Esponente dell'importante gens aristocratica dei Claudii, che vantava fra i propri antenati personaggi illustri come Appio Claudio Cieco, si avvicinò, fin da giovane, alla politica della fazione dei populares, e si rese in più casi colpevole di atti di sovversione e corruzione. In occasione della congiura di Catilina, nel 63 a.C., collaborò con il console Marco Tullio Cicerone, che tuttavia testimoniò contro di lui nel 61 a.C., durante il processo per lo scandalo della Bona Dea, processo nel quale fu tuttavia assolto perché i giurati che avrebbero dovuto emettere la decisione furono corrotti dal ricco e potente Crasso. Deciso a perpetrare la propria vendetta, Clodio fu adottato da una famiglia plebea e così, effettuata la transitio ad plebem, poté essere eletto tribuno della plebe per il 58 a.C. Fu dunque promotore di un'attività legislativa particolarmente intensa, propose e fece approvare una serie di plebisciti che contribuirono nel complesso a indebolire il senato a favore delle assemblee popolari.

Terminato il tribunato clodiano, l'aristocrazia senatoria si adoperò per cancellarne gran parte delle realizzazioni, mentre attorno a Clodio si radunarono gruppi di sostenitori, reclutati tra la plebe urbana, che diedero origine a numerosi disordini, contribuendo a creare nell'Urbe un diffuso clima di tensione e violenza. Clodio, dunque, divenuto punto di riferimento del popolo romano, fu prima edile, e si candidò poi alla pretura per il 52 a.C., deciso ad attuare un programma rivoluzionario. Pochi giorni prima dei comizi elettorali, tuttavia, Clodio perse la vita in uno scontro tra i propri uomini e i seguaci di Tito Annio Milone, candidato al consolato per il medesimo anno e suo nemico politico.

La sua figura, tra le più importanti nello scenario della crisi della repubblica romana, fu a lungo considerata come simbolo di corruzione e violenza, come appare in numerose opere di Cicerone. È stato tuttavia rivalutato dalla storiografia recente, che ha veduto in lui ora un agente dei triumviri, ora un uomo dalle geniali intuizioni politiche.

Biografia Origini familiari e giovinezza

Publio Clodio Pulcro nacque come Publio Claudio Pulcro in data ignota: è tuttavia probabile, in base al cursus honorum che percorse, che sia nato tra il 93 e il 92 a.C. Apparteneva per nascita alla nobile gens Claudia, che poteva a sua volta vantare lontane e gloriose origini: essa era nata dal sabino Attus Clausus, patronus di oltre cinquemila clienti, il cui nome era stato poi latinizzato in Appio Claudio. Nel corso dei secoli, numerosi esponenti della gens raggiunsero ruoli di particolare prestigio; tra i Claudii Pulchri, in particolare, dieci ottennero il consolato, tre la censura..

La gens Claudia, dunque, generò uomini del tutto diversi tra loro, a cui tuttavia gli storici riconoscono l'uso comune di mantenere una politica liberale con l'intento di guadagnare il potere personale,. e un comportamento altezzoso e violento nei confronti della plebe dal quale il solo Clodio seppe distaccarsi.Svetonio, Tiberio, 2.

Rimane tuttora sconosciuta l'identità della madre di Clodio:. è probabile che sia stata una esponente della gens Servilia, benché in passato fosse particolarmente accreditata la teoria, oggi considerata poco realistica, che si trattasse di Cecilia, seconda figlia del nobile Quinto Cecilio Metello Balearico.. Il padre di Clodio, invece, fu Appio Claudio Pulcro, partigiano di Silla che, dopo un lungo esilio, rivestì il consolato nel 79 a.C. e fu poi proconsole in Macedonia, dove sconfisse in battaglia alcune tribù ribelli. Clodio aveva anche due fratelli, entrambi più grandi di lui, Appio e Gaio, una sorella maggiore, Clodia, e due omonime sorelle minori.

