Biografia Appartenente al ramo siciliano della famiglia dei Principato, fu legato per tutta la vita agli Angiò-Durazzo, sovrani del Regno di Napoli.

Il 3 settembre 1406 il Re Ladislao d'Angiò-Durazzo gli donò la Contea di PolicastroAlessandro Cutolo, Re Ladislao d'Angiò-Durazzo, Napoli, Arturo Berisio Editore, 1969, p. 143. e dopo la presa di Roma, avvenuta nel 1409, lo creò castellano di Castel Sant'AngeloAlessandro Cutolo, Re Ladislao d'Angiò-Durazzo, Napoli, Arturo Berisio Editore, 1969, p. 447.. Nell'ottobre dello stesso anno Betto si scontrò con Paolo Orsini in Vaticano. Questi passato dalla parte degli angioini contro i Durazzo, nel tentativo di riprendere Roma, attestatosi a Castel del Valca, irruppe in Vaticano con 300 lance e 200 fanti, bruciò la porta dell'ospedale di Santo Spirito e nella battaglia riuscì a catturare alcuni armigeri. Definito dallo storico Angelo di Costanzo «eccellente nelle guerre di mare»Angelo di Costanzo, Historia del Regno di Napoli, Napoli, 1710, p. 295., il 19 maggio 1411, schierato nell'esercito di Ladislao, prese parte alla fallimentare battaglia di Roccasecca, venendo fatto prigionieroSi veda il collegamento esterno sul sito web corsaridelmediterraneo.it.. Liberato dietro riscatto, partecipò all'occupazione dell'Umbria e dello Stato Pontificio, durante la quale vinse con l'ingegno uno scontro militare lanciando sui nemici dei carciofi al posto delle normali munizioni, che erano state esaurite, ragion per cui la sua famiglia in memoria di tale episodio inserì nel proprio stemma tale ortaggio. Era sempre con Ladislao quando questi convalescente fu riportato via mare a Napoli, dove morì quattro giorni dopo il suo arrivo, il 6 agosto 1414. Poco prima di morire, il sovrano aveva affidato a Betto, «suo fidatissimo famigliare»Scipione Ammirato, Gli opvscoli , Firenze, 1583, p. 69.Citazione: «Montò sulle galee per venirsene a Napoli, volendo che gli Orsini nella sua medesima galea fosser condotti; i quali nell'uscir di galea, stando egli alla poppa, volle prima vedere smontare in terra, et spezialmente Paolo, contra il quale egli era d'incredibile ira infiammato, perché volto ad un suo fidatissimo famigliare, il cui nome fu Betto da Lipari, accenandogli Paolo gli disse: "Abbi cura di cotesto traditore".», la custodia dei traditori Paolo ed Orso OrsiniAlessandro Cutolo, Re Ladislao d'Angiò-Durazzo, Napoli, Arturo Berisio Editore, 1969, p. 427..

Nel 1416 la Regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo gli concesse i feudi di Lagonegro, Lauria, Rivello e Tortorella e l'anno successivo (1417) lo ammise tra i baroni del suo ConsiglioNunzio Federigo Faraglia, Storia della Regina Giovanna II d'Angiò, Lanciano, R. Carabba, 1904, p. 73-286.. "Barone ricco"Giuseppe Galasso, Il Regno di Napoli. Il Mezzogiorno angioino e aragonese (1266-1494), Torino, UTET, 1992, p. 286., più volte prestò ingenti somme alla Corona. Betto era anche proprietario di galee da guerra, a cui la Regina Giovanna ricorse più volte, come nel 1420, quando dovette fronteggiare il rivale Luigi III d'Angiò-ValoisIrma Schiappoli, Napoli aragonese: traffici e attività marinare, Napoli, Giannini, 1972, p. 8..

Fu padre di Nicola, vescovo di Policastro dal 1430 al 1438Nicola Maria Laudisio, Sinossi della diocesi di Policastro, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1976, p. 76., e PolissenaNicola Montesano, in Casaletto, Terra in Provincia di Principato Citra, Lulu, 2020., moglie di Arteluche d'Alagonia, che nel 1442 seguì il Re Renato d'Angiò-Valois nel suo esilio in Francia, ricevendo in cambio dei feudi persi in Italia la signoria di Meyrargues in ProvenzaDominique Robert De Briancon, L'etat de la Provence, vol. 1, Parigi, 1693, p. 263..

Note

Bibliografia Alessandro Cutolo, Re Ladislao d'Angiò-Durazzo, Napoli, Arturo Berisio Editore, 1969. Dominique Robert De Briancon, L'etat de la Provence, vol. 1, Parigi, 1693. Irma Schiappoli, Napoli aragonese: traffici e attività marinare, Napoli, Giannini, 1972. Nicola Maria Laudisio, Sinossi della diocesi di Policastro, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1976. Nunzio Federigo Faraglia, Storia della Regina Giovanna II d'Angiò, Lanciano, R. Carabba, 1904.

Voci correlate Principato (famiglia) Nicola Principato Liberazione di Roma Battaglia di Roccasecca

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