Corona d'Aragona (Corona Aragonensis) fu il nome dato all'insieme dei regni e territori soggetti alla giurisdizione dei sovrani il cui titolo principale, ma non l'unico, era quello di Re d'Aragona dal 1137 al 1715. Nata dall'unione dinastica tra il Regno d'Aragona e la Contea di Barcellona (poi come Principato di Catalogna), la Corona d'Aragona fu accresciuta nei secoli di altri territori: i regni di Maiorca, Valencia, Napoli, Sicilia, Sardegna, Contea di Provenza, nonché i ducati di Atene e di Neopatria.
Storia
L'unione dinastica tra il Regno d'Aragona e la Contea di Barcellona
L'unione dei territori della contea di Barcellona e del regno d'Aragona avvenne grazie al matrimonio di Ramon Berenguer IV, conte di Barcellona, con Petronilla d'Aragona (1137). Da quel momento i due territori, pur essendo autonomi, confluirono in unione personale nella figura dei re di Aragona e andarono a formare la cosiddetta "Corona d'Aragona". Il figlio di Ramon Berenguer IV e Petronilla, ereditò entrambi i titoli, che furono assunti da tutti i suoi successori. Ciononostante l'unione personale comportò il rispetto delle istituzioni preesistenti e dei parlamenti di entrambi i territori.
Espansione nel Mediterraneo
Dopo la perdita d'influenza della Corona d'Aragona in Occitania, a seguito della battaglia di Muret, il re Giacomo I detto il Conquistatore diede inizio nel XIII secolo all'espansione del regno verso il mar Mediterraneo e il levante peninsulare nell'ambito della Reconquista, riuscendo a strappare agli arabi Maiorca e buona parte dell'attuale Comunità Valenciana. Valencia fu dichiarata capitale di un neocostituito regno dallo stesso nome e dotata di proprie istituzioni, cosicché fu il terzo stato ad entrare nella Corona d'Aragona. L'isola di Maiorca, assieme alla Cerdagna, al Rossiglione e alla città di Montpellier, vennero ceduti a suo figlio Giacomo con il nome di regno di Maiorca, per poi essere reincorporati nel 1349.
Seguendo una strategia comune agli altri regni della penisola iberica i re d'Aragona dotarono i regni della Corona di leggi e fueros (consuetudini) proprie, al fine di limitare l'influenza della nobiltà e garantire una maggiore fedeltà alla monarchia.
L'espansione aragonese nel Mediterraneo accrebbe la Corona d'Aragona di nuovi territori: la Sicilia (1282), i Ducati di Atene (1311) e Neopatria (1319), e la Sardegna fra il 1323 e il 1326 (a cui seguì una lunga guerra contro il giudicato di Arborea), nonché, nel 1442, il Regno di Napoli. Data la lontananza geografica dall'Aragona, questi territori non vennero assoggettati a un governo centrale, bensì affidati alle élite locali. Nei possedimenti italiani il controllo aragonese fu quindi spesso nominale, di natura più economica che politica.
Nel 1410 il re Martino I morì senza discendenti: in seguito al Compromesso di Caspe, Ferdinando d'Antequera (della dinastia castigliana dei Trastámara) fu incoronato con il titolo di Ferdinando I d'Aragona. Più avanti suo nipote Ferdinando II riacquistò la Catalogna del Nord (fra cui anche il Rossiglione), che era passata alla Francia, e il Regno di Navarra, che pur essendosi da poco unito alla Corona d'Aragona era stato perso per via di dispute dinastiche interne.
Unione dinastica con la Corona di Castiglia Ferdinando II sposò nel 1469 l'infanta Isabella di Castiglia, creando i presupposti per la futura unione dei due regni. Tuttavia, all'epoca, sia la Castiglia che l'Aragona rimasero entità statuali autonome, ciascuno dotato di proprie istituzioni, parlamenti e leggi tradizionali.
Dagli Asburgo alla fine della Corona d'Aragona La Corona d'Aragona e quella di Castiglia passarono successivamente agli Asburgo (Carlo V di Spagna, detto Carlo I in Aragona, era nipote dei Re cattolici), che le riunirono sotto la Corona di Spagna (anche in questo caso le istituzioni delle due Corone, rimaste distinte, non persero la propria validità). All'estinzione della linea degli Asburgo di Spagna (1700), anche la Corona d'Aragona rimase senza titolari. Scoppiò quindi la guerra di successione spagnola (1701-1714), che vide la vittoria del pretendente borbonico, Filippo d'Angiò, salito al trono con il nome di Filippo V di Spagna.
Appena consolidato il proprio potere Filippo V trasformò la Spagna in una monarchia centralizzata ed emanò i decreti di Nueva Planta, per effetto dei quali le terre della Corona d'Aragona (che si erano schierate a favore dell'altro pretendente al trono durante la guerra di successione) vennero private di tutte le istituzioni e legislazioni tradizionali per essere sottomesse ad un'amministrazione spagnola unita. A partire da questo momento la Corona d'Aragona cessò formalmente di esistere.
