La Lituania (AFI: ; ; ), ufficialmente Repubblica di Lituania (; ), è uno Stato membro dell'Unione europea, confinante a nord con la Lettonia, a est con la Bielorussia, a sud con la Polonia e a sud-ovest con l'exclave russa dell'Oblast' di Kaliningrad, mentre a ovest è bagnata dal mar Baltico. Ha una superficie di e 2 885 752 abitanti. Fa parte dell'area geopolitica dei Paesi baltici, di cui è lo Stato più meridionale e il più popoloso.

Abitata per secoli da numerose tribù, la Lituania venne unificata nel XIII secolo da Mindaugas, costituendo prima un Regno e poi un Ducato. Ultima nazione europea ad abbandonare il paganesimo, tra XIV e XV secolo ebbe una rapida espansione territoriale, fino a diventare lo Stato più esteso d'Europa, il cui controllo copriva anche l'odierna Bielorussia e le regioni occidentali dell'Ucraina. Nel 1569 il Granducato di Lituania formò una confederazione col vicino Regno di Polonia e assieme a quest'ultimo subì, nella seconda metà del XVIII secolo, varie spartizioni territoriali, fino all'annessione all'Impero russo nel 1795.

Tornata indipendente nel 1918, la Lituania, assieme alle confinanti Lettonia ed Estonia, venne occupata e annessa all'Unione Sovietica nel 1940, in base a quanto previsto dal patto Molotov-Ribbentrop, come RSS Lituana. Dopo l'occupazione tedesca, segnata dalla persecuzione degli ebrei e da vari eccidi, nel 1944 ritornarono le truppe sovietiche, contro le quali operò per quasi un decennio una resistenza armata. Nel 1990 fu la prima tra le repubbliche sovietiche a dichiarare la propria indipendenza.

La Lituania è uno Stato membro dell'ONU, della NATO, del Consiglio d'Europa, dell'OCSE. È una Repubblica semipresidenziale, il cui attuale presidente è Gitanas Nausėda, mentre il governo è presieduto da Inga Ruginienė.

Il 1º gennaio 2015, la nazione baltica ha adottato l'euro, diventando il diciannovesimo stato della zona euro. L'euro ha sostituito il litas, la precedente valuta ufficiale dello Stato.

Etimologia

Il nome "Lituania" comparve per la prima volta nel 1009 negli Annali di Quedlinburg. La sua etimologia è fonte di dibattito: una credenza popolare vuole che "Lietuva" derivi dalla parola "lietus" (pioggia), ma la presenza del suffisso -uva e la mancanza di prove convincenti rende tale spiegazione poco plausibile. Un'altra teoria vorrebbe il toponimo derivato dal Lietava, corso d'acqua della Lituania centrale; tuttavia le sue ridotte dimensioni renderebbero il passaggio da idronimo a toponimo altamente improbabile.

Storia

L'epoca tribale I primi insediamenti umani nel territorio dell'odierna Lituania risalgono almeno al 9000 a.C. Il commercio dell'ambra, già prospero nel Neolitico (da a anni or sono), offrì ai balti – antenati degli attuali lituani – una fiorente risorsa economica quando intorno al 2000 a.C. si stabilirono in queste zone dai territori di sud-est.Pruzzen, Schemaiten, Jatwinger, Nadrauer, Skalwen, Kuren, Semgallen, Selonen, Galinden, Letgallen, Letten und Litauer: http://freiherren-von-wolff.com/2.html

Due millenni dopo, fu proprio grazie alla resina fossile e alle sue rotte commerciali che coprivano tutto il pianeta – come documenta il Museo dell'Ambra di Palanga – che Tacito menzionò gli aesti, raccoglitori di ambra lungo le rive del Mar Baltico, nella sua opera Germania scritta nel 98 d.C. e dedicata alle popolazioni germaniche insediate oltre i confini dell'impero romano. La prima menzione del termine Litae (Lituania, in latino) in un documento scritto si trova invece nei medievali Annales Quedlinburgenses, dove questa terra è citata come il luogo in cui l'arcivescovo Brunone fu ucciso dalle popolazioni che tentava di convertire.

Nel XII secolo, la popolazione lituana era suddivisa in due gruppi tribali: i samogiti (abitanti delle pianure) a occidente e gli aukštaiti (abitanti delle terre alte) nei territori orientali e sud-orientali. Più o meno in quest'epoca sembra che a Vilnius fu costruito un primo castello in legno sulla Collina di Gediminas.

