L'antiprotestantesimo è l'opposizione ideologica, critica, istituzionale o anche solo pregiudiziale nei confronti del protestantesimo e, per estensione, di tutte le chiese aderenti alla Riforma protestante.

Tradizionalmente, l'antiprotestantesimo era praticato (e continua a essere in misura minore) dalla Chiesa cattolica dopo lo scisma di Martin Lutero, essendo quest'ultimo un critico nei confronti della Chiesa di Roma, specie di usanze come la simonia, il culto dei santi, l'intercessione presso i morti, la plenitudo potestatis, la teoria del purgatorio e il mercato delle indulgenze; nonostante ciò, tale sentimento nel tempo è entrato a far parte anche dell'Ortodossia e di movimenti, sette o organizzazioni che discendono dal protestantesimo ma non s'identificano con esso, anzi lo detestano, come il restaurazionismo.

Differenze dottrinali rispetto al cattolicesimo

Il tentativo di Lutero e di vari teologi che l'hanno preceduto di riformare la Chiesa cattolica, criticando gli abusi e la mondanità della stessa in epoca medievale, fu caratterizzato dalla formulazione di dottrine e teorie contrarie o comunque diverse rispetto alla tradizione cattolica di Roma; la doppia affermazione di Lutero, secondo cui la salvezza si può ottenere solamente con la fede in Gesù Cristo e non con le buone azioni, insieme all'accusa rivolta verso il pontefice di essere l'Anticristo, (successivamente condivisa anche dagli altri protestanti), avrebbe presto scatenato le ire del Vaticano.

I riformatori più colti utilizzavano la stampa a caratteri mobili progettata da Johannes Gutenberg per divulgare le loro idee nei rispettivi paesi, facendo appello alla popolazione di ribellarsi nei confronti di Roma. L'arma maggiormente efficace per farsi ascoltare dai loro contemporanei fu paradossalmente la Bibbia stessa; le profezie dell'Antico Testamento e l'Apocalisse di Giovanni giocarono un ruolo fondamentale in questa battaglia teologica, sicché veniva chiesto ai fedeli di allontanarsi da "Babilonia" (cioè la Chiesa cattolica) e dall'"Anticristo" (il papa) che si era arrogato il trono di Dio, ..

Lutero e gli altri, tra cui Huldrych Zwingli, proseguirono con le loro critiche, soffermandosi su aspetti dottrinali di diversa natura: le indulgenze, il purgatorio, la devozione verso i santi, il celibato ecclesiastico, il monachesimo, l'ecclesiologia e i sacramenti (soprattutto l'Eucaristia). Tutto ciò agli occhi della Chiesa cattolica era in odore di eresia e le conseguenze sarebbero state distruttive per ambedue le fazioni.

Rapporti con ortodossi e altri cattolici Al contrario, la Chiesa ortodossa e le chiese dell'Oriente cristiano non hanno mai mostrato un'avversione autentica né particolare interesse per i protestanti; le ragioni di questa noncuranza sono dovute principalmente all'occidentalità della Riforma protestante e del protestantesimo, il quale si è largamente diffuso nelle Americhe, in Oceania e in alcune zone dell'Africa, limitando i contatti con l'Oriente. Vanno considerate anche le differenze linguistiche oltre che storico-geografiche. Oggigiorno l'Ortodossia tende a considerare le chiese che non condividono la Tradizione Apostolica come "sette" o "culti", forme corrotte di cristianesimo, non eresie vere e proprie. Di recente nei paesi dell'ex URSS, specie quelli a maggioranza ortodossa, si è sviluppata una sorta di ostilità nei confronti dei protestanti, soprattutto evangelici e pentecostali, dovuta al tentativo di evangelizzazione da parte di questi ultimi nei confronti dei cristiani ortodossi con l'obbiettivo di farli diventare evangelici o pentecostali (un atteggiamento che per gli ortodossi meno aperti rientra nel fanatismo religioso) e al crescente nazionalismo slavo.

I cattolici tradizionalisti si dimostrano invece critici verso il protestantesimo e la Riforma, accusando i cristiani protestanti di aver commesso degli errori in ambito teologico e liturgico. In genere questi cattolici tendono ad esibire e celebrare in maniera anche molto vistosa alcuni aspetti del cattolicesimo combattuti dalla Riforma protestante, come l'utilizzo delle immagini, la messa in latino e lo sfarzo dei paramenti sacri.

