Lepoca eroica dell'esplorazione antartica fu un'epoca iniziata alla fine del XIX secolo e conclusasi con la spedizione imperiale trans-antartica di Shackleton, con i sopravvissuti giunti a Wellington, in Nuova Zelanda, il 9 febbraio 1917.

Lo storico Aant Elzinga fa terminare il periodo nel 1945, considerando la seconda guerra mondiale il punto di svolta nella ricerca antartica. In questo periodo il continente antartico divenne l'obiettivo di uno sforzo internazionale che portò ad un'intensa esplorazione scientifica e geografica durante la quale furono condotte 17 grandi esplorazioni antartiche, organizzate da dieci Stati.Barczewski, pp. 19–20. (Barczewski ne cita 14) Il fattore comune di queste spedizioni fu la limitata natura delle risorse disponibili prima che le scoperte in ambito di trasporti e telecomunicazioni rivoluzionassero l'opera esplorativa.Fisher, p. 449Huntford, p. 691 – "before machines took over." Questo significa che ogni spedizione divenne un'impresa di resistenza che mise alla prova i limiti fisici e mentali del personale, e che a volte li superò. L'etichetta "eroica", conferita in seguito, riconobbe le avversità che dovettero essere affrontate da questi pionieri, alcuni dei quali non sopravvissero all'esperienza; in questo periodo furono 19 gli esploratori morti.

Inoltre il termine "eroica" riconosce il romanticismo nei confronti del territorio antartico. Gli esploratori di questa epoca non vengono ricordati solo come scienziati e navigatori, stereotipati da un lato come interessati all'obiettivo e calcolatori e dall'altro come rudi e grezzi. Piuttosto vengono paragonati a poeti, fotografi ed artisti.* Ernest Shackleton viene spesso considerato il più grande poeta di tutti gli esploratori antartici. La sua poesia 'A Tale of the Sea' è una reminiscenza del La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge, nonostante anche Murray, Scott, Amundsen ed altri abbiano fornito notevoli contributi alla letteratura ed all'arte antartica. Questa espressione artistica è molto legata al nazionalismo che portò alla prima guerra mondiale, il che rende questi uomini non solo esploratori, bensì eroi della nazione. Consideriamo questa strofa tratta da 'A Tale of the Sea' di Shackleton:

L'abilità di esprimere le loro impressioni sul territorio antartico differenzia questi esploratori dai navigatori rendendoli eroi per l'opinione pubblica delle rispettive nazioni.

Nel corso di queste spedizioni furono raggiunti i poli geografico e magnetico.La dichiarazione di Peary di aver raggiunto il polo nord nel 1909 fu largamente accettata al tempo – vedi Amundsen, p. 42, Barczewski, pp. 61–62. Divenne in seguito oggetto di discussione – vedi Berton, pp. 614–625. Il tentativo di essere il primo a raggiungere il polo sud geografico fu l'obiettivo principale di alcune di queste spedizioni, tra cui quella di Roald Amundsen. Non fu però l'unico obiettivo delle spedizioni polari di questo periodo; altre spedizioni perseguirono obiettivi diversi in diverse aree del continente. Come risultato di tutte queste attività, buona parte della costa continentale fu scoperta e mappata, mentre ampie zone dell'entroterra furono esplorate. Le spedizioni raccoglievano solitamente grandi quantità di dati scientifici e specimen utili per varie discipline, la cui analisi avrebbe tenuto occupate le comunità scientifiche mondiali per decenni.Ad esempio i risultati scientifici della spedizione antartica nazionale scozzese (1902–1904) venivano pubblicati ancora nel 1920 (Speak, p. 100). Ben 25 volumi di risultati della spedizione Terra Nova (1910–1913) furono pubblicati nel 1925. ()

Origine

L'esplorazione del polo sud ha avuto un interesse altalenante; questo particolare periodo, l'epoca eroica dell'esplorazione antartica, non è il primo periodo di intensa esplorazione. Limitando quella che è comunemente nota come epoca dell'esplorazione, l'esploratore britannico James Cook sarebbe uno dei pochi esploratori che avrebbero viaggiato nel sud del mondo. Le scoperte del suo secondo viaggio (1772-1775) avrebbero cambiato per sempre la mappa del mondo. Prima di questa spedizione si credeva che un enorme continente noto come Terra Australis occupasse la maggior parte dell'emisfero meridionale. Invece Cook scoprì che una tale terra non esisteva, anche se gli enormi iceberg gli impedirono di raggiungere l'Antartide. Ipotizzò che, basandosi sulla quantità di ghiaccio presente, ci dovesse essere una terra da qualche parte. In seguito l'esplorazione delle regioni meridionali del mondo subirono un'importante battuta d'arresto.

