Il volo Aeroflot 8641 era un volo di linea della Aeroflot che il 28 giugno 1982, in viaggio dall'aeroporto di Leningrado-Pulkovo all'aeroporto di Kiev-Žuljany, precipitò vicino al villaggio di Mozyr, nella RSS Bielorussa. Tutte le 132 persone a bordo persero la vita all'impatto. Si tratta del più grave incidente accorso ad uno Yak-42 ed il più grave incidente aereo nella Bielorussia.
L'aereo Il velivolo era uno Yakovlev Yak-42, trimotore a reazione, con registrazione CCCP-42529. Il velivolo effettuò il primo volo il 21 aprile 1981 e venne consegnato alla compagnia il 1º luglio. Al momento dell'incidente aveva volato per 795 ore con un totale di 496 cicli di pressurizzazione.
L'incidente Lo Yak stava volando ad una altitudine di quando fu autorizzato a scendere a . I piloti impostarono la discesa con l'autopilota. Improvvisamente però, l'aereo iniziò a precipitare e dopo 3 secondi il pilota automatico si disattivò. L'equipaggio tentò di recuperare quota senza però riuscirci. Il velivolo iniziò una discesa incontrollata aumentando la velocità, subendo sollecitazioni ben oltre i limiti progettuali, oltre 2G negativi. Durante la discesa, l'aereo iniziò a ruotare sul proprio asse longitudinale con un angolo di discesa di oltre 50°. Lo Yak, arrivato ormai a a oltre , iniziò a disintegrarsi a causa delle enormi sollecitazioni e dopo 30 secondi dall'inizio della discesa la fusoliera si spezzò in più parti. I rottami furono ritrovati vicino al villaggio di Mozyr, Bielorussia su un'area di circa 23 km2.
Le indagini La commissione di inchiesta appurò che la repentina e incontrollata perdita di quota era dovuta ad un errore di progettazione del timone del profondità. Il jackscrew, formato da una vite senza fine e utilizzato per controllare il timone di profondità, si era rotto. La causa della rottura era da ricondursi a una errata progettazione del meccanismo e dall'impiego di materiali di scarsa qualità.
Lo stesso problema allo stabilizzatore fu riscontrato in altri Yak e venne successivamente risolto.
Conseguenze Per i due anni successivi all'incidente, i certificati degli Yak vennero revocati così come venne sospesa la produzione. La Corte Suprema Sovietica condannò inoltre a 2 anni di carcere (poi uno) per negligenza i responsabili della progettazione del timone.
Note
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