Lo stemma della Città di Avezzano è di colore azzurro con al centro la figura di san Bartolomeo che impugna il coltello del martirio con la punta all'insù. La spalla sinistra è coperta dalla pelle del santo pendente fino al fianco sinistro attraversante il drappeggio rosso. Lo scudo sannitico è sovrastato dalla corona di città ed è fregiato da un ramo di alloro e uno di quercia.

Storia

Il primo sigillo di Avezzano risale al 1650. L'effigie riportata è già da allora quella di san Bartolomeo apostolo in maestà, con petto e gambe denudati. Nella riproduzione il santo è vestito di drappo rosso e reca nella mano sinistra il coltello simbolo del suo martirio. Lo stampo circolare riporta la scritta "Communitas Avezzani".

Il secondo è datato primo luglio 1676. Il sigillo di forma ellittica, riproduce ancora san Bartolomeo apostolo che tiene uno spadino nella mano destra, mentre con l'altra mano sorregge il suo vello. Intorno all'ellisse è riportata la scritta "Università d'Avezzano".

Il terzo risale al 1683. Il sigillo è di forma ottagonale. In questo caso il santo è posto su un piedistallo armato di un coltello in banda. La fede evangelica è rappresentata da un libro, nella riproduzione, di colore verde accostato nel braccio e tenuto da mano destra. Il santo qui appare barbuto e dai lunghi capelli da vegliardo. La scritta recita "Universitas Avezzani". Il quarto sigillo, viene dopo quasi due secoli, è datato 1803. Nella rielaborazione, il santo vestito di rosso, presenta un ronchetto tenuto in alto dalla mano destra e un libro rosso su quella sinistra. Gli elementi iconografici sono propri del Vangelo secondo Matteo. La scritta riportata sul sigillo è "Civitas Avezzani 1803".

Aboliti da Giuseppe Bonaparte gli stemmi individuali anche Avezzano fece uso di un sigillo uguale a tutti gli altri comuni. Era di forma ellittica e riproduceva l'aquila napoleonica, cornucopie, delfino e la triquetra. Gioacchino Murat li sostituì di lì a poco con l'aquila, cavallo furioso e trinacria (simbolo della Sicilia). Gli elementi erano accompagnati dalla scritta "Avezzano". Il sesto sigillo è quello sotto i Borbone. Tutti i comuni riprodussero l'araldica borbonica. Avezzano presentava un sigillo con la grande arma e gli emblemi della Borgogna, ovvero gigli d'oro su base azzurra e d'Aragona, di Svevia, di Gerusalemme e dei d'Angiò. Il settimo è quello sotto i Savoia. Rinnovato dall'Unità d'Italia, ricalcava l'occasione araldica sabauda: di rosso con croce d'oro inserita in uno scudo. Gli elementi esterni erano i supporti, il cimiero e la corona.

Con l'ottavo stemma Avezzano ripropone san Bartolomeo apostolo, giovanile in campo bianco e drappeggiato di verde, che è contornato da preziosi fregi. La città si riappropriò dello stemma individuale antico verso la fine dell'Ottocento. Questo, sormontato da corona principesca, presenta la scritta "Universitas Avezzani"..Stemmi delle città italiane, Serie 3ª, n. 57, edizioni A. Brioschi & C., anni 1920, Milano. Nel 1899 lo stemma VIII bis presenta un san Bartolomeo capelluto e barbuto, vestito all'antica in campo d'argento con braccia allargate e coltello in banda su mano destra. Il poligrafo Gustavo Strafforello blasonava lo stemma riportando la scritta "Ave Ianum", ovvero il saluto romano "Ave Giano", da cui si supponeva fosse derivato il toponimo Avezzano. Il nono stemma sotto il fascismo presentava il fascio di verghe e le scure legati insieme da cinghia. Avezzano accostava il suo stemma con la figura di san Bartolomeo in foggia sannita con l'aquila romana a dominare. Successivamente modificati alcuni elementi sanniti lo stemma presentava anche la scritta "Municipio di Avezzano".

Il IX stemma bis, dipinto dall'artista Francesco Bianchi, era uno scudo sannitico contornato da rami di alloro e quercia, sormontato da corona patriziale e diviso verticalmente a metà con la parte sinistra di colore bianco e la parte destra di colore verde. Al suo interno san Bartolomeo aureolato, barbuto e capelluto. La scritta inferiore riportava la dicitura latina "Universitas Avezzani". Dal 1992, l'allora sindaco di Avezzano, Franco Buttari, affidava al prof. Francesco Belmaggio, storico ed esperto di araldica civica, il compito di seguire l'iter di riconoscimento del titolo di città e dei conseguenti emblemi dello stemma e del gonfalone..

L'attuale stemma, il decimo, è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica dell'8 agosto 1994.Nell'uso del gonfalone si osservano le norme del D.P.C.M. del 3 giugno 1986 sostituito dalla legge n. 22 del 5 febbraio 1998 (disciplina dello stemma e del gonfalone) e successive modifiche.

Gonfalone

Il gonfalone cittadino è decorato di Medaglia d'argento al merito civile

Bandiera L'amministrazione comunale, il 21 gennaio 2026, ha adottato la bandiera ufficiale costituita da un drappo di proporzioni 2:3 partito di bianco e di verde caricato dello stemma della città.

Note

Bibliografia

Voci correlate Araldica Blasonatura Armoriale dei comuni della provincia dell'Aquila

Altri progetti

Categoria:Storia di Avezzano Avezzano