I Salazar sono un'antica famiglia discendente dall'omonima illustre casata spagnola della quale ha mantenuto lo stemmaPer una storia della famiglia Salazar di Spagna e lo stemma dei rami Salazar di Spagna e di Sardegna si veda: http://www.blasonari.net/apellido.php?id=828 , diramatasi in Italia nei rami sardo, napoletano, calabrese, lombardo e siciliano, questi ultimi ormai estinti . I Salazar di Sardegna espressero valorosi uomini d'arme, distintisi particolarmente nelle battaglie del Risorgimento.
Stemma L'arma dei Salazar in origine fu un castello d'argento in campo verde . Questa venne sostituita con lo scudo attuale in seguito ad una singolar tenzone, tenutasi in Toledo alla presenza del re Alfonso VI di León, intorno alla metà del secolo XI, nella quale Lope Garcia de Salazar sconfisse un gigantesco moro che portava 13 stelle sul manto. La leggenda vuole che questo fosse il velo sottratto ad un'immagine della Madonna, sul quale erano raffigurate. Il re quindi, per premiare la valorosa impresa, concesse come trofeo le stelle al Salazar che divennero così l'emblema della sua famiglia.
Tutti i rami della famiglia, sia in Spagna che in Italia, hanno assunto le tredici stelle come blasone, seppur con varianti locali.
Lo stemma antico del ramo di Sardegna dei Salazar, raffigurato nello Stemmario dell’Archivio Storico Comunale di Cagliari è: d'azzurro a tredici stelle (8) d'oro, alla bordura di rosso a tredici croci di Sant'Andrea d'oroPer un riferimento iconografico dell'arma raffigurata nello "Stemmario" del XVII secolo conservato presso l'Archivio Comunale di Cagliari si veda "Gli Stemmi della nobiltà sarda" a cura di F. Floris, L'Unione Sarda La Biblioteca dell'identita, Cagliari, 2005. In copertina fotografia della famiglia Salazar. La bordura caricata con le croci di S.Andrea fu concessa dal re Ferdinando III di Castiglia ai 65 cavalieri che parteciparono alla riconquista della città di Baeza, che avvenne il 30 novembre 1227, giorno in cui si celebra il Santo, tra i quali erano i fratelli Lope Garcia de Salazar e Diego Garcia de Salazar. Fu questa l'arma in uso sino al XIX secolo, a partire dagli inizi del secolo senza la bordura. Alla fine del XIX secolo alcuni araldisti attribuirono ai Salazar di Sardegna tredici stelle d'argento in campo rosso, e nel XX secolo di rosso a tredici stelle d'oro (6) poste 3,3,3,3 ed 1 in punta.
Storia La famiglia Salazar, originaria della Spagna, giunse in Italia con l'imperatore Carlo V e si diramò quindi in Sardegna, Milano, Napoli, Calabria e Sicilia .
Il casato Salazar di Spagna ha origini molto antiche . Ne scrisse Lope Garcia de Salazar Real Academia de la Historia | Historia Hispánica, nato nel 1399, uno dei principali storiografi spagnoli del XV secolo, autore dell’opera Bienandanzas y Fortunas, in base al quale la genealogia documentata della famiglia rimonta al 982 d.C.
In una copia della Bienandanzas y Fortunas custodita a Madrid vi è accluso un manoscritto che cita, tra vari discendenti dell’autore originari di Portugalete, il capostipite del ramo sardo: “Peroche de Salazar che combattè nella Battaglia del Garigliano sotto il comando del “Gran Capitan” Gonzalo de Córdoba .
Discendenza dai Merovingi
Secondo alcuni studiosi francesi e spagnoli il capostipite della famiglia fu il nipote di Eudon duca d’Aquitania , Aigoland (spagnolizzato in Galindo) de Salazar, Signore della Valle de Salazar nei Pirenei. Egli sconfisse la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno nella Battaglia di Roncisvalle del 778 d.C.; battaglia che ispirò la celebre Chanson de Roland. In base a questa ricostruzione storica i Salazar discenderebbero dalla dinastia merovingia, il cui capostipite fu Marcomero (347 d.C - 404 d.C.), figlio del duca Clodio. I Merovingi furono Re dei Franchi dal 370 d.C. al 751 d.C., quando vennero spodestati da Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, che diede origine alla dinastia dei sovrani Carolingi.