Il Medioevo

Alla metà del XIII secolo Mindaugas, condottiero degli aukštaiti, riuscì a unificare le varie tribù del Granducato di Lituania, del quale fu incoronato sovrano nel 1253, a Kernavė.C. Rowell, Lithuania Ascending: A Pagan Empire Within East-central Europe, 1295–1345Rūta Janonienė, Tojana Račiūnaitė, Marius Iršėnas, Adomas Butrimas, The Lithuanian Millenium: History, Art and Culture, VDA leidykla, 2015, ISBN 978-60-94-47097-4, p.45 Mindaugas si era convertito al cattolicesimo nell'ambito di un accordo con i Cavalieri Teutonici, i monaci-guerrieri tedeschi che avevano conquistato gran parte dei territori dell'antica Prussia, spingendosi fino a Memel (l'odierna Klaipėda). Ma tanto la conversione quanto l'unità del granducato ebbero vita breve: Mindaugas fu assassinato nel 1263 da un gruppo di aristocratici decisi a mantenere la Lituania nel solco della tradizione pagana e a rifiutare il cristianesimo.Vita di Mindaugas e scontri con il nipote Treniota, suo uccisore: https://erenow.net/postclassical/crusades/643.php

Durante il regno del granduca Gediminas (1316-41), i confini della Lituania si estesero verso sud e verso est, fino al territorio delle odierne Bielorussia e Ucraina, e per un certo periodo persino fino a Kiev. Dopo la morte di Gediminas, due dei suoi figli condivisero il trono: a Vilnius, Algirdas estese i confini meridionali al di là di Kiev, mentre Kęstutis – che fece costruire il proprio castello su una graziosa isola lacustre a Trakai – teneva a bada gli attacchi dell'Ordine Teutonico.R. Bideleux. A History of Eastern Europe: Crisis and Change. Routledge, 1998. p. 122

Il figlio di Algirdas, Jogaila, si assicurò il trono nel 1382, ma di fronte alla minaccia sempre più pressante dei Cavalieri Teutonici fu costretto a prendere una decisione che avrebbe avuto conseguenze cruciali per la storia europea. Nel 1386 infatti si fece battezzare, sposò la principessa Edvige (Jadwiga), erede al trono della Polonia, e assunse il nome cristiano di Ladislao II Jagellone (Władysław II Jagiełło) di Polonia, dando origine all'Unione Polacco-Lituana destinata a durare per i successivi 400 anni. Gli aukštaiti furono battezzati nel 1387 e i samogiti nel 1413: la Lituania fu così l'ultimo paese europeo a convertirsi al cristianesimo.

I giorni della gloria

Mentre Jogaila trascorreva buona parte del suo tempo a Cracovia, in patria c'era aria di burrasca. Nel 1390 suo cugino Vitoldo (Vytautas) si ribellò al sovrano e riuscì a strappargli alcune importanti concessioni, facendosi nominare granduca di Lituania a condizione di rispettare l'alleanza politica con Varsavia. La sconfitta definitiva dell'Ordine Teutonico a opera delle due armate congiunte nella battaglia di Grünwald (nell'odierna Polonia), nel 1410, inaugurò un periodo di pace e prosperità, soprattutto per Vilnius, la capitale lituana, che proprio in quegli anni vide sorgere quella che oggi è la sua celeberrima Città Vecchia.

Vitoldo (detto «il Grande») ampliò ulteriormente i confini lituani a sud e a est. Alla sua morte, nel 1430, il territorio della Lituania si estendeva al di là di Kurska a oriente e quasi fino al Mar Nero a sud, così da costituire uno degli imperi più vasti d'Europa. Ma in nessun luogo il prestigio e la potenza della nazione si manifestavano meglio che nella Vilnius cinquecentesca, che, con i suoi abitanti, era una delle più grandi città dell'Europa orientale. Qui sorsero splendide costruzioni tardo-gotiche e rinascimentali, e diversi sovrani lituani come Sigismondo (Žygimantas) I e Sigismondo II sedettero sul trono polacco-lituano nel sontuoso Palazzo Reale.

Nel 1579 un gruppo di gesuiti polacchi fondò l'Università di Vilnius e fece della città uno dei baluardi della Controriforma. Con l'influenza dei gesuiti si diffuse, inoltre, lo stile architettonico barocco.

