La rete tranviaria di Bologna è stata una rete tranviaria in esercizio dal 1880 al 1963 a servizio della città di Bologna.
Storia L'introduzione del tram a Bologna (1880) Il dibattito sull'introduzione del tram a Bologna ebbe inizio negli anni 1870. In seguito a una prima relazione sul tema, avanzata nel 1876 dalla Giunta comunale, il tema fu dibattuto nelle sedute del Consiglio comunale dell'11 gennaio e del 23 gennaio 1877, che portarono all'approvazione, nello stesso anno, del «Capitolato per la concessione delle ferrovie a cavalli nella città di Bologna mediante licitazione privata, autorizzata a termini di legge con atto prefettizio del 12 marzo 1877, n. 2865».. Il Capitolato prevedeva la concessione di sei linee di "ferrovie a cavalli":. Da Piazza Vittorio Emanuele (oggi Piazza Maggiore) alla stazione di Bologna Centrale; Da Piazza Vittorio Emanuele a Porta San Felice; Da Piazza Vittorio Emanuele alla Barriera di strada Santo Stefano; Da Piazza Vittorio Emanuele a Porta Maggiore; Da Piazza Vittorio Emanuele a Porta San Mamolo; Da Piazza Vittorio Emanuele a Porta Saragozza.
Secondo il Capitolato:
Il Capitolato stabiliva inoltre che, una volta scaduta la concessione, della durata massima di 40 anni, il Comune sarebbe rimasto proprietario delle infrastrutture fisse. Il prezzo del biglietto fu fissato in 20 centesimi di lira per la prima classe, 15 centesimi per la seconda; la frequenza delle corse tranviarie non avrebbe dovuto superare i 15 minuti.
Fu indetto un concorso per la concessione e la costruzione delle linee, da cui uscì vincitrice la Società Anonima dei Tramways e delle Ferrovie Economiche di Roma, Milano e Bologna (STFE), fondata nel 1877 e che nel 1889 cambiò nome in "Società per le tramvie e le ferrovie economiche di Roma, Milano e Bologna" (TFE), detta "Belga"., emanazione della Société Anonyme d'Entreprise Generale de Travaux. che nello stesso 1877 aveva aperto la tranvia a cavalli Milano-Saronno. La STFE ottenne la concessione per una durata di 27 anni, dal 1877 al 1904.
La morte del presidente Charles Henri Lemaieur, l'11 settembre 1877, colpì la STFE quando già era stata avviata l'esecuzione degli impianti. In attesa del suo sostituto, la società sospese i lavori per oltre due anni, al punto che il comune di Bologna minacciò la società di azioni legali se non fosse iniziata: il 1º marzo 1880, la Giunta municipale discusse all'ordine del giorno l'autorizzazione a stare in giudizio contro il Sig. Luciano Tant di Bruxelles per la rescissione del contratto di concessione dei tramways..
In seguito all'avvio dell'azione legale, a cavallo di Ferragosto giunsero in città grandi quantità di rotaie e di traversine. I lavori iniziarono infine sulla tratta dalla Stazione-Piazza Maggiore nel settembre 1880. e il servizio iniziò sabato 2 ottobre 1880 alle ore 8:30..
Il successo della prima linea spinse la società Belga a procedere speditamente con la realizzazione delle linee successive: tutte le sei linee previste dal Capitolato entrarono in funzione prima della fine del 1880.
I primi ampliamenti della rete (1886-1893) Le sei linee inaugurate nel 1880 rimasero stabilmente in esercizio per alcuni anni, ma si dimostrarono poco redditizie: nel 1885, la società Belga propose al Comune di modificare la concessione, evidenziando che il servizio, così com'era attuato, non poteva garantire l'equilibrio economico. Di conseguenza, nel 1886 la Giunta comunale propose al Consiglio di stipulare una nuova convenzione con la Belga, secondo cui la società si sarebbe occupata dell'istituzione di nuove linee e dell'ampliamento delle sei già esistenti; una parte degli incassi d'esercizio sarebbe spettata al Comune; in cambio, la durata della concessione sarebbe stata prorogata al 31 dicembre 1931..