San Lorenzo
Alcuni autori citati negli Acta Sanctorum, testo di riferimento dell’Agiografia cattolica, affermano che San Lorenzo - che si festeggia il 10 agosto, giorno del suo martirio avvenuto in Roma nel 258 d.C. -, traeva “indubitatos, uti vult, natales ex nobili Salazariorum familia”, come si legge nel capitolo “X Agusti” dedicato alla sua vita.
Il Santo era Diacono del Papa Sisto II il quale gli affidò la custodia del Sacro calice dell’ Ultima Cena, che si voleva fosse stato portato a Roma dalla Terra Santa da San Pietro. San Lorenzo, per mettere in salvo la reliquia dalle persecuzioni dell’imperatore Valeriano, la portò in Spagna ai suoi genitori.
Dopo essere stato custodito in vari conventi ed essere passato nel possesso di alcuni Sovrani, il Calice approdò alla Cattedrale di Valencia, dove oggi si trova custodito.
È un pregevole manufatto in agata datato tra il IV secolo a.C. ed il I secolo d.C. Si tratta quindi della più accreditata versione del famoso Santo Graal, la cui ricerca tanto ha alimentato nei secoli le leggende e la narrativa occidentale.
Il ramo di Sardegna Il capostipite dei Salazar del ramo di Sardegna fu il nobile don Peroche de Salazarvedi pagina 23 https://www.comune.oristano.it/.galleries/doc-vivoristano/Bollettino1.pdf , "caballer principal de la naçion espanola", comandante di un'Infantaria e capitano di una nave, giunse nell'isola per "cose di guerra" per conto di "Sua Maestà".
Nel 1530 l'Imperatore Carlo V d'Asburgo lo investì Vicario di Cagliari perché, "persona di Sua fiducia", sebbene ciò fosse in contrasto con gli Statuti della città. Nel luglio dello stesso anno l’Imperatore gli concesse la Nobiltà del Sacro Romano Impero, con facoltà di trasmissione in perpetuo ai discendenti ed eredi sia in via maschile che femminile (Vienna Haus-, Hof- und Staatsarchiv), in considerazione, oltre che dei servigi resi alla Corona, dell’antichità e della nobiltà della famiglia e dei meriti e fedeltà degli antenati nei confronti dei Re di Spagna suoi predecessori.
Il Viceré di Sardegna Martín de Cabrera lo nominò Capitano di Oristano.
Egli tra le altre cose sovrintese alla fondazione della torre grande del porto della città, detta "Turri Manna", la più grande del sistema difensivo costiero della Sardegna, di cui fu anche primo Capitano e Alcayde.
Peroche de Salazar nel 1530 acquisì la Signoria feudale delle Scrivanie del Capitanato di Iglesias - Signoria che la famiglia mantenne fino al 1814 - e quella delle Scrivanie di Oristano.
Nel 1535 il Salazar partecipò alla conquista di Tunisi sovvenzionando di proprio gli approvvigionamenti per le truppe spagnole stanziate a Tunisi e in Francia.Sino al 1548, anno della sua morte, ricoprì l'incarico di Ricevitore del Sant'Uffizio della SardegnaLea H. C., The Inquisition in the Spanish Dependencies, New York, The Macmillan Company, 1908; Loi S., Sigismondo Arquer, AM&D, 2003.
La famiglia Salazar prese parte ai Parlamenti (Cortes) tenuti nell'isola, fino all'ultimo convocato sotto casa Savoia nel 1720, dove venne rappresentata nello Stamento Militare dai rami Salazar e Salazar Torrellas.
Nel 1677 Gavino Salazar rappresentó Iglesias come Sindaco nel Parlamento del Viceré Francisco de Benavides. Durante il suo mandato espose la difficile situazione in cui versava la città, a causa della grave epidemia di peste che l'aveva colpita pochi anni prima, chiedendo degli sgravi fiscali.
Ad Iglesias i membri della famiglia governarono la città ricoprendo innumerevoli volte, sin dalla fine del XVI secolo, spesso congiuntamente, le cariche di Giurato Capo, Tesoriere, Alcayde, e Capitano di Giustizia, anche con nomina “a vita".
I membri della famiglia furono valorosi ufficiali che si distinsero particolarmente durante le campagne Risorgimentali; venendo decorati, tra le altre, sei volte con medaglie d'argento al valor militare.
I Salazar per generazioni furono congregati ("Germani") dell'Arciconfraternita del Santo Monte di Iglesias; congregazione fondata nel XVI secolo che ancora oggi prende parte ai riti della Settimana Santa.
