La battaglia di Québec del 31 dicembre 1775 venne combattuta durante l'invasione del Canada nella guerra d'indipendenza americana. Lo scontro avvenne tra l'Esercito continentale e il British Army a difesa della città di Québec. La battaglia fu la prima importante sconfitta americana della guerra, subita con pesanti perdite. Il generale Richard Montgomery rimase ucciso, Benedict Arnold fu ferito e Daniel Morgan, assieme a più di 400 uomini furono fatti prigionieri dagli inglesi. La guarnigione della città, un assortimento di truppe regolari e miliziani, guidata dal governatore della provincia del Québec e generale Guy Carleton, subì pochissime perdite.
L'esercito di Montgomery aveva catturato Montréal il 13 novembre e ad inizio dicembre si era riunito con la forza armata guidata da Arnold, i cui uomini avevano affrontato un duro viaggio nel territorio, all'epoca selvaggio, del New England. Il governatore Carleton aveva lasciato Montréal per Québec, che ora era il nuovo obiettivo degli americani, dove da poco erano giunti dei rinforzi per difendere la città. Sapendo che la scadenza dei contratti di arruolamento avrebbe ridotto il numero dei suoi uomini, Montgomery decise di eseguire un attacco a fine anno. Il piano prevedeva di dividere le forze di Arnold e di Montgomery per poi farle convergere nei sobborghi della città prima di penetrare attraverso le mura della città alta. Tuttavia le forze di Montgomery ripiegarono non appena quest'ultimo fu ucciso da un colpo di cannone ad inizio battaglia; gli uomini di Arnold invece riuscirono a penetrare nella città, ma Arnold stesso venne ferito mentre Morgan e i suoi furono circondati e dovettero arrendersi. Arnold rimase al comando dell'inefficace assedio fino a primavera, quando giunsero i rinforzi britannici.
Durante la battaglia e l'assedio che seguì, i canadesi di lingua francese ebbero un ruolo attivo in entrambi gli schieramenti. Alcuni fornirono agli americani rifornimenti e supporto logistico mentre altri si arruolarono nella milizia francese. Quando gli americani si ritirarono, alcuni canadesi li seguirono mentre quelli che restarono, e che avevano aiutato i ribelli, furono puniti dai britannici.
Gli antefatti
Poco tempo dopo lo scoppio della guerra d'indipendenza americana, nell'aprile 1775, un numeroso contingente, guidato da Ethan Allen e Benedict Arnold, catturarono il forte Ticonderoga, il 10 maggio, un punto strategico chiave al confine con il Canada. Arnold subito dopo si diresse a nord e attaccò il forte Saint-Jean, non lontano da Montréal, mettendo in allarme gli inglesi nella regione. Queste azioni spinsero sia britannici che americani a ipotizzare una possibile invasione della Provincia del Québec. Dopo un'iniziale bocciatura dell'idea, il Secondo Congresso Continentale autorizzò l'Esercito continentale, nella fattispecie il suo comandante del settore settentrionale, il generale Philip Schuyler, ad invadere il Canada se lo avesse creduto necessario. Come parte di una propaganda offensiva americana, diverse lettere dal Congresso e dalla Assemblea Provinciale di New York furono fatte circolare per tutta la provincia, nelle quali si prometteva la liberazione dal governo oppressore inglese. Benedict Arnold convinse George Washington ad autorizzare una seconda spedizione, guidata proprio da Arnold, attraverso il territorio selvaggio che oggi comprende lo stato del Maine diretta a Québec, capoluogo della regione.
L'Esercito continentale cominciò a marciare attraverso il Québec nel settembre 1775. Il suo obiettivo, come affermato dal generale Schuyler, era di "respingere, se possibile, le truppe della Gran Bretagna" che "sotto ordine di un ministro dispotico... mirano a sottoporre i loro concittadini e fratelli al giogo di una dura schiavitù." Il generale Montgomery guidò le sue forze da Ticonderoga e Crown Point, lungo il Lago Champlain, assediò con successo il forte Saint-Jean e infine catturò Montréal il 13 novembre. Arnold, nel frattempo, guidò 1 100 uomini da Cambridge, in Massachusetts, attraverso il New England diretti in Québec, partendo poco dopo che Montgomery avanzasse dal forte Ticonderoga.
Dall'avanzata americana nel Québec tutti si aspettavano che la maggioranza della popolazione, francese e cattolica, si sarebbero ribellati al dominio britannico. Sin da quando gli inglesi avevano preso il controllo della provincia, durante la guerra franco-indiana, vi erano state diverse difficoltà e dissapori tra i francesi cattolici e gli inglesi protestanti che ora avevano ruoli amministrativi e militari. Tuttavia queste tensioni furono allentate dal Quebec Act del 1774, che restituiva la terra molti dei diritti civili ai canadesi, un Atto condannato poi da tutte e tredici le colonie americane ribellatesi. La maggior parte degli abitanti francesi del Québec scelsero di non schierarsi durante la campagna americana, soprattutto perché avevano ormai accettato il dominio inglese che comunque concedeva loro di professare il cattolicesimo e di preservare la cultura francese.
I preparativi britannici La difesa della provincia
Il generale Carleton cominciò ad organizzare la difesa della provincia non appena seppe del raid di Arnold al forte Saint-Jean. Concentrò quindi il grosso delle sue forze a Saint-Jean stesso mentre lasciò delle piccole guarnigioni di soldati regolari a Montréal e Québec. Carleton, in seguito, seguì attentamente i progressi dell'invasione americana del Canada, ricevendo occasionalmente delle comunicazioni intercettate tra Montgomery ed Arnold. Il tenente governatore Hector Cramahé, a comando delle difese di Québec mentre Carleton era a Montréal, organizzò una milizia che contava diverse centinaia di uomini entro settembre. Pessimisticamente riteneva però che di essi non ci si poteva fidare troppo poiché riteneva che solo la metà di loro era affidabile. Cramahé inoltrò poi diverse richieste di rinforzi militari a Boston ma nessuna di queste ebbe esito positivo. Diverse navi da trasporto erano andate fuori rotta e finite a New York e l'ammiraglio britannico Samuel Graves, comandante della flotta a Boston, si era rifiutato di far salpare altre navi per il Québec, poiché l'imminente inverno avrebbe chiuso il fiume San Lorenzo.
