La francocrazia (, letteralmente "dominio dei franchi") o latinocrazia (, "dominio dei latini") designa quel periodo storico durante il quale la Grecia continentale e le isole del Mar Egeo, così come in misura più contenuta alcune regioni dei Balcani e dell'Asia Minore, rimasero sotto il controllo di governatori e potenze dell'Europa occidentale. Cominciata a seguito della caduta di Costantinopoli del 1204, la francocrazia si estese cronologicamente per una durata più o meno lunga a seconda delle diverse aree geografiche di riferimento, terminando talvolta nel giro di qualche decennio e talaltra dopo più di cinque secoli, esaurendosi definitivamente nella prima metà del Settecento.
Durante questa fase storica, un manipolo di signori occidentali, perlopiù francesi e italiani, si impose a capo delle regioni dell'antico Impero bizantino e spesso vi restò anche oltre la riconquista romea di Costantinopoli del 1261. Il sistema di governo impiantato replicò sovente altre strutture già collaudate in Occidente o negli Stati crociati, sia pur senza soppiantare del tutto le impalcature prima esistenti. Cumulativamente, ogni dominio latino presentava caratteristiche comuni quali una marcata tendenza alla feudalizzazione, una ricerca continua del sostegno nobiliare sia franco sia greco e una costante attenzione agli aspetti militari e commerciali. Con una certa frequenza, si assistette a un'intensa migrazione da parte di gruppi occidentali di differente provenienza, i quali si concentrarono essenzialmente nelle città più popolose e nei principali avamposti greci ed egei. La maggioranza della popolazione rimase comunque di origine ellenica e conservò orgogliosamente le proprie tradizioni sociali, culturali e religiose, nonostante i ripetuti tentativi della Santa Sede di sovrapporsi alle comunità ortodosse. Malgrado la reciproca diffidenza tra i due popoli, questa crasi tra Occidente e Oriente produsse dei risultati interessanti in ambito culturale, soprattutto letterario e architettonico.
L'esperimento latino dimostrò col tempo di non riuscire a garantire un'effettiva stabilizzazione della regione, piombando troppo spesso in lotte insostenibili o in sanguinose dispute commerciali, specie quelle combattute tra la Repubblica di Venezia e di Genova. La perdita di Costantinopoli e la restaurazione bizantina accelerarono la crisi del tradizionale sistema di governo franco, con un conseguente impatto negativo sull'economia e sulla stabilità di quanto ancora amministrato. Questo clima di crisi contribuì all'affermazione di realtà semi-autonome e compagnie mercenarie aggressive, mentre invece l'Impero ottomano, in rampante ascesa, trasse vantaggio dalla situazione e a poco a poco completò la sua incontenibile avanzata verso ovest, sostituendosi ai latini.
Imbevute di ideali nazionalistici e giudicandola una pagina ininfluente di dominazione straniera, a lungo la storiografia greca e turca hanno riservato scarsa attenzione al fenomeno della francocrazia. A oggi, sia pur sfruttando il limitato novero di fonti coeve disponibili, gli studiosi continuano ad approfondire dettagli ancora poco esplorati, ritenendo che si trattò di un periodo di marcata interazione e trasformazione del mondo europeo.
Etimologia
Per categorizzare il periodo cronologico durante cui esistettero dei domini latini nell'antico spazio bizantino, la storiografia adotta da tempo il termine «francocrazia» (ovvero "dominio dei franchi").Al tempo delle crociate, furono chiamati in modo generico "franchi" tutti i popoli dell'Occidente europeo da greci, turchi e arabi. L'aggettivo "franco" fu inoltre sinonimo, in quelle lingue, di europeo o di cattolico: . Di recente, in ambito accademico tale definizione tende progressivamente a essere affiancata o sostituita da «latinocrazia», ritenuta da alcuni una formula più precisa poiché riferita non soltanto ai franchi propriamente detti, ma anche all'insieme delle potenze latine attive nell'Oriente mediterraneo, incluse Venezia e Genova.
Nella storiografia greca contemporanea, si deve altresì segnalare il ricorso alle parole «venetocrazia» e «genuocrazia»,. utilizzate per indicare rispettivamente il periodo della dominazione veneziana e genovese nei territori ellenici e per sottolineare il distacco tra l'elemento cattolico straniero dominante e la popolazione greco-ortodossa soggetta al nuovo potere politico. I termini si ispirano a «turcocrazia», una scelta impiegata per designare la parentesi ottomana in Grecia e percepita dalla memoria storica greca come una forma di conquista straniera.
Fonti
Complice la perdita di numerosi scritti coevi, lo studio degli Stati latini sorti in Grecia e nell'Egeo è risultato decisamente gravoso per gli esperti, i quali hanno dovuto attingere a fonti eterogenee, frammentarie e non sempre esaustive. La consultazione ha riguardato perlopiù cronache occidentali e bizantine, documenti papali, registri veneziani e catalani, epistolari, testi giuridici e testimonianze orientali, nessuna delle quali consente però di ricostruire in maniera completa il funzionamento interno dei domini franchi... Le principali fonti narrative occidentali per i primi decenni posteriori al 1204 sono rappresentate dalle cronache della quarta crociata, in particolare le opere di Goffredo di Villehardouin, Roberto de Clari ed Enrico di Valenciennes, caratterizzate da una prospettiva solitamente favorevole alla conquista latina e vicina agli ambienti dirigenti dell'Impero latino di Costantinopoli... Le cronache di Villehardouin e di Roberto de Clari, entrambe intitolate De la Conquête de Constantinople, al pari della Histoire de l'empereur Henri de Constantinople, costituiscono inoltre importanti testimonianze della nascente prosa storica francese e combinano finalità celebrative, toni epici e un notevole valore documentario.... Dopo il primo decennio del XIII secolo, la produzione narrativa nata all'interno dell'Impero latino si dirada molto di più e acquistano maggior credibilità le cronache universali europee, le lettere pontificie e le raccolte diplomatiche, spesso influenzate da categorie istituzionali tipicamente occidentali..
