Bring on the Lucie (Freda Peeple) è un brano musicale di John Lennon pubblicato nel suo album Mind Games (1973).
Il brano
Storia, composizione e registrazione Si tratta di un brano nel quale Lennon esprime il suo disprezzo nei confronti del potere politico, di qualsiasi schieramento si tratti, come esplicitato dal primo verso: «We don't care what flag you're waving» ("Non ci importa quale bandiera sventolate"). Nel brano è presente anche un'altra velata invettiva contro l'allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, all'epoca nel pieno dello scandalo del Watergate, non menzionato nel testo ma paragonato al numero della bestia («666 is your name») e riferimenti alla guerra del Vietnam. John Lennon aveva già iniziato a incidere canzoni ad argomento politico ai tempi dei Beatles, con brani come Revolution (1968), pag. 298 - 299. L'argomento politico raggiunse poi l'apice della sua importanza con l'album Some Time in New York City (1972). La composizione di Bring on the Lucie era stata cominciata già nel 1971, con il titolo di Free the People, come testimonia un nastro demo dell'epoca, in cui l'ex-Beatle suona tre accordi su una chitarra resofonica; Lennon recuperò la canzone due anni dopo per includerla in Mind Games. La performance vocale dell'artista è molto sentita, ma la musica non lega bene con il testo, basandosi principalmente su un calmo groove. Bring on the Lucie (Freda Peeple) è una delle due tracce di Mind Games ad avere Rick Marotta come batterista oltre Jim Keltner; l'altra è Meat City.
Pubblicazione ed accoglienza Bring on the Lucie è la quinta traccia del lato A di Mind Games, pubblicato il 29 ottobre nel Regno Unito e il 16 del mese seguente negli Stati Uniti; preceduta da One Day (At a Time), è inoltre l'ultima canzone della facciata, eccezion fatta per Nutopian International Anthem, che consiste solo in una manciata di secondi di silenzio. Nella ristampa del 2002 dell'album Mind Games, un demo di Freeda People fu incluso come bonus track. Un'altra versione in studio del pezzo appare nel cofanetto John Lennon Anthology (1998).
Indicata da Stephen Thomas Erlewine come uno dei migliori pezzi dell'album, assieme alla title track, One Day (At a Time) e Meat City, secondo AllMusic, in questo caso Lennon nasconde le sue idee politiche sotto frasi umoristiche, mentre il sito keno.org ha dato a questa traccia il massimo dei voti. Al contrario, Wilson & Arloy's hanno affermato che si tratta solo di una stupida canzone "pseudorivoluzionaria", mostrando così il loro disaccordo con i concetti espressi nel pezzo.
Formazione
John Lennon: voce, chitarra David Spinozza: chitarra Sneaky Pete Kleinow: steel guitar a pedale Gordon Edwards: basso Ken Ascher: tastiera Jim Keltner: batteria Rick Marotta: batteria "Something Different": cori
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Canzoni sulla guerra del Vietnam Categoria:Canzoni contro la guerra