Biografia Attilio Prevost nasce a Torino da Augusto Prevosto e Carolina Goffi (nel 1956 cambia il cognome nell'originaria versione francese). Dopo il liceo scientifico inizia la Facoltà di Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino. Nel 1939 si trasferisce a Milano, dove conclude con lode gli studi al Politecnico di Milano, laureandosi nel 1943. Nel 1946 sposa Liliana Versè (Reggio Emilia, 28 novembre 1923). Dalla loro unione nascono Renata, Paolo e Nicoletta.

Vita professionale Gli inizi con lo zio Attilio Prevost Il padre di Attilio, già socio dell'orologeria “Rocca” di Torino, era stato convinto dal fratello Attilio Prevost, a vendere le sue quote e la sua abitazione di Torino e trasferirsi con la famiglia a Milano per acquistare il terreno su cui costruire i nuovi stabilimenti dell'azienda da far poi continuare al proprio figlio Attilio, dato che il fratello Attilio non aveva figli. I due fratelli con Elena Prevost, moglie e alter ego imprenditoriale di Attilio PrevostCfr. Mandato Generale di Attilio Prevost in favore di Elena Lanzoni. Atto notarile depositato presso il tribunale di Milano, il 10/05/1915, n.5200 di repertorio - n.2224 di registro, firmato dal notaio Giuseppe Ghislanzoni e da Attilio Prevost.), comprano nel 1937Società Anonima Immobiliare Anguissola del 14/13/37, iscritta al Registro Ditte n 259.838 del Registro delle Imprese n. 37253 in via Desenzano 2 a Milano, il terreno su cui verrà costruita la nuova sede dell’azienda che era già stata fondata dai coniugi Prevost nel 1913 e che nel 1937 aveva sede in via Forcella. Attilio Jr. entra in azienda nell'ottobre del 1945 e comincia a seguire lo zio sia nella parte tecnologica che in quella inventiva dei prodotti. Attilio Prevost Jr. si dimostra un ingegnere particolare, capace di unire alla conoscenza della tecnologia e per l'ottica di precisione, quella per la poesia e la musica, un mix raro che, unito a una profonda umiltà e generosità portava sentimenti di stima e ammirazione in tutti quello che lo incontravano. Nel 1953 Attilio Jr. diventa direttore delle Officine Prevost.

Il 26 agosto del 1954, dopo la scomparsa dello zio Attilio, entra a far parte della società insieme alla zia Elena (Presidente dell'azienda fino al 1965) ed alla cugina Annamaria Lari Prevost, nipote abiatica di Elena Prevost, che Attilio Prevost aveva adottato come figlia nel 1953, e che sarà titolare e Presidente dell’azienda dal 1965 alla cessazione della stessa nel 1991.

Il fotocoagulatore Raverdino Nel 1952 Attilio Sr. incarica Attilio Jr. di realizzare un prodotto lontano dal cinema ma sempre nell'ambito dell'ottica di precisione. Si tratta di un fotocoagulatore per la retina dell'occhio che trae spunto da quello che era stato inventato dal medico tedesco Gerhard Meyer-Schwickerath. Con la consulenza del professor Emilio Raverdino e anni di prove e sperimentazioni condotte da Attilio Jr., nell'agosto del 1957Annali Medici, anno 1959, fascicoli 4-5 il fotocoagulatore Prevost Mod. Raverdino (inizialmente prodotto con lampada ad arco e successivamente con lampada allo xeno) è pronto. Nel 1958Articolo apparso su Epoca del 13 marzo 1958, Arnoldo Mondadori Editore, pp. 52-53 il primo fotocoagulatore di fabbricazione italiana fa il suo ingresso nell'Ospedale Maggiore di Milano. Si tratta del secondo al mondo dopo quello tedesco, poi venduto in molti ospedali oftalmici del mondo.

Il successo della moviola e dei proiettori 16/35mm La vocazione alla progettazione di modelli sempre più perfezionati, unita all'impostazione più propriamente industriale degli studi d'ingegneria, porta Attilio Jr. ad imprimere una forte diversificazione ed accelerazione della produzione. Dal 1952 iniziano ad essere progressivamente sostituiti tutti i precedenti modelli denominati “Fulgor“, “Alfa“, “Impero” e nascono i nuovi modelli della serie “P”, con fusione della testa in un corpo unico e meccanismo interno a bagno d'olio. Si susseguono i modelli P10, P30 e P40; nel 1959 entra in produzione il modello P55Archivi Officine Prevost, 1960-1965 che sarà il modello a maggiore diffusione mondiale e di maggiore successo di tutta la storia della Prevost. Alla fine degli anni Cinquanta, Attilio Prevost Jr. progetta una nuova moviola combinata 16/35mm, a 4 o a 6 piatti, capace di sopperire alle nuove necessità di montaggio derivate dalla diffusione della televisione in Italia. La nuova moviola, consente di cambiare il formato in pochi secondi con teste scorrevoli e rulli a doppio passo 16mm e 35 mm insieme. Anche i proiettori, come per esempio il P. 70, saranno in seguito migliorati con quei dispositivi. Si tratta di una vera rivoluzione, capace di diventare in breve marchio distintivo dell'azienda, e di far guadagnare a Cinecittà ad Attilio Prevost Jr. l'appellativo di “re delle moviole”Franco Manzoni, Attilio Prevost un nome che significa ‘cinema‘, in Corriere della Sera, 23 marzo 2010.

Il P.70 “la Ferrari dei proiettori” Alla fine degli anni Cinquanta dall'America arriva il nuovo sistema di proiezione Todd-AOIn the Splendour of 70 mm, Part 1, Grant Lobban, Journal of the BKSTS, Vol. 68 No.12 del Dicembre 1986 con pellicola da 70mm e suono stereo da 6 piste magnetiche e Attilio Prevost jr progetta nel 1959 il proiettore P.70, il quale, date le sue particolari caratteristiche riguardanti lo scorrimento della pellicola, incontra un grande successo, a tal punto da essere definito come “la Ferrari dei proiettori italiani”Thomas Hauerslev, 70mm Projectors Today, in Cinema Technology, pubblicazione dell’associazione inglese BKTS, Vol. 5, 4 luglio 1992, p.2.

La croce di malta per il proiettore P.16 I proiettori Prevost caratterizzati dalla lettera P seguita da un numero (ad esempio P/10, P/30, P/55 ecc.) furono introdotti a partire dal 1953: i modelli precedenti erano identificati da un nome dedicato (Alfa, Fulgor, Magnus, Impero ecc.) in particolare il proiettore 16mm a “ Croce di Malta “ Mod P/16 entrò in produzione nel 1960. La collaborazione tra la Prevost e la soc. Zeiss Ernemann inizio dalla collaborazione tra l’Ing Gruber della Zeiss Ernemann e l’Ing Attilio Prevost Jr nei primi anni ’60. Quella collaborazione, che si protrasse per oltre 20 anni, portò alla commercializzazione da parte Zeiss Ernemann dei proiettori Prevost 16 e 70 mm marcati dalla Zeiss Ernemann P/16 E P/70 Favorit in alcune aree geografiche mondiali.

Il proiettore Prevost P70, marcato Zeiss Favorit, venne distribuito dalla Zeiss in grande numero in tutto il mondo, compreso, nel 1969, nel rinnovato Ziegfield Theatre di New YorkKurt Michel, Herbert Tümmel, Die Wissenschaftliche und Angewandte Photographie - ISBN 978-3-7091-8312-0 (Print) 978-3-7091-8311-3 (Online), con i suoi 1100 posti uno dei cinema più grandi d'America, poi utilizzato per molte prime mondiali fra le quali, nel novembre del 77, quella di Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg.

Queste informazioni sono rilevabili dai registri di produzione della Prevost spa conservati presso la Prevost srl.

