La storia di Gand, città oggi belga, si sviluppa a partire dal I secolo.
Le origini
Il nome "Gand" deriva dal celtico Ganda, che significa "confluente", in quanto è situata alla confluenza dei fiumi Leie e Schelda. Queste terre, spesso allagate dal corso dei fiumi, erano assai paludose e quindi non tanto ideali per l'agricoltura, ma più adatte alla pastorizia. Numerosi piccoli villaggi erano presenti già dal I secolo.
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a partire dalla fine del IV e per tutto il V secolo, i Franchi Sali invasero i territori romanizzati, sostituendovi le lingue celtica e latina con l'Antico olandese che si mantenne, evolvendosi, fino ad oggi come neerlandese.
Gand fu uno degli ultimi avamposti del Paganesimo nelle Gallie, infatti quando all'inizio del VII secolo Sant'Amando venne per evangelizzare le zone fu gettato nella Schelda. Tuttavia riuscì a fondare due abbazie, quella di San Pietro nel 625 e quella di San Bavone nel 650, attorno alle quali si svilupparono subito dei villaggi. Verso l'800, Ludovico il Pio, scelse Eginardo, il biografo di suo padre Carlomagno, come abate delle fondazioni religiose.
I Vichinghi occuparono e distrussero più volte Gand e la regione circostante nell'851-852 e fra l'879 e l'883, finché vennero definitivamente fermati nell'autunno dell'891; come riportato dagli Annales Vedastini, una serie di Annali riguardanti la Lotaringia scritti intorno al X secolo dai monaci dell'Abbazia di Saint-Vaast ad Arras in Francia. In questo documento infatti viene descritta l'ennesima invasione normanna che attraverso il Brabante e la Schelda mirava di raggiungere la Mosa, ma che nei pressi della città di Lovanio vennero battuti dall'esercito del re dei Franchi Arnolfo di Carinzia. La battaglia fu così cruenta che si riportò la notizia che i corpi dei Normanni bloccavano il flusso del fiume Dijle.
All'inizio del X secolo, Arnolfo I di Fiandra costruisce una prima fortezza in pietra al posto dell'attuale Castello dei conti di Fiandra, alla confluenza dei due fiumi. Lo cede in gestione a dei castellani ereditari, i Wenemar, sotto il controllo dell'Abbazia di San Pietro. Ben presto attorno alla fortezza e lungo il fiume Leie (Oggi il Graslei) crebbe un villaggio, l'Oudburg, il nucleo più antico da cui si sviluppò la città di Gand.
Uno sviluppo inarrestabile
La zona dove sorge la città presentava allora caratteristiche assai particolari date sia dal comportamento dei due fiumi, sia dal clima, entrambi fortemente sfavorevoli allo sviluppo di un'agricoltura produttiva. Infatti il corso instabile dei due fiumi provocavano spesso continui straripamenti nelle pianure circostanti rendendone i terreni paludosi. Si poteva praticare una pastorizia, soprattutto di ovini, e la coltura del lino a discapito di vere e proprie coltivazioni. Si iniziò subito una grande opera di bonifica del territorio canalizzando le acque fluviali e pluviali, che man mano conferì alla città quelle caratteristiche base per la sua epoca d'oro. Infatti se dapprima l'enorme quantità d'acqua aveva un influsso negativo, ora venne impiegata in una maniera tale da divenire addirittura basilare all'economia della zona. La canalizzazione aveva portato alla città una grande forza energetica, dove le acque azionavano il movimento delle ruote di mulini, permettevano la creazione di grandi bacini di macerazione del lino e inoltre permettevano uno scarico veloce di rifiuti di lavorazione. Sommato alle materie prime del lino e soprattutto della lana prodotti nella campagna circostante, diede inizio a quella fiorente industria dei tessuti che rese ricca e potente la città per i secoli a venire. L'industria tessile, in particolare laniera, originaria di Bruges, darà vita a quella che è la più antica zona industriale d'Europa. Tale era il fermento e la richiesta del panno di lana che occorse importare la materia prima dalla Scozia e dall'Inghilterra, instaurando un rapporto sempre più stretto con le isole britanniche.
A partire dall'anno 1000 lo sviluppo di Gand fu inarrestabile e in continua ascesa, tanto che divenne, fino al 1550, la più popolosa città dei Paesi Bassi e una delle maggiori d'Europa, arrivando fino ad avere, nel XIV secolo, oltre 60 000 abitanti. Era più grande di Londra, Colonia e Mosca. Escludendo l'Italia c'era soltanto Parigi, con i suoi 100 000 abitanti, ad avere una popolazione maggiore, tanto che divenne famosa la frase che pronunciò l'imperatore Carlo V, nativo di Gand, che disse:
dove guanto (gant), con il gioco di trascrizione, sta per Gand.
Inoltre la posizione di Gand era straordinaria, al centro della regione delle Fiandre, zona fulcro di scambi e commerci fra tutti i paesi d'Europa, dove confluivano le materie prime dalle isole britanniche, prodotti agricoli dai Paesi Bassi, manufatti dalla Francia, legni e minerali dalla Germania e prodotti orientali, sete e spezie, che attraverso il Reno risalivano da Venezia.
L'epoca d'oro Nel 1180 Filippo d'Alsazia, conte di Fiandra, ricostruì il Castello di Gand, trasformando la città nella capitale delle Fiandre e quindi luogo di prim'ordine dell'industria e del commercio di tutta la regione.
Ma il grande sviluppo industriale e commerciale della città cominciò a rilevare un'importanza esistenziale delle autorità della città (mercanti e artigiani) nei confronti di quelle del conte di Fiandra. Nacquero così le prime corporazioni cittadine, dove i ricchi mercanti e artigiani si riunivano in associazioni atte a fondare e difendere i loro diritti di libertà e di legislazione. Con varie lotte in opposizione al potere signorile molte città d'Europa riuscirono a costituirsi in Libero comune e Gand ne fu una delle più importanti e accanite. Tuttavia, per mantenere la loro autonomia dal conte, i ricchi mercanti si allearono al re di Francia, ma il popolo, messo da parte e sottomesso, non era contento dello strapotere delle ricche famiglie, tanto che gli appiopparono il nomignolo di Leliaerts (dal neerlandese lelie, giglio), in referenza al giglio emblematico francese.
I comuni delle Fiandre, guidati dai ricchi mercanti, si trovarono così dall'anno 1300 soggetti al dominio di Filippo IV il Bello, re di Francia, il quale aveva inviato una grande forza di occupazione per mantenere la sua sovranità sulla ricca regione. A Bruges la guarnigione francese presente in città venne massacrata durante una ribellione dei cittadini; rapidamente la rivolta si estese e altri comuni fiamminghi, che, unendo le proprie forze a quelle di Bruges, si scontrarono nel 1302 con i francesi a Courtrai, diedero luogo alla Battaglia degli speroni d'oro. Ne riuscirono vincitori, sia nei confronti dei francesi che in quelli degli aristocratici. La gestione delle città fiamminghe guadagnò in democrazia e le gilde vengono gestite più da cittadini che da aristocratici.
Le Fiandre erano un territorio legato economicamente all'Inghilterra tramite il fervente commercio della lana. Infatti, se da una parte le Fiandre avevano sempre più bisogno della materia prima per le loro industrie tessili, dall'altra l'Inghilterra aveva estrema necessità di esportare il suo prodotto. I rapporti fra i due Paesi divennero sempre più stretti, tanto che il cittadino Giovanni divenne il primo Duca di Lancaster. Il traffico, se sospeso, rischiava di mettere in ginocchio l'economia inglese e nello stesso tempo l'arresto delle attività tessili dei fiamminghi. Ecco dunque l'importanza francese di conquistare le Fiandre e la preoccupazione inglese che ne scaturì.
Il nuovo conte Luigi I di Fiandra, filofrancese, in seguito a due grandi rivolte di alcune città fiamminghe (fra le quali Bruges e Courtrai) capeggiate da Nicolaas Zannekin, dovette far appello al re Filippo VI di Francia per ristabilire l'ordine. Filippo VI schiacciò le città rivoltose a Cassel nel 1328 e Luigi I poté così esercitare una violenta repressione, poi attutita concedendo qualche effimera libertà (i cosiddetti Mauvais privilège) al fine di rafforzare il suo potere.
Nel 1335 Luigi I, anche se risiedeva a Gand, ne scontentò i cittadini obbligandoli, secondo la volontà di Filippo VI, a combattere contro le navi di Edoardo III d'Inghilterra. Fu il primo episodio della Guerra dei cent'anni. Privata della lana inglese l'economia fiamminga entrò subito in crisi e l'odio sia degli operai che degli artigiani, si focalizzò sul conte. Inoltre l'arresto di un altro eroe, Zeger Janszone, fece precipitare le cose. I cittadini di Gand elessero loro borgomastro nel 1337 Jacob van Artevelde, figlio di una potente famiglia mercantile cittadina, che respinse l'11 aprile 1338 l'armata reale. Grazie a questo evento Artevelde acquisì un gran potere in città fondando nel 1338 su Google Libri un concilio di cinque Capitani (Audiëntie) di cui egli era il leader, in un regime semi-dittatoriale.. Nel 1339 creò un'alleanza fra le tre città di Gand, Ieper e Bruges, dette i Tre Membri, che costrinse alla fuga il conte dai suoi territori di Thomas Salmon su Google Libri, sostituito da Simone di Mirabello (Simon Van Halen), ricco banchiere d'origini lombarde.
Artevelde cercò anche di spingere i "Tre Membri" a riprendere le parti degli inglesi. Furono proprio i Capitani di Gand a persuadere Edoardo III di Inghilterra a rivendicare il trono di Francia; infatti proprio a Gand, l'8 febbraio 1340, Edoardo III si proclamò re di Francia. Ciò guadagnò alle Fiandre privilegi e concessioni economiche. Nel maggio del 1345 iniziarono le ostilità tra Inghilterra e Francia, e, mentre la regione fiamminga e il settore tessile prosperavano, il consenso verso Artevelde calò notevolmente, tanto che il 24 luglio, una rivolta, probabilmente scoppiata in seguito al suo regime dispotico e violento e fomentata dai filofrancesi, portò alla sua morte. Luigi I di Fiandra ne approfittò per cercare di ristabilire il suo dominio, ma definitivamente cacciato dai cittadini di Gand, rivendicò allora al duca Enrico II di Brabante la signoria di Mechelen e ritornò a combattere per Filippo VI di Francia, fino alla sua morte nella Battaglia di Crécy.
Nel 1347 il nuovo conte Luigi II di Fiandra, contro il parere dei fiamminghi parteggianti per l'Inghilterra, sposò Margherita di Brabante, figlia di Giovanni III di Brabante e Maria d'Evreux. Scoppiò una nuova ribellione guidata dalla città di Gand, che non ottenendo, tuttavia, l'appoggio del re d'Inghilterra, venne duramente soffocata dal conte e dal re di Francia nel gennaio del 1349. A questi avvenimenti seguirono 30 anni di pace e prosperità durante i quali la città si rafforzò ulteriormente.
Luigi II nel 1355, alla morte del suocero, pretese da Giovanna di Brabante, che gli era succeduta, la dote della moglie Margherita. Non essendo stato esaudito, occupò il Brabante nel 1356, ma già nel 1357 dovette cederlo in seguito a una rivolta scoppiata a Bruxelles e capeggiata dall'eroe cittadino Everard t'Serclaes. Mantenne solo il titolo, garantendo comunque ai suoi discendenti il diritto di successione sui ducati di Brabante e Limburgo, unificando così tutte le terre fiamminghe a nord della Schelda.
L'integrazione al Ducato di Borgogna