Palazzo Sambuca (detto Torre Maniace) è un palazzo tardo barocco situato nel centro storico di Palermo, in via Alloro nel quartiere della Kalsa.
Storia La costruzione del palazzo, nella configurazione attuale, risale al 1778, anno in cui la famiglia Bologna inglobò nella propria dimora la casa della famiglia Saladino, appartenente alla nobiltà palermitana. L'edificio inglobava anche l'antica Torre Maniace, che sorgeva presso la porta Policii o Polizzi, costruita nel 1039 dal comandante bizantino Giorgio ManiaceA. Inveges, Parte terza degli annali della felice città di Palermo, Palermo 1651.. Il progetto dell'unificazione, voluto da Giuseppe Beccadelli, principe di Camporeale e marchese di Sambuca, fu eseguito dall'architetto del senato Carlo Chenchi. Successivamente l’edificio venne messo in vendita da Pietro Paolo Beccadelli e fu acquistato dal barone Giuseppe Maria Allegra al quale si devono alcuni rinnovamenti sia dei prospetti sia degli ambienti interniAtto in notar Francesco Paolo Cavarretta del 31 agosto 1872. . Il palazzo fu duramente colpito durante il bombardamento del 9 maggio 1943, l'ala destra fu distrutta e il resto del palazzo restò per lunghi anni in rovina. È stato restaurato interamente nel XXI secolo.
Architettura L'impianto planimetrico è caratterizzato da un interessante sviluppo su due corti, con una galleria-vestibolo che le mette in comunicazione. Il piano terra è in parte destinato alla cavallerizza con volte a crociera sorrette da quattordici colonne. Si perviene al piano nobile attraverso uno scalone a rampa unica. Percorrendo l'edificio longitudinalmente, dalla via Alloro alla via Riso, si sviluppa una successione di saloni decorati con stucchi e affreschi e arredati, in passato, con tappeti e mobilio di pregio provenienti dalla Francia secondo la moda del tempo ma anche realizzati in Sicilia grazie alla perizia delle maestranze locali.
L'edificio prospetta su tre vie con facciate stilisticamente diverse tra loro. Il prospetto su via Alloro è composto con classico schema settecentesco a tre livelli. Al piano terra si aprono due portali principali ad archi policentrici e piedritti con decorazioni coeve e otto ingressi disposti simmetricamente rispetto l'apertura centrale; al piano superiore, in asse con le aperture del piano terra, si trovano le grandi finestre del piano nobile, tutte decorate con ghirlande stile "Maria Antonietta", che vengono riproposte sulle aperture del secondo piano. Il prospetto sulla via Vetriera è caratterizzato dallo splendido terrazzo sul quale si affacciano i saloni di rappresentanza con fronte neoclassico, tipico dell'architettura del Chenchi. A sinistra il padiglione della musica, a testimonianza degli interessi culturali che i Beccadelli coltivavano. Poco rimane degli affreschi dei saloni, mentre nessuna testimonianza è giunta dell'opera di Olivio Sozzi nel palazzo. Note
Bibliografia
C. De Seta, M.A. Spadaro, S. Troisi, Palermo città d’arte. Guida ai monumenti di Palermo e Monreale, Kalos, Palermo 2004. G. Di Marzo (a cura di), Diari della città di Palermo dal secolo XVI al XIX, Pedone Lauriel, Palermo 1870. A. Inveges, Parte terza degli annali della felice città di Palermo, Palermo 1651. R. La Duca, Repertorio bibliografico degli edifici pubblici e privati di Palermo, Palermo 1994. G. Sommariva, Palazzi nobiliari di Palermo, Flaccovio, Palermo 2004. F. Vergara (a cura di), L’archivio Camporeale, Palermo 2000.
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