Nato nel canton Grigioni ma cresciuto ad AiroloSchweizerische Zeitschrift..., p. 35Ogliari, Sapi, op. cit., p. 248, lo indicano come nato ad Airolo., Sutter fu noto in Italia per aver costruito diverse linee ferroviarie.
Biografia Laureatosi in ingegneria al Politecnico di Zurigo nell'ultimo decennio del XIX secoloOgliari, Sapi, op. cit., p. 248Schweizerische Bauzeitung, p. 95, aprì giovanissimo all'inizio del XX secolo uno studio di ingegneria a Zurigo.
Si fece notare a partire dal 1904 per alcuni studi di geodesia e trigonometria, poi abbandonati per la progettazione e la costruzione svariate opere al di fuori della Svizzera: il suo primo lavoro fu la costruzione di una centrale elettrica a BayonneSchweizerische Zeitschrift..., pp. 35-36. Nel 1908 giunse in Italia, dove nel 1910 iniziò i lavori per la costruzione della ferrovia Asti-Chivasso, inaugurata due anni dopo con un anticipo di cinque mesi sulla data previstaFrancesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani volume 8°. Piemonte-Valle d'Aosta, a cura degli autori, Milano, 1968, p.307.
Nel 1911 ottenne la concessione per la costruzione e l'esercizio di una ferrovia elettrica a scartamento ridotto da Domodossola al confine svizzeroOgliari, Sapi, op. cit., p. 250Regio Decreto n° 708 dell'8 giugno 1911, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 167 del 18 luglio 1911. L'impresa Sutter iniziò i lavori per la costruzione nel marzo 1913, ma fu costretta a interromperli nel successivo mese di novembre per il fallimento della banca finanziatrice; ripresi nel marzo 1914, i lavori furono nuovamente fermati a causa della prima guerra mondiale, per riprendere nel 1918Ogliari, Sapi, op. cit., p. 251. Nel frattempo (1912) Sutter aveva ceduto la concessione per la linea alla neocostituita Società Subalpina Imprese Ferroviarie (SSIF).
Durante gli anni della Prima guerra mondiale Sutter fu molto attivo: nel 1915 diresse la costruzione delle officine meccaniche della Società Partenopea per Imprese Metallurgiche ed Elettriche; l'anno successivo costituì la società in nome collettivo Sutter & Thèvenot per la produzione di esplosivi, con stabilimenti a Castellazzo di Bollate che ospitavano fino a 1.500 operai e operaie e in cui, la mattina del 7 giugno 1918, si verificò una terribile esplosione che distrusse la fabbrica provocando la morte di cinquantanove operai e oltre trecento feriti, soprattutto donne e ragazze del luogo.
Creò inoltre l'impresa G. Sutter, installando a Villeneuve una centrale elettrica, ed eresse tra il 1917 e il 1918 gli stabilimenti della società Fratelli Galtarossa a Domodossola, oltre a due imprese per l'utilizzo di materiali da costruzione a Visso e Fondotoce.
Nel 1923 Sutter divenne presidente della SSIFSecondo altre fonti Sutter assunse la presidenza della SSIF già nel 1912: si veda a tal proposito , che inaugurò nello stesso anno la ferrovia Domodossola-Locarno (nota anche come "Vigezzina")Ogliari, Sapi, op. cit., p. 254 e assunse, sempre nel 1923, la gestione della navigazione sul lago MaggioreOgliari, Sapi, op. cit., p. 259, ammodernandone la flottaOgliari, Sapi, op. cit., p. 263. Sutter, per conto della SSIF (la quale aveva ottenuto la concessione nel 1912Regio Decreto n° 1131 del 6 ottobre 1912, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 259 del 4 novembre 1912), costruì anche la ferrovia Spoleto-Norcia aperta nel 1926. Nel 1925 Sutter fu nominato presidente del consiglio di amministrazione delle Ferrovie Regionali Ticinesi (FRT), controparte elvetica della SSIF nella gestione della Domodossola-Locarno, mantenendo la carica fino al 1929.
Presidente anche della società La Ferroviaria Italiana (LFI), Sutter diresse i lavori di elettrificazione della ferrovia Arezzo-Sinalunga, aperta nel 1930.
Estromesso dall'incarico di presidente della SSIF per ragioni politicheOgliari, Sapi, op. cit., p. 318, Sutter si trasferì in Trentino, dove a metà anni trenta costituì la Società Anonima Trasporti Pubblici (SATP), rilevando l'esercizio della tranvia Trento-Malé.
Si spense a TrentoOgliari, Sapi, op. cit., p. 318, lo indicano come deceduto a Mezzocorona. all'età di 65 anni, a causa di un infarto.
Note
Bibliografia Francesco Ogliari, Franco Sapi, Stiffelius e berretto rosso. Storia dei trasporti italiani volume 4°, a cura degli autori, Milano, 1964. Giacomo Sutter † , in Schweizerische Zeitschrift für Vermessungswesen und Kulturtechnik - Revue technique suisse des mensurations et améliorations foncières, Schweizerischer Geometerverein-Association suisse des géomètres, vol. 38, 1940, pp. 35–36. Nekrologe † Jak. Sutter, in Schweizerische Bauzeitung, Verlag C. & W. Jegher, Zurigo, vol. 115, nº 8, 24 febbraio 1940, p. 95.
Voci correlate Società Subalpina Imprese Ferroviarie La Ferroviaria Italiana Ferrovia Domodossola-Locarno Ferrovia Asti-Chivasso Ferrovia Arezzo-Sinalunga Ferrovia Spoleto-Norcia Tranvia Trento-Malé