La presenza della 'ndrangheta in Australia risale agli inizi del novecento con le prime migrazioni di italiani. In loco venne chiamata: Honoured society (onorata società). È composta per lo più da 'ndrine originarie della Locride e Aspromonte, in particolare Platì, con cui mantengono ancora oggi i contatti.

La 'Ndrangheta, ad oggi, è presente in tutti gli stati australiani; i gruppi più attivi sono: i Papalia-Sergi-Barbaro, gli Alvaro e i Giorgi-Morabito-Barbaro. Alcune 'ndrine australiane hanno fatto parte fino agli anni novanta del cosiddetto Siderno Group, una vasta rete criminale 'ndranghetista che trafficava in droga tra il Sud America, il Canada, gli Stati Uniti, l'Europa e l'Australia stessa.

Tra gli omicidi eccellenti si annoverano quello dell'attivista Donald Mackay il 15 luglio 1977 a Griffith e del vicecapo della polizia federale dell'Australia Meridionale Colin Winchester, assassinato a Canberra il 10 gennaio 1989. Ad oggi le forze dell'ordine australiane non ritengono vi siano organizzazioni criminali di stampo mafioso nel loro territorio, nonostante i numerosi processi e condanne definitive avvenute in passato..

Caratteristiche La 'ndrangheta in Australia, oggi, si presenta molto simile alla sua controparte originaria in Calabria, tra cui la sua struttura organizzativa in locali, i rituali di affiliazioni e i metodi di risoluzione dei conflitti nonché una parte imprenditoriale che usa il metodo mafioso (intimidazione) e la corruzione per lavorare in attività economiche legali o illegali. Il cuore dell'organizzazione rimane calabrese sia in termini di etnicità che di contesto socio-comportamentale e culturale: solidarietà etnica, orgoglio etnico, impegno nel territorio e nella comunità calabrese, ed infine la reputazione derivante dal successo nelle attività criminali descrivono la 'ndrangheta in Australia. La 'ndrangheta in Australia è calabrese ma non in tutte le sue dimensioni ovvero spesso non appare direttamente o esclusivamente collegata ad attività criminali su larga scala ma in ogni caso gli affiliati che vi partecipano hanno ruoli apicali in quanto come organizzazione e come marchio possono fornire reti, credito, contante, accesso politico e protezione. È chiaro ormai che vi sono aree in cui i clan sono diventati più attivi nel corso degli anni e coincidono con i luoghi storici o contemporanei di presenza di comunità calabresi o dell'Italia meridionale come: Griffith (NSW) e Melbourne (ad esempio: la Little Italy di Carlton), Fairfield e Bossley Park (Sydney), Stirling (Perth), alcuni distretti di Adelaide e l'hinterland di Canberra.

Struttura Con l'operazione Crimine del 2010 si è confermato che i locali presenti in Australia fanno riferimento a una camera di controllo detta Crimine, i cui componenti fanno capo al Crimine di Polsi e si riuniscono periodicamente con le cosche calabresi per assumere decisioni e coordinarsi fra di loro.Relazione Crimine p.2072

Negli anni ottanta i servizi informativi australiani scoprono della presenza di una struttura di coordinamento dell'organizzazione di cui fanno parte i principali capibastone e in particolare i 6 capi che controllano le sei macro-aree in cui è stata suddivisa l'Australia..

Nel 1981 erano: Giuseppe Carbone per l'Australia Meridionale, Domenico Alvaro per il Nuovo Galles del Sud, Pasquale Alvaro per Canberra, Peter Callipari per Griffith (Nuovo Galles del Sud), Pasquale Barbaro per Melbourne e Giuseppe Alvaro per Adelaide.

Ad Adelaide le 'ndrine Sergi, Barbaro, Trimboli, Romeo, Nirta, Alvaro, e Perre vengono denominate le "sette cellule".La ’ndrangheta migrante e il caso Australia di Anna Sergi, Calabria migrante (a cura di V. Cappelli, G. Masi, P. Sergi, Suppl. a Rivista Calabrese di Storia del ‘900, 1, 2013 - ISSN 2281-5821

Locali Locale di Stirling (Stirling - Perth) Locale di Melbourne

Storia Prima metà del '900 - Il piroscafo Re D'Italia e i primi omicidi

L'ingresso di elementi 'ndranghetistici in terra australiana, secondo il rapporto dei servizi segreti australiani (ASIO) degli anni sessanta del Novecento, ha luogo il 18 dicembre 1922, quando il piroscafo Re D'Italia approda al porto di Melbourne.

