Cori è un comune italiano di abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Centro urbano collinare dei Monti Lepini nord-occidentali su un luogo frequentato da circa anni, nell'antichità era conosciuto come Còra. Storicamente diviso tra Cori Monte e Cori Valle, è formato da tre rioni.

Geografia fisica

Territorio Cori è posizionata su una collina, che nel punto più alto del centro cittadino raggiunge un'altitudine di circa 400 m. s.l.m, ultima propaggine dei Monti Lepini, in posizione dominante rispetto alla sottostante Pianura Pontina, con una visuale che arriva sino al Mar Tirreno, e, nei giorni più limpidi, fino al Promontorio del Circeo e alle più distanti Isole Ponziane.

Il territorio comunale è nettamente diviso in due, con la parte orientale caratterizzata dai rilievi montuosi dei monti Lepini, che degradano in una zona collinare, prima di arrivare a quella occidentale via via più pianeggiante. I rilievi più rilevanti sono quelli del Monte Lupone, del Monte Pratiglio e del Monte Risaturo.

Dal punto di vista idrografico il territorio è caratterizzato da brevi corsi d'acqua a carattere torrentizio, come il Fosso della Catena, il Fosso La Pezza, il Fosso del Monsignore e il Fosso del Murillo.

Clima Il clima di Cori è di tipo mediterraneo, pur con caratteri un po’ più interni rispetto ai centri strettamente costieri: nel corso dell’anno si alternano infatti estati calde, umide ma generalmente asciutte, con prevalenza di cieli sereni, e inverni più lunghi, freddi, piovosi e solo parzialmente nuvolosi. La fase più stabile e soleggiata si concentra tra giugno e l’inizio di settembre, mentre i mesi autunnali e invernali risultano più variabili e nuvolosi.

La temperatura nel corso dell’anno varia in genere da circa 2 °C a 32 °C; la stagione calda dura approssimativamente da metà giugno ai primi di settembre, con luglio come mese più caldo, nel quale le temperature massime che si attestano intorno a 32 °C di massima e 19 °C di minima; al contrario, i mesi più freddi si collocano in pieno inverno, con gennaio che presenta valori medi di circa 13 °C nelle massime e 4°C nelle minime.

Le precipitazioni seguono un regime tipicamente mediterraneo, con una lunga fase più piovosa che va da settembre ai primi di maggio e una stagione più asciutta compresa fra maggio e settembre. Il mese con il maggior numero medio di giorni piovosi è novembre, con circa 9,9 giorni con almeno 1 millimetro di pioggia, mentre luglio è il mese più secco, con una media di circa 2,9 giorni piovosi.

Classificazione climatica: zona D, 1781 GR/G

Origini del nome Le leggende narrano le origini divine di Cori, il cui antico nome era Còra (Còre in dialetto corese arcaico): secondo una di queste narrazioni Cora sarebbe stata fondata dal troiano Dardano, un'altra mitologia racconta che il paese sarebbe stato costruito da un re di Alba Longa, un'altra ancora ci dice che il fondatore fu Enea. Dopo che il paese fu distrutto, Corace (Coras figlio di Catillo [flotta di Evandro] e nipote di Anfiarao re di Argo - Arcadia), un reduce della guerra di Troia, sarebbe approdato sui resti dello stesso, lo avrebbe ricostruito, dandogli il suo nome. Il nome potrebbe derivare in realtà dal latino arcaico Corax (Corvo), inteso come animale totemico.

Storia

Storia antica Cori è l'antica città di Cora che il mito vuole fondata in un periodo tra il XIII ed il XII secolo a.C. Recenti scoperte archeologiche hanno rilevato la presenza stabile di un nucleo abitativo risalente all'Età del Bronzo. Le prime fonti storiche annoverano Cora tra le più antiche dei Prisci Latini, l'originario nucleo di popoli di stirpe latina organizzati in una federazione di Stati sovrani. Successivamente il territorio fu invaso dai Volsci, un popolo di origine umbra. Cora godeva di piena autonomia tant'è vero che coniava una propria moneta denominata "corano". Nell'anno 642 a.C.fonte: Dionigi di Alicarnasso. il Re Tullo Ostilio, dopo la distruzione di Alba Longa, chiese la sottomissione delle città Latine. A tale pretesa la Lega Latina rispose con la guerra. La coalizione venne guidata da Publicio Anco di Cora. Al termine del conflitto 300 ostaggi di Cora e di Pometia vennero trucidati nel Foro Romano da Appio Claudio. Allo scioglimento della Lega Latina e alla sottomissione a Roma delle singole città che la componevano, Cora ottenne la condizione di città federata, ovvero di Stato alleato, che mantenne fino alla riforma generale amministrativa dell'Italia attuata da Roma dopo la guerra civile.

Negli anni 340-338 a.C. partecipò alla guerra Latina al fianco di Roma contro Privernum e Fundi subendo devastazioni dalle forze guidate dal fondano Vitruvio Vaccofonte: Livio..

Nel 218-201 a.C. partecipò, sempre al fianco di Roma, alle guerre punichefonti: Silio Italico e Livio.. All'inizio del I secolo a.C. con l'acquisizione della cittadinanza romana e l'erezione a municipium Cora venne attribuita alla tribù Papiria. Successivamente fu coinvolta nella guerra tra Mario e Silla (90-88 a.C.). Cori mantenne una larga autonomia politica ed amministrativa come città alleata di Roma, tanto che si fregiava dell'acronimo SPQC. Nell'Eneide di Virgilio c'è una citazione di Cora.

Pochi i riferimenti storici della città durante il periodo imperiale.

Storia medievale, rinascimentale e moderna Durante i secoli dell'Alto Medioevo Cori subì una profonda decadenza. Si hanno notizie di un'incursione saracena avvenuta nell'832. Le altre notizie storiche della città si ritrovano nel 1114, quando papa Pasquale II concesse la protezione papale al cenobio della SS. Trinità de Cora, insediamento benedettino che sorgeva sui monti di Cori (pochi resti sono tuttora visibile sul monte della Badia). Nel 1167 Cori venne saccheggiata dalle truppe di Federico Barbarossa. Nel 1211 papa Innocenzo III infeudò Cori in concessione revocabile a Pietro degli Annibaldi.

Dopo la morte dell'Annibaldi, Cori tornò sotto la sovranità pontificia (1234) e venne dichiarata castellania inalienabile da papa Gregorio IX. Il dominio della Chiesa non impedì comunque lo sviluppo dell'ordinamento Comunale, a metà del duecento risale il primo statuto cittadino (l'antico palazzo pubblico svolge tuttora funzione di municipio). Come libero comune Cori fu alleata militarmente alla vicina Velletri, i vincoli di aiuto reciproco risalgono almeno al 1207.

Durante il medioevo Cori acquisì quell'aspetto urbanistico che ancora oggi caratterizza la sua parte storica: stretti vicoli, piazze, chiese, porticati.

Si hanno notizie di una comunità ebraica presente, sia Cori Monte, sia a Cori Valle, tra il XV e il XVI secolo e tale presenza scomparve con la bolla papale del 1593.

Risale al 1312 la prima redazione dei "patti" stipulati tra la Città di Roma e la comunità di Cori, che da quel momento acquisì lo status di feudo del senato romano: Corì donò a Roma una Statua della Minerva del I secolo a.C., che oggi è esposta nella Piazza del Campidoglio; Roma contraccambiò regalando a Cori i colori giallo e rosso e proteggendola dal rischio di diventare feudo di qualche nobile locale. Tale situazione rimase immutata fino al 1832 quando Cori fu inserita nella legazione di Velletri (eccezion fatta negli anni in cui la città fece parte dell'Impero Francese). La comunità locale codificò gli usi e le consuetudini locali in uno Statuto, una raccolta di norme di cui si ha notizia dal 1327 e che fu aggiornata periodicamente e data alle stampe nel 1549 e nel 1732. Tuttavia nel 1363, con l'applicazione anche alla provincia di Campagna e Marittima, delle Costituzioni egidiane l'istituto comunale perse molta della autonomia.

