The Magazine of Fantasy and Science Fiction (in seguito Fantasy & Science Fiction, generalmente abbreviato in F&SF) è una longeva rivista di narrativa fantasy e fantascienza statunitense in formato digest, pubblicata per la prima volta nel 1949 dall'editrice Mystery House e in seguito dalla Fantasy House; entrambe erano sussidiarie delle Mercury Publications di Lawrence E. Spivak, che a sua volta divenne l'editore nel 1958. La Spilogale, Inc. pubblica la rivista dal 2001. Dal numero di aprile/maggio 2009 è pubblicata a cadenza bimestrale con 256 pagine per numero.
Nelle pagine della rivista, edita ininterrottamente da 65 anni, sono apparsi classici del genere quali Fiori per Algernon di Daniel Keyes, Un cantico per Leibowitz di Walter M. Miller e La torre nera di Stephen King.
La rivista Fantasy & Science Fiction ha avuto edizioni in varie lingue ed è pubblicata in francese e in lingua italiana (dal 2013 da Elara libri).
Testata Iniziò come The Magazine of Fantasy (autunno 1949), con Anthony Boucher e J. Francis McComas come curatori editoriali. Per comprendere l'intero spettro della narrativa speculativa, il titolo fu ampliato in The Magazine of Fantasy and Science Fiction con il secondo numero. La cadenza quadrimestrale divenne bimestrale con la quinta uscita (dicembre 1950). Con il passaggio alla e commerciale, divenne The Magazine of Fantasy & Science Fiction con il sesto numero (febbraio 1951), ritornando a The Magazine of Fantasy and Science Fiction quando divenne mensile con il numero 17 (ottobre 1952). La e commerciale riapparve nel maggio 1979 e il titolo fu infine abbreviato a solo Fantasy & Science Fiction con il numero di ottobre 1987. Con l'uscita di aprile/maggio 2009, da mensile tornò a essere una pubblicazione bimestrale.
Anni quaranta e cinquanta Alla metà degli anni quaranta, McComas fu co-curatore, con Raymond J. Healy, dell'antologia pionieristica Adventures in Time and Space (1946). Il grosso volume, un gigante della Modern Library, introdusse numerosi lettori alla fantascienza quando apparve negli scaffali delle librerie negli anni del secondo dopoguerra. Boucher alla fine del 1940 stava scrivendo copioni radiofonici, ma abbandonò i radiodrammi nel 1948, come spiegò a William F. Nolan, "soprattutto perché stavo impiegando un sacco di ore di lavoro con J. Francis McComas nella creazione di quello che divenne ben presto The Magazine of Fantasy and Science Fiction. L'abbiamo vista germogliare nel 1949 e prendere piede solidamente entro il 1950. Questa è stata una grande sfida creativa, e anche se sono stato coinvolto in un sacco di altri progetti, nel 1958 stavo con F&SF."
Passarono, in realtà, quattro anni da quando Boucher e McComas tentarono di lanciare la loro rivista di fantastico e storie soprannaturali. Inizialmente proposero a Fred Dannay l'idea di una pubblicazione sorella di Ellery Queen's Mystery Magazine. Dannay li raccomandò a Lawrence E. Spivak. Nel gennaio 1946, Boucher e McComas andarono a New York dove si incontrarono con Spivak, che suggerì che si mettessero assieme i contenuti per un numero di prova. Tornando in California, presentarono il loro prodotto l'11 marzo 1946, ottenendo un accordo scritto in agosto.
Nel settembre 1947 Joseph Ferman, il direttore generale delle Mercury Publications, richiese il materiale completo per l'uscita sperimentale della rivista, che doveva essere intitolata Fantasy and Horror (sottotitolata A Magazine of Weird and Fantastic Stories); Boucher e McComas glielo spedirono il mese successivo. Studiando i dati di vendita di altre riviste in formato digest, Ferman rinviò la pubblicazione. Trascorse un intero anno prima che riattivasse il progetto nel febbraio del 1949, suggerendo l'aggiunta di una storia di fantascienza. Tre mesi più tardi, Ferman venne fuori col nuovo titolo, The Magazine of Fantasy. Il 6 ottobre 1949 la rivista fu presentata in pompa magna nel corso di un pranzo ad invito presso il Waldorf-Astoria, con Basil Rathbone come maestro delle cerimonie.