Dominio polacco e spartizioni Nel tempo, la Lituania ricoprì un ruolo sempre più marginale nell'alleanza con la Polonia, finché i due stati vennero ufficialmente fusi nel 1569 (fino ad allora si era infatti trattato di due Corone unite) con l'Unione di Lublino, siglata durante la guerra di Livonia (prima Guerra del Nord) contro la Moscovia.

All'interno della nuova rzeczpospolita (Confederazione), la Lituania, sempre più subalterna alla Polonia, andò incontro a un processo di «polonizzazione»: la nobiltà lituana adottò la cultura e la lingua polacche, i contadini divennero servi della gleba e Varsavia sottrasse a Vilnius il ruolo di epicentro politico e sociale.

Nel 1654 la Russia invase temporaneamente la Confederazione, impossessandosi di una parte considerevole dei territori. Nel 1772 la Confederazione si era così indebolita che i sovrani di Russia, Austria e Prussia procedettero semplicemente a dividersi i territori in quella che fu la prima delle tre spartizioni della Polonia (1772, 1793 e 1795). Quasi tutta la Lituania passò alla Russia, tranne una piccola regione sud-occidentale che fu annessa alla Prussia, ma passò a sua volta nelle mani russe dopo le guerre napoleoniche.

Dominio russo e indipendenza

Con la rivolta di Novembre del 1830 contro i russi, si diede il via alla guerra russo-polacca, che finì nel 1831 con la vittoria russa e la definitiva occupazione zarista della Lituania.

All'inizio del XX secolo iniziò a formarsi un movimento culturale che stimolava, soprattutto con la promozione dell'uso della lingua lituana, la formazione di una coscienza nazionale: tale periodo è noto come il Risveglio nazionale lituano. Contro tale spinta, le autorità russe risposero vietando la pubblicazione di opere in lingua lituana che utilizzassero l'alfabeto latino e reprimendo militarmente i movimenti di carattere indipendentista.Resistenza lituana. Spaudos.lt, ristampato in Encyclopedia Lituanica, Boston, 1970–1978. Retrieved on 2019-07-15

Durante la prima guerra mondiale sotto il comando di Paul von Hindenburg e del capo di stato maggiore Erich Ludendorff, l'esercito tedesco invase la Lituania, respinse le truppe russe sulla loro frontiera negli anni 1914-15 e bloccò fino all'inizio del 1918 il fronte orientale in modo abbastanza stabile. Ciò permise l'istituzione di un'amministrazione militare in Lituania sotto la diretta tutela del comando tedesco col nome di Ober Ost, affidata a Ludendorff.

Nel febbraio 1918 fu firmato il trattato di Brest-Litovsk, in cui l'URSS rinunciava a qualunque pretesa territoriale sui Paesi baltici, la Lituania si dichiarò indipendente il 16 febbraio 1918 con l'Atto d'indipendenza redatto dal Consiglio della Lituania, e il 4 aprile 1919, terminata la prima guerra mondiale, si costituì in repubblica.Simas Sužiedėlis, ed. (1970–1978). "Council of Lithuania". Encyclopedia Lituanica. I. Boston, Massachusetts: Juozas Kapočius. pp. 581–585. LCC 74-114275. Lo stato del primo dopoguerra fu egemonizzato dalla figura di Antanas Smetona. Dopo la dichiarazione d'indipendenza della Lituania, egli fu eletto presidente della Repubblica nel 1919, conservando tale carica fino al giugno 1920. Nel dicembre 1926, in seguito a un colpo di Stato conservatore e autarchico, venne eletto nuovamente presidente della Repubblica e il mandato gli fu confermato nel 1930 e nel 1938. Il nuovo Stato rifiutò l'ipotesi di ristabilire l'unione con la Polonia (proposta effettuata nell'ambito della contesa e controversa situazione determinata dalla costituzione della Lituania Centrale). La nominativa capitale - VilniusCome statuito dall'Atto d'Indipendenza. - fu contesa con lo Stato polacco fino al 1939, quando i sovietici, invadendo la Polonia insieme ai tedeschi passarono parte della regione di Vilnius alla LituaniaLa gran parte era già stata restituita alla Lituania in virtù del trattato di Mosca del 1920., mentre la regione di Klaipėda fu acquisita nel 1923 e successivamente ceduta ai tedeschi nel 1939 dopo un ultimatum.

L'occupazione sovietica