La fenomenologia della vita o fenomenologia materialeMichel Henry, Phénoménologie matérielle, PUF, collection "Epiméthée", 1990, p. 6 : "Radicaliser la question de la phénoménologie, ce n'est pas seulement viser la phénoménalité pure, c'est interroger le mode selon lequel elle se phénoménalise originellement, la substance, l'étoffe, la matière phénoménologique dont elle est faite -- sa matérialité phénoménologique pure. Telle est la tâche de la phénoménologie matérielle". è una parte della Fenomenologia sviluppata dal filosofo francese Michel Henry a partire dalla sua opera fondamentale su L'Essenza della manifestazioneMichel Henry, L’Essence de la manifestation, PUF, collection "Epiméthée", 1963. e che studia la vita soggettiva dell'individuo colta nella sua realtà patetica e affettiva come impressione puraMichel Henry, Phénoménologie matérielle, PUF, collection "Epiméthée", 1990, p. 16 : "« Matière » désigne d'abord l'essence de l'impression ou ce qui lui est originellement et en soi identique, la sensation. La matière est justement la matière dont l'impression est faite, son étoffe, sa substance en quelque sorte : l'impressionnel, le sensuel comme tels"..
Definizione fenomenologica della vita Michel Henry definisce la vita da un punto di vista fenomenologico come ciò che possiede la facoltà e il potere « di sentirsi e di provare se stessi in ogni punto del proprio essere »Michel Henry, La Barbarie, éd. Grasset, 1987, pp. 15, 23 et 80.. Per lui la vita appartiene essenzialmente all'ordine della forza soggettiva e dell'affettivitàMichel Henry, Voir l’invisible, éd. François Bourin, 1988, page de couverture., essa consiste in una pura esperienza soggettiva di sé che oscilla permanentemente tra la sofferenza e la gioiaMichel Henry, La Barbarie, éd. Grasset, 1987, p. 122.Paul Audi : Michel Henry : Une trajectoire philosophique, Les Belles Lettres, 2006, p. 109 : "Ainsi, en dépit de sa simplicité, et à cause de son caractère dynamique (force) et pathétique (affect), le "vivre" est affectivité (jouissance et souffrance), mais il est aussi pulsion, désir, volonté, agir (praxis), pensée (représentation)".. Una « forza soggettiva » non è una forza impersonale, cieca e insensibile come lo sono le forze oggettive che si incontrano nella natura, ma una forza vivente e sensibile, provata dall'interno e risultante da un desiderio soggettivo e da uno sforzo soggettivo della volontà volto a soddisfarloMichel Henry, Voir l’invisible, éd. François Bourin, 1988, pp. 211-212.Michel Henry, C'est moi la Vérité, éd. du Seuil, 1996, pp. 138 et 218.. A partire da questo approccio fenomenologico della vita, nel suo libro Incarnation, une philosophie de la chair Michel Henry stabilisce una opposizione radicale tra la carne vivente, dotata di sensibilità, e il corpo materiale, che è per principio insensibileMichel Henry, Incarnation, éd. du Seuil, 2000, pp. 8-9..
Il termine « fenomenologico » fa riferimento alla fenomenologia, che è la scienza del fenomeno e un metodo filosofico di studio dei fenomeni così come essi si manifestano e così come appaionoMichel Henry, Incarnation, éd. du Seuil, 2000, p. 35.. Quella che Michel Henry chiama la « vita fenomenologica assoluta » è la vita soggettiva degli individui, la sua pura manifestazione interiore, così come noi la viviamo e come noi permanentemente l'avvertiamoMichel Henry, La Barbarie, éd. Grasset, 1987, pp. 15-16.Michel Henry, C'est moi la Vérité, éd. du Seuil, 1996, pp. 46-70.. È la vita così come essa si rivela essa stessa e appare interiormente, la sua auto-rivelazione: la vita è sia ciò che rivela sia ciò che è rivelatoMichel Henry, C'est moi la Vérité, éd. du Seuil, 1996, pp. 39-40..