Il padre di Clodio morì, già vecchio, nel 76 a.C., e la gestione del patrimonio familiare ricadde sulle spalle del fratello maggiore dello stesso Clodio, Appio.Varrone, De re rustica, III, 16, 1-2.. Egli, che ricoprì nel 54 a.C. il consolato e morì pochi anni più tardi, si comportò in modo particolarmente brillante, e riuscì anche a dare in sposa le sorelle a personalità influenti.

Nel 62 o nel 61 a.C., Clodio sposò Fulvia.Dopo la morte di Clodio, Fulvia sposò Gaio Scribonio Curione, e dopo la morte di quest'ultimo (49 a.C.), divenne moglie di Marco Antonio. Fu lei, nel 40 a.C., a suscitare contro Ottaviano il bellum Perusinum. Ella, sebbene di lontane ascendenze plebee, era stata adottata dal console del 62 a.C., Lucio Licinio Murena e possedeva un discreto patrimonio.. Dotata di un carattere autoritario ed irruente, Fulvia riuscì abilmente a sottomettere a sé Clodio,Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX, III, 5, 3. ma non gli fece mai mancare il suo sostegno durante tutta la sua vicenda politica, e gli rimase sempre fedele. I due generarono due figli: un maschio, Publio Claudio, che raggiunse la pretura attorno al 30 a.C. e che morì poi ancora in giovane età a causa degli stravizi, e una femmina, Clodia Pulcra, che attorno al 43 a.C. divenne moglie di Ottaviano.

Rimane sconosciuto il percorso educativo di Clodio, assieme al suo carattere e al suo aspetto: non se ne ha infatti nessuna rappresentazione. Secondo Cicerone, il giovane Clodio, dopo la morte di suo padre, si sarebbe lasciato andare a relazioni incestuose con le sorelle e a scandalosi rapporti con vecchi lussuriosi;Cicerone, De haruspicum responsis, 20; 42. il giudizio di Cicerone, tuttavia, potrebbe essere dettato dalla volontà di gettare discredito sul suo oppositore politico, e non risulta dunque del tutto attendibile.. Clodio, assieme alla sorella maggiore, seppe radunare con sé un folto gruppo di amici, dissoluti eredi delle grandi famiglie aristocratiche, intavolando particolari rapporti con Gaio Scribonio Curione, Marco Antonio e Gaio Licinio Calvo..

Dagli esordi al tribunato (69 - 59 a.C.) Il servizio militare (69 - 66 a.C.) Nel 73 a.C. il re del Ponto Mitridate VI, alleato con il genero Tigrane II, invase la provincia romana di Bitinia, e successivamente quella d'Asia. Il comando delle legioni fu affidato a Lucio Licinio Lucullo, cognato di Clodio, che guidò con successo una controffensiva in Bitinia e Galazia e sconfisse Tigrane nel 69 a.C.. Tuttavia i legionari, temendo di doversi addentrare nel territorio asiatico, si ammutinarono per ben due volte, costringendo Lucullo a ritirarsi verso sud. Clodio, che partecipando alla spedizione saliva il primo gradino del cursus honorum, ebbe in quel frangente modo di fomentare il malcontento che covava tra i legionari e contribuire al loro definitivo ammutinamento,Plutarco, Lucullo, 34, 4-5. che permise a Mitridate e Tigrane di riconquistare le terre che Lucullo aveva loro strappato..

La figura di Lucullo stava già subendo, all'epoca, un forte declino: il senato non ne tollerava l'arbitrarietà, i populares i trascorsi sillani, mentre gli equites lo accusavano di star prolungando la guerra in Oriente.. Le province dell'Asia Minore, dunque, furono gradualmente riassegnate ad altri magistrati, in modo tale da diminuire sempre l'area su cui Lucullo esercitava la propria giurisdizione; nel 67 a.C., infine, il tribuno Aulo Gabinio propose, per contrastare il fenomeno dei pirati, una legge straordinaria che assegnasse a Gneo Pompeo l'imperium su tutta l'area mediterranea. Le pressioni del popolo, sobillato dal giovane Gaio Giulio Cesare, costrinsero il senato ad approvare la proposta, e Pompeo poté debellare i pirati in pochi mesi. Il tribuno Gaio Manilio, dunque, propose nel 66 a.C. una nuova legge con la quale fece assegnare allo stesso Pompeo il comando della guerra mitridatica.