Assumono poi grande rilievo le testimonianze bizantine, generalmente ostili alla dominazione straniera e legate soprattutto agli ambienti raffinati dell'Impero di Nicea.. Tra queste spiccano le opere di Niceta Coniata, colonna portante per la narrazione degli eventi fino al 1206, e di Giorgio Acropolita, autore di una storia della riconquista bizantina fino al 1261 e protagonista della vita politica nicena... Degne di nota sono pure le cronache di Teodoro Scutariota, Giorgio Pachimere e Niceforo Gregora, che consentono di seguire l'evoluzione del mondo bizantino e latino tra XIII e XIV secolo, pur mantenendo una marcata impostazione anti-latina e filo-ortodossa... Gli epistolari e le opere teologiche sono inoltre utili a chiarire i rapporti tra potere temporale e spirituale, come gli scritti di Nicola Mesarite, Niceforo Blemmida e le lettere di Teodoro II Lascaris..
Per la Grecia del XIII e XIV secolo riveste una rilevanza preziosa la Cronaca della Morea, incentrata sulle vicende socio-politiche del Principato d'Acaia e, più in generale, sulla presenza franca nel Peloponneso, benché caratterizzata da un orientamento filo-franco e da una complessa tradizione manoscritta nelle diverse redazioni greche, francesi, italiane e aragonesi conservate.... Di enorme importanza risultano anche le Assise di Romania, che testimoniano l'adattamento del diritto feudale occidentale al contesto greco e la fusione tra pratiche giuridiche latine e tradizioni bizantine..
La documentazione superstite venne raccolta e pubblicata soprattutto a partire dal XIX secolo, ma resta incompleta anche a causa della perdita di archivi fondamentali, come parte della documentazione angioina distrutta nel XX secolo.. Negli ultimi decenni, infine, l'archeologia e lo studio dei monumenti hanno assunto un ruolo crescente nello studio della Grecia latina, permettendo di approfondire aspetti economici, sociali e territoriali a lungo trascurati dalla storiografia tradizionale e contribuendo a superare interpretazioni eccessivamente nazionalistiche o unilateralmente ostili alla presenza franca nell'Egeo..
Storia Contesto storico
Tra il XI e il XII secolo, i rapporti e gli scambi economici tra Occidente latino e Impero bizantino si erano intensificati in maniera sensibile, benché la frattura ecclesiastica scaturita dal grande scisma del 1054 avesse generato delle non trascurabili increspature... Per mantenere il proprio status di superpotenza, Bisanzio aveva inoltre sostenuto costose operazioni militari, dovendo talvolta invocare l'aiuto di realtà straniere al prezzo di dolorose concessioni commerciali favorevoli alle repubbliche marinare, in forte ascesa... Incapace di difendere efficacemente i Balcani e l'Asia Minore dalle pressioni esterne, dopo la rinascenza comnena Bisanzio visse l'ultimo quindicennio del XII secolo in modo tribolato, vedendo l'aristocrazia contendersi il potere mentre la situazione interna degenerava terribilmente sotto la dinastia degli Angeli... Il malcontento popolare procedette di pari passo con l'indebolimento dell'esercito e della marina, non più finanziate adeguatamente per via di spaventose voragini erariali...
Anche l'Occidente latino sembrava vivere un periodo turbolento per via delle varie guerre in corso, così come assolutamente sofferta era stata la caduta di Gerusalemme del 1187, alla quale nemmeno la terza crociata del 1189-1192 aveva saputo porre rimedio... Conscio del momento di crisi e voglioso di risollevare l'autorevolezza della Santa Sede, papa Innocenzo III bandì nel 1198 una nuova crociata, la quarta, diretta formalmente contro l'Egitto e affidata soprattutto a nobili francesi e fiamminghi guidati da Bonifacio I del Monferrato e Baldovino IX di Fiandra... Non intenzionati a marciare via terra ma privi di una flotta propria, i crociati dovettero stipulare nel 1201 un accordo con la Repubblica di Venezia, l'unica potenza in grado di sostenere una così vasta operazione militare.. Il doge Enrico Dandolo si impegnò a fornire le imbarcazioni necessarie a fronte di un enorme compenso economico e della partecipazione veneziana alla spedizione.. Quando però nell'estate del 1202 i crociati non riuscirono a pagare la somma pattuita, Venezia impose una deviazione della spedizione contro Zara, città ribelle posta sotto la protezione del re d'Ungheria.. Il sacco della città cristiana del novembre 1202 provocò lo sdegno di Innocenzo III e la temporanea scomunica dei partecipanti..