L'espressione letteratura per ragazzi o letteratura per l'infanzia si riferisce a un vasto insieme di opere e generi letterari che, in qualche modo, si ritengono adatti per un pubblico di bambini o ragazzi. Si possono intendere come opere letterarie per ragazzi: opere pensate esplicitamente per la lettura da parte di ragazzi; opere giudicate adatte ai minori da parte di una autorità riconosciuta come competente (per esempio associazioni di genitori e insegnanti o giurie di premi internazionali del settore come il Premio Hans Christian Andersen); opere notoriamente apprezzate dai ragazzi.

Queste tre definizioni (che non sono le uniche possibili) sono correlate, ma non necessariamente equivalenti. Per esempio la valutazione da parte di autorità competenti prende tipicamente in esame i contenuti morali delle opere per rilevare messaggi potenzialmente diseducativi, valutazione evidentemente non univoca e potenzialmente in contrasto con le intenzioni degli autori. Opere come Il principe e il povero o Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, molto apprezzate dal pubblico dei più giovani, erano pensate per gli adulti; Alice nel Paese delle Meraviglie, al contrario, fu concepito come storia per bambini, ma viene generalmente considerato più adatto a un pubblico adulto.

L'insieme di tutti i testi pensati e pubblicati per un pubblico di bambini e ragazzi fa quindi riferimento a un insieme complesso, variegato e contraddittorio che rende difficile definire univocamente questa disciplina. Sono molte le strade che si possono percorrere per operare un discorso critico su questa letteratura. Essa è comunque da considerarsi come letteratura tout court, che, per essere compresa, ha bisogno di strumenti e conoscenze che si rifanno alla critica letteraria, alle conoscenze storiche, filologiche, pedagogiche e artistiche. Non sono necessari soltanto strumenti educativi e pedagogici per studiarla e comprenderla, ma è fondamentale un’impalcatura critica e artistica che la consideri come letteratura e arte a tutti gli effetti. La letteratura per l’infanzia abbraccia un panorama multidisciplinare da non considerarsi minoritario rispetto alla letteratura più in generale, spesso considerata come destinata esclusivamente agli adulti.

In Italia ha assunto particolare importanza il Premio Andersen che a partire dal 2001, anno della sua prima edizione, rappresenta una delle più importanti occasioni di fornire riconoscimenti sia ad autori italiani che stranieri nel campo della letteratura per ragazzi.

Nomenclatura e target demografico I confini tra la letteratura per ragazzi e quella per adulti sono sfumati e seguono la sensibilità storica e culturale del momento o la percezione personale del soggetto. Diversi romanzi concepiti per adulti sono diventati con il tempo classici della letteratura per l'infanzia. Al contrario, come per esempio nel caso di Harry Potter, si sono verificati casi in cui romanzi scritti per bambini abbiano goduto di un vasto successo tra gli adulti.

La letteratura per ragazzi viene indicata in modo alternativo anche come letteratura per l'infanzia, per bambini, giovanile o young adult sia come sinonimi sia che ci si stia riferendo a delle sottosezioni e a dei target demografici più precisi. Specialmente a partire dalla seconda metà degli anni novanta e nell'area anglosassone, si tende a suddividere la corrente in fasce di pubblico sempre più ristrette e ben definite. In ambito italiano è comune riferirsi al corpus destinato alla fascia di età prescolare e scolare come a "letteratura per l'infanzia" e ai libri intesi per un pubblico adolescenziale come "letteratura giovanile".

Generi Alcuni generi letterari si possono considerare intrinsecamente adatti ai ragazzi; vi compaiono certamente il romanzo o racconto educativo, la fiaba, la favola e la filastrocca. Altri sono considerati generalmente, ma non necessariamente, adatti ai ragazzi: un esempio sono i romanzi d'avventura. In linea di principio, tuttavia, la maggior parte dei generi letterari (dal romanzo di formazione, al romanzo storico, al fantasy e così via) possono essere reinterpretati nel contesto della letteratura per bambini, spesso attraverso una contaminazione di generi. Un esempio può essere il ciclo di Redwall di Brian Jacques, che utilizza molti elementi del genere fantasy (di scrittori come Tolkien o Terry Brooks, che sono più adatti a un pubblico adulto) in storie con animali del bosco come protagonisti (contaminazione con la fiaba o la favola). Un altro esempio è la serie Piccoli brividi di R. L. Stine, che riprende temi e ambientazioni del giallo e dell'horror. Questo fenomeno di contaminazione, sempre più frequente anche nelle nuove pubblicazioni, contribuisce a definire una serie di nuovi sottogeneri ("fantasy per ragazzi", "fantascienza per ragazzi", "horror per ragazzi") e così via.

Un concetto correlato è quello di adattamento per ragazzi, una rielaborazione per ragazzi di un testo per adulti (per esempio allo scopo di semplificarne il linguaggio o la trama): con questo mezzo si può riformulare un poema epico (per esempio lOdissea o la Divina Commedia) come romanzo di avventura. Intere collane di libri per ragazzi, come la serie de La Scala d'oro dell'UTET edita negli anni trenta del secolo scorso, si basavano su adattamenti di classici letterari. Si parla invece di adattamento a fumetti quando un testo letterario, per ragazzi o per adulti, viene trasposto nel linguaggio del fumetto.

Oltre all'adattamento si può fare riferimento alla riscrittura e alla riduzione; una riduzione è:

In ogni caso, le riscritture, gli adattamenti e le riduzioni, spesso destinate ai grandi classici della letteratura, per l'infanzia e non, sono da considerarsi come vero e proprio genere letterario, capace di continuare a dare voce e diffusione alle grandi opere, di salvare e dare nuova vita alle storie del passato.

La letteratura per bambini può essere divisa in cinque grandi categorie: Poesie; Albi illustrati; Letteratura popolare come fiabe, miti, leggende; Romanzi; Biografie e opere divulgative.

Poesie

Il primo contatto dei bambini con la letteratura è costituito dall'ascolto delle ninnananne cantate dalle madri o dalle balie. Esse sono la forma più antica di letteratura infantile; costituite da rime semplici, musicali, ridondanti, adatti a placare l'animo bizzoso dell'infante per calmarlo e/o addormentarlo. Molte volte queste filastrocche sono prive di senso compiuto o narrano eventi improbabili, tuttavia, data la loro facile memorizzazione, possono essere ricordate anche dopo molti anni, costituendo uno dei primi ricordi del fanciullo. Alcune rime come "Il vecchio Re Cole" sono ispirate a fatti realmente accaduti, altre come "Humpty Dumpty" hanno solitamente una morale o un insegnamento. Innumerevoli sono i volumi di rime infantili apparsi fino a oggi. Uno di questi, pubblicato nel 1899, è Il libro di Papà Oca di L. Frank Baum, illustrato da W.W. Denslow.

Molte poesie per bambini sono di argomento umoristico. L'inglese A. A. Milne pubblicò nel 1924 e nel 1927 due raccolte di poesie per bambini Quando eravamo molto giovani e Now we are six. Molte di queste poesie avevano come protagonista il figlio di Milne, Christopher Robin, che diverrà poi famoso come personaggio delle avventure di Winnie Pooh, sempre create da Milne. Molti autori provarono a immedesimarsi nelle figure di bambini da loro conosciuti e cercavano di ricreare nelle loro poesie un mondo osservato dal punto di vista dei fanciulli. Robert Louis Stevenson, oltre ai romanzi di avventura, scrisse anche una celebre raccolta nel 1885 A Child's Garden of Verses. In Italia un maestro di questo stile fu negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo lo scrittore Gianni Rodari. Egli diffuse un nuovo canone di poesia per l’infanzia, basato sul piacere dello sperimentalismo linguistico, sulla cura estetica e sull’impegno sociale, dando valore alla dimensione ludica, giocosa e formativa.

Negli anni ottanta e novanta, in Italia, si distingue la figura di Roberto Piumini, il quale compie una scelta non didattica o educativa, ma formale ed estetica. Sia Rodari che Piumini desideravano con la loro poesia “dare la parola” ai bambini, ma in due sensi diversi: per Rodari dare la parola significava dare voce ai bambini, permettere loro di esprimersi; per Piumini la parola diventava nutrimento fondamentale, incarnato nell’esperienza artistica da fare vivere ai più giovani attraverso la poesia. Le opere poetiche più ricche di Roberto Piumini sono: C’era un bambino profumato di latte, Io mi ricordo, Non piangere, cipolla e Sole, scherzavo. Nel panorama contemporaneo si distingue la poesia di Bruno Tognolini, autore attento alla forma e all’equilibrio tra suono e senso, incarnato nell’uso sapiente delle rime. Opere importanti di questo autore sono: Rima rimani, Tiritere e Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme, opera ispirata alle tiritere, alle prime lallazioni e alle ninnenanne, che fa emergere un linguaggio speciale, ispirato al linguaggio materno, che mette in connessione intima la madre con il figlio.

Albi illustrati

Un albo illustrato è un libro che racconta storie semplici o complesse con una combinazione di poche parole e molte figure, risvolto di copertina.. in un albo illustrato, la storia è narrata prevalentemente attraverso le immagini, con un testo che fa da corredo alla trama. Gli albi illustrati possono essere letti anche dai bambini in età prescolare, che seguono la storia attraverso le immagini, così come da bambini in età scolare, ragazzi e adulti. Quello degli albi illustrati può essere considerato un vero e proprio genere letterario, con autori specializzati e premi dedicati, come il Premio Hans Christian Andersen o il Premio Compostela.

Fiabe, miti e leggende

La letteratura popolare delle fiabe e delle favole risale alla preistoria e venne trasmessa, almeno fino al XVIII secolo, prettamente in forma orale. Sebbene molti di questi racconti non furono creati direttamente per i ragazzi, essi, sono molto adatti a un pubblico infantile per lo stile semplice in cui sono narrati e le situazioni fantastiche presentate. Negli ultimi anni molti di questi racconti come i miti antichi sono stati accostati all'insegnamento scolastico tradizionale per spiegare ai bambini come le popolazioni dei secoli passati vedevano il mondo e cercavano di spiegare fenomeni naturali a loro misteriosi come il fuoco, i fulmini, le tempeste e i venti. Molte di queste leggende inoltre sono preziosi strumenti storici per studiare, oltre alle credenze e alle superstizioni, i valori etici e morali del popolo che le ha prodotte. Sebbene non propriamente per ragazzi, sono spesso considerate tali anche le favole di Esopo e Fedro dal forte contenuto didattico e moralista.

Secondo una definizione ormai accettata si suole definire la fiaba come un racconto fantastico in cui interagiscono personaggi umani, animali e comprimari dotati di poteri magici come maghi, streghe, fate; la favola è invece una breve storia, con protagonisti solitamente degli animali che pensano e si comportano come gli uomini, che ha in sé una morale o un insegnamento finale. La leggenda e il mito sono dei racconti fantastici utilizzati per spiegare un fatto o un evento misterioso altrimenti inspiegabili.