Lacedonia (Cerògne in dialetto irpino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.
Geografia fisica Territorio Lacedonia è un centro agricolo dell'Appennino campano. Il centro storico è collocato su una collina e conserva la sua originaria struttura abitativa, nonostante i tanti terremoti che l'hanno più volte devastata nel corso dei secoli. Insieme a Mignano Monte Lungo, San Pietro Infine e San Bartolomeo in Galdo, è uno dei quattro comuni della regione Campania, il cui territorio confina con due regioni (in questo caso Puglia e Basilicata).
Clima
Il clima è temperato, con estati secche ma non eccessivamente calde ed inverni piuttosto freddi e moderatamente umidi.
Storia
In epoca romana Aquilonia degl'Irpini (l'antica Lacedonia) era un importante municipium ubicato lungo la via Appia; i Romani vi costruirono infatti numerosi edifici e svariate infrastrutture.
La città venne in seguito donata, nel VI secolo, ai Benedettini dall'Imperatore d'Oriente Giustiniano. In seguito passò sotto il dominio prima dei Longobardi (che nel 568 avevano invaso l'Italia bizantina), poi dei duchi di Conza e infine dei Normanni (che nell'XI secolo, guidati da Roberto il Guiscardo, realizzarono la conquista dell'Italia meridionale); fu a quell'epoca che Lacedonia divenne sede vescovile.
Ai tempi dei Normanni il feudo apparteneva a Riccardo Balbano: egli inviò sessanta fanti e sessanta cavalli alla terza crociata. I Balbano governarono il feudo di Lacedonia fino all'avvento di Carlo d'Angiò, che tolse il feudo a questa potente famiglia feudale. Il feudo passò poi alla famiglia Orsini, principi di Taranto. Uno di essi, tale Gabriele Orsini, ricostruì la città ridotta in macerie dal terremoto del 5 dicembre 1456 chiudendola in una cinta muraria con fossato e quattro porte.
Si deve a Pirro Del Balzo, genero di Gabriele, la trasformazione del Castello e del Borgo in chiave rinascimentale. Pirro uno dei più potenti baroni del Regno voleva ribaltare il potere regio. Nella notte tra il 10 e l'11 settembre 1486 i baroni ribelli capeggiati dallo stesso Pirro Del Balzo si radunarono nella chiesa di Sant'Antonio e presero parte alla congiura contro il re Ferrante I d'Aragona e il figlio Alfonso, duca di Calabria. L'avvenimento, narrato dallo storico napoletano Camillo Porzio, coinvolse Papa, Principi e Sovrani e mise a rischio il dominio aragonese sull'Italia meridionale. La congiura venne rievocata in alcuni versi del poeta Giovanni Chiaia: «Di Lacedonia ecco la roccia alpestre/là i rubelli a vendicar le offese/sull'Ostia Santa staser le destre/sperder giurando il seme aragonese».
Nel 1501 Baldassarre Pappacoda, consigliere e amico del re Federico I prese possesso del feudo e costruì il Castello Nuovo. I Pappacoda tennero il feudo fino al 1566, quando feudo e castello vennero venduti ai Doria che vi rimasero fino al 1806, anno in cui Giuseppe Bonaparte abolì il feudalesimo.
In seguito al terremoto del 1930, il governo del tempo ricostruì la città con case antisismiche. A Lacedonia sono presenti varie scuole tra cui la più prestigiosa è l'Istituto Magistrale "De Sanctis" che venne fondato proprio da Francesco De Sanctis.
Una parte del lago di San Pietro ricade all'interno del suo territorio comunale.
Simboli Lo stemma ufficiale è costituito da una cicogna d'argento su campo azzurro, posata su un terreno al naturale, tenente un serpente nel becco, addestrata da una cometa d'oro posta in palo. La cicogna appare per la prima volta nel 212 a.C. e allude al nome della località.
Il gonfalone è costituito da un drappo azzurro riportante lo stemma ufficiale del comune.
Società Evoluzione demografica
Religione
Lacedonia è stata sede vescovile cattolica fin dall'XI secolo. Il primo vescovo, Simeone è noto per aver inaugurato nel 1059 l'abbazia di San Michele Arcangelo di Monticchio; a lui sono succeduti altri 66 vescovi fino al 1986.
Nel XVIII secolo visse a Lacedonia Gerardo Maiella, venerato come santo dalla Chiesa cattolica; il co-patrono del paese è invece san Filippo Neri.
Nel 1818 la diocesi ha accorpato l'altrettanto antica diocesi di Trevico, mentre a decorrere dal 1986 la stessa diocesi di Lacedonia è stata unita a quella di Ariano dando vita alla nuova diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.
Infrastrutture e trasporti
Lacedonia è raggiungibile in autobus o in auto mediante il suo casello sull'autostrada A16. Il comune dispone della stazione ferroviaria, che condivide con Rocchetta Sant'Antonio sulla linea Foggia-Potenza. La linea Avellino-Rocchetta e la tratta Rocchetta-Gravina sono invece sospese e autosostituite dal 2011, ma riattivate per treni storici della Fondazione FS Italiane.
Amministrazione
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative Il territorio fa parte della comunità montana Alta Irpinia.
Sport Calcio La principale squadra di calcio della città è Lacedonia Calcio che milita nel girone D campano di 1ª Categoria.
Scherma Il Club Scherma Lacedonia fu fondato nel 1992.
Note
Bibliografia Michele Miscia La grande storia di Lacedonia ISBN 978-88-6436-462-9
Voci correlate Concattedrale di Santa Maria Assunta (Lacedonia) Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia
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