La Camera a bolle Dal 1960 Attilio jr. progetta e mette in produzione una nuova apparecchiatura nell'ambito della ricerca scientifica. Si tratta di un'evoluzione della camera a nebbia, un complesso di proiezione simultanea di tre e quattro pellicole impressionate da camera a bolle per effettuare lo scanning delle immagini relative agli eventi nucleari verificatesi nella camera stessa. Il dispositivo viene messo in produzione dal 1960 al 1965 e viene venduto ai laboratori di ricerca di fisica di tutto il mondo, dal CERN di GinevraArchivi Officine Prevost -7B-8B-9B allo statunitense Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Nel 1965, alla morte di Elena Lanzoni Prevost, Presidente dell'azienda, si costituirono le "Officine Prevost s.a.s. di Annamaria Lari Prevost & C.".Atto registrato presso Camera di Commercio di Milano il 22 giugno 1965 al n.20855 Annamaria Lari Prevost, nipote di Elena e Attilio Prevost, fu Presidente e rappresentante della società dal 1965 al 1991, e nominò Procuratore Generale dell'azienda con firma libera per atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, il marito Franco Mojana (1931-2008), già Procuratore Generale dell'azienda dal 1957.Atto n.108366/4527 di rep. a rog dr. Cavalchini del 9.6.1965. Dal 1975 l'azienda divenne una SPAAtto depositato presso la Camera di Commercio di Milano atto numero 19565/4952 del 7 luglio 75.

Gli anni d'oro del cinema Negli anni settanta Attilio Prevost Jr. progetta modelli sempre più sofisticati delle ormai note moviole combinate 16/35mm, che iniziano ad essere prodotte anche in una versione ad otto piatti e in un'altra, particolarmente destinata al mercato estero, con dieci piatti e schermo in trasparenza verticale. Sempre negli anni Settanta si arriva alla produzione di una moviola che consente di registrare direttamente le piste sonore. Di questo periodo l'attività di progettazione di Attilio Prevost Jr. porta anche alla registrazione di alcuni brevetti internazionaliBrevetti Office Européen US3472582 (A) 1969-10-14; DE1522212 (A1) 1969-08-07 DE1522212 (B2) 1975-11-06.

Nel decennio 1970/1980 in Italia la quota di mercato dell'azienda nel settore dei proiettori è del 20 per cento, in quello delle moviole dell'80 per cento. Il personale delle Officine Prevost, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale composto da oltre sessanta dipendenti,La materia dei sogni, Vincenzo Buccheri e Luca Malavasi, Carocci Editore, 2005, p. 47 arriva al suo massimo alla fine degli anni Settanta con oltre 200 addetti. Sono gli anni d'oro del cinema e della televisione insieme. La Rai utilizza quasi esclusivamente moviole Prevost: solo nella sede Rai di Milano sono più di sessanta, fra queste la famosa moviola utilizzata con regolarità a partire dal 1967 nella trasmissione la Domenica Sportiva su RaiUno. L'International Recording, principale studio di doppiaggio e registrazione romano frequentato da attori come Fred Astaire, Richard Burton, Ava Gardner, Richard Johnson, Elizabeth Taylor, Raquel Welch e, tra gli altri, da registi come John Huston, Bob Fosse, Vincente Minnelli, Orson Welles e Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli e Sergio Leone, a metà degli anni sessanta ha 23 moviole Prevost.

Le Officine Prevost hanno sempre mantenuto un forte legame con la propria tradizione, preservando le caratteristiche di solidità e robustezza che hanno costituito un merito specifico dei suoi prodotti.”La materia dei sogni, Vincenzo Buccheri e Luca Malavasi, Carocci Editore, 2005, p. 44.

Il professor Brandolini, docente di Storia, teoria e tecnica del montaggio all'Università Cattolica di Milano e responsabile del settore lavorazioni cinematografiche ed elettroniche della Rai fino al 1993, sostiene che: "Le moviole Prevost erano estremamente affidabili e assomigliavano a carri armati tedeschi”. Del resto, in tutti i suoi modelli di proiettori, le Officine Prevost hanno da sempre privilegiato un sistema di costruzione molto robusta, con organi sovradimensionati e materiali altamente selezionati dalla durata praticamente illimitata e con necessità di assistenza veramente esigua.

Da Orson Welles ai Beatles Le innovazioni tecnologiche introdotte da Attilio Prevost Jr, “degno prosecutore della tradizione di creatività applicata all'industria caratteristica della famiglia”La materia dei sogni, Vincenzo Buccheri e Luca Malavasi, Carocci Editore, 2005, p.40 portano l'azienda ad espandersi in tutti mercati del mondo. In quel periodo con i clienti, siano essi proprietari di cinema, montatori, registi o capi di Stato, si instaurano rapporti molto personali, anche grazie al fatto che quasi ogni modello venduto dall'azienda viene fatto su misura per soddisfare le richieste di ciascuno e ciò richiedeva lunghi studi di Attilio Jr. con gli utilizzatori finali degli apparecchi.