Alla data della morte, avvenuta nel 2015 all'età di 93 anni, era uno dei quattro viventi insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare di Guglielmo, la più alta destinata ai militari nei Paesi Bassi.

La resistenza Nel 1942 van den Hoek fu arrestato dai tedeschi e portato in un campo di lavoro nei pressi di Colonia. Durante un permesso, nel novembre 1943, non fece ritorno al campo ed entrò in clandestinità. Trovò, presso De Biesbosch, una casa galleggiante dove nascondersi, già occupata da altre tre persone in clandestinità. I clandestini della casa galleggiante venivano supportati dall'organizzazione partigiana LO (Landelijke Organisatie voor hulp aan onderduikers, Organizzazione Nazionale per l'aiuto alle persone nascoste), il cui compito era quello di aiutare tutte le persone in clandestinità. Durante questo periodo entrò a far parte del gruppo De Partizanen van de Biesbosch. Diventò così uno dei 21 partigiani chiamati line-crosser la cui specificità era quella di portare messaggi avanti e indietro tra i Paesi Bassi occupati e quelli già liberati dagli Alleati. La motivazione al conferimento dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine Militare di Guglielmo è stata la seguente:

Onorificenze

Note

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