Elenco delle torri o costruzioni fortificate presenti nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. Le date e le epoche si riferiscono alle prime documentazioni scritte o incisioni presenti sui manufatti.

Elenco

Alcune costruzioni si inseriscono nel contesto storico normanno - svevo con contaminazioni bizantino - arabe identificabile con la riconquista normanna della Sicilia, altre nel lunghissimo periodo aragonese - spagnolo.

1134, Torre del Piliere, frazione di Acquaficara. XII secolo, Torre di Nasari, frazione di Nasari. XIII secolo, Torre Sipio, frazione di Gala. XVI secolo, Torre di Gurafi, frazione di Gurafi. XVI secolo seconda metà, Torre Calderà, presso primitiva «Tonnara di Calderà», frazione di Calderà. 1579, Torre Cantoni, frazione di Calderà. 1622, Torre Pagano, località Pagano, frazione di Calderà. XVII secolo, Torre Cappa, frazione di Gala. XVII secolo, Torre Mollica, frazione di Gala. XVIII secolo, Torre Longa, frazione di Centineo. ?, Torrione Saraceno, frazione di Sant'Antonio. ?, Torre Sottile, frazione di Calderà. XIX secolo, Nuova Torre Sottile, località Cantoni, frazione di Calderà.

Torre del Piliere

1134, Torre del Piliere, struttura architettonica ubicata nella frazione di Acquaficara..

La Torre del Piliere è l'elemento architettonico superstite della chiesa precedente a quella attuale edificata, come documenta il cronista Filippo Di Benedetto "... nel villaggio di Acquaficara che credesi di origine saracena, a sud - est di Barcellona ...". La devozione e venerazione della "Madonna del Piliere" o "Madonna del Pilastro" o "Madonna del Pilar", secondo Flavio Biondo è molto antica e di matrice iberica.

Da questo breve resoconto si evince che il luogo di culto è oggetto di successive riedificazioni nel medesimo sito, pertanto si identificano:

?, - primitivo luogo di culto; 1282 - 1516, Chiesa della Madonna del Piliere d'epoca aragonese - spagnola; 1960 e seguenti, Chiesa della Madonna del Piliere, ricostruzione e restauri d'epoca contemporanea.

Uno dei torrioni della primitiva chiesa costituisce la torre campanaria superstite datata 1134 (regno di Ruggero II di Sicilia), di forma quadrata presenta due cupolette all'interno di stile bizantino, verosimilmente appartenente ad un aggregato risalente alla dominazione aragonese - spagnola in Sicilia, probabilmente con funzioni difensive e d'avvistamento. È inserito nel contesto della "Chiesa di Santa Maria del Piliere", antica chiesa dedicata alla "Madonna del Piliere", rimasta a lungo chiusa perché gravemente danneggiata dal terremoto di Messina del 1908.

La costruzione presenta una sola navata con stucchi all'interno e il tetto in legno lavorato, nel passato custodiva una grande tela, oggi scomparsa, raffigurante una scena di battaglia tra armate cristiane e saracene riconducibile alla conquista normanna. L'ingresso rivolto verso il mare a settentrione ubicato vicino al campanile, l'abside all'esterno arricchita con tre piccole nicchie, all'interno una fossa comune e diverse tombe adibite per la sepoltura. La chiesa ridotta ad un rudere, negli anni successivi il 1960 è demolita. Ricostruita sulla stessa area subisce il ribaltamento abside - ingresso pertanto la facciata oggi è rivolta a levante; il luogo di culto è riaperto nel 1968.

Nel tempio è custodita la statua in marmo della "Madonna del Piliere" di scuola Gaginiana del 1596 espressione del rinascimento siciliano e vari dipinti del XVII e XVIII secolo.

Torre di Nasari

XI - XVI secolo, Torre di Nasari, struttura architettonica ubicata nella frazione di Nasari, primitivo feudo di Castroreale.Pagina 101, Giuseppe Emanuele Ortolani, "Nuovo dizionario geografico, statistico e biografico della Sicilia antica e moderna", , Palermo, Francesco Abbate, 1819.