Storia

Persecuzioni avvenute prima della Riforma I primi protestanti ad essere condannati eretici e perseguitati dai cattolici furono i valdesi, accusati di eresia ben due volte e inizialmente soppressi con le armi dai cattolici: nel 1211 più di 80 cristiani valdesi bruciarono sul rogo a Strasburgo, un massacro che avrebbe anticipato molti secoli di sofferenza per i valdesi, i quali ne uscirono decimati (il movimento è quasi scomparso).

Durante il Concilio di Costanza il teologo Jan Hus fu condannato al rogo e ucciso nel 1415. Egli aveva assunto delle posizioni molto critiche nei confronti del potere ecclesiastico e l'infallibilità del pontefice, posizioni vicine a quelle di John Wyclif e dei valdesi. In seguito le sue opinioni influenzarono, tra gli altri, Martin Lutero. Anche i suoi seguaci, gli hussiti, subirono l'opposizione di Roma con una crociata originatasi dalla defenestrazione di Praga nel 1419.

Controriforma, eresie e guerre di religione Dopo la condanna di eresia emessa nel 1521 da papa Leone X nei confronti di Lutero e delle sue tesi con la promulgazione della bolla Decet Romanum Pontificem, vari principi tedeschi decisero di aderire al luteranesimo per liberarsi dal controllo politico e finanziario di Roma, proteggendo sia il riformatore che i suoi seguaci. Federico il Saggio per primo si offrì di proteggere Lutero a Wartburg (in seguito Lutero si sarebbe appellato al diritto divino dei re per fermare la guerra dei contadini tedeschi una volta tornato a Wittenberg). Il luteranesimo, insieme a zwinglianesimo e calvinismo, si diffuse rapidamente nell'Europa settentrionale e nel mare del Nord.

L'intera Scandinavia adottò la fede luterana poco più tardi la scomunica di Lutero, in seguito alla predicazione in territorio svedese di Olof Persson. Nel 1523 il nobile Gustav Vasa conquistò il trono svedese e interruppe ogni tipo di rapporto con Roma dopo essersi intromesso negli affari ecclesiastici svedesi. Quattro anni dopo, alla Dieta di Västerås, Gustavo I impose il proprio dominio su ogni bene della chiesa nazionale. In Danimarca il sovrano Federico I e suo figlio Cristiano III abbandonarono progressivamente il cattolicesimo in favore della fede luterana; Cristiano III nel 1536 azzerò totalmente l'autorità dei vescovi cattolici in Danimarca con l'aiuto dell'assemblea nazionale.

In Inghilterra, successivamente al rifiuto espresso da papa Clemente VII di annullare le nozze tra il re Enrico VIII e Caterina d'Aragona in favore di un secondo matrimonio con Anna Bolena (vicenda in cui ci fu la partecipazione di Thomas More), Enrico VIII nel 1529 rivendicò alcuni poteri esclusivi del papa, come la nomina dei vescovi, e si sposò comunque con Anna; il secondo matrimonio e la dissoluzione del primo vennero entrambi approvati dall'arcivescovo di Canterbury, all'epoca Thomas Cranmer. Clemente VII scomunicò il re inglese, che ribatté emanando l'Atto di Supremazia (1534), un provvedimento legislativo grazie al quale Enrico VIII e tutti i successivi re d'Inghilterra sarebbero divenuti capi supremi della Chiesa anglicana. Le conseguenze politiche ed economiche di tale atto furono presto evidenti: tutti i pagamenti che prima erano versati al papa ora venivano versati alla corona.

