La bauta o bautta è un costume tradizionale veneziano composto da una mantellina, un'apposita mascherina e, a volte, un tricorno; oggigiorno, la parola bauta viene anche usata per indicare la mantellina e la maschera.

Etimologia

La parola veneziana bautta che dà il nome al completo significa "spavento" e "paura". L'origine di tale parola è controversa: secondo alcuni potrebbe derivare da behüte, parola tedesca traducibile in "preservare"/"proteggere". Altri sostengono che potrebbe provenire da "bacucco" e "baucco" e ancora "bau-bao".

Storia La bauta si diffuse nella città lagunare tra il XV ed il XVI secolo e divenne particolarmente di voga nel Settecento. Il completo veniva utilizzato non solo durante il carnevale come capitava per le altre maschere, ma durante tutto l'anno per recarsi nei locali pubblici e per paura di aggressioni durante gli spostamenti. : anche nei giorni di San Marco e dell'Ascensione, per l'elezione di dogi e procuratori, quando le altre maschere erano bandite.

Le baute appaiono nelle opere pittoriche di Pietro Longhi (1701-1785) e Francesco Guardi (1712-1793).

Descrizione La bauta era un completo, indossato da persone di entrambi i sessi, composto da un mantello con cappuccio, in merletto, velluto o seta bordata di merletto, una maschera. Se la bauta femminile comprendeva un mantello corto di pizzo detto zendale (o zendaletto), quella maschile era composta da un più pesante tabarro e un tricorno. La maschera, anch'essa detta "bauta" o larva ("fantasma" in dialetto veneziano), era tipicamente bianca, in seta, velluto, stoffa, cartone verniciato o cartapesta, e permetteva anche di bere e mangiare, senza essere tolta, questo per mantenere il totale anonimato. Aveva inoltre un labbro superiore deformato ed allungato che consentiva all'indossatore di alterare la sua voce per non farsi riconoscere.

Note

Voci correlate Moretta (maschera)

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