La Torre di Nasari è localizzabile sulla destra del torrente Longano in prossimità del casale di San Paolo, è visibile dalla vicina costa tirrenica posta a nord ed è in stretto rapporto visivo ad ovest con capo Tindari, a est con la torre di contrada Gurafi e il Castello di Milazzo, a sud con il palazzetto baronale nei pressi della grotta di Santa Venera e con il Castello di Castroreale.

La costruzione presenta una pianta quadrata con la spianata cinta da mura, lo storico Filippo Rossitto nega la fattura araba della Torre e avanza l'ipotesi di un manufatto normanno come stratificazione di ristrutturazioni successive nel tempo.

Giovanni Luca Barberi afferma che "...la sua storia risale ai primi tempi della conquista normanna, il suo nome evidentemente arabo provenne forse da Abu-Nasar, guerriero arabo. C'è chi dice che lo abbia avuto invece dalla baronessa Nasari che ne abitava il castello ...". Su una collina in prossimità della località di Santa Venera, a non molta distanza dalla riva destra del torrente Longano è presente la Torre di Nasari predisposta a vigilare l'accesso a Gala e Castroreale, conquistata secondo gli storici Vito Maria Amico e Francesco Ferrara dal Gran Conte Ruggero dopo l'espugnazione di Milazzo.

XI secolo, Ruggero I d'Altavilla la espugna e la sottrae ai saraceni, in seguito è nominato Gran Conte di Sicilia concede con privilegio il villaggio, la torre e le terre con trentadue saraceni, verosimilmente prigionieri di guerra o proprietari al visconte Ansaldo de Arri e alla moglie.Pagina 286 del libro di Di Francesco San Martino De Spucches, Mario Gregorio, "La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni", Palermo, volume sesto.

Secondo l'abate Vito Maria Amico nel "Lexicon topographicum Siculum", Nasari significa appunto "terra o torre di Ari". Ma il Barberi ne confuta la tesi basandosi sulla data del diploma emanato nel 1127, affermando che a quell'epoca il conte Ruggero I è già morto, dunque il feudo è concesso dal figlio Ruggero II di Sicilia ad Ansaldo in considerazione e in riconoscimento dell'aiuto prestato al padre Ruggero I di Sicilia.

La torre è documentata a partire dalla prima metà del XV secolo, edificata a guardia del casale, in seguito feudo, di San Paolo a presidio della sottostante vallata del torrente Longano e delle vie di accesso a Gala e Castroreale. L'attuale struttura, di cui rimane solo la prima elevazione priva di copertura e resti della cinta muraria, fu costruita nel XVI secolo sul basamento della precedente torre medievale espugnata dal Gran Conte Ruggero. La torre è quadrata all'esterno e rotonda all'interno, con unica porta d'accesso. La muratura è costituita da pietrame, malta e blocchi di vari pezzatura.

Periodo arabo {Sezione in aggiornamento}

Periodo normanno

1127, La località è menzionata come casale di Nasari assegnato ad Ansaldo de Arri.Carlo Alberto Garufi, 1899, pagina 17

Periodo svevo - angioino

1271, È assegnato a Nicolò di Alcara. 1296, È documentato ancora casale secondo il canonico, arabista e storiografo Rosario Gregorio."Bibliotheca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Aragonum imperio retulere", pagina 468

Periodo aragonese

Il fortilizio o piuttosto la torre, è documentato nella prima metà del XV secolo.

1335, È assegnato a Bonsignore Nasari. 1368, Ereditano Giovanni Nasaro e Costanza Nasaro. 1408, È identificato come feudo assegnato ad Antonio Nasari regnante Martino I di Sicilia."Bibliotheca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Aragonum imperio retulere", pagina 497 1435, È documentato come "feudum sive casale cum turri et fortilicio" appartenente ad Antonio e Bonsignore Nassari, padre e figlio.ACA, Cancillerìa: Arxiu de la Corona d'Aragó 2826, cc. 189v - 190v, ex inf. Ferdinando Maurici 1453, Descritta come proprietà di Giovanni Nassari fratello di Bonsignore Nassari rimasto senza eredi. 1485, È documentata la proprietà di Gregorio Periconio regnante Ferdinando II d'Aragona.

Periodo spagnolo

XVI secolo, Tiburzio Spannocchi suggerisce la costruzione di una torre nella contrada "Lu Castru".Pagina 328, Salvatore Mazzarella - Renato Zanca, "Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI - XX", Sellerio, Palermo, 1985. 1550, Passa in eredità a Giovanni Vincenzo Nassari. 1568, Francesco de Nassari Perricone. 1600, Bernardina Nassari Picone. 1632, Francesca Maria lo Porzio Nassari dalla madre Bernardina Nassari Picone. 1671, Antonio Porzio da Francesca Maria lo Porzio Nassari in Anzalone. 1682, Saverio Porzio dal padre Antonio Porzio.

Interventi di ristrutturazione sono stati realizzati fra Settecento e Ottocento.

1766, Antonino Porzio dal padre Saverio Porzio. 1777, Giovanni Battista Porzio dal cugino Antonino Porzio. 1795, Gaetano Deodato. XVIII – XIX secolo, Per garantire la stabilità e la sicurezza del sito si rendono necessari svariati interventi di ristrutturazione.Pagina 83, Filippo Rossitto, "La Città di Barcellona Pozzo di Gotto", Palermo, 1986, ristampa

Torre Sipio XIII secolo, Torre Sipio, struttura architettonica ubicata nella frazione di Gala.

Edificata in epoca aragonese sotto il regno di Federico III d'Aragona. La struttura ha subìto rimaneggiamenti che ne hanno alterato la struttura originaria.

Torre di Gurafi XVI secolo, Torre di Gurafi, struttura architettonica ubicata nella frazione di Gurafi (altrimenti menzionata topograficamente come «Guraphi» o «Turafi»), primitivo feudo di Castroreale.

Lungo la rotabile che conduce da Barcellona Pozzo di Gotto a Castroreale, sul fondovalle posto sulla sponda sinistra del torrente Longano s'incontra il casale di Gurafi. Il piccolo borgo è composto da poche case e da attrezzature agricole del XVI secolo, tra essi si trovano i ruderi di una torre circolare, le rovine di una chiesa e di un palazzo padronale. Il toponimo Gurafi è d'origine araba, secondo alcuni studiosi derivante da "karafa", recipiente per contenere olio o vino, entrambi prodotti in abbondanza in questa zona. Federico II di Svevia rende autonoma la cittadina di Castroreale popolandola nel 1324 con gli abitanti di Gurafi e di Nasari. Castroreale confina col casale di Gurafi, tanto ampio da essere poi distinto alla fine del XIV secolo in orientale ed occidentale, il torrente Longano costituisce la linea di demarcazione fra le frazioni. Confina pure con i feudi di Nasari, Protonotaro, Ranieri e Gala.

La chiesa dell'Immacolata sorta nel 1680 è oggi un rudere di cui rimangono solo le mura perimetrali, parzialmente interrata da un'alluvione del torrente Longano del 1848. Poco distante si trova la caratteristica torre a pianta circolare, anch'essa in parte interrata e sommersa dalle erbacce, in precarie condizioni statiche. Semidistrutta al punto che dall'esterno è visibile la scala interna, ricavata nello spessore della muratura. Necessita di interventi di restauro e di consolidamento prima del completo collasso.

1276 - 1277, Berard de Blanquefort. 1282, Curia. 1335, Aldoino de Salvo. 1345, Riccardo Maniscalco. ?, Damiata vedova di Riccardo Maniscalco. 1395 - 1408, Filippo de Puteo. XVI secolo, Il Casale appartiene alla famiglia di Anzalone del Pozzo negli ultimi decenni del secolo. XVII secolo, Possedimento della famiglia dei De Gregorio di Messina, fine secolo. ?, Proprietà del Conte Picone.

Torre di Calderà XVI secolo seconda metà, Torre di Calderà, struttura architettonica ubicata nella frazione di Calderà.

Torre di guardia. Manufatto documentato presso la preesistente «Tonnara di Calderà» 1442 adiacente all'attuale chiesa di San Rocco.

Torre Cantoni 1579, Torre Cantoni o del Cantone, struttura architettonica ubicata sul lungomare occidentale di Barcellona Pozzo di Gotto. È inserita nell'elenco delle Torri costiere della Sicilia.