La nuova concessione prevedeva la realizzazione di nuove linee lungo le seguenti strade radiali: Via San Vitale, fino alla stazione ferroviaria per Portomaggiore (l'attuale stazione di Bologna Zanolini); Via Indipendenza; Via Zamboni, fino al quartiere Sant'Egidio (nell'odierno quartiere San Donato); Via Mazzini, fino alla Chiesa di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni; Via Sant'Isaia, fino alla Chiesa di San Paolo di Ravone; Via delle Lame.
Veniva inoltre stabilito il prolungamento di diverse linee già esistenti: Via d'Azeglio, fino alla Palazzina; Via Santo Stefano, fino allo Sterlino; Via Galliera, fino al deposito tranviario della Zucca (in via Saliceto).
La realizzazione delle nuove linee venne completata solo il 22 luglio 1893, con l'inaugurazione dell'ultima tra le nuove linee previste, da piazza Vittorio Emanuele II a piazzale di Porta Sant'Isaia..
Negli stessi anni furono poste le rotaie anche lungo un tratto dei Viali di Circonvallazione, da Porta San Mamolo a Porta Maggiore (nel 1886) e poi da Porta Maggiore a Porta San Vitale (nel 1887); tuttavia, nel 1891 tali servizi vennero soppressi e i binari furono rimossi.
Parallelamente, il 26 aprile 1881 ebbe luogo la corsa di prova di una macchina a vapore di fabbricazione francese, la Bollée, con l'intento di sostituire la forza motrice fornita dai cavalli. La novità, tuttavia, non fu adottata..
Gli ulteriori ampliamenti (1893-1899) Il direttore della società Belga, Dupierry, mantenne il proprio incarico fino al 1897.. Due anni prima, nel 1895, Dupierry aveva subìto un accoltellamento da parte di un tranviere, Giuseppe Casadei, in un momento di acute tensioni sindacali; sebbene in un primo momento si fosse diffusa la notizia del suo assassinio, il direttore si era presto ristabilito.
L'ampliamento della rete tranviaria procedette, seppur a rilento. Nel 1899, con il prolungamento della linea da piazza Vittorio Emanuele II a piazza di Porta Sant'Isaia fino al Meloncello, la rete raggiunse un'estensione complessiva di ..
Verso la trazione elettrica (1899-1904)
Il 21 gennaio 1899. si costituì, a Bruxelles, la società anonima Les Tramways de Bologne, che rilevò l'impresa tranviaria della Belga per e subentrò a essa nei rapporti con il Comune..
La nuova società aveva l'esplicito proposito di introdurre la trazione elettrica nel servizio tranviario bolognese, e a tal fine avviò trattative con l'amministrazione comunale.. In seguito a tali trattative, il 9 aprile 1900 il sindaco Alberto Dallolio discusse per la prima volta in Consiglio comunale un piano per la progressiva dismissione della trazione animale dei tram, a favore di quella elettrica.
Nella seduta del 12 dicembre 1901 il Consiglio comunale approvò il nuovo Capitolato di concessione. La società Les Tramways de Bologne assumeva l'obbligo di effettuare, entro due anni, numerosi ampliamenti della rete: oltre a elettrificare tutte le linee esistenti, la società si impegnava a istituire numerosi raccordi, a prolungare molte linee esistenti e a istituirne di nuove, tra cui il collegamento diretto con San Michele in Bosco. In cambio, il termine della concessione veniva prorogato al 31 dicembre 1952; il Comune si impegnava inoltre a non rilasciare concessioni concorrenti. Secondo il Capitolato, inoltre, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei percorsi sarebbe spettata al Comune, dietro pagamento di un corrispettivo annuo da parte della Les Tramways de Bologne.
Il nuovo Capitolato fu approvato in forma definitiva dal Consiglio comunale il 23 gennaio 1902 e stipulato di fronte al notaio Giulio Marchi il 5 agosto successivo. Modifiche minori furono introdotte nel 1905, quando si statuì che Les Tramways de Bologne avrebbe assunto l'obbligo di prolungare la linea di via Saragozza fino al Meloncello e la linea di via d'Azeglio fino al viale dei Colli di Paderno..
