Dino Zoff e Huub Stevens); stabilisce inoltre un altro record, vincendo tutte e nove le partite disputate dalla squadra, sotto la sua guida, nella competizione. In campionato si piazza al 5º posto mancando per 2 punti il 4º posto, valido per l'acceso in Champions, raggiunto dal .