Dopo le iniziali condanne di eresie formulate dalla Chiesa di Roma nei confronti dei riformatori protestanti e lo scisma anglicano, dal 1545 venne avviata la Controriforma, i cui protagonisti furono l'Ordine dei Gesuiti e l'Inquisizione romana. Nello stesso anno il cattolico Francesco I di Francia ordinò alle sue truppe di uccidere tutti i valdesi della Provenza; l'episodio più noto di questa offensiva è il massacro di Mérindol, insieme al massacro di Lacoste (Vaucluse), in cui centinaia o forse migliaia di valdesi vennero assassinati e vari villaggi rasi al suolo. A partire da questo periodo la Germania centrale e nordorientale diventò protestante, mentre la parte meridionale ed occidentale restò prevalentemente cattolica. Nel 1547 l'imperatore Carlo V sconfisse la Lega di Smalcalda, un'alleanza di principi protestanti che volevano proteggere i loro territori e sudditi dai cattolici. Anche in Italia i valdesi furono aspramente perseguitati: prima dall'Inquisizione con la strage dei Valdesi di Calabria (1561), e poi dai soldati cattolici del Ducato di Savoia in Piemonte durante le Guerre sabaudo-valdesi, che perpetrarono le Pasque piemontesi (1655), la serie di massacri più nota al riguardo.

In Francia, dove i calvinisti presero il nome di Ugonotti, ci furono delle vere e proprie guerre di religione tra protestanti e cattolici, scaturite dal caso dei manifesti, una controversia legata ad alcune critiche nei confronti dell'Eucaristia cattolica, ben presto diffusa nell'intera nazione. Francesco I reagì istituendo la Camera ardente, un tribunale speciale per giudicare protestanti e ugonotti; migliaia di questi ultimi emigrarono in massa verso paesi più tolleranti, come la Germania e la Svizzera (Giovanni Calvino si stabilì a Ginevra).

Nonostante la persecuzione antiprotestante condotta da Francesco I e dal figlio Enrico II poi, la Riforma in territorio francese riuscì comunque ad espandersi, raggiungendo l'interesse sia della borghesia che della nobiltà francese, scocciate e oppresse dall'ostinazione e dal compiacimento della Chiesa cattolica. Col passare degli anni il protestantesimo francese assunse un carattere politico molto differente, reso ancor più ovvio dalla conversione di aristocratici negli anni 1550; in questo contesto si svilupparono le guerre di religione. Lo sdegno e le atrocità commesse dai soldati delle varie fazioni segnarono questo periodo di debolezza e di guerre civili continue, e divenne presto emblematica a tal proposito la strage di san Bartolomeo, che vide morire sotto le lame cattoliche tra i 5000 e i ugonotti. Il conflitto si concluse nel 1598 con l'editto di NantesAll'editto si erano opposti i parlamenti e per la sua esecutività il re Enrico IV di Francia dovette imporre la sua volontà con un lit de justice.. Situazione completamente diversa in Spagna, dal momento che ogni tentativo di divulgare testi protestanti o traduzioni della Bibbia veniva stroncato sul nascere dall'Inquisizione spagnola sotto il regno di Filippo II. Coloro che si rifiutavano di abiurare, come Rodrigo de Valer, erano condannati all'ergastolo. Il disprezzo per i protestanti di Filippo II sarebbe stata una delle cause che avrebbe condotto allo scoppio della guerra degli ottant'anni contro le Diciassette Province, desiderose di liberarsi dal cattolicesimo per abbracciare il calvinismo e l'indipendenza politica; dopo la fine delle battaglie nacque la Repubblica delle Sette Province Unite, a maggioranza protestante.

Nel Seicento, dopo la guerra dei trent'anni e la pace di Westfalia che pose fine al conflitto, la Chiesa cattolica aveva definitivamente perso, insieme a diversi possedimenti territoriali e aree d'influenza nell'Europa centrale, la sua importanza nelle questioni politiche e militari degli Stati europei, divenuti ormai autonomi rispetto al potere ecclesiastico, anche per merito della Riforma.

Età contemporanea Persecuzioni nell'Italia fascista

I protestanti italiani, a partire dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste nel 1938, vennero fortemente discriminati e perseguitati insieme ad altri gruppi religiosi e minoranze presenti in Italia, con il supporto della Chiesa cattolica; tra le denominazioni protestanti che subirono questi soprusi ci furono i pentecostali. Nel 2014 papa Francesco ha chiesto scusa per i crimini commessi dai fascisti nei confronti di questi ultimi in occasione di una visita alla chiesa pentecostale di Caserta.

Strumentalizzazioni e resistenza nel terzo Reich