Quando, il 3 novembre, giunsero conferme che la spedizione di Arnold aveva avuto successo e che i suoi uomini si stavano avvicinando alla città, Cramahé allarmò la guardia della città e diede ordine che tutte le imbarcazioni fossero rimosse dalla sponda meridionale del San Lorenzo perché il nemico non le utilizzasse. La notizia spinse altri uomini ad arruolarsi nella milizia, aumentandone così il totale a forse più di 1 200 uomini. Sempre il 3 novembre, giunsero due navi, seguite da una terza il giorno seguente, con a bordo i volontari della milizia dall'Isola di St. John e dal Terranova, per un totale di 120 uomini. Un piccolo convoglio, guidato dall'HMS Lizard, giunse quel giorno portando con sé un gruppo di Marine che si unirono alla difesa della città.
Il 10 novembre, il tenente colonnello Allen Maclean giunse con 200 uomini dell'84º Reggimento Fanti Royal Highland Emigrants. Essi avevano intercettato delle comunicazioni americane tra Arnold e Montgomery presso Trois-Rivières e, preoccupati, si affrettarono a raggiungere Québec per aiutare le difese. L'arrivo di quest'unità esperta fece salire di molto il morale dei miliziani mentre Maclean prese subito il comando delle difese.
L'arrivo di Carleton in Québec In seguito alla caduta del forte Saint-Jean, Carleton abbandonò Montréal e fece ritorno a Québec in nave, sfuggendo per poco alla cattura. Dopo il suo arrivo il 19 novembre, prese immediatamente il comando e, tre giorni dopo, emise un proclama secondo cui ogni uomo fisicamente abile in città che non avesse preso parte alla milizia sarebbe stato considerato una spia o un ribelle e trattenuto come tale. A coloro che non avevano intenzione di arruolarsi furono dati quattro giorni per abbandonare la città. Circa 500 abitanti, di cui 200 britannici e 300 canadesi, si unirono alla milizia.
L'arrivo di Arnold in Québec
Gli uomini scelti da Arnold erano tutti volontari del New England in servizio durante l'assedio di Boston. Gli uomini furono inquadrati in due battaglioni mentre un terzo era composto da fucilieri della Pennsylvania e della Virginia, al comando del tenente colonnello Daniel Morgan. Il viaggio lungo la campagna del Maine fu lunga e difficoltosa, causando la morte o al ripiegamento di circa 500 dei 1 100 uomini partiti. Tra quelli tornati indietro vi era uno dei battaglioni del New England che portò con sé molte delle provvigioni rimaste, cosicché gli uomini che continuarono raggiunsero i primi insediamenti francesi privi di cibo. Il 9 novembre, i 600 sopravvissuti della lunga marcia giunsero a Lévis, sulla sponda meridionale del San Lorenzo. Nonostante la condizione delle sue truppe, Arnold cominciò immediatamente ad attraversare il fiume nella notte del 10 novembre, ma una tempesta critardò la loro marcia di tre giorni. Una volta dall'altra parte, Arnold portò le sue truppe nella Piana di Abramo, circa 2 km dalla città.
Questi uomini tuttavia erano mal equipaggiati e non avevano artiglieria, ogni uomo possedeva solo cinque cartucce e più di cento moschetti erano inservibili. Nonostante gli assedianti fossero in inferiorità numerica due a uno, Arnold chiese la resa della città ma i britannici si rifiutarono. Arnold concluse di non poter prenderla con la forza, così mise sotto assedio il fianco occidentale della città. Il 18 novembre, gli assedianti udirono voci, poi rivelatesi false, che circa 800 britannici stavano per attaccarli, così Arnold decise di far ripiegare i suoi uomini trenta chilometri a monte del fiume, a Pointe-aux-Trembles, per attendere Montgomery, che nel frattempo aveva conquistato Montréal.
L'arrivo di Montgomery
Il 1º dicembre, Montgomery arrivò a Pointe-aux-Trembles. Con sé condusse circa 300 uomini del 1º, 2º e 3º Reggimento di New York, una compagnia d'artiglieria reclutata da John Lamb, circa 200 uomini reclutati da James Livingston per il 1º Reggimento canadese e altri 160 uomini guidati da Jacob Brown. A questi si aggiunsero pochi giorni dopo alcune compagnie inviate dal generale David Wooster, a cui Montgomery aveva affidato il comando di Montréal. L'artiglieria era composta da quattro cannoni e sei mortai e tra i rifornimenti portati vi erano anche equipaggiamenti invernali ottenuti con la cattura di alcune navi britanniche a Montréal. I due comandanti rapidamente si diressero verso Québec, mettendo sotto assedio la città il 6 dicembre. Montgomery inviò una lettera personale a Carleton, chiedendo la resa della città, impiegando una donna per trasmettere il messaggio. Carleton rifiutò l'offerta e bruciò la lettera senza leggerla. Montgomery ritentò dieci giorni dopo, con lo stesso risultato. Gli assedianti continuarono ad inviare messaggi, diretti principalmente alla popolazione della città, descrivendo la loro situazione senza speranza e cercando di convincerli che la loro situazione sarebbe migliorata se fossero passati alla causa americana.