La cosiddetta lettera di Manhapa-Tarhunta o Manaba-TarhuntaSigla ufficiale del reperto: KUB 19.5 e KBo 19.79 - CTH 191. Una copia integrale del testo in lingua originale con la traduzione in inglese ed il commento può essere reperita all'interno dell'opera di , 2011. è una tavoletta in lingua luvia/ittita del XIII secolo a.C., giunta sino a noi in discreto stato di conservazione. La lettera fu scritta da Manhapa-Tarhunta, sovrano del regno arzawa chiamato "Terra del fiume Seha"Non abbiamo certezze, ma verosimilmente secondo vari studiosi - tra cui (2011) e (2001) - il fiume Seha va identificato con il classico Caicus (cioè il moderno Bakir) oppure con il Gediz., tra il 1322 ed il 1280 a.C. circa, ad un re ittita del quale era vassallo. C'è generale accordo tra gli studiosi nell'identificare nel destinatario della missiva il re Muwatalli II , 2011., sul trono ittita dal 1295 al 1272 a.C.

La missiva viene datata a circa il 1285 a.C. ed è considerata importante in quanto fornisce una serie di informazioni, precisazioni e conferme sui rapporti tra i vari stati dell'area anatolica e sulle azioni dei vari personaggi di quest'epoca.

Il testo Manhapa-Tarhunta si rivolge a Muwatalli II per rassicurarlo sull'esito di un'azione armata condotta dalle truppe ittite del generale Kassu in area arzawa Paragrafi 2-3., mirata alla riconquista della città di WilusaParagrafo 4., la Troia dei Greci, vassalla ittita e vittima di una occupazione (non è chiaro se armata o conseguente ad una sollevazione popolare cittadina).

Ad occupare la città è stato tale Piyama-Radu Paragrafi 5-7. che sappiamo, da altri testiSi veda la lettera di Tawagalawa (CTH 181)., essere emissario in zona anatolica dello stato miceneo di AhhiyawaEntità non chiaramente identificata; molti autori (tra cui , 2011) propendono per Micene o una coalizione di stati micenei facente capo magari proprio a questa città, altri tra cui Latacz suggeriscono Tebe (, 2001).; l'intervento di Kassu è andato a buon fine, la città è stata liberata ed è ritornata sotto il controllo ittita.

In realtà il re Manhapa-Tarhunta non aveva partecipato all'azione di riconquista (come sarebbe stato suo dovere, dal momento che il suo regno confinava con quello di Wilusa) e si giustificava sostenendo di essere afflitto da una grave malattiaParagrafi 5-6.. Come dimostrerebbe anche la successiva rimozione dal trono di Manhapa-Tarhunta da parte di Muwatalli a vantaggio del figlio Mashturi, secondo la generale opinione degli studiosi, si sarebbe trattato di un pretesto per evitare il coinvolgimento in uno scontro armato con Piyama-Radu che già precedentemente lo aveva detronizzato, con grande umiliazione pubblicaParagrafo 4, 7-8. Dal testo si capisce che come prima operazione bellica il generale ittita Kassu avesse restaurato il potere ittita sulla Terra del fiume Seha, dove avrebbe stabilito la propria base per la riconquista di Wilusa.

Altre figure Nella lettera sono citati altri personaggi della storia ittita ed anatolica a noi noti.

Atpa, genero di Piyama-Radu, compare nella successiva lettera di Tawagalawa come sovrano di Millawata/Mileto, città-roccaforte degli Ahhiyawa nell'area. Atpa viene indicato nella lettera di Manhapa-Tarhunta come colui che è stato collocato "sopra Manhapa-Tarhunta", come temporaneo re della Terra del fiume Seha. Se all'epoca fosse stato già sovrano di Millawata (il cui territorio era quasi confinante con Seha), questo episodio, insieme all'occupazione di Wilusa da parte di Piyama-Radu, indicherebbe un temporaneo ampio controllo dell'area di Arzawa da parte degli Ahhiyawa, 2011.. Kupanta-Kurunta, re di MiraParagrafo 4, 20-36.: sebbene il passaggio del testo sia troppo frammentario per una comprensione completa, questi si sarebbe mosso come un fedele alleato ittita, agendo negli interessi di Hatti con una certa autorità nei confronti sia di Atpa, sia di Manhapa-Tarhunta. Specialmente dopo l'arrivo dell'esercito ittita, Kupanta-Kurunta avrebbe preso in mano la situazione contro i rivoltosi, ottenendo la restituzione dei prigionieri e dei vassalli sottratti all'impero.

Interpretazioni L'episodio narrato nella lettera di Manhapa-Tarhunta, e poi ripreso dalla successiva lettera di TawagalawaCTH 181., narra un fatto di relativa rilevanza, come una delle numerose rivolte o scaramucce di questo periodo nella regione. Tuttavia, il contingente che aveva occupato Wilusa sotto Piyama-Radu aveva quantomeno l'appoggio degli Ahhiyawa, se non era direttamente un loro corpo di spedizione. E il testo descrive una effettiva disputa armata, svoltasi attorno al 1280 a.C.Le fonti storiche greche datano la Guerra di Troia al 1270 a.C., nella quale erano stati coinvolti Wilusiani/Troiani da un lato ed Ahhiyawa/Achei dall'altro.

È pertanto in assoluto l'episodio storico più vicino per datazione, parti in causa ed esito alla narrazione omerica della Guerra di Troia; ed è possibile ipotizzare che possa essere stato il substrato di realtà alla base della creazione della leggenda.

Alcuni studiosiPer esempio, , 2011. osservano come la lettera sia suddivisa in due parti: nella prima viene narrato l'attacco a Wilusa da parte del generale ittita Kassu e si parla della malattia di Manhapa-Tarhunta, mentre nella seconda si racconta delle umiliazioni subite dallo stesso Manhapa-Tarunta per mano di Piyama-Radu, di Atpa, genero di Piyama-Radu, e della richiesta di restituzione prigionieri avanzata dal re di Mira Kupanta-Kurunta: si ritiene pertanto anche possibile che si possa trattare di episodi slegati tra loro, e che l'occupazione di Wilusa potrebbe non dover dunque essere attribuita a Piyama-Radu.

La maggior parte degli studiosi, tuttavia, è orientata a considerare le due parti collegate tra loro e narranti un medesimo episodioTra questi Trevor Bryce: I troiani ed i popoli limitrofi.. La figura di Kassu compare, infatti, sia nella prima parte che nella seconda. Inoltre, nella seconda parte, è riferita la destituzione di Manhapa-Tarhunta ad opera di Piyama-Radu e che quest'ultimo avrebbe inoltre attaccato l'isola di Lazpa/Lesbo, che si trova proprio di fronte alle coste di Wilusa Paragrafo 4, 8-9.. Infine, il trattato di AlaksanduNome ufficiale del reperto: CTH 76, solo di pochi anni successivo (datato intorno al 1280 a.C.), racconta di una rivolta avvenuta a Wilusa, con la temporanea cacciata del sovrano filo-ittita, poi restaurato dal re Muwatalli II: il trattato potrebbe dunque narrare il seguito delle vicende esposte nella lettera di Manhapa-Tarhunta, con la restaurazione da parte di Muwatalli II di re Alaksandu sul trono di Wilusa, dal quale sarebbe stato precedentemente cacciato ad opera di Piyama-Radu.

Note

Bibliografia

Categoria:Personaggi della storia ittita Categoria:Wilusa