Cosa Boucher e McComas si sforzavano di raggiungere era una base letteraria di gran lunga al di sopra delle trame in stile pulp e di azione-avventura da molti associata al genere, raggiungendo questo obiettivo concentrandosi sulle ristampe. Eliminando le illustrazioni interne e impostando il testo in una sola colonna lungo la pagina, diedero alla loro pubblicazione l'aspetto di una rivista letteraria. Le prefazioni alle storie che Boucher scriveva erano attentamente calcolate per attirare il lettore sui primi paragrafi delle storie, impostando il tono mentre si fornivano informazioni di base e approfondimenti. Questa fu una delle caratteristiche maggiormente distintive della rivista e alcuni lettori sceglievano di sfogliare tutte le pagine e assorbire tutte prefazioni di Boucher prima di decidere quale storia leggere prima. Nolan, nella dedica iniziale del suo libro 3 to the Highest Power (1968), prese atto della genialità di Boucher per quelle introduzioni illuminanti:
Al momento del debutto della rivista, Spivak era ben noto come moderatore-produttore della trasmissione radiofonica American Mercury Presents: Meet the Press, oltre a pubblicare la poco redditizia rivista The American Mercury, 30 ristampe gialle annuali e il redditizio Ellery Queen's Mystery Magazine, che aveva una diffusione di copie. The Magazine of Fantasy fu lanciato con una tiratura di copie. Intervistato dal Time sul nuovo compagno dellEllery Queen's Mystery Magazine, Boucher previde la pubblicazione mensile e commentò: "Il romanzo poliziesco si sta cacciando in un vicolo cieco di ripetizione. La fantascienza potrebbe essere la prossima grande via di fuga.""The detective story is getting into a blind alley of repetition. Science fiction may be the next big escape."
La residenza di Boucher a Berkeley (California) al 2643 di Dana Street fungeva da ufficio della rivista e poco dopo l'inizio delle pubblicazioni l'ufficio postale di Berkeley chiamò per informare Boucher che stava istituendo un apposito sacco della posta per tutta la corrispondenza in arrivo, un flusso costante che comprendeva da 80 a 120 manoscritti sottoposti ogni settimana.
The Magazine of Fantasy fu sottotitolato "Un'antologia delle migliori storie fantasy, vecchie e nuove". Quel primo numero offriva infatti una mescolanza di nuovi contributi e ristampe. I nuovi racconti erano scritti da Cleve Cartmill, H.H. Holmes (pseudonimo dello stesso Anthony Boucher), Philip MacDonald, Winona McClintic e Theodore Sturgeon. La storia di Sturgeon L'Hurkle è una bestia felice (The Hurkle Is a Happy Beast) in seguito apparve in varie antologie. Le ristampe erano Men of Iron (1940) di Guy Endore, Perseus Had a Helmet (1938) di Richard Sale, A Bride for the Devil (1940) di Stuart Palmer, L'abbazia di Thurnley (Thurnley Abbey) del 1908 di Perceval Landon, (testo integrale online) Rooum del 1910 di Oliver Onions (testo integrale online) e La stanza perduta (The Lost Room, 1858) di Fitz-James O'Brien. (testo integrale online)
Il secondo numero, ora col titolo The Magazine of Fantasy and Science Fiction, presentava storie di W. L. Alden, Robert Arthur, Ray Bradbury, Robert M. Coates, Miriam Allen DeFord, Anthony Hope, Damon Knight, Kris Neville, Walt Sheldon e Margaret St. Clair, più una collaborazione di L. Sprague de Camp e Fletcher Pratt. Con il racconto di fantascienza G-li gnurr fencono fuori talle pareti (The Gnurrs Come from the Voodvork Out), quel numero introdusse Reginald Bretnor, che divenne l'umorista residente della rivista per molti numeri a seguire, contribuendo con storie come Bug-Getter. (testo integrale online)
La terza uscita introdusse il ventitreenne Richard Matheson, che fece un'impressione indelebile sui lettori con Nato d'uomo e di donna (Born of Man and Woman), la sua prima storia pubblicata.