Agli inizi del Quattrocento Cori fu invasa da Ladislao di Durazzo, che la dominò fino al 1410. Le "tribolazioni" subite dalla città tra il 1495 e il 1503 sono narrate nel Diario Corese del notaio locale Antonio Fasanella. Lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius visitò Cori nel 1860 e ne parlò nel suo libro "Passeggiate per l'Italia"

Dall'Unità d'Italia ad oggi Nel 1870, a seguito dell'Unità d'Italia, Cori venne inserita nella Provincia di Roma (ottenendo Giulianello come frazione), successivamente nel 1934, dopo la fondazione di Littoria (l'odierna Latina), la città passò nella neonata Provincia omonima. Dopo l’annessione al Regno d’Italia la popolazione di Cori beneficiò di alcune innovazioni: elettricità, ospedale, nuove strade, ferrovia, fontane, nuova scuola. Frequenti erano le tensioni tra i contadini e i proprietari terrieri.

Nel corso delle due guerre mondiali alto fu il numero dei coresi che perirono su tutti i fronti. Dopo le macerie e i morti che lasciò la Seconda Guerra Mondiale, conseguenze dello Sbarco di Anzio (di cui ha parlato una puntata del programma La Grande Storia di Raitre nel 2004), Cori subì, in pochi decenni, delle mutazioni economiche, urbanistiche e sociali.

Il 9 marzo 1997 a Cori avvenne un duplice efferato omicidio, che ebbe come vittime il ventitreenne Patrizio Bovi e la diciassettenne Elisa Marafini. Passò alle cronache nazionali come delitto di Cori ed ebbe largo rilievo mediatico.

Dal punto di vista politico le amministrazioni comunali che si sono succedute dal 1944 ad oggi sono sempre state a guida di sinistra e di centrosinistra, tranne sette anni ad inizio anni 2000.

Simboli

Lo stemma storico di Cori è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 27 febbraio 1934 e concesso con gli ornamenti da Città con decreto del presidente della Repubblica del 9 gennaio 2004.

Non si sa cosa rappresenti il leone rampante né quando sia stato adottato per la prima volta. Lo stemma civico più antico di cui si hanno notizie fu fatto scolpire agli inizi del '400 dal cardinale Pedro Fernandez de Frias e si trova nella Cappella dell'Annunziata. I colori di Cori sono il giallo e il rosso, che sono stati donati da Roma. Sul gonfalone, un drappo di giallo con la bordatura di rosso, è riportata la scritta con l'apposita corona. La bandiera è un drappo di rosso, ornato dal medaglione ellittico di giallo, caricato dallo stemma civico.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Cori storicamente è sempre stata divisa in due (anche dopo la nascita dei nuovi quartieri al di fuori del centro storico): la parte del paese posta alla somma del colle è chiamata Cori Monte (o Cori Alto), mentre la parte che è situata alla fine della collina è chiamata Cori Valle (o Cori Basso). Gli abitanti di sopra e di sotto vengono definiti montanari e vallarani.

I tre antichi rioni prendevano il nome dalle tre porte di accesso al paese: Rione di Porta Signina (Cori Monte), Rione di Porta Romana e Rione di Porta Ninfina (Cori Valle). I loro appellativi derivavano dalle località in cui conducevano, rispettivamente: Segni, Roma e Ninfa.

Architetture religiose Santuario della Madonna del Soccorso

Il santuario della Madonna del Soccorso, le cui origini sono legate ad una tradizione che riporta l'apparizione della Madonna avuta da una bambina di Cori nel XVI secolo, è un edificio religioso, nel cui interno, realizzato in stile barocco, è conservata un'immagine della Madonna, forse di scuola fiorentina, risalente al XIV secolo.

Chiesa Santa Maria della Pietà