La Flaminia Coupé Pininfarina è una delle versioni della Lancia Flaminia, prodotta dal 1959 al 1967, anche se rimasta in catalogo della casa automobilistica fino al 1970.
Il contesto
Al XXXIX Salone dell'automobile di Torino (30 ottobre-10 novembre 1957) la Pininfarina espone l'ultimo esemplare della serie delle "Florida", serie inaugurata due anni prima, nel 1955, su telai Lancia Aurelia. Si tratta di un'auto avente le sembianze di una coupé, imponente nelle dimensioni, con una originale formula costruttiva della carrozzeria: ha 4 porte, ma le due posteriori, piuttosto piccole, sono rese praticamente invisibili dall'assenza delle maniglie esterne di apertura (le piccole portiere si possono aprire soltanto dall'interno).
A differenza di altre fuoriserie, questo esemplare unico è destinato ad assumere un valore particolare in quanto prefigura quella che, di li a un anno, costituirà la lussuosa versione coupé della Flaminia.
Difficile risalire alle origini "meccaniche" della Florida II: secondo taluni, sarebbe stata realizzata partendo da un pianale Aurelia del tipo B56S (con motore da 2,3 litri), probabilmente costruito nel 1956 e giacente in fabbrica inutilizzato, secondo altriWim H.J. Oude Weernink e Adriano Cimarosti. La Lancia, Croydon [GB], Motor racing Publications LtD, 1991, pagina 394, invece, si tratterebbe di uno chassis Flaminia contraddistinto dalla sigla 813.50 (813 è il numero distintivo delle Flaminia berlina) e numerato 0001.
Da notare che, all'epoca, sulle riviste italiane specializzate più quotateQuattroruote numero 12 del dicembre 1957 a pagina 27Motor Italia numero 41 dell'invervo 1957-58 a pagina 40) la vettura era presentata come derivata dalla Flaminia e non dall'Aurelia. Al di la dell'interesse che gli storici possono attribuire alla soluzione di questo dilemma, resta il fatto, indubbio, che dalla Florida II trae origine la Flaminia coupé.
Una o due Florida (secondo le diverse fonti, probabilmente la Florida-Aurelia con guida a sinistra telaio 1006 e/o la Florida II di cui stiamo parlando) sono state per anni le vetture personali di Pininfarina (che all'epoca si chiamava ancora Battista Farina detto Pinin).
La Flaminia Coupé prima serie
La Flaminia coupé Pininfarina nasce ufficialmente al XV Salone dell'automobile di Torino (5-16 novembre 1958)Quattroruote, numero 12 del dicembre 1958 a pagina 62, dove esattamente dodici mesi prima era stata esposta la sua progenitrice, la Florida II.
Le linee generali di questa coupé, che si affianca alla berlina in compagnia delle sorelle più sportive realizzate da Touring e da Zagato, ricalcano quelle della Florida, anche se qui sono state abolite le due piccole porte posteriori e maggiori sono i punti in comune con la Flaminia berlina (calandra abbassata, diverso taglio dei parafanghi posteriori, che qui sono molto meno inclinati, aggiunta rostri ai paraurti).
Rispetto alla berlina, però, si nota, al di la dell'ovvia riduzione dell'ingombro longitudinale e dell'assenza delle porte posteriori, l'abbandono del parabrezza avvolgente all'americana e la parte posteriore meno massiccia nella quale il padiglione si raccorda in modo leggermente diverso.Motor Italia numero 45 dell'inverno 1958-59, pagina 54
La coupé viene realizzata su un pianale con passo accorciato rispetto a quello della berlina (cm 275 contro 287) mentre il motore eroga una potenza decisamente maggiore (119 cv anziché 102) che la spinge fino a 170 Km. orari, un limite raggiunto da poche “quattro posti” sue contemporanee. Grazie al peso minore, anche accelerazione e ripresa risultano decisamente più brillanti.
Sotto il profilo meccanico, apprezzabile il fatto che, dopo i primissimi esemplari, la Coupé Pininfarina, al pari delle sorelle più sportive di Touring e Zagato, venga dotata di freni a disco: in definitiva, pochissime saranno le Flaminia coupé a viaggiare con i tradizionali freni a tamburoAuto Capital numero 3 anno 1990 pagina 92.
La produzione era quasi artigianale: Pininfarina era pronta ad allestire questa quasi-fuoriserie, in caso di richiesta da parte dei clienti, con tinte o accessori fuori catalogo.
Va subito detto che questa affascinante coupé - da molti giudicata uno dei capolavori del maestro Pinin - pare avere tutte le carte in regola per affermarsi sul mercato: e così sarà, tanto è vero che, tra tutte le Flaminia, sarà quella che riscuoterà il maggior successo e, malgrado il prezzo non indifferente (3.100.000 Lire), verrà costruita, nelle sue tre serie, in 5284Wim H.J. Oude Weernink e Adriano Cimarosti. «La Lancia», Croydon [GB], Motor racing Publications LtD, 1991, pagina 394 esemplari complessivi, un buon 30% in più rispetto alle berlina.
La prima serie della Flaminia coupé inizia la sua vita nel gennaio-febbraio del 1959 e già al Salone di Ginevra di inizio marzo viene esposta con i freni a disco sulle 4 ruoteQuattroruote numero 4 dell'aprile 1959, pagina 49, anche se questa particolarità tecnica viene offerta, al pari di altri optionals, dietro pagamento di un supplemento di prezzo di 60.000 Lire.Quattroruote numero 4 dell'aprile 1959, pagina 186
Alla fine del 1959, grosso modo in concomitanza con il tradizionale appuntamento torinese del salone, vengono offerti, di serie o con sovrapprezzo, il cruscotto rivestito in mogano, gli alzacristalli a comando elettrico (mediante pulsante dal posto di guida), il volante in legno e la selleria in pelleQuattroruote numero 12 del dicembre 1959, pagina 41.
Nel 1960 anche la coupé, come la berlina e le altre sorelle sportive, deve adeguare la fanaleria alle nuove norme del codice della strada; nell'estate di quello stesso anno viene modificata la timoneria dello sterzo, dove viene inserito un ammortizzatore idraulico telescopico destinato ad assorbire anche i piccoli contraccolpi che nascono dai movimenti verticali di sospensione delle ruote e dunque a ridurre le reazioni degli scuotimenti al volante. Una curiosità: i possessori di Flaminia non ancora dotate di questa miglioria, possono ottenerla dietro pagamento di una somma di 20.000 Lire.
Nel novembre 1960, al XVII Salone dell'automobile di Torino, viene esposta una Flaminia coupé con il condizionatore d'ariaQuattroruote numero 1, gennaio 1961, pag 39Rivista Lancia numero 4, anno 1961, pagina 41: è il primo esperimento del genere messo in opera su una vettura italiana di serie.
L'impianto, costruito dalla ditta I.P.R.A. di Torino, è composto da un compressore con comando termostatico del relativo innesto a frizione elettromagnetica, da un condensatore montato davanti al radiatore e da un apparecchio sotto il cruscotto (contenente l'evaporatore, una valvola di espansione, un serbatoio filtro e un ventilatore). La temperatura dell'aria all'interno dell'abitacolo è regolabile mediante termostato.Rivista "Lancia" numero 4, anno 1961, pagina 4. Non è dato sapere se questo utile accessorio sia poi stato effettivamente montato, dal 1961, su qualche esemplare.
Altri aggiornamenti nel 1961: aggiunte le luci di retromarcia e modificata la trasmissione, dove l'albero non è più sdoppiato ma unico. Anche se la Flaminia coupé si colloca in una fascia di mercato dove gli aspetti che contano maggiormente sono il comfort, le finiture ed il lusso, le buone prestazioni conferitele dal motore e dalla tenuta di strada fanno sì che alcuni esemplari, in mano a privati talvolta assistiti dalla Casa, si cimentino nelle competizioni, con risultati anche di rilievo.