Boucher e McComas iniziarono la loro rubrica "Lettura raccomandata" col secondo numero, con entrambi i curatori impegnati nelle recensioni. Dopo l'annuncio dell'agosto 1954 che McComas stava lasciando la rivista per viaggiare e scrivere, Boucher subentrò come l'unico recensore fino alla sua morte nel 1958.
Ai suoi inizi nel 1949 la rivista fu quadrimestrale fino al numero di autunno del 1950. La frequenza delle pubblicazione aumentò divenendo bimestrale nel dicembre 1950 e mensile nel 1952.
Anni novanta e duemila Dal 1991 al 2008 furono pubblicati 11 numeri per anno (compreso un "numero doppio per l'anniversario" esteso ogni ottobre). Nel gennaio 2009 l'editore-curatore Gordon Van Gelder annunciò che da aprile la rivista avrebbe ridotto i costi postali passando alla pubblicazione di numeri doppi bimensili, con una perdita netta del 10% di contenuti. "Alla fine, ricaviamo all'incirca gli stessi soldi da un abbonamento elettronico che da uno cartaceo", scrisse Van Gelder il 7 marzo 2009.
Diffusione La diffusione mensile nel 2011 era di copie. La demografia dei lettori del 2011: 61% maschi, 39% femmine, 52% di età 26-45, 23% 46-55, 93% hanno frequentato il college, 28% hanno un diploma universitario.
Cronologia dei curatori J. Francis McComas, autunno 1949 – agosto 1954 Anthony Boucher, autunno 1949 – agosto 1958 Cyril M. Kornbluth, 1958 William Tenn, 1958 Robert P. Mills, settembre 1958 – marzo 1962 Avram Davidson, aprile 1962 – novembre 1964 Joseph W. Ferman, dicembre 1964 – dicembre 1965 (supervisore del figlio Edward Ferman, che era il curatore editoriale) Edward L. Ferman, gennaio 1966 – giugno 1991 Kristine Kathryn Rusch, luglio 1991 – maggio 1997 Gordon Van Gelder, giugno 1997 – marzo 2015 Charles Coleman Finlay, marzo 2015 – presente
Rubriche Robert Bloch scrisse una notevole serie di saggi sul fandom negli anni cinquanta. Al seguito di McComas e Boucher vi furono altri critici letterari, tra i quali Alfred Bester, Damon Knight, Avram Davidson, Judith Merril, James Blish, Joanna Russ, Algis Budrys, John Clute, Orson Scott Card, Charles de Lint, Elizabeth Hand and Michelle West. Charles Beaumont, Baird Searles, Harlan Ellison, Kathi Maio e Lucius Shepard si occupavano del cinema e dei media correlati con, per breve tempo, William Morrison come critico teatrale.
Isaac Asimov scrisse una rubrica scientifica per la rivista che apparve senza interruzione per 399 numeri mensili, dal novembre 1958 al febbraio 1992, concludendola due mesi prima della propria morte, quando la sua salute era talmente precaria che dovette dettare l'ultimo saggio alla moglie Janet Asimov.Epilogue by Janet Asimov, in Theodore L. Thomas, Gregory Benford e Pat Murphy contribuirono a loro volta alle rubriche scientifiche. Charles Platt fornì interviste e saggi sulla narrativa speculativa. Diversi scrittori evidenziarono le stranezze letterarie nella rubrica "Curiosità". La rubrica umoristica "Concorsi" fu raccolta da Ed Ferman nell'antologia Oi, Robot. Dal 1956 al 1973 apparve una serie di lunghe barzellette con finale paradossale (shaggy dog story) note come "feghoot", scritte da Reginald Bretnor sotto il suo pseudonimo anagrammato di Grendel Briarton, intitolate Through Space and Time with Ferdinand Feghoot.
Illustrazioni di copertina Nel 1950-51 il direttore artistico della rivista George Salter dipinse pressoché tutte le copertine usando un approccio surrealistico e immaginativo che assai appropriato in abbinamento ai diversi contenuti interni. Due eccezioni furono i dipinti astronomici di Chesley Bonestell per i numeri di dicembre 1950 e agosto 1951. A Salter e Bonestell si unì nel 1952 Ed Emshwiller che divenne, nel corso di tre decenni, il più prolifico artista di copertine della rivista.