Proprietà della vita fenomenica Questa vita fenomenologica è per essenza invisibile, giacché essa non appare mai nell'esteriorità di un vedere, ma si rivela in se stessa senza scarto né distanzaPaul Audi : Michel Henry : Une trajectoire philosophique, Les Belles Lettres, 2006, p. 164 : "[...] ce qui est invisible ne cesse jamais, en raison de son invisibilité, de se manifester, bien que son apparence, qui est bien réelle, n'appartienne pas à l'ordre de la visibilité. Elle est, cette apparence, de l'ordre de l'affectivité. Car un sentiment ne se voit pas, mais se manifeste, et il se manifeste en se laissant éprouver, mieux encore : en s'éprouvant soi-même".. Il fatto del vedere suppone in effetti l'esistenza di una distanza e di una separazione tra ciò che è visto e colui che vede, tra l'oggetto che è percepito e il soggetto che lo percepisceMichel Henry, L’Essence de la manifestation, PUF, 1963 (§ 50-51, pp. 549-571).. Un sentimento, ad esempio, non si vede mai dall'esterno, non appare mai nell' « orizzonte di visibilità » del mondo, esso si sente e si prova dall'interno, nell'immanenza radicale della vitaPaul Audi : Michel Henry : Une trajectoire philosophique, Les Belles Lettres, 2006, p. 175 : "[...] de ce qui se trouve donné au regard, à la sensibilité, à la perception, la philosophie se doit de remonter au fondement de la donation, un fondement qui, lui, ne saurait être donné comme quelque chose d'extérieur, qui n'est pas même visible, puisqu'il relève de la vie subjective absolue, dont le caractère d'essence est d'être tout à la fois pathétique et dynamique -- c'est-à-dire immanent".. L'amore non si vede, così come l'odio, i sentimenti si avvertono nel segreto del nostro cuore, là dove nessuno sguardo può penetrareMichel Henry, L’Essence de la manifestation, PUF, 1963 (§ 62-63, pp. 692-714)..
Questa vita è composta dalla sensibilità e dall'affettività, è l'unità interiore della loro manifestazione; l'affettività, tuttavia, è l'essenza della sensibilità, così come Henry mostra nel suo libro sulla Essenza della manifestazione, il che significa che ogni sensazione è affettiva per naturaMichel Henry, L’Essence de la manifestation, PUF, 1963 (§ 54, p. 602).. La vita fenomenologica è, secondo Henry, il fondamento di tutte le nostre esperienze soggettive (come l'esperienza soggettiva della tristezza, della visione di un colore o del piacere di bere dell'acqua fresca in estate) e di ciascuno dei nostri poteri soggettivi (il potere soggettivo, ad esempio, di muovere le mani o gli occhi)Michel Henry, Incarnation, éd. du Seuil, 2000, pp. 7-8..
Vita fenomenica e vita biologica Questa definizione fenomenologica della vita si fonda quindi sulla concreta esperienza soggettiva che noi facciamo della vita nella nostra esistenza e corrisponde di conseguenza alla vita umanaPaul Audi : Michel Henry : Une trajectoire philosophique, Les Belles Lettres, 2006, pp. 30-31.. Circa le altre forme di vita, studiate dalla biologia e dalle quali Heidegger prende a prestito la sua concezione filosofica della vita, Michel Henry scrive nel suo libro C’est moi la Vérité. Pour une philosophie de christianisme : « Per chi vuole conoscere cosa è la vita, non è paradossale doverlo chiedere ai protozoi o, nel miglior caso, alle api ? Come se noi non avessimo con la vita che un rapporto del tutto esterno e fragile [come quello che abbiamo] con degli esseri di cui noi non sappiamo niente – che povera cosa ! Come se noi non fossimo noi stessi dei viventi ! »Michel Henry, C'est moi la Vérité, éd. du Seuil, 1996, p. 63.
