Biografia Ebreo, probabilmente visse ed operò ad Alessandria d'Egitto, dove avrebbe scritto più opere, come mostra il modo in cui viene citato dalle fonti, ossia come autore di più tragedie ('Εζηκιῆλος ὁ τῶν τραγωδιῶν ποιητής). Alcuni studiosi hanno posto la sua attività nel II secolo a.C., ma senza prove convincenti..
Un appiglio cronologico ci sarebbe, comunque, nella descrizione che egli fa della Fenice. Secondo TacitoAnnales, VI 28., la fenice apparve durante il regno di Tolomeo Evergete (247–221 a.C.). È dunque altamente probabile che Ezechiele si riferisse a eventi ampiamente discussi tra i contemporanei e che avevano acquisito una dimensione simbolica, all'inizio di una nuova era. Questo potrebbe essere stato il significato simbolico che Ezechiele aveva in mente, suggerendo al suo pubblico ellenizzato che l'uscita degli Ebrei dall'Egitto rappresentava anch'essa l'inizio di una nuova era nella storia del Popolo Eletto. Di conseguenza, è molto probabile che l' Exagoge sia stata scritta in un periodo in cui ad Alessandria vi era un forte interesse per la fenice, ossia durante il regno di Tolomeo Evergete o del suo successore Tolomeo IV.
Esodo La sua unica opera conosciuta, la tragedia Ἐξαγωγὴ (Exagōgē, "Esodo"), sopravvive solo in 17 frammenti., riportati negli scritti di Eusebio di CesareaPreparatio Evangelica, IX 28,1-IX 29,16., Clemente AlessandrinoStromateis 1, 23, 155.1-7. e, di seconda mano da questi autori precedenti, Eustazio di Tessalonica, per un totale di 279 trimetri giambici, che permettono a grandi linee di ricostruire la trama della tragedia, rivisitazione della narrazione biblica dell'Esodo biblico dall'Egitto. Il personaggio principale del dramma era Mosè, che nei frammenti superstiti (per sei scene) è sempre in scena, e parti della storia biblica sono state modificate per soddisfare le esigenze della narrazione.. Trama I frammenti, infatti, si aprono con un discorso-prologo in cui Mosè racconta l'oppressione degli Israeliti in Egitto e la sua nascita e la prima infanziaVersi 1–58, adattati da Esodo, 1, 1–2, 15.; successivamente, si ha l'incontro di Mosè con Sefora e le sue sorelleVv. 59–65: cfr. Esodo 2,16–21. e Sefora stessa racconta del suo matrimonio con MosèVv. 66–67, senza precedenti biblici.. Ancora, Mosè racconta un sogno a suo suocero Raguel, che lo interpreta come presagio della sua futura grandezzaVv. 68–89, sempre senza precedente biblico.. In un altro estratto, Dio appare a Mosè nel roveto ardenteVv.90-11.:
Dio gli ordina poi di tornare e guidare gli israeliti fuori dall'Egitto, promettendo che lo farà aiutare da Aronne a rivolgersi agli israeliti e al faraone e a provvederlo con poteri miracolosiVv. 112–131, adattati da Esodo 3,1–4,17.. Dio poi dice a Mosè delle piaghe che infliggerà all'Egitto per obbligare la liberazione degli israeliti e dà istruzioni per la prima Pasqua e la sua futura celebrazioneVv. 132–174, condensato dalla narrazione dettagliata delle piaghe in Esodo 7,14–13,16., poi ripetute, probabilmente da Mosè agli israelitiVv. 175–192.. Infine, dopo che un messaggero riporta la distruzione dell'esercito egiziano nel Mar RossoVv. 193–242, adattato da Esodo, 14,9–31., un osservatore descrive un'oasi che gli israeliti hanno raggiunto dopo la traversata del Mar RossoVv. 243–253, che elaborano Esodo, 15,27, dove l'oasi prende il nome di Elim. e l'avvistamento di uno straordinario uccello riconoscibile come la feniceVv. 254–269, senza precedente biblico.:
Analisi Questi cambiamenti probabilmente indicano l'intenzione di Ezechiele di mettere in scena la tragedia, dal momento che alcune scene, se narrate in aderenza alla Bibbia, sarebbero state impossibili da rappresentare. Ragion per cui episodi come l'attraversamento del Mar Rosso sono stati convertiti in narrazioni da parte di un messaggero (un egiziano scampato all'annientamento, nel quarto episodio). Ancora, per aggiungere spettacolarità e coerenza, è stato ipotizzato che i vari scontri con il faraone fossero riuniti in un solo agone (nel terzo episodio, non citato), che si doveva chiudere con la morte del primogenito del re e la conseguente licenza di partire per gli ebrei. Infine, nel quinto episodio, come detto, una nuova rhesis citava la visione da parte degli ebrei, nell'oasi di Elim, della Fenice, simbolo di rinascita del popolo..
Questo dramma è, di fatto, nel mescolare la storia biblica con il dramma tragico di ispirazione euripidea. In primo luogo, perché lExagoge, con i suoi 279 trimetri giambici, è il più esteso esempio di letteratura drammatica del periodo ellenistico dopo lAlessandra di Licofrone. In secondo luogo, è il primo dramma ebraico a noi noto, e come tale fornisce informazioni importanti su come un Ebreo ellenizzato avrebbe cercato di plasmare il materiale biblico in forme drammatiche greche mediante tecniche sviluppate dai tragici classici; per quanto riguarda lo stile, "i trimetri giambici sono tollerabili, il linguaggio è arido e prosaico",. sacrificato all'impostazione didascalica e divulgativa dell'autore.
Note
Bibliografia
L. Troiani, Apocrifi dell'Antico Testamento. Vol. 5: Letteratura giudaica di lingua greca, Torino, UTET, 1997 (contiene una breve introduzione e la traduzione italiana dei frammenti).
Categoria:Letteratura ellenistica