Di questo storico avvenimento l'organizzazione criminale ha tramandato il racconto secondo cui furono 3 gli affiliati che per primi portarono e fondarono la società criminale in Australia: Antonio Barbaro, detto "the toad" nello Stato di Victoria, Domenico Stano (? - 1965) nel Nuovo Galles del Sud e un terzo di cui non si conosce il nome a Perth in Australia Occidentale, in cui fondò un Locale.

Dall'inizio del Novecento fino agli anni cinquanta si hanno notizie di 'ndrangheta sono nello Stato di Victoria e del Queensland. In quest'ultimo fu rilevata una lotta per la conquista del mercato della frutta e verdura.

Grazie alle informazioni tratte dalle forze dell'ordine locali tra il 1928 e il 1940 si possono far risalire 30 attentati e 10 di omicidi riconducibili alla malavita calabrese ma che all'epoca vennero attribuita ad una generica "The black hand": La mano nera. Essa si dedicava al furto e all'estorsione, successivamente alla coltivazione della canapa. Negli anni venti Vincenzo D'Agostino fu il primo capobastone degno di nota, attivo ad Ayr, Ingham e Innisfal, nel Queensland settentrionale..

Nel 1930 la polizia scopre che un certo Antonio Brando era un capo-'ndrina di Melbourne. Da un rapporto degli anni sessanta di John T. Cusack, elemento dell'FBI statunitense scopre che il 20 gennaio del 1932 fu ucciso Rocco Trimarchi, elemento di spicco della malavita calabrese di Melbourne.

Il 20 gennaio 1932 viene ucciso il boss di Griffith Rocco Trimarchi.

Anni cinquanta e sessanta - L'ASIO crea un documento sulla criminalità italiana ed il controllo del Queen Victoria Market

Nel 1965 l'ufficiale Colin Brown dell'Australian Security Intelligence Organisation (Organizzazione dei servizi di Sicurezza australiani) conferma l'esistenza di una criminalità organizzata nella comunità calabrese. Questa conferma arrivò dopo che fu incaricato di aprire una commissione sulla criminalità organizzata sul suolo australiano che alla fine produrrà il documento: "The Italian Criminal Society in Australia" (La società criminale italiana in Australia). Secondo il magistrato statunitense Ihon Cusack operava già a Melbourne, nel Queensland, in Australia occidentale e nello Stato di Victoria dove contava già 300 membri..

In questo periodo viene anche stilato un rapporto dall'uomo della DEA John T. Cusack che per la prima volta afferma l'esistenza di 'ndrine anche nel Nuovo Galles del Sud, ed in particolare a Griffith, paese di Riverina, e nell'Australia Meridionale. Nel rapporto furono elencate anche diverse famiglie: Sergi, Barbaro, Trimboli, Agresta, Zappia, Romeo, Musitano, Ielasi, Perre, Romeo e Violi.

Tra gli anni cinquanta e sessanta nello Stato di Victoria vi fu il dominio di Domenico Italiano detto il Papa, morto il 13 dicembre 1962; egli aveva il controllo del Queen Victoria Market di Melbourne, tre mesi dopo prese il suo posto Vincenzo Angilletta creando la cosiddetta 'ndrina La Bastarda e venne ucciso nel marzo del 1963 davanti a casa sua, a Northcate in Sheppard Street.

Nel 1960 a Sydney dopo la morte di Raffaele Mafrici, diventa boss di una famiglia della città Domenico Alvaro detto "Mr. Lenin" (1910).

Nel 1964 muore a Mildura (Victoria) Giuseppe Rullo (Joseph Roller), presunto capoclan rimpiazzato poi dai suoi figli.

Anni settanta - L'omicidio di Donald Mackay

Negli anni settanta vengono ritenuti i responsabili della scomparsa del candidato al parlamento del Nuovo Galles del Sud Donald Mackay (scomparso il 15 luglio 1977), che aveva additato come responsabili del traffico di marijuana e eroina i capibastone Robert Trimboli, Anthony Sergi e Giuseppe Scarfò. Nel Queensland Bruno Romeo (Platì 1921 - Adelaide 2-11-2016), detto The Fox, originario di Platì e trasferitosi a Griffith nel 1951, affiliato ai Sergi è uno dei boss più importanti dell'area. Si sposa con Nazzarena Perre, imparentata con il Domenico Perre accusato di aver ucciso nel 1994 il poliziotto Geoffry Bowen. Sempre in questo periodo alcune indagini scoprono coltivazioni di canapa, oltre che a Griffith a Yelardin (Queensland) e Michelago (Nuovo Galles del Sud) e altri paesi dell'Australia Meridionale.

