Si tratta di uno dei più grandi poeti del Maghreb dello stile neo-classico e popolare.
Compose poesie sia nello stile malḥūn magrebino sia nello stile arabo-andaluso. Fu il fondatore della zāwiya ʿAlamiyyia ia Meknes.Encyclopedia of Religion and Ethics, 20, p. 722 Ben 34 espressioni usate nelle sue poesie sono diventate proverbi ancora oggi diffusi in Maghreb.Fouad Guessous, Anthologie de la poésie marocaine du Melhoun, 2008.
Una delle sue poesie più famose in stile malḥūn è "el-Meknassia" (o "Dār Sīdī Qaddūr"), in cui si lamenta della perdita della sua casa a Meknès. La leggenda dice che avesse donato la sua casa per permettere l'espansione di una moschea. La casa però non venne utilizzata per quel fine e il poeta riuscì a recuperarla più tardi per diventare più tardi il suo mausoleo, nel quartiere Qoubbet Essouq (Qubbat al-sūqLett. "Cupola del mercato".) di Meknes.
Nelle poesie composte invece in stile arabo-andaluso si nota chiaramente l'influenza che hanno avuto su di lui i poeti della Spagna islamica, quali al-Shushtari, Ibn Arabi, Ibn Khafāja e altri.
Note
Bibliografia Lemma «Ķaddūr al-ʿAlamī» (M. Lakhdar), in: The Encyclopaedia of Islam, 2nd edition. M. T. Buret, "Sidi Qaddur El-Alami", in: Hesperis, 1938/1, pp. 85–90 J. Jouin, "Un poème de Si Kaddour el 'Alami", in Hesperis 46 (1959), pp. 87–103. Eugène Aubin, Morocco of To-day, 1906, p. 274 Abdelmajid Fennich, Dārī yā dārī (Casa mia, o casa mia), 2003
Collegamenti esterni