Per prima cosa, la Les Tramways impiantò una centrale a vapore presso il deposito tranviario della Zucca., dove furono erette anche una nuova rimessa e un'officina per le riparazioni delle nuove vetture. La prima corsa del tram elettrico si vide il 19 dicembre 1903, sulle linee di via d'Azeglio (fino alla Palazzina), di via Castiglione (fino ai Giardini Margherita) e di via Saragozza (fino all'omonima porta): a partire da quella data furono svolte le prove di addestramento del personale e di collaudo delle nuove linee..
Le prime due linee a trazione elettrica (quelle di via Indipendenza e della Zucca) iniziarono ufficialmente il servizio l'11 febbraio 1904,. con 4 carrozze sulla linea della Zucca e 5 sulla linea per la Stazione. Oltre ai collegamenti diurni, due carrozze garantivano ogni 20 minuti anche in orario notturno il collegamento tra piazza Vittorio Emanuele II e la Stazione.. Il 21 febbraio entrarono in funzione due ulteriori linee: d'Azeglio e Santo Stefano. A seguire, nel giro di poche settimane, l'elettrificazione fu ulteriormente estesa a Castiglione e Saragozza, poi a Sant'Isaia (il 13 aprile), poi sulla linea delle Lame (il 21 giugno, con partenze ogni 8 minuti) e sulla linea di via Saffi; quindi sulle linee Mazzini (fino agli Alemanni), San Vitale e Zamboni.
Le vecchie carrozze, ormai più che ventenni, furono portate per la maggior parte alla demolizione; per alcune si tentò una trasformazione in rimorchi da attraccare alle nuove vetture elettriche, caratterizzate dal colore verde. Quattro carrozze del tram a cavalli furono vendute per la tranvia di Mirandola, inaugurata il 1º ottobre 1904.
Gli ampliamenti nell'anteguerra (1904-1915) Nel 1906, la rete tranviaria urbana di Bologna raggiungeva un'estensione di 30,693 km, per un insieme di 14 linee.. Gli addetti al servizio tranviario, compresa la direzione e l'amministrazione centrale, erano 334; la rete era percorsa da 65 vetture automotrici e 8 rimorchi. A fine 1906, il numero di passeggeri annuo ammontava a .
A maggio 1906 venne inaugurata la linea elettrificata da Piazza Malpighi a Casalecchio di Reno, passando per Porta Saragozza. Il 4 novembre 1906, la linea per Porta Sant'Isaia venne collegata con la linea di Saragozza presso l'Arco del Meloncello. Per istituire tale collegamento, poiché la linea tranviaria attraversava obliquamente il Portico di San Luca, si era reso necessario trasformare due arcate in un'unica arcata di dimensioni maggiori,. rimasta poi immutata fino a oggi (2020).
Il 23 novembre 1908 il Consiglio comunale approvò il prolungamento della linea Mazzini-Alemanni fino ai Crociali, stabilendo che la concessione sarebbe stata attribuita alla stessa società Les Tramways de Bologne. Nella stessa seduta, l'assessore Rizzoli dichiarò che si erano già avviate trattative, con la stessa società, per il prolungamento della linea Zucca fino alla Corticella. Il successivo 9 dicembre il Consiglio approvò, in seconda lettura, la convenzione da stipulare con la Les Tramways de Bologne per il prolungamento della linea Mazzini-Alemanni fino ai Crociali. Il prolungamento entrò infine in servizio il 7 agosto 1909..
Il 3 dicembre 1909, la Deputazione provinciale si riunì per discutere l'assegnazione al comune della concessione per la costruzione di una nuova linea verso l'Istituto Ortopedico Rizzoli, inaugurato nel 1896 nei locali dell'ex Monastero di San Michele in Bosco. La concessione al Comune (che ne avrebbe poi fatto subconcessione alla società tranviaria) fu approvata, con scadenza al 31 dicembre 1952, pari a quella delle concessioni già in essere..