Questo, per la verità, accade soprattutto con la seconda serie, la 3B, che esce nel settembre del 1962 e che naturalmente pone fine alla vita della prima serie. Periodo di produzione: approssimativamente, da inizio 1959 a estate 1962 Modelli: tipo 823.00, coupé 2 porte, 4-5 posti, con guida a sinistra e tipo 823.01, coupé 2 porte, 4-5 posti, con guida a destra Numerazione progressiva: tipo 823.00: da 1001 a 4053, tipo 823.01: da 1001 a 1148 Unità prodotte: 3201 (3052 con guida a sinistra, 148 con guida a destra, 1 chassis guida a sinistra utilizzato da Raymond Loewy per far carrozzare da Motto la sua "Loraymo". Caratteristiche principali: motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2457,98 cm³, potenza 119 cv (DIN) a 5100 giri, valvole in testa; carrozzeria: coupé 2 porte, 4-5 posti, scocca semi-portante, sospensione anteriore a ruote indipendenti, sospensione posteriore a ruote semi-indipendenti (schema De Dion); trasmissione: con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti+retromarcia; dimensioni e peso: passo cm 275, lunghezza cm 468 , larghezza cm 174, peso (a vuoto) kg 1420; velocità max: km/h 170
Caratteristiche tecniche della Flaminia Coupé prima serie
Altri datiTrasmissionetrazione sulle ruote posteriori; frizione, cambio e differenziale in gruppo unico, fissato al telaio e disposto al retrotreno; albero di trasmissione in due tronchi, con supporto intermedio e giunti in gomma muniti di centratore (dal 1961 l'albero di trasmissione, di tipo tubolare, è unico, senza supporto intermedio).Rapporto al ponte rapporto finale di riduzione, con coppia conica Hypoid 12/47 (3,917:1); dal telaio numero 823.00-3029 (oppure 823.01-1100) il rapporto è 13/51 (3,923:1).Carrozzeria, arredamenti ed accessoricarrozzeria: coupé 2 porte (porte incernierate anteriormente, cioè con apertura controvento), 4-5 posti; volante a due razze con semi-anello per azionamento avvisatore elettroacustico. sedili: sedili anteriori divisi (con inclinazione schienale regolabile) e ribaltabili per facilitare l'accesso al sedile posteriore; sedile posteriore con bracciolo centrale retrattile. vano motore: illuminato. bagagliaio: vano illuminato; il bagagliaio, rivestito in gomma sia sul fondo che sulle pareti, contiene la ruota di scorta (posizionata verticalmente e ricoperta da apposita guaina) e gli attrezzi in dotazione; il coperchio, contrappesato, rimane aperto in qualsiasi posizione. comandi al volante: leva per commutazione luci ed azionamento indicatori di direzione e semi-anello per azionamento avvisatore elettroacustico. comandi a pedale: freno, frizione ed acceleratore (quest'ultimo del tipo a suola); tutti e tre i pedali sono rivestiti in gomma. comandi sotto al cruscotto: due levette per comando e regolazione aerazione e riscaldamento lato sinistro, leva per lo bloccaggio del cofano motore, leva del freno di stazionamento, starter, ventilatore, levetta di inserimento riscaldatore, levette per comando e regolazione aerazione e riscaldamento lato destro, comando del cambio di velocità. comandi al cruscotto: chiave di inserimento servizi (nonché accensione ed avviamento motore), fendinebbia, accensione fari (luci di posizione, mezze luci ed abbaglianti), illuminazione della strumentazione (ad intensità regolabile), illuminazione abitacolo, tergicristallo e lavaparabrezza, accendisigaro, cassetto ripostiglio con serratura, portacenere . strumentazione: riunita in due strumenti circolari; lo strumento di sinistra comprende il tachimetro con scala fino a 220 Km. orari, l'indicatore livello benzina, quelli della pressione dell'olio (con spia luminosa in caso di pressione insufficiente) e della temperatura dell'acqua e dell'olio nonché i due contachilometri (totalizzatore e parziale); lo strumento di destra include invece il contagiri (graduato fino a 5500 giri), l'orologio e tre spie: starter, dinamo e luci. Pendenze massime superabili in prima marcia=34%.Tassa di circolazionePotenza fiscale in Italia CV 26; bollo di circolazione annuo: dal debutto (gennaio 1959) al 30-6-59=Lire 87.390 dal 1-7-1959 =Lire 101.085Prezzo in ItaliaDal debutto (gennaio 1959) al luglio 1962: Lire 3.100.000 (prezzo di listino); da notare soltanto che dall'estate 1962, poco prima dell'uscita della successiva versione 3B, il prezzo sale a 3.160.000 Lire in quanto include i freni a disco, che non sono più pagati a parte Optionals previsti: