Biografia Ci sono poche notizie sulla vita di Giuliana. Perfino il suo nome è incerto e il nome "Giuliana" deriva semplicemente dal fatto che la sua cella di eremita fosse addossata al muro della Chiesa di San Giuliano a Norwich. I suoi scritti indicano che era probabilmente nata nel 1342 e morì intorno al 1416Ronald Ritchie, Kate Joy, Available Means: An Anthology of Women's Rhetoric, Pittsburgh, University of Pittsburgh Press, 2001 pp. 25–28F. Beer, Women and Mystical Experience in the Middle Ages, Boydell Press, 1992 p. 130Era sicuramente in vita nel 1413, poiché l'introduzione del Testo Breve scritta nel Manoscritto Amherst, che è conservato nella British Library, cita Giuliana e si riferisce a lei come ancora viva; Margery Kempe le fece una visita intorno al 1414, il che la conferma ancora in vita.. Sembra che appartenesse ad una famiglia privilegiata che viveva a Norwich, o nei dintorni.

Norwich era all'epoca la seconda città dell'Inghilterra per importanza dopo Londra. Dominavano la città il castello normanno (fatto costruire da Guglielmo il Conquistatore dal 1066 al 1075) e l'imponente cattedrale, costruita dal 1096 al 1109, dedicata alla Santissima Trinità, che era in realtà un priorato benedettino e, al pari delle cattedrali di Canterbury e Durham, possedeva una delle più importanti biblioteche dell'Inghilterra.Giuliana di Norwich, Libro delle rivelazioni. Milano, Áncora, 2003 (intr., trad. e note di Domenico Pezzini) pp. 22 ss. Famosa per il numero delle chiese (si calcola ce ne fossero circa 50 per diecimila abitanti),P. Lasko - N.J. Morgan, Medieval Art in East Anglia 1300-1520, Norwich, 1973 la città era stata presto raggiunta dagli ordini mendicanti: i Domenicani e i Francescani vi giunsero nel 1226, i Carmelitani nel 1256 e gli Agostiniani nel 1272; questi ultimi costruirono il loro convento proprio di fronte alla chiesa di San Giuliano, dove si sarebbe trovata in seguito la cella di Giuliana. La presenza sia di una biblioteca importante che di numerosi conventi significava la possibilità di compiere studi approfonditi nelle varie materie all'epoca oggetto di insegnamento, il che potrebbe spiegare la sapienza e la profonda cultura teologica di Giuliana.Pezzini, 2003 p. 24 All'epoca imperversavano spesso delle epidemie di peste, assai comuni nel XIV secolo, e secondo alcuni studiosi Giuliana sarebbe diventata un'eremita essendo ancora nubile, oppure dopo aver perso i familiari a causa di un'epidemia. Diventare eremita avrebbe anche potuto essere una forma di quarantena per lei. Si discute tra gli studiosi se Giuliana fosse una religiosa del vicino convento oppure una laica secolare.

Quando aveva 30 anni e viveva ancora a casa sua, Giuliana si ammalò gravemente. Credendosi in punto di morte, ebbe invece una serie di intense visioni di Gesù Cristo, che ebbero fine il giorno in cui guarì dalla sua malattia, il 13 maggio 1373. Giuliana scrisse delle sue visioni subito dopo che esse erano avvenute (benché il testo potrebbe non essere stato finito per qualche anno), in una versione delle Rivelazioni dell'Amore Divino ora conosciuta come il Testo Breve; questo racconto di 25 capitoli contiene circa 11.000 parole.Bernard McGinn, The Varieties of Vernacular Mysticism, New York, Herder & Herder, 2012 p. 425. Si pensa che si tratti del primo libro conosciuto scritto in inglese da una donna.

Da venti a trent'anni dopo, forse all'inizio degli anni 1390, Giuliana iniziò a scrivere una riflessione teologica sul significato delle visioni, conosciuta come il Testo Lungo, che consiste di 86 capitoli contenenti circa 63.500 parole.Jantzen, G. Julian of Norwich: Mystic and Theologian, Paulist Press, 1988 pp. 4-5 Quest'opera sembra aver avuto diverse revisioni prima di essere conclusa, forse nel primo o perfino nel secondo decennio del XV secolo.Bernard McGinn, 2012 p. 425

Giuliana divenne molto conosciuta in tutta l'Inghilterra come guida spirituale: la mistica inglese Margery Kempe, che è stata l'autrice della prima autobiografia conosciuta scritta in Inghilterra, fece menzione di un viaggio a Norwich per parlare con lei intorno al 1414.

Il vescovo benedettino di Norwich e Cardinale dell'inghilterra, Adam Easton, potrebbe essere stato il direttore spirituale di Giuliana e l'editore del Testo Lungo delle sue rivelazioni. Il direttore spirituale di Brigida di Svezia, il vescovo eremita di Jaén, Alfonso Pecha, curò un'edizione in spagnolo delle Rivelazioni. Il confessore di Caterina da Siena era William Flete, un eremita agostiniano dell'eremo di Lecceto, che si era formato a Cambridge. La Difesa di Santa Brigida di Easton riecheggia l'Epistola Solitarii di Alfonso di Jaén e i Rimedi contro le tentazioni di William Flete, e questi testi fanno tutti riferimento alle rivelazioni di Giuliana.Julia Bolton Holloway, Anchoress and Cardinal: Julian of Norwich and Adam Easton, O.S.B. Analecta Cartusiana, 2008

Le Rivelazioni dell'Amore Divino

All'età di trent'anni, soffrendo per una grave malattia e credendosi prossima alla morte, Giuliana avrebbe avuto una serie di intense visioni. Queste visioni sarebbero state vent'anni dopo la fonte della sua opera principale, chiamata “Sedici Rivelazioni dell'Amore Divino” (circa nel 1393). Nel manoscritto che riporta le rivelazioni da lei ricevute ella afferma che: "questa rivelazione fu fatta a una creatura semplice e illetterata mentre viveva ancora nella sua carne mortale, nell'anno di nostro Signore 1373, il 13 maggio." Si tratta di una data estremamente precisa (soprattutto se si pensa che ne parla a distanza di decenni) per un avvenimento che lascerà per sempre un segno indelebile nella vita di questa creatura, che neppure si preoccupa di dire il suo nome.

Manoscritti

Il Testo Breve sopravvive in un solo manoscritto di metà del XV secolo, il Manoscritto Amherst, che venne copiato dall'originale scritto nel 1413 durante la vita di Giuliana (attualmente esso si trova nella British Library). Non sembra che il Testo Breve abbia avuto una grande diffusione, dato che non venne pubblicato fino al 1911.

Sembra che il Testo Lungo abbia avuto una maggiore diffusione, anche se non risulta che fosse particolarmente conosciuto nell'Inghilterra tardo medievale. L'unico manoscritto sopravvissuto di quel periodo è il Manoscritto di Westminster, che risale alla fine del XV secolo e che contiene una parte del Testo lungo (senza nominare Giuliana come autrice), rielaborato come un trattato didattico sulla contemplazione.Bernard McGinn, 2012 p. 426 I manoscritti sopravvissuti dell'intero Testo Lungo si dividono in due gruppi, con delle versioni leggermente differenti. Da una parte esiste il manoscritto del Testo Lungo Brigidino, proveniente dalla regione di Anversa, e ora conosciuto come il Manoscritto di Parigi. L'altra versione si trova in due manoscritti, che ora si trovano nella British Library: la Collezione Sloane.Georgia Crampton, The Shewings of Julian of Norwich, Western Michigan University, 1993 p. 17 Si crede che delle religiose possedessero un manoscritto originale, forse olografo, del Testo Lungo, scritto nel dialetto di Norwich dell'epoca di Giuliana,Crampton, 1993 p. 17 che venne trascritto e conservato nei conventi di Cambrai e Parigi delle monache benedettine inglesi in esilio nella metà del XVII secolo.Tutti i manoscritti del Testo Lungo sono stati pubblicati dalla Sorella Anna Maria Reynolds, C.P. e Julia Bolton Holloway nell'edizione del 2001 del loro libro (Firenze, SISMEL Edizioni del Galluzzo).

La prima edizione stampata delle Rivelazioni fu pubblicata dal monaco benedettino Serenus de Cressy nel 1670, e venne ristampata nel 1843, nel 1864 e nel 1902. L'interesse per il testo aumentò con la pubblicazione nel 1877 di una nuova edizione del Testo Lungo da parte di Henry Collins. Importante fu la pubblicazione nel 1901 della versione in lingua inglese moderna a cura di Grace Warrack, con la sua "introduzione colta e favorevole", che fece conoscere gli scritti di Giuliana a molti lettori del ventesimo secolo.Crampton, 1993 p. 18 In seguito a quest'ultima edizione, la conoscenza di Giuliana si diffuse rapidamente ed ella divenne oggetto di studio e discussione. Negli ultimi quarant'anni sono state pubblicate molte edizioni, tradotte in francese, tedesco, italiano, finlandese, norvegese, svedese, danese, olandese, catalano, greco e russo.

Le Rivelazioni sono ormai celebri sia per il Cattolicesimo che per l'Anglicanesimo a causa della chiarezza e della profondità delle visioni di Dio di Giuliana. Giuliana di Norwich è ora riconosciuta come una delle maggiori mistiche dell'Inghilterra.Pelphrey, B. Christ Our Mother: Julian of Norwich, Michael Glazier Inc., 1989 pg. 14

I manoscritti della Norwich sono i più antichi testi in lingua inglese redatti da una donna.

Teologia

Giuliana di Norwich visse in un'epoca agitata e piena di tumulti, ma la sua teologia è ottimistica; parla dell'amore di Dio in termini di gioia e compassione in opposizione alla legge e al dovere. Per Giuliana, la sofferenza non è una punizione inflitta da Dio, ma uno strumento che egli usa per attirarci più vicino a lui. Questa concezione è assai differente dalla visione prevalente del suo tempo, che vedeva calamità come la peste nera come un castigo divino. Giuliana suggerisce invece una concezione di Dio improntata alla misericordia, che per alcuni inclina verso la salvezza universale. Infatti, a causa delle sue affermazioni che oltre la realtà del fuoco dell'Inferno esiste un più grande mistero dell'amore di Dio, si è fatto riferimento a lei anche come ad una proto-universalista.John Hick, The Fifth Dimension: An Exploration of the Spiritual Realm, Oxford, One World, 2004.

Benché le visioni di Giuliana fossero inusuali, le autorità civili ed ecclesiastiche non intrapresero azioni contro di lei, forse a causa del suo essere un'eremita. La mancanza di riferimenti ai suoi scritti durante la sua vita potrebbe indicare che essi non erano giudicati degni di essere confutati, considerato anche che era una donna e scriveva nella lingua volgare del tempo.

La sua teologia è fondamentalmente unica e particolare in tre aspetti: la sua concezione del peccato; la sua convinzione che Dio ama tutti e non prova collera verso nessuno; e il suo vedere Dio, oltre che come Padre, anche come Madre.

Il suo più conosciuto ed importante detto è:

Esso è anche uno dei versi più famosi nella teologia cattolica e una delle frasi più conosciute della sua epoca.

Più avanti il concetto è spiegato più ampiamente:

Giuliana dà un'interpretazione di questa frase, che lei definisce le cinque parole, intendendo nell'espressione "Io posso" la persona del Padre, in "sono in grado" il Figlio, in "voglio" lo Spirito Santo, in "Io compirò" l'intera Trinità divina; e dov'è detto "tu stessa vedrai", ella intende l'unità della natura umana che sarà salvata dall'amore di Dio e condotta al bene, interamente.