Il Gruppo dell'Adamello è un massiccio montuoso delle Alpi Retiche meridionali situato tra le province di Brescia e Trento, la cui altitudine massima, raggiunta dalla vetta omonima, è di 3.539 m. Secondo la classificazione della SOIUSA si tratta di un supergruppo delle Alpi Retiche meridionali che insieme al Gruppo della Presanella costituisce la sottosezione chiamata Alpi dell'Adamello e della Presanella.

Descrizione Morfologia del gruppo

I due gruppi dell'Adamello e della Presanella costituiscono un'entità ben definita all'interno delle Alpi centro-orientali, essendo separati dai massicci montuosi circostanti da larghe e profonde vallate. L'Adamello-Presanella è delimitato a ovest dalla media Val Camonica, e a nord dai solchi dell'alta Val Camonica e dell'alta Val di Sole, che convergono al Passo del Tonale (1884 m); ad est, prima la Val Meledrio (laterale della Val di Sole), poi le Giudicarie lo separano dal gruppo delle Dolomiti di Brenta e dai rilievi posti a sud rispetto ad esse. Il confine meno evidente è quello meridionale, dove una serie di valli minori (la più nota è sicuramente la Valle del Caffaro) lo scinde dalle più modeste Prealpi Bresciane: il punto di incontro è il Passo di Crocedomini (1982 m).

Al suo interno, il massiccio Adamello-Presanella è tutt'altro che compatto dal punto di vista geografico. La Val Genova (o Val di Genova), tributaria della Val Rendena e percorsa dal Sarca, si incunea per alcuni chilometri separando la Presanella, a nord, dall'Adamello, a sud, terminando con la muraglia rocciosa, alta in media 3000 m, che mantiene collegati i due gruppi. A sud della Val Genova, alcune brevi valli, come quella di Borzago, scendono dal cuore del massiccio per confluire anch'esse nella Val Rendena, costituendo una valida e talvolta insostituibile porta di accesso agli alpinisti che intendono salire alle vette più importanti del settore trentino (Carè Alto, 3462 m, Crozzon di Lares, 3354 m). Ma è la Val Daone, percorsa dal Chiese e lunga oltre 25 chilometri, ad addentrarsi più profondamente nel gruppo montuoso, separando di netto il settore lombardo da quello trentino. Caratterizzata da due importanti bacini idroelettrici (Lago di Malga Bissina, 1800 m, e Lago di Malga Boazzo, 1225 m) e da una strada carrozzabile, la val Daone muta il suo nome in Val di Fumo andando a terminare al passo omonimo (2939 m) dominato dal Monte Fumo (3418 m) che si trova al bordo del grande ghiacciaio sommitale.

Anche il versante bresciano è caratterizzato da numerose valli, separate da irti costoni che si dipartono dalla dorsale alla destra orografica della Val Daone. Da sud a nord si incontrano la già citata Valle del Caffaro, tributaria del Chiese e sovrastata dal Monte Bruffione (2664 m) e dal Cornone di Blumone (2843 m), ultimi baluardi meridionali delle grandi vette del massiccio. Fanno capo invece alla media Val Camonica le valli Paghera di Ceto, Tredenus e Saviore, le quali più o meno in quota si dividono in numerosi e selvaggi valloni secondari, sovrastati da cime che non raggiungono ancora i 3000 m (Monte Re di Castello, 2881 m, e Monte Frisozzo, 2897 m per citarne alcune) e sono quasi del tutto sprovviste di ghiacciai.

Il cuore del massiccio, con le vette più elevate e i maggiori ghiacciai, si trova in gran parte in territorio camuno. Due tributarie della Valle di Saviore, la Valle Adamé e la Val Salarno, sono due tra le principali vie di accesso al Pian di Neve, il ghiacciaio sommitale, da cui gli alpinisti possono raggiungere pressoché tutte le vette maggiori (non a caso qui sono situati due tra i rifugi storici dell'Adamello, il Prudenzini e il Città di Lissone). La Val Malga, percorsa dal torrente Remulo, è più stretta e ripida delle due valli appena citate. A una quota di 1700 m si divide in due rami: la sua prosecuzione verso est (Val Miller) ha la sua testata nel Corno Miller (3373 m), mentre la Val Baitone, cosparsa di laghetti di piccole e medie dimensioni, sale al Corno Baitone (3331 m) e alle vette, superiori ai 3000 m, che ne costituiscono i contrafforti.

Le ultime tre valli che scendono dal massiccio verso nord e quindi verso l'alta Val Camonica sono la Val Paghera (detta "di Vezza" per distinguerla dalla Val Paghera di Ceto), che da Vezza d'Oglio sale sin sotto al Baitone, la Valle d'Avio, che si incunea tra il sottogruppo del Baitone e la cresta del Salimmo (altezza max. 3225 m nella Cima della Calotta) sino a sbucare nell'imponente circo glaciale sormontato dalla parete nord dell'Adamello, la vetta principale che raggiunge i 3554 metri di quota, e dal lungo costone che da essa porta a Cima Plem (3184 m), punto panoramico d'eccezione. Completa il giro delle valli la Val Narcanello, in parte occupata dal vasto Ghiacciaio di Pisgana, sovrastata sul suo lato orientale dagli estremi contrafforti del gruppo della Presanella.

Al visitatore che si incammina lungo molte delle valli citate poc'anzi, in modo particolare quelle che confluiscono nella Val Camonica, balza all'occhio una caratteristica particolare: tali valli sono infatti valli sospese, ossia esistono forti dislivelli tra la parte alta e la parte medio-bassa di esse, a volte vere e proprie muraglie rocciose derivate dalla differente potenza di erosione da parte di antichi ghiacciai. Le mulattiere e le stradine militari che risalgono le valli affrontano queste pareti avvolgendosi in lunghe serie di tornanti, localmente chiamati scale, chiara allusione al fatto che spesso il fondo stradale è lastricato con blocchi di pietra a mo' di gradini.

Cime principali

VettaQuota (m)Provincia Adamello 3.539 Brescia Carè Alto 3.462 Trento Dosson di Genova 3.441 Brescia/Trento Monte Fumo 3.418 Brescia/Trento Corno di Cavento 3.406 Trento Corno Miller 3.373 Brescia Crozzon di Lares 3.354 Trento Corno Baitone 3.331 Brescia Monte Mandrone 3.281 Brescia/Trento Lobbia Alta 3.196 Trento Monte Frisozzo 2.897 Brescia Monte Re di Castello 2.889 Brescia/Trento Cornone di Blumone 2.843 Brescia Monte Tredenus 2.796 Brescia Monte Frerone 2.673 Brescia Pizzo Badile Camuno 2.435 Brescia

Ghiacciai

L'Adamello è tra i massicci delle Alpi con i maggiori ghiacciai.

Il Pian di Neve (18 km² di superficie) è un ghiacciaio pianeggiante, che occupa l'acrocoro tra le cime principali del versante lombardo, dalla Lobbia Alta al Corno Bianco, ad una quota compresa tra i 3100 e i 3400 metri; assieme alla contigua vedretta del Mandrone costituisce il più esteso ghiacciaio delle Alpi italiane. Nonostante esso sia situato al di sopra del limite delle nevi perenni (che si colloca attorno ai 3000 m), attraversa, in modo più evidente da venti anni a questa parte, una fase di riduzione della massa glaciale.

Dove la linea di cresta che unisce le vette si abbassa formando valichi, il ghiacciaio traborda sui versanti esterni, formando le lingue glaciali che un tempo scendevano lungo le valli e che oggi ne coronano soltanto la testata. Sul versante settentrionale vanno citati il ghiacciaio del Pisgana, suddiviso in due apparati indipendenti, che scende in direzione della Valle Narcanello verso Ponte di Legno, e il ghiacciaio dell'Adamello, prosecuzione della vedretta del Mandrone e del Pian di Neve verso l'alta Val Genova. Sul versante meridionale, invece, stessa origine hanno le vedrette di Salarno e dell'Adamé.

Altri importanti ghiacciai sul versante trentino dell'Adamello sono la vedretta della Lobbia, che origina dal Monte Fumo e scende in Val di Genova, e la vedretta di Lares. Esistono infine altri ghiacciai di minore estensione, sia nel settore lombardo, sia in quello trentino. Il ghiacciaio del Venerocolo si trova alla base della parete nord della cima principale dell'Adamello, come pure la vicina vedretta d'Avio Centrale. Per quanto riguarda il sottogruppo del Baitone, troviamo dei piccoli ghiacciai, tutti situati sul versante nord dei rilievi, il più grande dei quali è la vedretta d'Aviolo.

A sud della Val Saviore, ove l'altezza delle vette scende definitivamente sotto i 3000 metri, non vi sono più ghiacciai. In un recente passato, l'unica eccezione era rappresentata dalla vedretta di Saviore, un piccolissimo ghiacciaio raccolto sui pendii settentrionali del Monte Re di Castello (2889 m): era il ghiacciaio più meridionale della Lombardia, prima della sua scomparsa definitiva avvenuta entro la fine degli anni 90 del XX secolo.

Da qualche decennio a questa parte tutti i ghiacciai dell'Adamello stanno attraversando una fase di ritiro, pagando pegno sia per le temperature estive più alte rispetto al passato, sia al minore accumulo di neve nei mesi autunnali e invernali (dovuto alla progressiva diminuzione delle precipitazioni, fenomeno che ha colpito in generale tutte le Alpi). Per quanto riguarda i ghiacciai sommitali, la diminuzione di massa ha assottigliato lo spessore del ghiaccio, incrementando la formazione di fessure e crepacci che ne rendono insidiosa la percorrenza; per i ghiacciai vallivi, invece, si sta assistendo a un veloce arretramento dei fronti, nell'ordine di decine di metri ogni anno.

Tra vari altri esempi nel mondo di ghiacciai in arretramento, due immagini del ghiacciaio del Mandrone, riprese in tempi diversi, vengono presentate da Al Gore nel film Una scomoda verità come esempio di scioglimento delle coltri glaciali prodotto dal riscaldamento globale.

Laghi

Il gruppo dell'Adamello è costellato da una cinquantina di laghi e laghetti alpini, il più grande di origine naturale è il lago di Lares posto a 2600 m. nato negli anni '50 del secolo scorso dal ritiro dell'omonimo ghiacciaio. Parte dei bacini più grandi ha origine artificiale, oppure è il risultato di ampliamenti di bacini naturali a scopo idroelettrico (Lago di Malga Boazzo, Lago di Malga Bissina in Val Daone, Lago della Vacca in alta Val di Caffaro, Lago d'Arno in alta Val Saviore, Lago di Salarno, Lago Baitone). La più alta concentrazione di bacini artificiali si osserva in Val d'Avio, ove si trovano, in sequenza, il Laghetto dell'Avio, il Lago d'Avio, il Lago Benedetto, a una quota di circa 1900 metri, e più in alto il Lago Pantano e il Lago Venerocolo, che è posto a 2552 metri di quota e pertanto è il più alto lago artificiale dell'Adamello. In Val Paghera si trova il Lago Aviolo, a 1930 m di quota. Sulle pendici del Corno Baitone si trovano due laghi di dimensioni molto ridotte: i Laghi Gelati, a 2800 m.

Geologia Il gruppo dell'Adamello e il contiguo massiccio della Presanella si trovano a sud della cosiddetta Linea insubrica, un sistema di faglie e fratture che divide la catena principale delle Alpi dai rilievi posti a sud rispetto ad essa, detti Alpi calcaree meridionali. Questa linea coincide con il solco della bassa Valtellina, con la valle dell'Aprica e con l'alta Val Camonica da Edolo sino al Passo del Tonale, per poi proseguire lungo la Val di Sole in territorio trentino. L'Adamello però non è formato dal basamento cristallino delle Alpi meridionali, bensì costituisce, assieme alla Presanella, un'unica massa di roccia magmatica risalite dalla crosta terrestre a partire da circa 40 milioni di anni fa, per poi solidificarsi al di sotto della superficie, formando rocce di caratteristiche simili al granito (granodioriti e tonaliti). Le granodioriti formano prevalentemente il nucleo del massiccio (Monte Adamello, Monte Fumo e Corno di Cavento), mentre le tonaliti costituiscono il sottogruppo del Baitone e tutto il settore meridionale del massiccio.

L'erosione ad opera degli agenti esogeni ha poi smantellato gli strati di rocce sedimentarie e metamorfiche che coprivano la massa granitica, mettendola a nudo e quindi iniziando ad agire su di essa, per creare il complesso sistema di valli, conche glaciali, creste e vette che compongono oggi il massiccio. In termini di superficie, il plutone dell'Adamello - Presanella è da considerarsi tra le più estese delle Alpi.

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