Anni ottanta - La scoperta del Crimine australiano e l'omicidio del vicecapo della polizia federale Colin Winchester

Negli anni ottanta i servizi informativi australiani scoprono la presenza di una struttura di coordinamento dell'organizzazione di cui fanno parte i principali capibastone e in particolare i 6 capi che controllano le sei macro-aree in cui è stata suddivisa l'Australia.

Nel 1981 erano: Giuseppe Carbone per l'Australia meridionale, Domenico Alvaro per il Nuovo Galles del Sud, Pasquale Alvaro per Canberra, Peter Callipari per Griffith, Pasquale Barbaro per Melbourne e Giuseppe Alvaro per Adelaide.

Nel 1987 Bruno Lee Romeo, fratello di Giuseppe "Joe" Romeo, figli del boss Bruno Romeo viene incarcerato per tre anni per il possesso di un campo di un ettaro e mezzo di cannabis.

Furono fatte delle inchieste parlamentari e ancora nel 1989 si scoprì un traffico di denaro proveniente da Gioiosa Ionica verso il paese per la spedizione di cocaina in Calabria.

Nel 1988 il governo italiano decide di mandare Nicola Calipari a investigare sulla struttura organizzativa e traffici illeciti della 'Ndrangheta. Durante quel periodo vengono trovati anche codici, formule e riti scritti da membri dell'organizzazione..

Il 10 gennaio 1989 viene assassinato a Canberra Colin Winchester, vicecapo della polizia federale dell'Australia Meridionale che mise in risalto la presenza della malavita calabrese attraverso i media..

Nel settembre dello stesso anno si scoprì che alcuni ndranghetisti si riunivano in via Flotta a Newton (Sobborgo di Adelaide - Australia Meridionale) e fu rinvenuto un codice dell'organizzazione. Le autorità australiane però mai individuarono la 'ndrangheta come associazione pericolosa in sé, si limitarono a perseguire i reati commessi dai singoli membri, come avviene fino ad oggi..

Sempre nel 1989 in Australia Occidentale il Dipartimento di Agricoltura si imbatte in una piantagione di Cannabis a Kalli Station (terreno governativo concesso in uso per la pastorizia) nei pressi di Cue e successivamente un'altra a Gingin; le indagini infine portano a scoprire la pianificazione di un altro campo di cannabis a Mt Elvire Station nei Goldfields e portano all'arresto di 10 persone tra cui Rocco Versace, Sebastiano "Dom" Pizzata e Bruno Romeo che però risulta latitante. Il processo finisce con l'arresto di persone accusate di cospirazione e 3 per reati correlate. Al termine di esso parte l'operazione Cerberus per catturare Romeo. Solo dopo 3 mesi con l'operazione Rottweiler scaturita da Cerberus Romeo viene arrestato a Lismore (Nuovo Galles del Sud). Dopo 18 mesi viene condannato a 10 anni di carcere per cospirazione e coltivazione illegale di Cannabis (dicembre 1992).

Anni novanta - Il Siderno Group e l'omicidio di Geoffrey Bowen

Negli anni novanta le 'ndrine continuano l'attività di narcotrafficanti e solo in questo periodo l'autorità nazionale del crimine (National Crime Authority o NCA) si impegnò a comprendere meglio, e pianificare una strategia per combattere il crimine organizzato italiano. L'operazione che ne scaturì fu chiamata Cerberus.. Ad essa seguirono anche le operazioni Afghan, Beetle, Bradman, Chow, Dingo, Fallow, Husky, Regis, Jungla, Parabola, Pegaso, Pizza, Troodon, Spaniel, Sput, Strap 1, Strap 2, Vulpino e Zappa..

Nel 1991 le forze dell'ordine arrestano i fratelli Salvatore "Sam" e Francesco Scaffidi dopo aver trovato 2 piantagioni di Marijuana nel frutteto di Bickley (Australia Occidentale).

Nel 1993 vengono, difatti, arrestate 13 persone fra cui Francesco e Antonio Perre per aver coltivato cannabis nel Territorio del Nord, precisamente a Hidden Valley a 500 km a sud di Darwin.