I Salazar di Sardegna discendono per linea femminile dai Torrellas baroni di Capoterra; gli Otger baroni di Villaperucciu e i Sanjust conti di S. Lorenzo ramo principale della famiglia (estinte nei Salazar di Sardegna); i Manca marchesi di Nissa e Villhermosa, i Cantuti Castelvetri conti di Ligonchio. Discendono dai Salazar per linea femminile i principi di Porcia e Brugnera, i marchesi Pilo Boyl di Putifigari, gli Asquer visconti di Fluminimaggiore, i Nunziante.
Tra gli ascendenti per via materna dell'attuale re Filippo del Belgio vi sono i Salazar di Sardegna.
Residenze e possedimenti della famiglia Salazar di Sardegna Il palazzo Salazar di Iglesias, risale al principio del XVI secolo; definito nel testamento seicentesco di Gavino Salazar come "palacio grande”, per le sue dimensioni imponenti, comparate a quelle degli altri edifici della città. Si trova di fronte al palazzo vescovile nell’area compresa tra le attuali piazza Collegio e piazza Municipio, che in epoca pisana era occupata dalle case dei conti di Donoratico, al tempo in cui Iglesias si trovava sotto il dominio di Ugolino della Gherardesca.
Il palazzo anticamente era destinato ad ospitare, oltre alle funzioni abitative, anche quelle amministrative connesse alla Signoria feudale delle Scrivanie di Iglesias di cui era investitita la casata Salazar. L'antico edificio è stato, nel corso del XIX secolo, frutto di frazionamenti e trasformazioni, che hanno portato la sua porzione prospiciente alla piazza ad ospitare lo storico albergo Leon d'oro.
La famiglia Salazar di Sardegna ebbe varie proprietà anche a Sant’Antioco, e a Cagliari, con palazzi in via dei Genovesi ed in via Lamarmora in Castello, di cui oggi rimangono solo le rovine dei bombardamenti del 1943.
Nel 1538 Peroche Salazar acquistò i Salti di Piscinas, terre che appartengono ancora alla famiglia. Nelle sue proprietà di Piscinas don Tomaso Salazar impiantò, a metà del XIX secolo, una pionieristica azienda agricola integrale.
Alla fine del secolo, sorse - sulle rovine di una chiesa medioevale di cui si possono riconoscere alcune vestigia nelle colonne e negli archi a sesto acuto della sala al pianterreno - la villa Salazar, su progetto dell'Ingegner Giorgio Asproni.
Sita in via Salazar, la villa - insieme al parco - è stata acquistata dal Comune di Piscinas nel 2002 e vincolata dalla Soprintendenza per i Beni architettonici della Sardegna. Oggi è divenuta museo storico della famiglia e polo culturale. Alla villa è dedicata la quarta puntata della trasmissione “Dimore antiche” del canale T.C.S. Tele Costa Smeralda.
Oltre alla proprietà dei Salti di Piscinas i Salazar possedettero il salto di Ollastra nell’Oristanese - passato nel 1698 per volontà testamentaria di Gavino Salazar ad una delle sue figlie - e altri vasti latifondi nel Sulcis-Iglesiente, in particolare a Pula, dove la proprietà si estendeva per 800 ettari, comprendenti il monte Bagadiu e l'area che dalle sue pendici giunge al mare (una parte della quale oggi occupata dal campo da golf di Is Molas), e dove sorgeva la villa Salazar - poi passata in altra famiglia -, sita nella via un tempo detta via Salazar, oggi via Masenti.
Esponenti notabili della famiglia Salazar di Sardegna Perochet (Iglesias 1557-1641), Giurato Capo di Iglesias a più riprese, a partire dal 1606, si distinse nella difesa della città e dell'isola di S. Antioco dai Saraceni. Fu legato al Duca di Gandia, che nel 1613 lo fece nominare Luogotenente del Maestro Razionale. Inviato a Corte come Sindaco di Iglesias, parteggiò per la fazione favorevole alla Unión de Armas del Conte Duca di Olivares. Ritornato nell'isola nel 1625 fu nominato Capitano di giustizia di Iglesias dal re Filippo IV di Spagna. Lorenzo, il "Magnifich" Llorenz Salazar fu Consigliere di Iglesias nel 1593; Collettore delle Regie Vendite e, a partire dal 1604, più volte Giurato Capo della città.