Questa definizione lascia tuttavia da parte degli organismi viventi che non possono fare prova di sé, come ad esempio i vegetali. A meno che non si possa mettere in evidenza in essi l'esistenza di una certa forma di sensibilità, come sembra indicare il professor A. Tronchet nel suo libro dal titolo La sensibilité des plantes : « Il protoplasma delle cellule vegetali, come quello delle cellule animali, è dotato di irritabilità, vale a dire di una forma particolare di sensibilità, grazie alla quale è capace di essere affetto da eccitazioni di origine esterna o interna. »A. Tronchet, La sensibilité des plantes, Masson, 1977, p. 1.
La Verità della Vita Michel Henry espone nel suo libro C'est Moi la Vérité. Pour une philosophie du christianisme ciò che il cristianesimo considera come la Verità e che egli chiama la Verità della VitaMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 32-45.. Egli mostra che questa concezione cristiana della Verità si oppone a quella che gli uomini considerano abitualmente come la verità, derivata dal pensiero greco e che egli chiama la verità del mondoMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 21-31.. Ma cosa è la verità? La verità è ciò che si mostra e che prova così la sua realtà mediante la sua manifestazione effettiva in noi o nel mondoMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 19-22.Antoine Vidalin : La parole de la Vie, Parole et silence, 2006, pp. 79-95..
La verità del mondo designa una verità esteriore e oggettiva, una verità nella quale ogni cosa appare sotto forma di un oggetto visibile dinanzi al nostro sguardo e a distanza di noi, vale a dire sotto forma di una rappresentazione che è distinta da ciò che essa mostraMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 25-31. : quando noi guardiamo una mela, ciò che vediamo non è la mela in se stessa, ma una semplice immagine della mela che appare nella nostra sensibilità e che può cambiare a seconda dell'illuminazione o del nostro angolo di vista. Allo stesso modo, quando guardiamo il volto di una persona, non è la persona in se stessa che noi percepiamo, bensì una semplice immagine del suo volto, la sua apparenza visibile nel mondoMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 29-30.. Secondo questa concezione della verità, la vita non è che un insieme di proprietà oggettive, caratterizzate per esempio dal bisogno di nutrirsi o dall'attitudine a riprodursiMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 58-64..
Nel cristianesimo, la Vita è riportata alla sua realtà interiore che è assolutamente soggettiva e radicalmente immanenteMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, p. 40.. La Vita, considerata nella sua realtà fenomenologica, è semplicemente la facoltà e il potere soggettivo di avvertire delle sensazioni, dei piccoli piaceri o delle grandi pene, di provare dei desideri o dei sentimenti, di muovere il nostro corpo dall'interno esercitando uno sforzo soggettivo, o anche di pensareMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, p. 173.. Tutte le sue facoltà possiedono la caratteristica fondamentale di apparire e di manifestarsi in se stesse, senza scarto né distanza, noi non le percepiamo all’esterno del nostro essere o dinanzi al nostro sguardo, ma solo in noi: noi coincidiamo con ciascuno di questi poteriMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 42-43.. La Vita è, in se stessa, un potere di manifestazione e di rivelazione e ciò che essa manifesta è essa stessa, nella sua auto-rivelazione pateticaMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 36-37 et 73.. Un potere di rivelazione che è all'opera in noi in permanenza e che noi dimentichiamo costantementeMichel Henry, C'est moi la Vérité, Éditions du Seuil, 1996, pp. 166-167.Paul Audi : Michel Henry : Une trajectoire philosophique, Les Belles Lettres, 2006, p. 112 : "La vie est auto-manifestation et en tant que telle, en tant qu'elle participe d'une manifestation dont elle est elle-même le principe, elle peut, elle doit même recevoir le nom de vérité. Seulement cette vérité qui est la sienne ne relève plus de la représentation, ni du jugement. Cette vérité-là est une vérité vivante et incarnée"..