Santa Maria Capua Vetere (Santa Maria 'e Capua in dialetto locale; Santa Maria Maggiore fino al 1862) è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta, in Campania.
Sorge esattamente sulle rovine dell'antica Capua, come attestato dai numerosi monumenti dell'epoca romana – su tutti l'Anfiteatro campano, secondo per grandezza soltanto al Colosseo – nonché dall'etimologia dell'odierno toponimo.
Dopo gli antichi fasti, la città mutò in un borgo contadino con il nome di Villa Santa Maria Maggiore (Villa Sanctae Mariae Maioris) ed entrò a far parte della universitas capuana. Con la creazione dei comuni sotto Gioacchino Murat, i casali di Santa Maria Maggiore – nota come Santa Maria di Capua – e Sant'Angelo in Formis confluirono nel comune di Capua.
Nel 1806 la frazione fu eretta a comune a sé stante e denominata Santa Maria Maggiore; fu solo dopo l'unità d'Italia, nel 1862, che la città assunse il nome attuale, per evitare equivoci con il comune omonimo del Piemonte.
La città è riparata dal monte Tifata e si trova a poca distanza da una grande ansa del fiume Volturno. Il territorio è particolarmente fertile tanto che i Romani lo consideravano felix. Nel tempo alle attività agricole si sono affiancate molte industrie (ormai in gran parte dismesse).
Geografia fisica
Territorio Santa Maria Capua Vetere è situata nella pianura campana, nella porzione settentrionale della Terra di Lavoro, a sud del fiume Volturno e dei Monti Tifatini e a nord del sistema dei Regi Lagni. Il territorio comunale è prevalentemente pianeggiante.
Il centro abitato si trova a un'altitudine di s.l.m.; nel territorio comunale le quote variano approssimativamente fra e s.l.m. Il Comune indica per il capoluogo una quota di s.l.m.
Dal punto di vista sismico il territorio comunale è classificato in zona 2, corrispondente a un livello di sismicità media.
Clima Per la vicinanza geografica, i dati climatici della stazione meteorologica di Caserta possono essere utilizzati come riferimento per l'area della pianura casertana, pur non costituendo rilevazioni effettuate direttamente nel territorio comunale di Santa Maria Capua Vetere.
Le medie climatiche storiche della stazione di Caserta mostrano estati calde e inverni miti: le temperature massime medie mensili variano da circa 12,6 °C in gennaio a 31,5 °C in luglio, mentre le minime medie passano da circa 6,6 °C in gennaio a 21,2 °C in luglio e agosto.
Le precipitazioni presentano un minimo estivo e valori più elevati nei mesi autunnali; nei dati storici della stazione di Caserta il valore medio mensile varia da circa 19 mm in luglio a circa 136 mm in novembre.
Ai fini della regolamentazione degli impianti termici Santa Maria Capua Vetere appartiene alla zona climatica C, con gradi giorno.
Origini del nome Il toponimo di Santa Maria Capua Vetere è stato stabilito nel 1862 dal R.D. 24 agosto 1862, n. 802. Esso è composto di due parti.
La prima parte (Santa Maria) si riferisce alla denominazione che il centro abitato ebbe dal 1315 di Villa Santa Maria Maggiore (Villa Sanctae Mariae Maioris in latino). Esso derivava a sua volta dal nome dell'omonima chiesa di Santa Maria Maggiore che, a seguito delle invasioni barbariche che distrussero l'antica Capua, rappresentò il fulcro da cui partì la ricostruzione del nuovo centro abitato.
La seconda parte (Capua Vetere) fa invece riferimento alla antica città di Capua che insisteva territorialmente proprio dove nel ventunesimo secolo sorge Santa Maria Capua Vetere. L'aggettivo "Vetere" deriva da "Vetus, veteris", aggettivo latino della seconda classe ad una uscita che significa "antico", dunque "Capua Antica". Si usò il suddetto aggettivo anche per diversificare la città dalla nuova Capua.
