Il disertore è un romanzo di Giuseppe Dessì pubblicato nel 1961 da Feltrinelli, con successive e numerose edizioni, sia presso Feltrinelli che Mondadori.
Trama A pochi anni dalla fine della prima guerra mondiale in un paese della Sardegna meridionale detto Cuadu (Villacidro), alla raccolta di fondi per il monumento ai caduti Mariangela Eca, povera e diseredata, che ha perduto in guerra i due suoi figli, Saverio e Giovanni, versa al comitato organizzatore tutto l'ammontare dei suoi risparmi, e dunque più dei più ricchi proprietari del paese: proprio lei, che sempre è stata estranea alle celebrazioni per la vittoria, chiusa nel suo appartato silenzio. Nessuno lo sa, a parte prete Coi in confessione, ma suo figlio Saverio è stato un disertore, fuggito dal fronte e tornato al paese a latitare e a morire nei boschi di Baddimanna. Mariangela Eca si applica a tenere tutta per sé questa verità, che per lei sarà negata per sempre dal nome di Saverio scritto nel monumento accanto agli altri nomi dei caduti di Cuadu.S. Maxia, Introduzione a Il disertore, op. cit.
Commento Il disertore è considerata da alcuni una delle migliori narrazioni sulla Grande Guerra, insieme a La trincea, dello stesso autore ed Un anno sull'Altipiano di Emilio Lussu, e quella della madre Mariangela Eca una delle più vere e riuscite figure femminili coinvolte in quegli eventi bellici in Italia.G. Angioni, Tutti dicono Sardegna, op. cit. 78-83F. Casula, Letteratura e civiltà, op. cit. 190-200
Nel 1983 ne è stato tratto il film omonimo, per la regia di Giuliana Berlinguer. L'opera ebbe immediato riscontro sia in ambito nazionale che internazionale, come si può evincere dalle numerose traduzioni.
Riconoscimenti Nel 1962 a Giuseppe Dessì fu conferito il Premio Bagutta per Il disertore.
Edizioni
Giuseppe Dessì, The Deserter, London, Harvill press, 1962; traduzione di Donata Origo. Giuseppe Dessì, The Deserter, New York, Harcourt, Brace & World, 1962; traduzione di Virginia Hathaway Moriconi. Giuseppe Dessì, Das Lösegeld, Olten (svizzera), Walter, 1962; traduzione di Yvonne e Herbert Meier. Giuseppe Dessì, Le Déserteur, Paris, Julliard, 1963; traduzione di Helena de Mariassy e Cristal de Lignac. Giuseppe Dessì, A Katonaszökevény, Budapest, Európa, 1964; traduzione di Éva Szabolcsi, postfazione di László Lator. Giuseppe Dessì, El Desertor, Buenos Aaires, Emecé Editores, 1964; traduzione di Augusto Guibourgh. Giuseppe Dessì, De Deserteur, Den Haag, Kruseman “isirisreeks”, 1965; traduzione di Yoshuah Barjitzchak. Giuseppe Dessì, Das Lösegeld, Berlin, Volk und Welt, 1969; traduzione di Herbert Meier, postfazione di Joachim Meinert. Giuseppe Dessì, Dezertorul, Bucarest, Editura Pentru Literatură Universală, 1969; traduzione di Anca Giurǎscu e Constantin Streia. Note
Bibliografia Eurialo De Michelis, Narratori al quadrato, Pisa, Nistri-Lischi, 1962 Giacomo Debenedetti, Dessì e il golfo mistico, in «Intermezzo», Milano, Mondadori, 1963 Carlo Varese, Occasioni e valori della letteratura contemporanea, Bologna, Cappelli, 1967 Anna Dolfi, La parola e il tempo. Saggio su Giuseppe Dessì, Firenze, Nuove edizioni Vallecchi, 1977 Giulio Angioni, Tutti dicono Sardegna, Cagliari, EDeS, 1990 Francesco Casula, Letteratura e civiltà della Sardegna, 190-202, Grafica del Parteolla, Dolianova, 2011. Sandro Maxia, Introduzione a Il disertore, Ilisso, 1997 Nicola Turi, I testi di Dessì in lingua straniera, in Anna Dolfi (a cura di), Giuseppe Dessì tra traduzioni ed Edizioni, Firenze University Press, 2013.
Voci correlate I passeri Paese d'ombre Giuseppe Dessì
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