Separatasi dal marito nel giorno stesso del matrimonio, rimase vedova qualche anno più tardi, nel 1905. Iniziò a esibirsi nei primi anni Dieci nelle piazze della Sardegna, viaggiando a bordo di un calesse e armata di pistola. Nel 1914 a Padria, durante una sua esibizione, venne notata da Antonio Giuseppe Sechi, un signore benestante del luogo. Sechi se ne innamorò e abbandonò la propria moglie per fuggire con la "cantadora".

Era conosciuta anche per i suoi cavalli da corsa, che faceva partecipare alle principali gare dell'isola.

Personalità affascinante e misteriosa, fu descritta dal musicologo Gavino Gabriel come un "vulcano di passioni che ha sconvolto cuori e famiglie" e che dal suo canto traeva "un potere di dominio che piegava ogni volontà", con una voce che le dava "una strana personalità di fattucchiera e di dea".

Purtroppo non esistono registrazioni della sua voce e a oggi non è stata trovata nessuna fotografia che la ritragga.

Nel suo paese natale le è stata dedicata la Biblioteca Comunale.

Note

Bibliografia Giovanni Perria , La Gara a Chitarra e i suoi protagonisti: profilo storico-politico, Domus de Janas, Selargius, 2006.

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