La chiesa di San Bartolomeo è la parrocchiale di Rettorgole, frazione di Caldogno in provincia e diocesi di Vicenza; fa parte del vicariato di Castelnovo-Malo.

Storia La prima chiesa costruita sul luogo dovrebbe risalire all'XI secolo e probabilmente era costruita in direzione nord-sud. Dopo essere stata spogliata dei beni e parzialmente demolitaCome si evince da un documento del 1600: «turpato il Cemeterio, demolita la casa, cavati li morari, et spoliata di tutti li suoi beni mobili et stabili et venduto ancor il quartese»; il vescono Michele Priuli, in una visita del 1584 scrisse che la trovò: «derelita et spoliata di tutti li suoi beni» cfr. ad opera di un certo Francesco Milano recuperando i mattoni per costruirsi la sua dimora. venne abbattuta per lasciare posto ad una chiesa settecentesca di cui sono stati ereditati i due altari lateraliDello stato di degrado della chiesa viene riportato anche nelle relazioni delle visite pastorali. Nella visita pastorale a Cresole del vescovo Michele Priuli il 3 maggio 1582, il cappellano riferisce: «Vi è una chiesa di San Bastiano di Rettorgole ch'è membro di questa chiesa, ma vien usurpato ogni cosa dal sig. Antonio Dall'Acqua et dal Cavalier Milano da Novoledo, et per quanto mi vien detto l'haveva entrata assai, ma è stata usurpata». Nella visita a Rettorgole del 10 giugno 1648 del cardinale Marco Antonio Bragadino si cita la canonica non più presente perché usurpata da dei laici contro i quali il parroco sta agendo legalmente. cfr. .

Nel 1748 la chiesa possedeva solo un altare intitolato a San Bartolomeo e, in una teca di argento, le reliquie tratte dalle ossa di San Bartolomeo e di Santa MonicaDalla relazione della visita pastorale del 6 settembre 1748 del cardinale Antonio Marino Priuli cfr.

La chiesa venne ricostruita rispetto alle strutture preesistenti negli anni 1888-89 con una struttura neogotica che si ispira alle chiese fiorentine del Trecento e con un aspetto non molto dissimile da quello odierno.. Tale rifacimento fu voluto da Giovanni Battista Peruzzi:

Nel 1898 come ultima volontà di Clementina Curti la chiesa venne ampliata aggiungendo una quarta arcata alla navata espandendo così la facciata verso nord..

Descrizione La chiesa presenta un'unica stanza rettangolare divisa da tre arcate per lato occupate, al centro, dalle porte laterali e, ai lati, da diverse nicchie. La prima nicchia a sinistra è organizzata come battistero e ha ospitato per lungo tempo una tela del martirio di Sant'Eurosia, mentre nella prima a destra è presente un piccolo altare dedicato al Sacro Cuore; nelle altre due nicchie sono presenti due altari Settecenteschi (appartenenti alla chiesa precedente) con la Madonna del Rosario a sinistra e una tela del martirio di San Bartolomeo a destra. Tale pala è di notevole fattura, recentemente restaurata, è datata ottobre 1757 e con Costantino Pasqualotto come probabile autore.

L'altare originario è rimasto addossato alla parete di fondo accompagnato da un'immagine della Vergine col Bambino eseguita dal Giacomelli nel 1890.

Note

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