Un periodo di interesse si ebbe nuovamente tra il 1819 ed il 1843. Quando l'Europa si stava riprendendo da un periodo di rivoluzioni, guerra e disordini, gli esploratori Bellingshausen, Biscoe, Balleny, Wilkes, d'Urville e Ross cercarono una maggiore conoscenza delle regioni antartiche. L'obiettivo principale di questi esploratori era quello di superare le mura di ghiaccio che nascondevano l'Antartide, iniziando con la circumnavigazione della regione operata da Bellingshausen e la scoperta della prima formazione rocciosa da parte di d'Urville e culminando con la scoperta da parte di Wilke della Terra della regina Victoria, con i vulcani oggi noti come Terror e Erebus. Questi esploratori, nonostante il loro fondamentale contributo all'esplorazione del polo sud, non riuscirono a penetrare nell'interno del continente e, invece, formarono una linea di terre scoperte lungo la costa antartica.

Quello che seguì a questo periodo di interesse per l'Antartide è quello che lo storico H.R. Mill definisce 'età di perdita dell'interesse' (the age of averted interest). Dopo la spedizione South condotta con le navi Erebus e Terror (gennaio 1841), James Clark Ross disse che non esistevano scoperte scientifiche o 'problemi' per i quali valesse la pena di esplorare l'estremo sud. Si pensa che l'influenza di Ross e la scomparsa della spedizione di Franklin in Artide portarono ad un disinteresse nei poli, in particolare da parte della Royal Society, l'organizzazione britannica che aiutò numerose esplorazioni polari oltremare, comprese quelle di Shackleton e Scott. Nei venti anni che seguirono il ritorno di Ross vi fu una general pausa internazionale relativamente all'esplorazione antartica.

L'iniziale impeto dell'epoca eroica dell'esplorazione antartica viene a volte considerata un vago movimento internazionale. George von Neumayer di Amburgo, esploratore antartico, cercò di ravvivare l'esplorazione antartica a partire dal 1861 lavorando in un osservatorio di Melbourne. I suoi particolari interessi erano per l'importanza della meteorologia e per come le informazioni sul polo sud potessero portare a previsioni meteorologiche più accurate. Questo spiega il coinvolgimento tedesco nella ricerca antartica. Un altro impeto, soprattutto britannico, fu una conferenza di John Murray ed intitolata "The Renewal of Antarctic Exploration", tenutasi presso la Royal Geographical Society di Londra il 27 novembre 1893. Murray sostenne che la ricerca in Antartide dovesse essere organizzata per "risolvere le importanti domande geografiche ancora non risposte riguardo al sud".Crane, p. 75 Inoltre, la Royal Geographic Society aveva creato poco prima un Comitato Antartico, nel 1887, il quale incitò molti cacciatori di balene ad esplorare le regioni meridionali del mondo dando un seguito alla relazione di Murray. Nell'agosto del 1895 il VI Congresso geografico internazionale di Londra approvò una risoluzione invitando tutte le società scientifiche del mondo a promuovere la causa dell'esplorazione antartica "in qualsiasi modo potesse sembrare più efficace". pp. 9–10 Queste opere avrebbero "fatto fare passi avanti a quasi ogni ramo della scienza". Il Congresso era stato condotto dal norvegese Carsten Borchgrevink, appena ritornato da una caccia alla balena durante la quale era diventato uno dei primi a mettere piede in Antartide. Durante il suo discorso Borchgrevink presentò i piani per una spedizione pionieristica su larga scala in Antartide, con base a Capo Adare. pp. 4–5

In ogni caso l'epoca eroica fu inaugurata dalla spedizione della Società Geografica Belga nel 1897; Borchgrevink seguì un anno dopo con una spedizione finanziata privatamente.Jones, p. 59Alcuni storici considerano la spedizione Discovery partita nel 1901 come la prima vera spedizione dell'epoca eroica. Vedi Il termine "epoca eroica" fu coniato in seguito; il termine non fu usato in nessuno dei primi racconti delle spedizioni, né nelle biografie dei personaggi polari apparsi negli anni 1920 e 1930. Non è chiaro quando sia nato il termine o quando sia stato adottato unanimemente; fu utilizzato nel marzo 1956 dall'esploratore britannico Duncan Carse in un articolo pubblicato da The Times. Descrivendo il primo attraversamento della Georgia del Sud nel 1916, parlò di "tre uomini dell'epoca eroica dell'esplorazione antartica, con 20 metri di corda tra loro ed un'ascia da carpentiere".Carse, citrato da M. e J. Fisher, p. 389

Spedizioni, 1897–1922 Note Nei riassunti della tabella non sono presenti le opere scientifiche redatte dalle spedizioni, ognuna delle quali raccolse ritrovamenti e specimen utili per varie discipline. La tabella non comprende i numerosi viaggi dei balenieri che si svolsero in questo periodo, o le spedizioni sub-antartiche come quella di Carl Chun del 1898–1899, le quali non superarono il circolo polare antartico. Anche la fallita spedizione Cope del 1920–1922, che fu annullata per mancanza di fondi, è esclusa, nonostante due uomini sbarcarono da una baleniera norvegese e passarono un anno sulla penisola antartica. † Indica i capi morti nella spedizione