Araldica: i Pali d'Aragona
Le "Barre d'Aragona", o più correttamente i "Pali d'Aragona" (in spagnolo Barras de Aragón) sono l'antico simbolo araldico del casato dei Re d'Aragona. In catalano vengono chiamati els quatre pals ("i quattro pali") che formano la senyera reial.
Sono quattro frange verticali rosse su fondo dorato o giallo. La descrizione corretta in araldica è: d'oro, a quattro pali di rosso.
Capitale A partire da Pietro II, la casa della corona fu la cattedrale del Salvatore di Saragozza (XII secolo). Il parlamento utilizzato per le assemblee era quello di Monzón (dal XIII al XVI secolo), mentre i restanti incontri avvenivano presso Fraga, Saragozza, Calatayud e Tarazona. Le sedi del consiglio furono Barcellona (dal XIII al XVI secolo) e Napoli durante il regno di Alfonso V.
D'altro canto, l'Archivio Generale della Corona d'Aragona, che era il deposito ufficiale della documentazione reale della casata dal regno di Alfonso II (XII secolo), aveva sede nel Monastero di Santa María de Sigena, almeno fino al 1301 (anno in cui fu trasferito a Barcellona).
Nei primi anni del XV secolo, fino all'ascesa al trono di Alfonso V, la capitale de facto era Valencia. Nel corso del XV-XVI secolo la capitale de facto della Corona era Napoli: dopo Alfonso V d'Aragona, anche Ferdinando II d'Aragona stabilì la capitale a Napoli. Alfonso, in particolare, volle trasformare la città in una vera capitale del MediterraneoGiuseppe Caridi, Alfonso il Magnanimo. Il re del Rinascimento che fece di Napoli la capitale del Mediterraneo, ed. Salerno 2019, prodigando anche ingenti somme per abbellirla ulteriormente. Più tardi le corti furono itineranti fino a Filippo II di Spagna.
Lo storico spagnolo Domingo Buesa Conde sostiene la tesi che Saragozza dovrebbe essere considerata la capitale politica permanente, ma non economica o amministrativa, a causa dell'obbligo dei re di essere incoronati alla Cattedrale del Salvatore di Saragozza.
I territori e i regnanti della Corona d'Aragona Dinastia Regno d'Aragona Principato di Catalogna Regno di Valenza Regno di Maiorca Regno di Sardegna Regno di Sicilia Regno di Napoli Casa d'Aragona (Barcellona) Ramon Berenguer IV e Petronilla d'Aragona (1137-1164) Alfonso II d'Aragona (1164-1196) Pietro II di Aragona (1196-1213) Giacomo I d'Aragona (1213-1276) Pietro III di Aragona (1276-1285) Giacomo II di Maiorca (1276-1285) Alfonso III di Aragona (1285-1291) Giacomo II di Aragona (1291-1327) (1291-1295) (1285-1295) Giacomo II di Maiorca (1295-1311) Federico III di Sicilia (1295-1337) Sancho I di Maiorca (1311-1324) Alfonso IV di Aragona (1327-1336) Giacomo III di Maiorca (1324-1343/1346) Pietro IV di Aragona (1336-1387) Pietro II di Sicilia (1337-1342) Ludovico di Sicilia (1342 - 1355) Federico IV di Sicilia (1355-1377) Maria di Sicilia (1377–1401) Giovanni I di Aragona (1387-1396) Martino I di Sicilia, il Giovane (1395-1409) Martino I di Aragona o l'Ecclesiastico (1396-1410) Interregno - Compromesso di Caspe Casa di Trastámara Ferdinando I di Aragona (1412-1416) Alfonso V d'Aragona (1416-1458) Giovanni II di Aragona (1458 - 1479) Ferdinando I di Napoli, Ferrante (1458-1494) Ferdinando II di Aragona (1479-1516) Alfonso II di Napoli, (1494-1495) Ferdinando II di Napoli, Ferrandino (1495-1496) Federico I di Napoli (1496-1501) (1504–1516) Casa d'Asburgo Carlo I d'Aragona (1516-1556) Filippo I d'Aragona (1556-1598) Filippo II d'Aragona (1598-1621) Filippo III d'Aragona (1621-1665) Carlo II d'Aragona (1665-1700) Estinzione della Corona d'Aragona Guerra di successione spagnola tra Filippo d'Angiò e l'arciduca Carlo d'Asburgo (1702-1715) Filippo V di Spagna (1700-1746).Le istituzioni, leggi e consuetudini dei territori della Corona d'Aragona vengono aboliti dai decreti di Nueva Planta e i territori passano sotto la legislazione del regno di Castiglia Carlo VI del S.R.I. (in Sardegna fino al 1720, in Sicilia fino al 1734 e a Napoli fino al 1735)
La Corona era costituita dai seguenti territori, ora parte di Spagna, Francia, Italia, Grecia, Malta e Andorra: