Biografia Alessandro Friggeri nacque a Roma il 23 ottobre 1815, in una nobile ed antica famiglia romana (i Friggeri erano Conti) di forti tradizioni militari, fin dai tempi dell'antenato Capitano di Ventura Boldrino da Panicale (1331-1390). A vent'anni, spinto dal padre Giacomo, CapitanoComandante la piazza e la guarnigione di San Leo nel Montefeltro dell'Esercito dello Stato Pontificio, entrò come Cadetto nella Fanteria e servì in quell'Arma per tutta la sua carriera militare, fino a raggiungere il grado di Maggiore. La sua carriera militare fu relativamente rapida ed incrociò i maggiori eventi politici del periodo: dalla Repubblica Romana del 1849 (cui Friggeri partecipò direttamente in qualità di militareLa Repubblica romana del '49 preferì, in molte occasioni, utilizzare Ufficiali superiori provenienti dall'Esercito pontificio in ruoli di comando perché riteneva che sarebbero stati meglio accetti da parte dell'esercito regolare, essendo militari regolari pontifici, di sentimenti moderati ed inoltre a conoscenza della logistica locale, adatti cioè a superare un certo spirito di insofferenza per quegli "stranieri" che venivano a comandare un esercito che non conoscevano.) alla seconda guerra d'indipendenza italiana italiana, di cui vide direttamente gli effetti sullo Stato pontificio (Stragi di Perugia e battaglia di Castelfidardo).

Cronologia della vita militare

1835, 21 marzo nominato Cadetto della fanteria pontificia 1847 nominato Tenente 1848, 12 aprile promosso, dal tenente Generale Carlo Zucchi, Ministro delle Armi, a Capitano Aiutante maggiore ed assegnato al 3º Reggimento di fanteria di linea di stanza a Roma 1849, alla proclamazione della Repubblica Romana, vi aderì con tutto il Corpo militare di cui era ufficiale 1849, 19 maggio schierato davanti a Velletri, agli ordini del Comandante in Capo Pietro RoselliUfficiale pontificio, già con Giovanni Durando in Veneto, nominato Comandante in Capo dalla Repubblica romana, per volere di Mazzini, al posto del politicamente poco affidabile Garibaldi, partecipò allo scontro vittorioso contro l'Esercito del Regno delle Due Sicilie, che cooperava al ripristino del potere temporale in Roma 1849, 24 settembre, alla restaurazione dello Stato pontificio, su sua richiesta, fu mantenuto nei ranghi dell'Esercito dello Stato Pontificio forse grazie anche al suo titolo nobiliare, ma degradato a Tenente, non essendo riconosciuta la nomina a Capitano, fatta in un periodo "sospetto" 1851 reintegrato nel grado di Capitano e nominato istruttore del Battaglione Cacciatori 1855 decorato con l'Ordine di San Gregorio Magno 1859, 23 aprile nominato Maggiore ed assegnato al comando della Piazza di Perugia, in sostituzione del maggiore Odoardo Corbucci, diventato Comandante del I Battaglione Cacciatori 1859, 14 giugno, sull'onda della seconda guerra d'indipendenza italiana e delle vittorie franco-piemontesi in Lombardia, avvenne lo scoppio della rivolta antipapalina e filoitaliana a Perugia. Il delegato pontificio mons. Giordani e le truppe di stanza, troppo esigue per resistere, su indicazione esplicita del cardinale Giacomo Antonelli, Segretario di Stato, si ritirarono a Foligno 1859, 20 giugno una colonna di circa 2.000 soldati del 1º reggimento esteroVolontari stranieri inquadrati nell'Esercito, accorsi a difesa del Santo Padre contro i miscredenti che volevano attentare ai privilegi del potere temporale della Chiesa. Erano chiamati "svizzeri" perché per la grande maggioranza erano svizzeri, ma tra di loro erano presenti molte nazionalità. Erano anche chiamati "tedeschi", per disprezzo e per ricordare la loro vicinanza agli Austriaci, ma anche perché molti di loro parlavano tedesco dell'Esercito pontificio, comandati dal Colonnello Antonio Schmidt d'Altorf, assalì Perugia, la riconquistò e la saccheggiò, provocando numerosi morti e feriti e rapinando tutti i valori. Tra i rapinati una famiglia di cittadinanza statunitense. L'evento causò un incidente diplomatico con il Governo degli Stati Uniti. 1860, 19 agosto, dopo 25 anni di carriera militare, Alessandro Friggeri fu messo a riposo (giubilato)

La svolta valdese Il conte Alessandro Friggeri aderì alla Chiesa Evangelica Valdese, seguendo l'esempio del suo commilitone ed amico fraterno marchese Giulio Especo y Vera e della di lui moglie Geltrude EspecoAlessandro Friggeri è stato un amico di famiglia degli Especo per buona parte della sua vita. Tra l'altro, nel 1856, fu uno dei due testimoni di nozze del matrimonio tra la figlia degli Especo Maria Cleofe con l'allora Tenente dell'Artiglieria pontificia Francesco Oberholtzer, insieme alla quale entrò formalmente nella Chiesa Valdese a Pentecoste del 1872 (19 maggio). Grazie alla sua formazione, diventò rapidamente un membro importante della Comunità valdese, in cui profuse molto impegno, prendendo a cuore in particolare il gruppo di Poggio Mirteto, per il quale riuscì a trovare (ed a finanziare, parzialmente, di tasca sua) una sede stabile nel 1879.

Nel settembre 1879 fu eletto membro del Comitato (nazionale) di Evangelizzazione del Sinodo valdese, in sostituzione di Giulio Especo y Vera, divenuto ormai troppo anziano. Il 17 maggio del 1880, gravemente ammalato, morì a Roma e venne sepolto nella tomba di famiglia, a Perugia.

Note

Bibliografia Libri specifici sull'argomento trattato cioè testi che contengono descrizioni esplicite di fatti inerenti alla vita e alle opere del Maggiore Alessandro Friggeri.

Libri di inquadramento generale

Collegamenti esterni

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