Biografia Barthélemy Adoukonou nacque il 24 agosto 1942 ad Abomey, dipartimento di Zou e vicariato apostolico di Ouidah (oggi nella diocesi di Abomey), nella parte meridionale dell'allora colonia francese del Dahomey (oggi Repubblica del Benin); era discendente di una famiglia reale della sua città natale.
Formazione e lavoro accademico Dopo che ebbe ricevuto l'istruzione primaria, sentendo maturare una precoce vocazione al sacerdozio, ricevette quindi la formazione secondaria nei seminari di Abomey e Bohicon; in seguito si trasferì a Roma, in Italia, dove frequentò la Pontificia università urbaniana per gli studi di filosofia e teologia. Al termine del percorso, ricevette l'ordinazione sacerdotale il 16 dicembre 1966, nella basilica di San Pietro in Vaticano, per imposizione delle mani del cardinale Krikor Bedros XV Aghagianian, prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; si incardinò come presbitero della diocesi di Abomey. Tra gli altri seminaristi, insieme a lui fu ordinato anche il futuro cardinale George Pell. Si incardinò nel clero della diocesi di Abomey.
Nel 1967 fu nominato docente presso il Seminario minore "Santa Giovanna d'Arco" di Ouidah, divenendo poi cappellano e docente allo Aufiais College di Cotonou nel 1968 ed infine vicario parrocchiale nella parrocchia "San Francesco d'Assisi" a Bohicon nel 1970, dove rimase per un anno. Nel 1971 cominciò il percorso post laurea prima in Francia, dove studiò sociologia della religione a Parigi, e poi in Germania, dove proseguì la formazione in teologia all'Università di Ratisbona; qui la discussione della sua tesi di dottorato fu anticipata dal giugno al marzo del 1977 perché il suo relatore, il professor Joseph Ratzinger, era stato appena promosso arcivescovo metropolita di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI.
Lo stesso anno rientrò in patria, dove nei setti anni seguenti ricoprì gli incarichi di rettore del Seminario minore "San Paolo" a Djimé, professore missionario presso l'Università dell'Africa Occidentale ad Abidjan, in Costa d'Avorio, docente di metodologia della ricerca nelle scienze umane e sociali presso l'Università dello Stato ad Abomey-Calavi e presso il Seminario maggiore "San Gallo" a Ouidah. Nel 1984 si trasferì nuovamente nella capitale francese per studiare all'Università di Parigi-Cartesio, dove conseguì il dottorato di Stato, lettere e scienze umane quattro anni dopo. Tornato in Africa, dal 1988 al 1999 fu rettore del Seminario propedeutico del Benin ad Akpro-Missérété, vicino alla capitale Porto-Novo. Fu poi, per quattro mandati, segretario generale della Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale francofona (CERAO) e dell'Associazione delle conferenze episcopali dell'Africa occidentale anglofona (AECAWA) finché non furono entrambe soppresse il 1º settembre 2009 per dare origine alla Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale.
Servizio nella Curia romana In ambito della Curia romana fu consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani e membro della Commissione teologica internazionale per un primo mandato dal 1982 al 1987 e poi per un secondo mandato conclusosi nel 1997, lavorando a stretto contatto con il cardinale Ratzinger. In seguito succedette al francese Bernard Ardura come consultore della Congregazione delle cause dei santi, divenendo responsabile della postulazione per la causa di canonizzazione di diverse figure del cattolicesimo francese come Robert Schuman e Claire de Castelbajac.
Dal 4 al 25 ottobre 2009 prese parte come esperto alla II assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei vescovi, svoltosi nella Città del Vaticano, con tema La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. "Voi siete il sale della terra ... Voi siete la luce del mondo" (Mt 5, 13.14).
Il 3 dicembre dello stesso anno papa Benedetto XVI lo nominò segretario del Pontificio consiglio della cultura; succedette a padre Ardura, contestualmente nominato presidente del Pontificio comitato di scienze storiche. Il presidente del dicastero Gianfranco Ravasi, rivolgendosi al pontefice, aveva suggerito l'eventuale aggiunta di una figura proveniente dall'Africa per assisterlo, anche per via dell'eccessiva italianizzazione della Curia; il papa colse l'occasione affermando di avere un candidato, dando il nome di Adoukonou a Ravasi.
Fu il primo africano a ricoprire questo ufficio ed il quinto nominato in Curia romana dal pontefice tedesco, che aveva espresso il desiderio di una migliore rappresentazione dell'Africa all'interno della Chiesa cattolica per bocca del cardinale Tarcisio Bertone già all'assemblea speciale del Sinodo dei vescovi due mesi prima.
Ministero episcopale Il 10 settembre 2011 papa Benedetto XVI lo elevò alla dignità episcopale assegnandogli la sede titolare di Zama Minore. Ricevette la consacrazione episcopale l'8 ottobre seguente, nella basilica di San Pietro in Vaticano, per imposizione delle mani del cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., segretario di Stato di Sua Santità, ebbe come co-consacranti il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, e Giuseppe Bertello, presidente designato del Governatorato e della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano nonché futuro cardinale; insieme a lui, fu ordinato vescovo anche Giuseppe Sciacca.
Due giorni dopo, il 10 ottobre, insieme al vescovo Sciacca ed ai rispettivi familiari, fu ricevuto in udienza dal pontefice, che il 29 dicembre successivo lo nominò anche membro del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali per un mandato di un quinquennio.
Adoukonou fu anche membro del Ratzinger Schülerkreis, un gruppo informale composto da ex allievi del professor Ratzinger, e come tale partecipò alla riunione annuale del dicembre 2011, in cui si discusse della nuova evangelizzazione.
Il 29 marzo 2014 papa Francesco lo confermò nel suo incarico di segretario del Pontificio consiglio della cultura. Il 7 aprile dello stesso anno tenne uno degli interventi durante la conferenza stampa di presentazione del Convegno "La Chiesa in Africa dal Concilio Vaticano II al Terzo Millennio. Omaggio dell'Africa ai Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II"; svoltasi alla Pontificia università urbaniana dal 24 al 25 aprile seguenti, l'incontro riunì vescovi, sacerdoti, teologi, studiosi e personalità della cultura africana per un bilancio sulla realizzazione del Concilio Vaticano II nel Continente Africano.
L'11 aprile 2015 ricevette una copia della bolla d'indizione del Giubileo straordinario della misericordia in rappresentanza dell'Africa durante la celebrazione dei primi Vespri della seconda domenica di Pasqua.
Il 24 agosto 2017 papa Francesco accettò la sua rinuncia dall'incarico di segretario del Pontificio consiglio della cultura per raggiunti limiti d'età, ai sensi dell'art. 5 § 2 della costituzione apostolica Pastor Bonus, divenendone segretario emerito il giorno del suo settantacinquesimo compleanno; il 28 ottobre successivo gli succedette Paul Tighe, fino ad allora segretario aggiunto del medesimo dicastero. Il 23 settembre dello stesso anno fu ricevuto in udienza dal papa. In seguito tornò in Benin dove assunse la direzione di un istituto di antropologia, il Laboratoire d'anthropologie du sage intellectuel communautaire.
Oltre al nativo francese, parlava anche italiano e tedesco.
Morì il 27 ottobre 2025 a Cotonou all'età di 83 anni. Le esequie si tennero il 3 novembre alle ore 10 nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo ad Abomey e furono presiedute da monsignor Eugène Cyrille Houndékon, vescovo di Abomey. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno fu sepolto nella nuova cappella del seminario "San Paolo" di Djimé.
Posizioni morali Difesa della cultura africana Mons. Adoukonou era un forte sostenitore del ruolo dell'Africa all'interno della Chiesa cattolica. Fondò di "Sillon Noir", un movimento di riflessione sulla diffusione della cultura che si basa sugli "intellettuali della comunità". Nel 1970 affermò la sua volontà di cooperare alla diffusione della cultura e di scoprire la necessità di recuperare tutto ciò che era sacro nelle culture africane, tra cui il anche il vudù; in primo luogo frainteso, riuscì ad attirare alcuni professori universitari attorno alle sue idee grazie alla traduzione della prima settimana degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola in lingua locale, il "suo" per i cristiani. Essa sostiene che la teologia africana deve provenire dalla sua antropologia.
In un'intervista con Gianluca Buccini, pubblicata dall'Osservatore Romano, il quotidiano giornaliero della Santa Sede, il 26 febbraio 2010, Adoukonou dichiarò:
Educazione sessuale Sulle strategie contro l'AIDS, la Catholic Documentation Information International pubblicò la notizia che nel marzo 2009 Adoukonou aveva firmato un documento insieme al cardinale Théodore-Adrien Sarr, presidente della Conferenza Episcopale Regionale dell'Africa Occidentale, nel quale si affermava che: "È un crimine contro l'umanità privare i bambini, gli adolescenti e i giovani della formazione necessaria per la loro mente a padroneggiare il corpo e le sue pulsioni che si chiama educazione sessuale. In questo senso, la pubblicità per la distribuzione di profilattici potrebbe benissimo non essere altro che l'irresponsabilità e un crimine contro l'umanità".
Il rapporto con Joseph Ratzinger Alla fine degli anni '70, il futuro vescovo Adoukonou si trasferì all'Università di Ratisbona, in Germania, dove conobbe il professor Joseph Ratzinger. Come già citato, il futuro papa ha apprezzato molto le sue doti al punto tale di consegnare alcuni suoi scritti a papa Paolo VI. Inoltre, i due furono stretti collaboratori nella Commissione teologica internazionale, di cui il porporato tedesco era presidente. Dopo la morte di papa Giovanni Paolo II, quando il cardinale tedesco venne eletto pontefice nel conclave del 2005, Adoukonou fu molto felice di questa scelta e si congratulò con lui, descrivendolo come un "teologo geniale, che non leggeva la lezione che aveva preparato dalla sua scrivania, ma sembrava leggerla nel cielo. Aveva una profonda visione panoramica storica e sintetica come si addice a un tedesco e anche chiara, specifica per un latino. Il cristocentrismo del suo pensiero mi ha incantato".
Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Cardinale Enrique Enríquez Arcivescovo Manuel Quintano Bonifaz Cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda Cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj Papa Pio VIII Papa Pio IX Cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst Arcivescovo Salvatore Magnasco Cardinale Gaetano Alimonda Cardinale Agostino Richelmy Vescovo Giuseppe Castelli Vescovo Gaudenzio Binaschi Arcivescovo Albino Mensa Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B. Vescovo Barthélemy Adoukonou
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Membri della Commissione teologica internazionale