L'azione di Clodio, che aveva favorito il fallimento di Lucullo (anche fomentando una ribellione tra le sue truppe durante l'assedio di NisibisCassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 17.2.), assecondava, dunque, quelli che erano gli interessi di Pompeo e della classe politica romana. Il giovane, tuttavia, per evitare la probabile vendetta legale di Lucullo, nel 67 a.C. decise di rifugiarsi nella provincia di Cilicia, che era stata assegnata al cognato Quinto Marcio Re..

Marcio Re, che doveva anche a Clodio la sua nomina a governatore provinciale, confidando forse nelle doti militari del giovane, lo pose a capo di una flotta. Mentre si trovava in viaggio per mare, Clodio fu catturato da alcuni pirati, che lo tennero in prigionia fino alla vittoria di Pompeo.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 17.3. Per ottenere la libertà, il giovane chiese al re Tolomeo di Cipro di pagare il riscatto che i pirati chiedevano, ma questi offrì soltanto due talenti, suscitando lo sdegno di Clodio.Secondo , l'episodio mostra una sospetta somiglianza con quello analogo vissuto pochi anni prima da Giulio Cesare (Plutarco, Cesare, 2). Secondo Cicerone, il giovane fu costretto, durante la prigionia, a soddisfare i desideri sessuali dei suoi carcerieri.

Tornato in libertà, Clodio si recò in Siria ad Antiochia dove, nel tentativo di favorire l'ascesa del protetto di Marcio Re, Filippo II, cercò di sobillare la popolazione contro gli Arabi che appoggiavano il rivale Antioco XIII; la sua iniziativa, tuttavia, non ebbe successo, e Clodio rischiò anche di rimanere ucciso.

A Roma (66 - 63 a.C.) Rientrato in patria ed evitata la vendetta di Lucullo, che non poté far altro che divorziare da Clodia, Clodio fece il suo esordio nel mondo forense nel 65 a.C. Il nobile decaduto Lucio Sergio Catilina, che aveva presentato la sua candidatura per il consolato del 64 a.C., era stato accusato di concussione: prima che la sua candidatura potesse essere accolta, dunque, era necessario che venisse dichiarato innocente del reato di cui era accusato.. Ad assumere il ruolo di accusatore in quel frangente fu proprio Clodio: era infatti uso comune che i giovani delle famiglie nobili esordissero nella vita pubblica della città nei processi a cittadini piuttosto in vista. La presenza di una personalità ambigua come Clodio nel ruolo di accusatore, tuttavia, fece pensare al grande oratore Marco Tullio Cicerone di assumere la difesa di Catilina: sembrava dunque facile corrompere l'accusatore in modo tale che l'imputato uscisse assolto dal procedimento. Per motivi personali, Cicerone abbandonò poi il proposito di difendere Catilina, ma questi fu comunque assolto grazie all'aiuto del ricco Marco Licinio Crasso.

Nel 64 a.C. Clodio fu inviato nella Gallia Narbonense, dove era governatore Murena. Non si sa quali furono gli incarichi ufficiali che Clodio svolse in Gallia, ma secondo Cicerone anche in quel frangente si comportò in modo immorale falsificando documenti ufficiali e macchiandosi di omicidi e altri crimini. La permanenza nella provincia, tuttavia, permise a Clodio di stringere una solida amicizia con Murena, che gli affidò probabilmente il ruolo di sequester per la sua campagna elettorale per il consolato, nel 63 a.C.. Grazie anche alla corruzione dell'elettorato, Murena riuscì vincitore nelle elezioni, e fu sottoposto anch'egli ad un processo dal quale, tuttavia, uscì indenne. Risulta tuttavia poco chiaro il ruolo di Clodio nella vicenda, che, secondo Cicerone, si sarebbe appropriato delle somme destinate alla corruzione del popolo.