Storia
Sul territorio cittadino sorgeva la antica Capua, chiamata altera Roma (l'altra Roma) da Cicerone nel I secolo a.C. Le sue origini si devono probabilmente alla fusione di precedenti villaggi della cultura villanoviana. Fu in seguito città osca ed etrusca. Colpita dalle incursioni dei Vandali, venne saccheggiata nell'841 dai Saraceni. Gli abitanti superstiti che non fuggirono nella Capua odierna usarono l'Anfiteatro campano come rifugio durante il Medioevo e l'abitato moderno rinacque dal XII secolo a partire da tre casali sorti nei pressi delle basiliche cristiane di Santa Maria Maggiore o dei Surechi, di San Pietro in Corpo e di Sant'Erasmo in Capitolio.
La "Capua" antica
L'estensione della città antica era stata fissata al perimetro delle mura ricostruito nel XX secolo dagli archeologi Heurgon e Beloch, mentre il ritrovamento di un complesso edilizio nell'ottobre del 2004 presso il macello comunale (antica masseria dei Vetta) ha rimesso in discussione il tracciato delle mura nel vecchio "fondo Tirone", confermando invece la descrizione fatta da Giacomo Rucca alla fine dell'Ottocento.
La Capua antica fu anche il luogo in cui ebbe origine la rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco: vi esisteva infatti un'importante scuola dei gladiatori legata all'Anfiteatro campano.
La tradizione racconta che san Pietro, diretto a Roma e proveniente da Antiochia, dopo una sosta a Napoli sarebbe arrivato a Capua dove avrebbe consacrato come vescovo Prisco (identificato dalla tradizione agiografica come uno dei 72 discepoli di Cristo e, forse, padrone del cenacolo di Gerusalemme). San Prisco sarebbe poi stato martirizzato nel 64 d.C.
A Capua si svolse il concilio mariano del 392Il XVI centenario del concilio venne celebrato con una visita di papa Giovanni Paolo II, il 24 maggio 1992.. Sant'Ambrogio definì la città portum tranqullitatis ("porto di tranquillità").
In una notte dell'anno 787 Carlo Magno sarebbe rimasto nella chiesa di Santa Maria Maggiore, poiché aveva deciso di punire Arechi II principe di Benevento, colpevole di ribellione, il quale sarebbe stato salvato per intercessione del vescovo di Capua e dei vescovi delle vicine diocesi.
Nell'841, in seguito alla quasi totale distruzione della città da parte dei mercenari saraceni assoldati dal principe di Benevento Radelchi, la popolazione superstite si raccolse intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore ed all'Anfiteatro campano, riutilizzato come fortezza e chiamato Berelais.Il termine è rimasto nella toponomastica di "piazza Berolasi", il nome originario della piazza antistante l'anfiteatro, poi "piazza 1º ottobre 1860" ed oggi chiamata piazza Adriano. La città di Capua venne invece rifondata sul sito dell'antica Casilinum dai locali signori longobardi nell'856.
Dal Medioevo all'unità d'Italia Fino al 1806, quando fu eretta in comune autonomo con il nome di Villa Santa Maria Maggiore, fu una frazione di Capua.
L'abitato era costituito da un borgo contadino sviluppatosi nei pressi della chiesa di Santa Maria Maggiore, da qui la denominazione "Santa Maria Maggiore".
Con il periodo angioino il casale di Santa Maria Maggiore cominciò ad acquistare una certa preminenza rispetto ad altri casali di Capua: vi nacque nel 1277 il re di Napoli Roberto d'Angiò, detto il Saggio e fu battezzato l'anno dopo nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Nel Settecento la città antica fu meta di viaggiatori e per la costruzione della vicina reggia di Caserta vi si stabilirono diverse famiglie nobili, dando luogo ad uno sviluppo economico e sociale.
Nell'Ottocento la città vide una importante opera di ampliamento e di trasformazione. Il vecchio assetto urbanistico del centro fu trasformato dall'ampliamento di strade e dalla realizzazione di importanti edifici pubblici. Nel 1810 fu realizzato il tribunale criminale. Nel corso del secolo furono realizzati la Chiesa degli Angeli Custodi, il palazzo della Pretura e delle Poste, la Villa Comunale (1905), le piazze, il liceo classico Cneo Nevio nel 1865 e la scuola "Principe di Piemonte" nel 1878. Tutte strutture realizzate in stile Liberty. L'opera di trasformazione della centro città si concluse a fine ottocento con l'ampliamento del Corso Garibaldi grazie al nuovo tratto del Corso Ugo de Carolis e poi la realizzazione del Teatro Garibaldi nel 1896.
Il 1º ottobre del 1860 si svolse alla porte della città la battaglia del Volturno tra borbonici e garibaldini.
Il rivoluzionario Errico Malatesta, teorico del movimento anarchico, era originario di S.M. Capua Vetere, da dove organizzò la Banda del Matese che fu protagonista dei Moti del Matese, una delle prime esperienze di rivoluzione sociale in Italia.
Il 30 settembre 1862 la città assunse il nome di Santa Maria Capua Vetere per rimarcare il legame storico-geografico con l'antica città di Capua.
Dal XX secolo ad oggi Dal XX secolo in poi la cittadina è passata da un'economia agricola gestita da una borghesia agraria ad un'economia post-industriale.
Durante la seconda guerra mondiale, la città subì almeno 10 tra incursioni e bombardamenti aerei. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, i tedeschi circondarono la caserma del X Reggimento Genio di Santa Maria Capua Vetere, ma nessuno dei militi italiani si offrì di combattere con loro e così vennero trasferiti nel campo di concentramento di Dachau. La città venne liberata dagli inglesi il 5 ottobre 1943. Tra civili uccisi dai tedeschi in fuga e vittime dei disordini di quei giorni, si contarono 17 vittime civili, tra cui Carlo Santagata. Durante il 1944, gli alleati condannarono a morte e fucilarono 11 "repubblichini" in una cava a Sant'Angelo in Formis o dietro il Cimitero di Santa Maria Capua Vetere. Il monumento in Villa Comunale riporta 119 caduti sammaritani vittime della seconda guerra mondiale.
In occasione del XVI centenario del Concilio Plenario Capuano (391-392), domenica 24 maggio 1992, papa Giovanni Paolo II ha fatto visita all'arcidiocesi di Capua, recandosi nel pomeriggio nella città sammaritana. La prima tappa del pontefice è stata presso lo stabilimento della Siemens che dava lavoro a migliaia di famiglie del posto. Successivamente ha tenuto discorsi con i giovani della comunità presso l'Anfiteatro Campano, per concludere la visita pastorale presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove ha celebrato la funzione religiosa.
La cittadina si è estesa nell'arco degli anni prima verso nord (direzione Sant'Angelo in Formis) e quindi verso sud (direzione Teverola, principalmente nella zona di Sant'Andrea dei Lagni) e relativamente meno nella direzione est-ovest, contribuendo a rendere un'unica conurbazione il percorso Capua - Caserta, attraversato dall'antica via Appia (nel ventunesimo secolo strada statale 7), nonché dalla ferrovia Roma-Cassino-Napoli. Nei pressi corre l'autostrada A1 Milano-Napoli, accessibile tramite il casello di Santa Maria Capua Vetere che è direttamente collegato con la statale della Reggia.
Simboli
Stemma
Lo stemma è stato concesso con regio decreto di re Umberto I del 24 giugno 1888. È di colore rosso, con una croce, sormontata da una corona, sotto la quale una fascia d'oro riporta le iniziali O.P.Q.C., sigla di ("Ordine E Popolo Campano" in latino). La sigla O.P.Q.C. fu scelta dopo una annosa disputa con l'odierna città di Capua sull'utilizzo della sigla S.P.Q.C. (Senatus PopulusQue Capuarum) appartenente all'antica Capua, avendo Capua, come Roma, anche essa un Senato. Quest'ultima sigla fu assegnata alla Capua moderna pertanto Santa Maria Capua Vetere scelse l'altra sigla. La croce simboleggia, invece, il forte legame storico con il nucleo originario cittadino intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore, che dava anche precedentemente nome a tale paese.
Gonfalone Il gonfalone, come da statuto cittadino, «è un drappo di colore rosso ornato di ricami in oro e caricato dello stemma del Comune, ai cui lati sono posti un ramo di ulivo e un ramo di alloro intrecciati alla base, e reca in alto la dicitura in oro ».
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare d'azzurro, caricato al centro dello stemma cittadino, sovrastato dalla denominazione istituzionale centrata e in caratteri latini grigi.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose