Sermoneta è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si estende tra l'Agro Pontino e i monti Lepini.

Tra le cime che si elevano, ci sono il Monte Carbolino e il Monte Furchia Vecchia.

Clima Il clima presenta caratteri mediterranei, con estati brevi, calde, umide, asciutte e in prevalenza serene, e inverni più lunghi, freddi, piovosi e parzialmente nuvolosi; nel corso dell’anno la copertura nuvolosa diminuisce sensibilmente nei mesi estivi, con agosto indicato come il mese più soleggiato, mentre gennaio e novembre risultano tra i mesi più nuvolosi.

Le temperature hanno un andamento stagionale marcato: la stagione calda dura circa 2,8 mesi, dal 18 giugno al 10 settembre, con massime giornaliere medie superiori a 27 °C, mentre agosto il mese più caldo, con massime medie di circa 30 °C e minime medie di circa 18 °C; la stagione fresca dura invece circa 4 mesi, dal 21 novembre al 22 marzo, con massime medie inferiori a 16 °C, e gennaio presenta i valori più bassi, con massime medie di circa 12 °C e minime medie di circa 13 °C.

Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una netta distribuzione stagionale: il periodo più piovoso si estende dal 10 settembre al 3 maggio, con probabilità giornaliera di pioggia superiore al 21%, mentre la fase più asciutta va dal 3 maggio al 10 settembre; novembre è il mese più piovoso, con circa 94,4 mm di pioggia media e 10 giorni piovosi, mentre luglio è il mese più secco, con circa 15 mm di pioggia media e 2,8 giorni piovosi.

Classificazione climatica: zona D, 1547 GR/G

Storia

Il territorio di Sermoneta fu popolato già in età protostorica, come attestato dalla Necropoli di Caracupa, dovesono state trovate circa 100 inumazioni dell'età del Ferro, rappresentative della Cultura laziale. Il sito viene associato all’antico abitato di Valvisciolo, che occupava la dorsale di Monte Carbolino, immediatamente a monte dell’abbazia, dove sono documentati resti di grandi muri in opera poligonale. Queste strutture sono state interpretate non come semplici terrazzamenti agricoli, ma come parte di un complesso organizzato su più livelli, con funzione abitativa e difensiva; in questo quadro la necropoli di Caracupa rappresenta quindi il settore funerario di una comunità stabilmente insediata nell’area, capace di controllare il versante e di inserirsi nei rapporti culturali del Lazio antico. Anche se con molta cautela, si è ipotizzato che questo abitato possa corrispondere all'antica città volsca Sulmo, citata da Virgilio nell'Eneide.

Si è ipotizzato che l'espansione delle paludi pontine e le invasioni dei Saraceni abbiano spinto gli abitanti dell'antica Sulmo a trasferirsi nell'attuale Sermoneta, che viene citata con questo nome già nell'XI secolo.

Il castrum Sermineti, caduto agli inizi del XIII secolo sotto il dominio della famiglia Annibaldi, divenne possesso della famiglia Caetani: nel 1297 Pietro Caetani, conte di Caserta, l'acquistò grazie ai buoni uffici di papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani). I Caetani fecero di Sermoneta il centro dei loro domini nel Lazio meridionale, per via della fortunata posizione sulla via Pedemontana, arteria che aveva sostituito l'Appia nei collegamenti fra il Nord e il Sud dell'Italia. I sermonetani, per il controllo della strada e in particolare della dogana di passaggio, diedero appoggio ai Caetani nelle lotte contro la città di Ninfa e quindi contro la confinante Sezze. A questo periodo risale l'espansione del nucleo abitato medievale, molto ben conservato, in cui spiccano il Castello Caetani e la collegiata di S. Maria Assunta.

Dal 1499 al 1500 il castrum Sermineti fu sotto il dominio di papa Alessandro VI il quale, dopo averlo confiscato ai Caetani, nel 1500 ne vendette la signoria alla figlia Lucrezia Borgia. Sul finire del 1501 il dominio sul castrum fu acquistato dal figlio di lei Rodrigo d'Aragona, che per primo portò il titolo di duca di Sermoneta. Si deve a papa Alessandro VI l'ampia ristrutturazione del castello Caetani, che assunse l'aspetto ancor oggi visibile; sotto il governo di Lucrezia Borgia fu redatto ed emanato, nel 1501, un nuovo Statuto comunale, la raccolta organica di leggi relative all'amministrazione locale edita nell'elegante codice miniato degli Statuta populi Sermonetani, che rimase in vigore fino al ritorno dei Caetani nel 1503.

In questo periodo nacque a Sermoneta il pittore Girolamo Siciolante (1521 - 1580 circa), del quale in loco si conservano tre dipinti: uno di essi proviene dall'abbazia di Valvisciolo, dove ornava l'altare maggiore; si ha anche notizia di un Giovanni Paolo da Sermoneta, pittore attivo a Cori nel 1527. A partire dal XVI secolo, con le prime opere di bonifica dell'Agro Pontino e la riapertura dell'Appia, la città iniziò un lento declino. Si pensa che abbia ospitato Leonardo da Vinci. Nel 1567 perse il titolo di capitale del ducato dei Caetani, che posero la loro sede centrale a Cisterna. Sermoneta continuò a essere un centro culturalmente vivace e a metà del Settecento diede i natali al pittore Antonio Cavallucci (Sermoneta, 1752 – Roma, 1795), che grazie al mecenatismo del duca Francesco Caetani poté formarsi a Roma.

Nel 1928 su una parte del suo territorio, in località Doganella di Ninfa, l'Opera Nazionale Combattenti pose uno dei quartieri generali per le operazioni di bonifica dell'Agro pontino. A partire dal dopoguerra, il suo centro storico ha conosciuto un pesante spopolamento a favore del suo territorio in pianura dove sono sorte le frazioni di Doganella, Tufette, Pontenuovo e Carrara ai confini con i comuni di Cisterna di Latina e Latina.

Al tempo stesso ha conosciuto una notevole espansione turistica che ha come meta l'antico e ben conservato borgo antico, sede di numerose manifestazioni culturali e il vicino giardino di Ninfa.

Simboli Lo stemma comunale è uno scudo partito d'oro e di azzurro su cui è raffigurata un'aquila con le ali spiegate. Nella blasonatura ufficiale, l'aquila risulta sormontata da una corona reale, sebbene questa risulti omessa nella rappresentazione grafica utilizzata dal comune.

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di azzurro.

Onorificenze L'11 febbraio 2021 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Sermoneta il titolo onorifico di Città.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Abbazia di Valvisciolo, è un complesso romanico-gotico-cistercense dall’aspetto sobrio e severo, con chiesa a tre navate, rosone in facciata, chiostro e decorazioni essenziali, cui si affiancano elementi particolari come il palindromo del quadrato del Sator disposto in cinque anelli concentrici, alcune croci collegate dalla tradizione ai Templari e la cappella di San Lorenzo, affrescata alla fine del XVI secolo da Niccolò Circignani con motivi celebrativi legati alla famiglia Caetani. Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, è un edificio di impianto romanico e gotico-cistercense, con portico a due arcate, campanile quadrato in pietra calcarea, interno a tre navate e numerose cappelle laterali, arricchito da opere e arredi di rilievo come l’affresco quattrocentesco della lunetta del portale, il Giudizio Universale attribuito a Desiderio da Subiaco, le acquasantiere cinquecentesche in pietra o il crocifisso ligneo del 1740 sull’altare maggiore. Chiesa di San Giuseppe (sec. XVI): di origine cinquecentesca e completata nel 1733, presenta una facciata sobria, interno a navata unica con cappelle laterali e decorazioni ad affresco, tra cui spiccano la cappella Caetani, opera di Girolamo Siciolante da Sermoneta, e la cappella Mazzancollo. Chiesa di San Michele Arcangelo Chiesa ed ex Convento di S. Francesco (chiusa al pubblico) Chiesa dell'Annunziata (oggi sede dell'Archivio Comunale) Chiesa di Santa Maria delle Grazie (chiusa al pubblico) Resti della Chiesa di Santa Maria della Vittoria (XVI secolo)

Architetture civili Loggia dei Mercanti, edificato nel 1446 come sede comunale degli affari e delle assemblee popolari. Palazzo De Marchis - Caetani (sec. XVI), oggi sede della Mostra permanente sulla ceramica. Palazzo Americi (sec. XVI), oggi sede del Comune. Architetture militari Castello Caetani Torre Petrara Mura poligonali (c.d. "ciclopiche") del monte Carbolino

Siti archeologici Necropoli di Caracupa, dove a partire dagli inizi del Novecento sono state trovate un centinaio di inumazioni dell'età del Ferro, rappresentative della Cultura laziale.

Società Evoluzione demografica

Religione La parrocchia di Sermoneta fa parte della forania di Sezze, a sua volta compresa nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

Dal XIII al XVI secolo, Sermoneta è stata sede di una fiorente comunità ebraica. Ne rimangono tracce nel quartiere chiamato "Portella" (via Marconi angolo via Riccelli), dove si trova un edificio in cui alcuni hanno voluto identificare la vecchia sinagoga (ora parte di una casa privata).Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova 1986.

Istituzioni, enti e associazioni Associazione Festeggiamenti centro storico Sermoneta, una organizzazione no-profit che si occupa di organizzare alcuni degli eventi estivi a Sermoneta. Sbandieratori Ducato Sermoneta Banda Musicale Fabrizio Caroso di Sermoneta Università agraria Umberto I; università agraria, un ente di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario.

Tradizioni e folclore Sagra della polenta (seconda domenica di gennaio), piatto tipico di Sermoneta. Festa dei fauni (18 marzo) Festival internazionale Sermoneta in Folklore (Agosto) Secolare Fiera di San Michele (Settembre) Rievocazione storica della Battaglia di Lepanto, a cui partecipò anche il Duca Onorato IV Caetani, con il titolo di Comandante Generale della fanteria pontificia, e soldati sermonetani.

Cultura Istruzione Musei Museo diocesano Mostra permanente della ceramica, ospitata al piano terra del Palazzo De Marchis - Caetani; Museo "C'era una volta" Museo dell’Abbazia di Valvisciolo Collezioni del Castello Caetani: antichi mobili, statue, quadri, dipinti murali, alcuni dei quali provenienti dalle chiese di Ninfa. Tra i dipinti si segnala la pala d'altare di Girolamo Siciolante da Sermoneta (1550 circa), in origine collocata nella chiesa dell'abbazia di Valvisciolo.

Cinema

Sermoneta non è stata semplicemente usata come sfondo per singole produzioni, ma si è affermata nel tempo come una location cinematografica di lunga durata, scelta da produzioni italiane e internazionali perché il suo impianto urbano storico, ben conservato, offre una scenografia naturale particolarmente adatta alla rappresentazione di epoche e atmosfere diverse. Tra le principali produzioni si citano Giovanni dalle bande nere del 1956 di Sergio Grieco con Vittorio Gassman, La Ciociara del 1960 di Vittorio De Sica con Sofia Loren e Non ci resta che piangere del 1984 con Roberto Benigni e Massimo Troisi.

Cucina Appartengono alla trazione culinaria di Sermoneta le Ciambelle di magro, il Giglietto, i Pezzetti, le Serpette, la Torta di ricotta, che rientrano tra i Prodotti agroalimentari tradizionali laziali, riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che ha il compito di promuoverne la conoscenza a livello nazionale e all'estero.

Eventi Maggio sermonetano (tutti i fine settimana di maggio) Festival pontino di musica (luglio)

Economia Con il suo spiccato aspetto medievale è un paese molto frequentato dai turisti, anche per via del Castello Caetani nonché per la sua vicinanza al Giardino di Ninfa, importantissima oasi naturalistica di proprietà della Fondazione Caetani, che rientra però nel confinante comune di Cisterna di Latina.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).